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il lato oscuro dell...
 

il lato oscuro della Forza (appunti di respirazione)

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UnoQualunque
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(@unoqualunque)
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Ciao Marokun
Quindi l'errore in vasca che dici tu è esattamente l'esempio di quello che si vuole evitare.
Esattamente.

Se il tipo fosse stato abituato a riconoscere lo stato di contrazione involontaria, si sarebbe accorto subito che qualcosa non andava.
!! Attenzione !!
I muscoli scheletrici sono volontari quindi la contrazione è volontaria .

Per togliere delle contrazioni dannose, devo prima educarmi a sentirle, a riconoscerle.
Esatto, " l'esempio che ti ho riportato "" sarebbe bastato che il tizio avesse avuto vicino qualcuno competente e gli lo avesse fatto notare dove sbagliava [ ovviamente poi avrebbe dovuto lavorarci sopra e dedicarci impegno tempo e fatica ] ma avrebbe di sicuro migliorato .

Tante volte è sufficiente che ci venga fatto notare un errore per correggerlo.

Aumentare l'endocezione ed arrivare a lavorare in decontrazione, abituandosi a lavorare senza tensione, ridurre la fatica percepita.

Imparare il gesto "studiare ed approfondire e impegnarsi a migliorare la tecnica" ti permette di arrivare a Lavorare nel modo corretto.

Se c'è qualcosa che non ho capito o non sono riuscito a spiegarmi chiedi .

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa
 I muscoli scheletrici sono volontari quindi la contrazione è volontaria 

Ecco, credo che il succo della questione sia proprio questo qui: io sono convinto che nei muscoli scheletrici ci siano quote di contrazione involontarie, sulle quali si può lavorare.

Agonista-antagonista, volontario-involontario sono delle etichette valide, ma grezze: c'è di più, c'è parecchia complessità in più. E spazio per lavorarci.

Quello che dici: basta che qualcuno competente ti corregga l'errore, è vero. Verissimo.

Come nello stacco, se uno ti vede da fuori ti può dire, più dritto con le scapole, stai un centimetro più in là, eccetera.

Ma secondo me uno può imparare a "sentirlo" da solo l'errore, e questa è la parte che mi interessa di più, anche se - assolutamente - non nega l'altra. Anzi. 🙂

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UnoQualunque
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(@unoqualunque)
Registrato: 16 anni fa

Ciao
Non voglio deluderti ma sei convinto di una cosa sbagliata " sono convinto che nei muscoli scheletrici ci siano quote di contrazione involontarie, sulle quali si può lavorare."" No assolutamente NO
Ci sono le Leggi di Fisiologia Muscolare.

" secondo me uno può imparare a "sentirlo" da solo l'errore "

Magari fosse cosi semplice, si riesce a fare molto per acquisire la capacità di differenziazione cinestesica, si migliora e si può rieducare la propriocettività , questo si sono da accordo, ma riconoscere un errore da soli è un'impresa molto ardua .

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

He he he.. lo so che dire certe cose causa sconcerto e perplessità, ma forse vale la pena di esprimersi con un briciolo in più di precisione, perchè il tema è complesso.

Allora, cominciamo a intenderci sul "volontario". C'è un bell'articolo di Andrea Biasci sulla propriocezione, che mostra molto bene come tutta una serie di contrazioni non siano attivate dalla neocorteccia, quindi non siano volontarie.

http://www.rawtraining.eu/fondamenti/propriocezione-questa-sconosciuta/

Qui si discrimina in base ai tempi di attivazione: sappiamo che tutto ciò che avviene sotto i 120 millisecondi non dipende dalla neocorteccia, e quindi non conviene classificarlo come volontario. Ma alla fine sono solo parole, etichette, non è così importante.
Le nostre conoscenze dei meccanismi fisiologici sono in continua crescita, e più si cerca più si scoprono dettagli, eccezioni, sfumature.

