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Periodizzazione per il judo: aiuto!!

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

ahi ahi ahi: hic rhodus hic salta dicevano gli antichi..
secondo me se lo faccio adesso schiatto di brutto. 🙂

ho provato l'altra sera dopo aver fatto il max/75/50 di squat, panca e trazioni e mi sembrava di avere duemila anni.. no, dopo le sedute di forza proprio non gliela posso fare.

oggi magari faccio un giro e provo a vedere se riesco a reggere almeno una rip 15 +15 🙂

m.

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Si, si, un giro solo, giusto per vedere. Anche con 2-3 ripetizioni, il tanto che basta per vedere i movimenti di fila. Grazie.

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sgangaster
Post: 111
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(@sgangaster)
Registrato: 15 anni fa

@deadboy: cafone, davvero davvero, chiedere una cosa del genere ad un primiparo attempato. Ti perdono solo perchè sai che Marokun è un judoka, ed in quanto tale un Highlander, per definizione.
@Marokun: mi ha chiamato Teddy per l'appunto, chiedendomi se ti conosco perchè si è sentito chiamato in causa. Ovviamente ho negato tutto, gli ho spiegato che a Brescia non si fa judo (anche se lì in molti avete Forza e Costanza...) e che stavi testando il lancio del peso, come argutamente ipotizzato dal frequentatore che si sente nel filmato...
A parte tutto: se lo scopo è quello di migliorare il passaggio tra kuzushi e tsukure ed i sovraccarichi vanno esclusi, allora non ho capito cosa non va negli elastici. Il kuzushi lo simuli comunque tirandoli e lo tsukure lo fai in velocità. Senza sovraccarico come puoi sviluppare la forza per lanciare Teddy dall'altra parte della città? E se non è la forza l'obiettivo, allora immagino che sia l'acquisizione del gesto tecnico, giusto? Se è così non vedo controindicazioni agli elastici.

Prima di tirare le somme pongo un ultimo quesito, che magari è già ampiamente discusso nel sito ma che ancora non ho affrontato (scusate, ma mia moglie credo cominci a sospettare che mi faccia le pippe davanti al pc, visto il tempo che c'ho passato negli ultimi giorni...e se scopre che in realtà leggo articoli di omaccioni grandi e grossi, guardo le loro foto ed i loro filmati...non so se ne esco vivo...): nei principi della periodizzazione ho sempre letto che dopo il ciclo di forza massima si lavora per applicare questa al lavoro specifico ed alle altre componenti della forza richieste dallo sport. Come già accennato, il judo non prescinde dalla forza esplosiva: puoi essere Hulk, ma se entri a 33 giri faccio in tempo anche a comprarti una camicia nuova mentre completi la tecnica. La domanda: valgono gli stessi principi esposti fino ad ora secondo voi? Cioè la forza massima la trasferisco ai gesti esplosivi che faccio sul tatami così, naturalmente, oppure in questo caso devo integrare con qualcosa di più specifico?
Intanto grazie di cuore per i vostri interventi...

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adogruzzaq
Post: 370
(@adogruzzaq)
Registrato: 16 anni fa

Bah, io non vedo benissimo neanche gli elastici se si esagera.

Perchè il problema non è il sovraccarico in sè, ma il modificare un gesto dandogli di carichi (in questo caso gli elastici) che richiedono un timing (tempo di attivazione delle singole unità motorie) differente, falsandone così l'efficacia.

Per quanto riguarda la forza massiamale:

1° di tutto non allenerei MAI direttamente la forza massimale, non lo faccio io che alleno Powerlifting figuriamoci chi fa Judo.

2° il passaggio credo debba essere diretto_ forza aspecifica che si trasforma in diretta in capacità di attivazione ad alta velocità sul tatami.

Secondo me, fare fasi di forza esplosiva non serve ad una sega. So che sono punti di vista piuttosto nuovi però stiamo avendo moltissime conferme da questo punto di vista, avendo la fortuna avere un grosso campione di gente che non fa sedute DE ma che è molto più esplosiva di chi fa sedute DE.

Ricordandosi sempre che tutto è relativo e ciò che conta di più è il volume di lavoro.
Grazie a voi dell'attenzione.

