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Programmazione Vs I...
 

Programmazione Vs Istinto

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lcvl
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 lcvl
(@lcvl)
Registrato: 16 anni fa

Nel mio piccolo vado di massimale tutti i giorni... Anche oggi sono riuscito a battere il record di ieri, facendo quattro reps di Jerk (12kg+12kg)... Finchè mi regge il sistema nervoso e non entro in sovrallenamento io continuo... da vero spartano!
Però capisco non sia un programma per tutti... Per quel che mi riguarda ho la fortuna di avere la genetica dalla mia parte...

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Auross
Post: 29
(@auross)
Registrato: 16 anni fa

Concordo con temudzhin!
Secondo me, soprattutto se non si gareggia, bisogna ricercare un equilibrio tra programma e allenarsi d'istinto e per divertimento, perciò adottare metodi scientifici pur facendo cose che ci divertono, senza sfociare nell'ossessione della tabella di marcia o altro 🙂

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orsettoKT
Post: 292
(@orsettokt)
Registrato: 17 anni fa

Ciao, a tutti, nel mio piccolo credo che il giusto sia nel mezzo...
Cioè credo siamo tutti d'accordo che bisogna ripetere il gesto in modo tecnico, con una buona frequenza ecc... ecc...
Personalmente mi alleno per scaricarmi dopo una giornata di studio passata seduto sui libri, niente di piu niente di meno, ma togliersi qualche soddisfazione è davvero appagante per alcuni sarà qualche chilo sul bilanciere per altri qualche ripetizione in piu o qualche minuto in piu con 2 pesi sul petto.
Credo quindi che si possa unire le due cose impostando un programma "di massima" cioè un giorno molte serie fattibili, un altro poche spingendo, insomma organizzare una cosa ragionevole lasciando spazio all'istinto e a come ci si sente quel giorno...

ultimamente sto facendo cosi e non mi trovo male, a istinto proprio non riesco ad andare, un minimo di programma mi serve altrimenti mi sembra di star a perdere tempo non vedendo un minimo di percorso, ma anche avere numeri e tempi precisi è stato deleterio: se il foglio diceva 4x20 facevo 4x20 anche se comportava finire con le mani aperte e il sangue sul pavimento (qualche volta è successo).

Adesso ho impostato il programma ma un po piu libero...

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MrStamina
Post: 60
(@mrstamina)
Registrato: 16 anni fa

Aggiungo la mia: per chi si allena "agonisticamente", la programmazione non può che essere ad applicazione istintiva.

Mi spiego meglio:
Presupposto nr. 1: Per fare bene, occorre allenarsi molto, tanto, anzi di più

Presupposto nr. 2: Per fare bene, occorre variare i mezzi di allenamento, allenare molte qualità, inserire un bel po' di esercizi di compensazione, cambiare spesso il tipo di fatica.

Presupposto nr. 3: nessuna "tabella" e in realtà nessun test può dirti quanto sei affaticato dagli allenamenti precedenti e, soprattutto, di che cosa hai bisogno QUEL giorno, QUELL'allenamento per continuare a migliorarti, nel breve e nel medio periodo.
Bisogna avere la capacità di ascoltare il proprio corpo - sembra un luogo comune new age, ma se non si acquisisce questa capacità, è meglio non allenarsi, meglio andare a fare salutari passeggiate.

In sintesi, a mio avviso un sistema di allenamento può funzionare se: 1) l'atleta sa come allenarsi, cioè come svolgere i singoli allenamenti per allenare determinate qualità; 2) l'atleta sa decidere di volta in volta quale allenamento fare

... TO BE CONTINUED (aspettate prima di maciullarmi...) ...

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MrStamina
Post: 60
(@mrstamina)
Registrato: 16 anni fa

...

Allora a cosa serve una (buona) programmazione?

A mio avviso serve:
1) per inviduare le qualità da allenare ed i modi (i singoli allenamenti) per farli;
2) per indirizzare gli atleti più inesperti sulla strada giusta;
3) se è - come deve essere - personalizzata, a costituire il copione che l'atleta deve recitare. In alcuni casi, reciterà alla lettera, altre volte la utilizzerà come canovaccio
4) a dare degli OBIETTIVI REALISTICI ma DIFFICILI, quasi impossibili da raggiungere, ma che uno che si impegna come una bestia ce la può fare (non uso l'espressione "obiettivi sfidanti" perchè è quella con cui solitamente si inc*lano i dipendenti nei piani aziendali)

... TO BE CONTINUED ...