Alle scuole di Chimica Fisica Ambientale, che facevamo dalle parti di deadboy, a Ingurtosu, mi ricordo che era venuto una volta un fisico strepitoso, Emilio Del Giudice.
Lui faceva ricerca con Giuliano Preparata, uno dei fisici italiani più importanti del secolo scorso, ma vabè.
Insomma, il Del Giudice a un certo momento dice: a me tutta la spiegazione delle catene biochimiche non mi torna. Faccio i conti e non mi torna.
Perchè i medici mi raccontano che la molecola A va a attivare la molecola B e questa a sua volta si combina con D e mi da F che mi scatena la reazione XY. E va bene.
Ma tutto questo avviene in un ambiente liquido in cui sono presenti le molecole F, G, H, I, L, Z e Q. Mi manca la spiegazione di come la la Molecola A, in quei tempi brevissimi, invece di perdersi in giro va a lavorare esattamente con la molecola B.
Concludeva dicendo che, da fisico, la forza che aveva a disposizione per dare ragione di fenomeni in questo intervallo di distanza e intensità era solo una: la forza elettromagnetica.

Questo non per dire che la fisiologia non vada studiata, e non debba essere usata, soprattutto per non perdersi per strada, ma che se lo si fa bisogna andare in profondità, e lì c'è spazio per tante cose che a prima vista non paiono possibili.

In ogni caso non è il mio mestiere, ma quello che so è che qualsiasi modello è basato su una riduzione di complessità, e capita che queste riduzioni lascino fuori cose parecchio importanti.

A me interessa poter ottenere un movimento più fluido, reattivo e dinamico.
E non mi va bene che mi dicano: è genetica, o ce l'hai o non ce l'hai, perchè questo so che è falso.
Il mio modello di riferimento per questo tipo di apprendimento non è Volkov, non è Carl Lewis o Pelè: è Valentina Lisitsa.
Con trentamila ore di studio, in media, ogni studente di pianoforte riesce a fare cose del genere. NON come lei, ma di questo ordine di dimensione.
Il talento conta, eccome, ma quello che mi interessa è il concetto che biologicamente si può accedere a livelli di controllo inauditi.

della serie, COMPATTO E DECONTRATTO
-
[video] http://www.youtube.com/watch?v=MD6xMyuZls0&feature=relmfu [/video]

Ecco, da (ignobile e tardivo) musicista, ti posso assicurare che è solo quando il gesto non deve più essere cosciente, ovvero "volontario", che comincia a funzionare.
Il lavoro da fare è prendere il gesto che desideri e buttarlo sotto, dalla neocorteccia cosciente nelle parti più profonde del cervello, "automatizzarlo" dicono, ma è di più, è incarnarlo, farlo diventare carne.

Poi fisiologicamente puoi parlare della costruzione di archi riflessi, va benissimo, ma il senso è: per avere più qualità devo poter fare sempre più a meno della volontà. Tenerla solo in superficie.
Perchè la volontà che parte dalla neocorteccia è molto utile, ma irrimediabilmente limitata, lenta e grezza quando si tratta di gestire un movimento.
Anzi: spesso rema contro, come mi hai raccontato tu stesso: la "volontà" di andare più veloce, spesso ti inchioda.

Quindi riassumendo, se vogliamo chiamiamoli pure volontari: nel senso che non è la muscolatura del cuore, benissimo, ma la volontà c'entra solo in parte, e non è la parte su cui mi interessa di più lavorare.

🙂 🙂

PS: riguardando le mani della Lisitsa penso al diagramma del metabolismo che avevamo appeso nel dipartimento, con al centro il ciclo di Krebs e attorno un casino infernale di reazioni, e non riesco a non pensare che con le velocità proprio non ci siamo. Magari ha davvero ragione Del Giudice

🙂

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UnoQualunque
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(@unoqualunque)
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Ciao Marukon
Quello che Ti interessa è il concetto che biologicamente si può accedere a livelli di controllo inauditi.della serie, COMPATTO E DECONTRATTO
-Ecco, da (ignobile e tardivo) musicista, ti posso assicurare che è solo quando il gesto non deve più essere cosciente, ovvero "volontario", che comincia a funzionare.

Vorrei proprio vedere come può essere possibile compiere un gesto involontario tanto da renderne possibile l'esecuzione .