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Gli elastici li introducono per forza di cose: quando si allenano da soli e non hanno un compagno da strapazzare, se vogliono allenarsi nelle proiezioni non hanno alternative (a meno che non siano sposati o fidanzati). Il lavoro con gli elastici non viene fatto per diventare più forti o esplosivi nel gesto specifico, prova ne é che si vedono allenamenti fatti con elastici che producono una resistenza risibile. Secondo me vengono usati soprattutto per memorizzare bene il movimento, ripetendolo un'infinità di volte, proprio come si ripetono migliaia di volte i gesti del karate. A differenza dei pugni o dei calci, però, le proiezioni, non possono essere allenate senza un compagno, da qui l'esigenza di trovare un sostituto. Insomma, se vogliono fare quel tipo di lavoro da soli gli elastici gli servono. Poi l'efficacia dipende molto dal grado di resistenza offerta dal mezzo. Secondo me dovrebbero usare elastici fini quando ripetono il movimento completo e usare quelli più spessi solo per la parte iniziale del movimento, quella in cui si deve far perdere l'equilibrio all'avversario.

@Sgangaster, questa cosa del primiparo attempato sono andata a cercarmela su google e il primo risultato è stato Giuliano Ferrara. Adesso Marokun dovrà filmarsi mentre fa un paio di salti mortali per riconquistare la sua dignità. 😀

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Alòraaa!! Chiariamo: io sono stato un primiparo prematuro, visto che mi son sposato e riprodotto prima dei trenta.
Oggi vedo di fare 'sto filmato così la dignità la perdiamo una volta per tutte, E sono stato a pranzo dai suoceri, quindi ho quei tre kg in più di stamattina, quindi vale doppio! (burp).
Nota judiositica, l'FC si è divisa anni fa, io bazzico il JCC. 🙂

Il lavoro con gli elastici, di cui non amo solo la distribuzione del carico F=kl, non va inteso in alcun modo come condizionamento muscolare, nè organico, ma del gesto, è un condizionamento "neuronale", se mi concedete.
Io preferisco il cavo perchè è a carico costante, anche se in realtà servirebbe una camma.
Nella realtà infatti il picco di carico ce l'ho quando ukè sta a terra e resiste (contraendo in opposizione le sue catene biomeccaniche, in attrito con il suolo), poi quando lo stacco ho solo il suo peso.

Ado giustamente dice: occhio! che se mi lavori un timing di attivazione diverso dal gesto vero, ti incasini e peggiori. Ma - come dice deadboy - gli uke sono materia rara e deperibile, e per salvaguardarsi mi falsano il movimento peggio degli elastici.

Tipicamente nel judo si fa uchi-komi, ovvero la ripetizione del gesto di entrata per 5-10-n volte. Si proietta (gesto completo) ogni 5 o 10. Nelle altre ripetizioni uke deve resistere contrastandomi, e il mio movimento diventa un coitus interruptus. Mi inchiodo a metà e rimbalzo indietro. Che non va bene per niente. Io credo che l'uchi-komi sia una pratica che costruisce molti limiti.

La vera "rivoluzione", per far fruttare le indicazioni di Ado, credo sarebbe quella di (e qui rischio il fulmine in testa) ABOLIRE l'uchi-komi fatto in quel modo. E distinguere radicalmente: da una parte una fase di studio dove lavoro il movimento senza assolutamente caricare "come se" dovessi lanciare, dall'altra il lancio (con il materassone per chi cade) dove lancio SEMPRE con il movimento completo.

A quel punto mi accorgo che gli elastici e i cavi non servono a altro che a tenermi in piedi mentre faccio del lavoro a vuoto, che ha un nome giapponese che non mi ricordo mai (iancosokogheiko, una roba così).

Se studio la biomeccanica del judo (i famosi libri di Attilio Sacripanti), mi accorgo che il mio baricentro in tante tecniche va fuori dalla base d'appoggio, perchè le posizioni sono in equilibrio per il sistema connesso coppia-di-atleti, non per il singolo. (prendi la foto del giapponese di tre pagine fa e togligli il Frezza: si schianta, rimbalza e va a finire in tribuna).