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MrStamina
Post: 60
(@mrstamina)
Registrato: 16 anni fa

...

visto che stasera sono a casa tranquillo, mi sento in vena di profond riflessioni 🙂

Vediamo allora a cosa NON può servire una buona programmazione:
1) a farci amare un movimento, una sensazione muscolare. Certo sapere cosa avviene nel nostro corpo quando ci alleniamo può essere motivante (per me lo è), ma di base c'è che a qualcuno di noi piace istintivamente fare quel tipo di fatica, a chi non piace, nisba, di sicuro non è la programmazione che glielo fa piacere
2) a dare un senso "elevato" a quello che facciamo. La programmazione è un mezzo per ottenere risultati, ma poi lo sappamo soltanto noi se quei risultati sono importanti per noi o è stato solo un modo per occupare il tempo.

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Visione
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(@visione)
Registrato: 17 anni fa

@temudzhin, io la vivo invece in modo diametralmente opposto.
"Quante volte mi sono sentito bene, semplicemente perchè avevo fatto il mio dovere, avevo completato il programma."
Con programma qua intendo allenamento. io so che devo fare 3x20 per esempio. Se ci riesco sono contento come un bambino.
Ma sono contento nella giornata, se uno fosse contento solo alla gara si sparerebbe.

La cosa che però mi sembra strana è che comunque chi si allena così, anche se non gareggia si diverte. Perchè ogni allenamento diventa una piccola gara, una sfida con se stessi.

Questa cosa di ricercare emozioni , che ci sta, però mi sembra molto stile BB. Devo sentire il muscolo che lavora.
Per carità io sento tutto il corpo, lo vivo, lo ascolto, anche quando ho finito dall'allenarmi. Però l'ascolto anche se ricerco un obiettivo, anzi imparo ad ascoltarlo di più.

Ultima cosa, ora sembra che chi gareggia dedica la vita ad allenarsi. Dei ragazzi che vi ho postato nell'articolo, quasi tutti si allenano 3 giorni, fabio 4 dove il 4 fa minchiate.
Altri due esempi, Mattia e Oleh si allenano 3 giorni a settimana.

Quindi anche li io non avrei preconcetti. Non vorrei che passasse il messaggio che chi gareggia si deve fare il culo e il divertimento va in secondo piano dopo il risultato. Qua nessuno vince niente, il 90% degli atleti non mettono neanche il video su internet per farsi vedere. Chi gareggia lo fa perchè si DIVERTE. Quindi il senso del piacere nell'allenarsi ce l'abbiamo tutti 😉

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MrStamina
Post: 60
(@mrstamina)
Registrato: 16 anni fa

"Quindi il senso del piacere nell'allenarsi ce l'abbiamo tutti"

Aggiungo: ce l'ha (di solito) più chi gareggia che chi si trastulla.

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temudzhin
Post: 208
(@temudzhin)
Registrato: 16 anni fa

Infatti era una riflessione sul MIO sentire e vivere l'allenamento non una assolutezza...per quel che riguarda viverlo alla BB... beh proprio no! nei movimenti calistenici si cerca di arrivare a versioni sempre più difficili delle varie skill...sono movimenti complessi in cui si utilizza tutto il corpo e non i singoli muscoli, l'aspetto estetico non è proprio preso in considerazione, al massimo è una piacevole conseguenza.
Certo il non usare sovraccarichi e la complessità stessa di molti movimenti richiede, ancor più che in altre discipline, il ripetimento ossessivo del gesto...anche in quest'ottica il programmare sete, reps etc. è ( sempre per un amatore) secondario a fare legna, tanta legna, moltissima legna....certo buffer, multifrequenza e cedimento tecnico, ma sopratutto accumulare tanti tanti tanti movimenti puliti.....un muscle up che ti viene bene è una soddisfazione unica, come un free handstand push up....la sensazione di essere padroni del proprio corpo come te la danno gli esercizi calistenci ( ginnastca artistica e ritmica a parte off course) non te la dà nessuno, in questo dicevo che mi perdevo il gusto del viaggio, tanta era l'attenzione a mille sfaccettature che mi distraevo dal gusto del "muoversi"...io sono di parte lo ammetto ma chiunque abbia provato certe skill non torna più indietro.