Qui mi dici :
Il lavoro da fare è prendere il gesto che desideri e buttarlo sotto, dalla neocorteccia cosciente nelle parti più profonde del cervello, "automatizzarlo" dicono, ma è di più, è incarnarlo, farlo diventare carne.Poi fisiologicamente puoi parlare della costruzione di archi riflessi, va benissimo, ma il senso è: per avere più qualità devo poter fare sempre più a meno della volontà. Tenerla solo in superficie.

Confesso che qui faccio fatica a seguirti .

Qui mi dici :
Perché la volontà che parte dalla neocorteccia è molto utile, ma irrimediabilmente limitata, lenta e grezza quando si tratta di gestire un movimento.
Anzi: spesso rema contro, come mi hai raccontato tu stesso: la "volontà" di andare più veloce, spesso ti inchioda.

No non è la volontà di andare più veloce che ha inchiodato il nuotatore , è logico che è intrinseca [ chiaramente se nessuno ti insegna mai a nuotare, puoi si certo imparare da solo, ma dubito che tu possa arrivare ad essere Michael Phelps ]

Quello che ha rallentato il nuotatore è la tecnica di nuoto completamente scorretta.

Più tardi vado a leggermi l'articolo che mi hai indicato .

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Marokun
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(@marokun)
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Vorrei proprio vedere come può essere possibile compiere un gesto involontario tanto da renderne possibile l'esecuzione.

In realtà succede continuamente. Magari conviene esprimersi in un altro modo..
Con il consolidarsi della tecnica tante cose che prima devi "pensare" poi non le pensi più, e sposti la tua attenzione su un livello più alto. Se leggi l'articolo di Ado di stamattina, c'è proprio descritto come cambiano le sensazioni tra l'atleta inesperto e quello esperto, sotto i pesi.

Ma, se sei spiccatamente destro o mancino, puoi fare un esperimento eclatante. Prova a spazzolarti i denti con l'altra mano. Le prime volte è un dramma. Impensabile quella frequenza che con l'altra mano è normale. Perchè devi "pensare"spazzolino su-spazzolino giù.
Insisti per una settimana. Poi torna all'altra mano.
Poi dopo un po' di tempo (sono i tempi di risposta del sistema nervoso) riprova, e vedrai che sei già salito su un gradino diverso.
Dopo un anno di settimane alternate non noterai quasi più la differenza e lo spazzolo-rapido verrà da sè.

Ecco, intendo questa cosa qui. 🙂

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Marokun
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(@marokun)
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Lo ZEN e l'arte di sollevare il bilancere

Ieri sera pensavo di essere completamente spompato. Invece ho iniziato con un bel riscaldamento dinamico-dinamico, e tutto è andato per il meglio.
Siamo a settimana 5 del MAV, la prossima passo in VO_BO.

Quando ho sentito che dalla panca stavo uscendo dal MAV ho fatto una tripla, una doppia e un paio di singole, e ho chiuso il mio primo 100Kg vero. 🙂
Oh, lo so che è un po' patetico, però è venuto su abbastanza bene, visto che sono 70 l'obiettivo del 1,5 BW direi che è abbondantemente a portata.
Prima di scoprire il MAV, a fine febbraio, lavoravo al massimo con 60 kg ..

Poi ho scoperto che nello squat non premevo sull'alluce destro. Sembra una cagata, ma è il motivo per cui mi faceva male il ginocchio. Infatti ho fatto il mio 120 Kg al power-coso (sto imparando a tenere più basso il bilancere sulle spalle) stavolta un MAV bello pulito, e il dolore al ginocchio non c'è più.

In pratica i carichi continuano a salire, e le ossa si mettono piano piano al loro posto: la spalla, il ginocchio...

Piano piano, che sono anziano. Ma respirando e lavorando con la testa (non lo so: io a Ado, Biasci e deadboy gli devo fare un monumento, anzi tre, tipo monte Rushmore) si sta aggiustando tutto.

Che un po' mi girano le palle, perchè uno dice: se mi avessero impostato così da giovane?
Vabè, sticazzi.. va benissimo così.