Quindi secondo me c'è spazio per l'uso di questi supporti (elastici, cavi, ecc..) ma devo sapere che mi servono solo con questa funzione, per permettermi di controllare l'evoluzione di uno stato di squilibrio, che altrimenti (se lavorassi del tutto a vuoto, da solo) dovrei compensare per stare in piedi con contrazioni - quelle sì - completamente negative rispetto alle attivazioni desiderate.

Così vi torna?

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa
1° di tutto non allenerei MAI direttamente la forza massimale, non lo faccio io che alleno Powerlifting figuriamoci chi fa Judo.

Qui intendi che non andresti mai a lavorare con carichi massimali o sub-massimali, vero?

Ok, ok, ci mancherebbe!!

ma che cosa sono le sedute DE? Dedicate all'Esplosività?!?

grazieee

m.

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Per DE si intende Dynamic Effort (sforzo dinamico letteralmente) e si indicano delle sedute di allenamento col bilanciere fatte con un peso submassimale (compreso più o meno tra il 50-70%) ad alta velocità.
Si tratta di un metodo impiegato nel cosiddetto Westside system, metodo di allenamento PL partorito dall'americano Louie Simmons, dove si distinguono sedute in ME (maximum effort, massimo sforzo, dedicate alla ricerca del massimo carico) e sedute in DE (dedicate alla velocità). Le cose in realtà sono più complesse di come le descrivo, ma in buona sintesi è così. Questo metodo è diventato molto famoso negli ultimi dieci anni, da qui la diffusione della terminologia ME e DE e dell'utilizzo di questo tipo di sedute un po' ovunque, senza però usare il minimo criterio e, quindi, stravolgendone l'idea e l'impiego.
Ado dice che allenarsi in DE non serve a una mazza perché ci si dovrebbe allenare sempre cercando la velocità con la migliore tecnica.
In verità il metodo westside ha le sue logiche, ma è pensato per atleti dopati e attrezzati, non per i natural. Il suo impiego in ambiti diversi da quell'ambiente ha finito per mostrarne i limiti.
La distinzione tra ME e DE, però, è stata così abustata che trovi persino chi la usa nell'allenamento a corpo libero.

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ahhh ecco, grazie mille, ora capisco.
Simmons è pure simpatico, ma sai che c'è.. li ho guardati quelli della Westside: sono invariabilmente orrendi. Son proprio brutti forte!! 🙂
Guarda, a me basterebbe sapere come si allenava Karelin, per portare su (vedi a metà, dopo le danze) 130 kg di un metro e rotti senza batter ciglio.
Mi basta quello 🙂

[video] http://www.youtube.com/watch?v=99Jrp_ssM-I&feature=youtu.be [/video]

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ed ecco come rimpiangere rapidamente le costolette in umido con i funghi!
Giusto tre ripetizioni per capire, neh?!? 🙂

[video] http://www.youtube.com/watch?v=3yWKKPu3ByE [/video]

con le due transizioni: dai piegamenti ai balzi e viceversa (o almeno, a me viene comodo così..)

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Marokun, pensavo che parlassi di uno strappo o di uno stacco, invece era un salto. 🙂
Mi sa che la seconda parte dell'articolo sui pliometrici tornerà molto utile, perché dovrebbe contenere anche la spiegazione sull'impiego dei balzi in allenamento.
Probabilmente Karelin è stato tirato su dalla mamma a pane e strappi fin dalla tenera età. 😀

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Si a tutti e due
1) aspetto con gola la seconda parte sulla pliometria
2) il siberianone l'han proprio tirato su a pane e strappi come dici tu: davài davài davài!!
l'hai visto a far pesetti con le ghirie da 40? che spettacolo.. 🙂

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sgangaster
Post: 111
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(@sgangaster)
Registrato: 15 anni fa

M'ha fregato anche stavolta e non c'ho voglia di riscrivere.
@Marokun: complimenti per la velocità che ancora esprimi.

Concordo sugli elastici: la loro utilità principe è quella di memorizzare e quindi velocizzare il movimento. Ti dirò, vedo ancora neofiti che con gli elastici correggono errori che non comprendevano nell'uchi komi. Chiarissima e lampante la descrizione della loro funzione di supporto.