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Visione
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(@visione)
Registrato: 17 anni fa

si non mi riferivo al BB in quanto isolamento ma come idea del piacere nel sentire i muscoli lavorare. Che i movimenti calistenici siano quanto di più lontano dal BB sono il primo a dirlo 😀

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MrStamina
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(@mrstamina)
Registrato: 16 anni fa

@ Visione: un argomento su cui vorrei capire meglio come la pensi è quello dell'intensità e del suo rapporto con la tecnica.

Forse ho letto male i post tuoi e di Ado, ma mi sembra di aver capito che consigliate di fare tecnica con intensità bassa o media.

Questo è dovuto solo al fatto che diminuendo l'intensità si può fare più quantità e quindi impratichirsi meglio con l'esercizio?

Te lo domando perchè, almeno per gli esercizi di endurance o ad alte reps, ho qualche dubbio.

Ciao

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temudzhin
Post: 208
(@temudzhin)
Registrato: 16 anni fa

Forse mi sono espresso male...più che muscoli é proprio il corpo nel suo complesso mentre faccio gli esrcizi che mi dà piacere.....quando senti un movimento che ti esce fluido, pulito, impeccabile non ha prezzo...per tutto il resto c'è mastercard.....
A parte gli scherzi e per tornare in tema.....a questo link ( già postato in un altro thread e se a proposito qualcuno riesce a mettere il video direttamente gliene sarei grato ( io sono un imbranato)) puoi vedere uno degli spettacoli più belli del mondo che rappresenta perfettamente il piacere del movimento che cerco di esprimere.
Inoltre sarebbe curioso sapere se codesti perfomer seguono una programmazione ( come la intendiamo genericamente) o si "limitano" a fare fare e rifare gli esercizi con naturalmente tuttle le progressioni del caso.
[video] http://www.youtube.com/watch?v=aH37Gsm6MOI [/video]

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Visione
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(@visione)
Registrato: 17 anni fa

Guarda sto buttando giù le slide per il corso e sto parlando proprio di questo.
In due soldoni, il principiante deve:
-Aumentare la sua capacità di lavoro.
Per fare questo si fanno i basamenti , basse rip tante serie. Alla fine macini volumi assurdi.

Atleti consolidati invece devono lavorare su delle ripetizioni allenanti. A loro poco interessa macinare il 200% del loro massimale, possono fare anche il 300% ma a fine della prestazione non migliori. Devi invece lavorare più di qualità. così le ripetizioni si contano solo dopo una certa soglia. Non guardi più quante rip hai fatto o quanto tonnellaggio ha sollevato. Ma in che range allenante sei stato. Praticamente ti abitui a lavorare sempre in una scala tra 5 e 8 su 10.

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MrStamina
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(@mrstamina)
Registrato: 16 anni fa

Ti ringrazio, ma il mio dubbio era più ignorante, solo sulla tecnica.

Più l'esercizio è complesso (per me è il passo pattinato nello sci di fondo, per te potrebbe essere lo strappo), più in gara rischi di zompare la tecnica.

La cosa che ho notato è che se in allenamento non hai allenato la tecnica ad un'intensità simile a quella di gara, tutto il lavoro di tecnica se ne va su per il camino.

Cerco di spiegarmi meglio: x semplificare le cose, mettiamo che in allenamento mi sia sempre allenato ai 14km./h. curando la tecnica, poi in gara sputando l'anima faccio i 15Km./h., ma con una tecnica diversa, peggiore secondo il "manuale" ma evidentemente migliore sul campo.

Allora il mio dubbio è: non è che per trovare la tecnica migliore, devo testarla costantemente ad intensità di gara?

Spesso nelle gare dei professionisti, si vedono due fenomeni: quelli che sciano "male" quando si va piano, e che diventano perfetti quando entra il turbo, poi quelli che sciano come maestri di sci, fino a quando non devono veramente andare forte, allora si scompongono...

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Visione
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(@visione)
Registrato: 17 anni fa

Si allora diciamo che intensità nel GS è sinonimo di ritmo . Alla fine in allenamento non usi mai un ritmo più lento (quasi mai) neanche con ghirie più pesanti. Così alla fine la tecnica che acquisisci è sempre su quel ritmo. Difficilmente in gara vai più veloce se non negli ultimi min dove comunque la tecnica non si deteriora troppo.

Imparare a lavorare a tempo è il passo fondamentale dopo quello di riuscire a durare 10'

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