E poi ho fatto un po' di clean-jerk e di snatch con la sbarra da 20 Kg.
Faccio ancora fatica a scendere con le gambe per cercare l'incastro nello snatch, ma piano piano il movimento sta arrivando.
Al power il jerk ieri l'ho fatto con 50 kg (la sbarra lì non la conto).
Se penso che non riuscivo a sollevare il braccio destro in alto, sempre a febbraio..

Insomma, tutto bene, tutto bene.

Sono sempre più convinto delle mie teorie, comunque. Alla fine quello che Herrigel scrive nello zen e il tiro con l'arco, lo possiamo tranquillamente rivivere nel sollevamento del bilancere.
Far scendere nelle parti primordiali del cervello l'attivazione degli schemi motori, spegnere il contributo della neocorteccia cosciente.
Ci sarà un giorno in cui potrò dire: il bilancere "SI" è sollevato. Come la freccia di Herrigel.

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Marokun
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esercizi per il diaframma al multipower

Sta finendo l'ultima settimana di MAV, lunedì inizia il periodo VO_BO.
Non l'ho ancora guardato, ma sono sicuro che sarà un successo.

Detto questo: ieri ho trovato un sapiens, come li chiama Gruzza, che mi ha fatto notare come stessi mollando l'ipertensione nella zona scapole nello stacco (ieri 110 🙂

Scopro che Davide ha frequentato un corso FIPL, e mi svela che nientepopodimeno che il leggendario Andrea Visione Biasci ha lavorato al Frecciarossa.. ma come ?!?!?

e riesco a farmi una ragione della fanciulla che ridicolizza tutti i giovanotti pettoruti facendo snatch con la KB da 30, che nessun altro, per quel che ho visto, osa avvicinare. La KB da 30, intendo*. (*ho poi verificato, avevo letto male, sono 35 libbre, ovvero 16 Kg, grazie al cielo).

Vabè, dopo questa epifania, Davide mi spiega brevemente di come tenere pressione nell'addome durante lo stacco... e mi viene un'idea.

Pliometria e distensioni (non credo abbiano un nome) al multipower con il diaframma.
Davide ha riso come un matto quando mi ha visto sollevare il bilancere di panza, però dice che l'esercizio gli è piaciuto.

Con due dischi da 20 devo dire che si sentono delle gran scosse, belle simmetriche, ai nervi sciatici, ma la compressione è da dentro, quindi secondo me è un buon segnale. Boh.
Lo so, devo fare un filmato, o almeno un disegno perchè così non si capisce niente. 🙂

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Marokun
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ieri ho finito l'ultima seduta "MAV", da settimana prossima si cambia. Ho riprovato a fare il lavoro di diaframma al multipower, e tanto per cambiare mi sono già accorto che le cose sono un pochino più complicate di come le avessi intese la prima volta.

Il diaframma è un muscolaccio strano, dalla forma quasi incomprensibile. È una specie di paracadute con il buco in mezzo. Sopra ci stanno il cuore e i polmoni, sotto tutto il resto della ventraglia. Quando il muscolo si contrae, la cupola si abbassa, mandando in depressione la cavità superiore, e causando in questo modo l'immissione di aria dalla trachea nei polmoni.
Un fottio di alti muscoli possono intervenire sollevando le calvicole (scaleni) e espandendo le costole.
Nell'espirazione viceversa il diaframma si rilassa e altri muscoli, principalmente della parete addominale, si contraggono per comprimere, riducendo lo spazio nella cavità polmonare.
Semplificando all'osso: per una inspirazione profonda dovrò avere massima tensione del diaframma e massimo rilassamento del retto addominale. Idem, per avere l'espirazione ottimale il diaframma dovrà essere il più possibile rilassato mentre contraggo i muscoli della parete addominale.

Tuttavia, solo combinando quote di contrazione contemporanea di diaframma e muscoli della parete addominale posso ottenere due cose interessanti

1) aumentare la pressione addominale, quindi sotto al diaframma, per creare un supporto pneumatico alle vertebre lombari, che mi serve per stabilizzare la colonna negli stacchi, squat, eccetera.