Vorrei tornare alla periodizzazione per chiudere, ma adesso ho sonno! 'notte a tutti!

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sgangaster
Post: 111
Topic starter
(@sgangaster)
Registrato: 15 anni fa

Rieccomi. Provo a tirare le somme. Siamo partiti dal definire le qualità che il judoka dovrebbe possedere (sottointendendo la tecnica):
A Res. aerobica
B Res. anaerobica
C Forza massima
D Forza veloce
E Elasticità/agilità

Dalla discussione è venuto fuori più o meno quanto segue, se non ho preso fischi per fiaschi:
A. Abbiamo detto che non è la qualità più importante. Prendendo spunto dall'articolo di Visione se si riescono a fare 2400/2500 m con il test di Cooper si è già ad un buon livello.
Ora, non so quanti di voi siano avvezzi alla corsa, ma significa correre 12' ad almeno 12 km/h, cioè a 5'/km. Per tenere quest'andatura devi comunque essere allenato alla corsa, i.e. non va esclusa dalla preparazione!
B. Se ti alleni regolarmente sul tatami ed il tuo tecnico è minimamente aggiornato, minimo la metà della seduta sarà a ritmi anaerobici. Non è necessario quindi integrare, a meno che (come il sottoscritto nel contingente) tu non possa calpestare la materassina per infortunio.
C. Un aiuto esterno non guasta, esercizi multiarticolari.
D. Vale quanto detto per B.
E. Vale quanto detto per B.

Per quanto riguarda B, D ed E ritengo eventualmente utile un periodo di integrazione (mesociclo o qualche microciclo?) in caso di palese deficit rispetto alle altre qualità. Se, per esempio, in allenamento noto che a fiato ci sono, resto lucido anche dopo i 4milioni di scatti, a terra se provano ad immobilizzarmi li sollevo come se avessi il raggio antigravità di Goldrake, ma non proietto nessuno perchè si capisce un quarto d'ora prima che sto per entrare, ecco allora che forse dovrei concentrarmi un po' sull'esplosività...

Ma facciamo finta di essere bravi in tutto. Nell'ipotesi iniziale di periodizzazione semestrale potrei pensare una cosa del genere:
- 1 o 2 mesocicli per VO2max e potenza aerobica: 8 settimane (sempre organizzate in 3 di lavoro ed una di scarico). In pratica affianco alle 2 sedutexweek di judo una buona tabella di corsa ed eventualmente allenamenti a circuito, con test di Cooper iniziale e finale (al termine del ciclo)
- 2/3 Mesocicli forza massima: 12 settimane in tutto dove mi concentro sulla forza, naturalmente continuando le sedute di judo e un paio di corse di mantenimento di quanto precedentemente maturato.
- 1/2 mesocicli pre-competizione: dalla settimana 21 alla 28 mi dedico a mantenere quanto acquisito fino ad ora, aumentando gradualmente il lavoro specifico (3/4 sedute x week) che, già alla metà del ciclo deve essere maggiore in numero di sedute rispetto al lavoro generale. E' qui che dovrei avere maggiormente transfert.
- Periodo di competizione: pane e tatami.

Che ne pensate? Può essere un'idea di massima?

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

A me sembra bello, non so davvero come si ragiona in queste cose qui, meso cicli, microcicli..

Ma di fatto stiamo dicendo che:

1) in alcuni periodi (i mesocicli VO2max) mi sbatto di più con corsa e circuiti per portare a casa il fondo aerobico che mi serve (o, meglio, per non perderlo).
2) Poi in alcune fasi di 4-6 settimane ciascuna mi dedico al lavoro di forza, con i sovraccarichi, quanto basta e con il cervello.
3) Precompetizione, comincio a lasciar perdere sia i carichi, sia la corsa lunga.
Qui direi che si fanno circuiti, più che altro, giusto? Con dentro magari della pliometria non troppo spinta: scatti, balzi sui blocchi da 50 cm e piegamenti con rimbalzo?

E poi pregara dove faccio tecnica e scaravento file di cavie sui materassoni.

Boh, tutto ciò, in linea di massima a me sembra corretto! 🙂

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