2) creare le condizioni di tensione necessarie per sostenere un colpo all'addome.

Se però tiro a manetta entrambe i gruppi inibirò quasi interamente la respirazione, che dovrò delegare solo ai muscoli che intervengono sulla gabbia toracica, ottenendo una respirazione superficiale e poco efficiente.

Va da se che dominare bene questo strano valzer mi può consentire di trovare una via di mezzo praticabile tra esigenze di irrigidimento e mantenimento della respirazione.
Spostando parzialmente la tensione tra addominali e diaframma posso, pur mantenendo una ragionevole tensione generale, ottenere un buon ciclo di inspirazione/espirazione.

Nel pugilato la vecchia scuola faceva contare mentre si ricevevano dei colpi in pancia. In pratica eri costretto a tenere mezzo contratto l'addome e respirare contemporaneamente.
Con il multipower la sostanza è la stessa, ma si può fare di meglio 🙂

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Marokun
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SITUAZIA

Allora, qui il discorso si sta sfilacciando, devo cercare di rimettere le cose in fila.
Un lieve stiramento al collo (dietro sinistra) che mi sono procurato facendo stretching troppo presto al mattino, mi ha costretto a uno stop.
In fondo mi fa comodo avere un problema al trapezio sinistro. A furia di sentire i problemi della parte destra a sinistra ho come un vuoto. Bene così.

Nel frattempo l'obiettivo di uno snatch, quale che sia, il famoso movimento inaudito per la mia spalla, è arrivato rapidamente a portata.

Grazie a un filmato di Radio-Londra Visione mi sono reso conto che il problema stava nel manico, ovvero nelle vertebre dorsali.
Non ci sono santi nè madonne, per tenere un peso in alto sopra la testa con le braccia tese e proteggere le spalle le scapole devono essere abbassate e addotte, ma soprattutto devo avere le dorsali in lordosi, per lo meno relativa.

E qui torna a servirmi la respirazione.

1) le braccia devono salire senza sentire il peso. Non lavorano i deltoidi, non lavora niente.
È una capriata inversa: le braccia sono due puntoni e il bilancere è la catena. Posso aiutarmi con il respiro a togliere tensione dalle braccia.

2) la lordosi delle dorsali può essere ottenuta contraendo la zona del basso trapezio, e estroflettendo lo sterno. Anche qui bisogna stare attenti. Sono anziano, se contraggo di botto e a lungo una zona dove ho poco controllo, sicuro come l'oro che mi spacco.
Inoltre estroflettere e alzare lo sterno ha l'effetto di irrigidire la cassa toracica.
Quindi la respirazione deve essere per forza addominale, altrimenti vado in apnea, e mi spacco.

Oggi vado in palestra, ma niente pesi, tubo di plastica e bilancere scarico e respirazione sul movimento di snatch.

Ho in mente soprattutto un lavoro di postura, devo imparare a allungare i pettorali per avere le spalle più vicine e indietro. Anche nel fare lo squat mi fanno malissimo i gomiti se cerco di tenere il bilancere basso: perchè le spalle non sono abbastanza indietro, ovvero le scapole non sono abbastanza addotte e abbassate.
Credo che anche qui la soluzione passi dalla lordosi di tutta la schiena. Che voglio introdurre il più possibile senza forzature.

Ultima nota: i pesi nel jerk devono diventare leggeri.

Sempre Visione inspirescional:

 pesi devono diventare leggeri, anche se sono 64kg e voi ne pesate 60 devono diventare leggeri

Questo può avvenire solo se sono le anche a spingere gli avambracci in appoggio (di nuovo dei puntoni), e non vado a attivare i meccanismi motori del press.
Non devo cedere alla tentazione di spingere. Le anche esplodono e mi infilo sotto. La spinta è solo una roba minima per il fissaggio. Più sono bravo e meno ce n'è.

Quindi le braccia, sentite da dentro, devono essere il più possibile LIQUIDE. Serve ovviamente una buona espirazione. Vedrò poi che cosa conviene fare con le braccia in alto.

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Marokun
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(@marokun)
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Giornata anomala, il MAV coi KB

Oggi si è infilata una giornata stramba, ma mi sa che è uno di quei salti quantici che ogni tanto per fortuna succedono.

Ho iniziato come riscaldamento a provare la "teoria" di ieri sulla lordosi delle dorsali con il bilancere corto. Senza carichi, ovviamente. Prima parte dell'alzata lenta, poi botta di anche e su, con le braccia che non lavorano. E nemmeno le spalle, questo è l'importante.
Ieri sera mi sono visto uno dei filmati di Radio Londra-Visione sul jerk e, alle immor(t)ali parole:

dovete inc**are i passeri al volo

ho avuto un simpatico satori. Soprattutto quando ho capito che il gomito deve stare verticale per ricevere la spinta delle anche.

Con il bilancere il gomito non poggia, ma poggia il bilancere, e parte come un missile se ci dai come si deve.
Morale, cerco di tenere tutta la schiena in lordosi, prendo il bilancere lungo, da 20 Kg.
Provo la presa con il pollice dentro: che ho capito che serve perchè il braccio poggia come un puntone, e così in pratica metto uno spessore che facilita l'angolo del polso.
Il bilancere vola su, nella famosa posizione impossibile, e ci sto comodissimo.
Non sento niente.

Le spalle non lavorano, non fanno male, non fanno niente. Cacchio, ma allora ditelo, no?
Vabè, non importa, funziona.

Un po' in trance per via dell'epifania appena vissuta, prendo un Kb azzurro leggero, marchiato slovakia qualcosa, secondo me l'ha preso il Biasci quando era al Frecciarossa.
E inizio a fare il ciclo completo, con un Kb solo.

Ho iniziato così, cercando di sentire le stesse cose del bilancere, sempre pensando alle raccomandazioni di Radio Londra.

Appena sentivo che il movimento non andava bene, tipicamente quando tenevo sollevato il gomito, interessando così la spalla, cambiavo braccio. In questo senso dico MAV: appena si sporca il movimento cambio mano.
Tre espirazioni per ogni movimento.

Rack, scendo swing inspirando, risalgo espirando, Rack
Inspiro appena, botta di anche, espiro secco, fisso in alto
Inspiro appena, raccolgo in rack espirando

Non ho fatto misurazioni precise, perchè al Fracciarossa hanno questi caXXo di orologi tono-su-tono, tutto metallo e senza i secondi, che io sono cecato e senza occhiali devo proprio stargli sotto.

Però in sintesi: circa 30' no stop, circa 300 rip. Una trentina di cambi di mano.

Pensavo che il KB fosse da 8, poi (quando ho finito) ho visto che era da 12, ma tant'è, mi sembrava molto leggero, magari c'è il trucco, la prossima volta verifico.

Il fatto è che con un peso così non devi nemmeno infilarti sotto, perchè va su da solo, quindi non credo proprio che questa respirazione possa andare bene per il lavoro con due KB e pesi "veri".

In ogni caso mi sento un miracolato. Le spalle non hanno praticamente lavorato, e nemmeno le braccia: nessun dolore.
Solo la schiena mi si è un po' irrigidita nel finale perchè evidentemente, con un braccio solo, finivo con il compensare lateralmente. Ma le spalle, niente. Sembra incredibile.. boh.
Poi ho fatto la sauna, bella tosta, ma poi nel tornare a casa ero terrorizzato. Adesso si rompe qualcosa, adesso si rompe. E invece per ora è andata benissimo.

Anche niente vesciche, presa morbida da pianista 🙂 solo sui polsi ho trovato una volta a casa un pochino di ematoma, perchè soprattutto all'inizio non controllavo bene e rimbalzava un poco.

Boh, ragazzi: sono un bimbo felice 🙂
Non so come ringraziarvi.

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UnoQualunque
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(@unoqualunque)
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Ciao Marokun
Riporto : Non voglio deluderti ma sei convinto di una cosa sbagliata " sono convinto che nei muscoli scheletrici ci siano quote di contrazione involontarie, sulle quali si può lavorare."" No assolutamente NO

Ci sono le Leggi di Fisiologia Muscolare.

He he he.. lo so che dire certe cose causa sconcerto e perplessità, ma forse vale la pena di esprimersi con un briciolo in più di precisione, perché il tema è complesso.
Allora, cominciamo a intenderci sul "volontario". C'è un bell'articolo di Andrea Biasci sulla propriocezione, che mostra molto bene come tutta una serie di contrazioni non siano attivate dalla neocorteccia, quindi non siano volontarie.

Vorrei proprio vedere come può essere possibile compiere un gesto involontario tanto da renderne possibile l'esecuzione.

In realtà succede continuamente. Magari conviene esprimersi in un altro modo..
Con il consolidarsi della tecnica tante cose che prima devi "pensare" poi non le pensi più, e sposti la tua attenzione su un livello più alto. Se leggi l'articolo di Ado di stamattina, c'è proprio descritto come cambiano le sensazioni.

Cosa voglia dire per un dx compiere una azione con il sx con il compiere un gesto involontario reso possibile solo perché è una conseguenza della nostra volontà ancora non lo ho capito [ NON VOGLIO FARE POLEMICA TUTT'ALTRO ]

Gli Articoli che mi hai consigliato li ho letti . Probabilmente non c'ho capito niente .

Voglio riportare le mie elucubrazioni mentali sulla Fisiologia muscolare . cosi magari c'è qualcuno capace di aprirmi gli occhi e riesce persino a farmi capire anche me .

Il sistema muscolare scheletrico è volontario quindi ogni contrazione è voluta dalla nostra volontà di contrarre un muscolo. Giusto ? o sbagliato ?
Considerando per esempio l'atto volontario del parlare, la lingua si muove volontariamente o è regolata dal nostro inconscio ?
Le palpebre si chiudono per uno spavento improvviso Volontariamente o no ?
Il solo camminare o correre decidiamo solo la partenza e l'arresto ? o siamo capaci volontariamente di decidere che percorso far fare alle nostre gambe ? o quell'attimo è dettato dal nostro inconscio ?
Quindi Contrazione e decontrazione dei vari muscoli reputati a tali comportamenti avvengono per via riflessa involontaria ? o NO ?
Un'altra cosa mi chiedo, in base agli allenamenti che fanno fare agli atleti [ quelli deputati alla propriocezione muscolare ] si legge che
gesti che avvengono sotto i 120 millisecondi non dipendono dalla neocorteccia e non sono classificati come gesti volontari è corretto ?
Allora La propriocezione è inconscia? O è conscia
Detto ciò vorrei capire ?
Con la pratica di un allenamento in ambito sportivo [ una preparazione "mirata" fatta con tutti i dovuti accorgimenti ] e magari qual è la più giusta da fare ?
si può arrivare al punto di compiere un gesto automatico istintivo da renderlo involontario? automatizzato a tal punto come se fosse un riflesso muscolare non voluto coscientemente ?
Non è assurdo ?
Come può essere possibile compiere un gesto involontario tanto da renderne possibile l'esecuzione ?

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deadboy
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http://www.youtube.com/watch?v=h5b4VwfAX-o
I primi 4 minuti 😀
Non ci sto capendo più una cippa. Mi sa che mi conviene stamparmi tutto e procedere all'inverso aiutandomi con un evidenziatore.
Marokun, da quanto sono le ghirie? 16kg?

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UnoQualunque
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(@unoqualunque)
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Ciao Marokun
Quindi la respirazione deve essere per forza addominale, altrimenti vado in apnea, e mi spacco.
Cosa mi ha aiutato ad imparare la respirazione addominale : niente che io voglia o possa insegnare a qualcuno, ti metto quello che facevo [ e faccio molto meno di un tempo ] per abituarmi a respirare con l'addome . Squat [ niente tecnica perfetta o la ricerca di sollevare sempre di più ] con la metà del mio peso [ io peso 82/83 kg. ] andavo in accosciata a polmoni vuoti [ dopo aver espirato tutta l'aria che potevo ] per cinque ripetizioni come tornavo su tre respiri profondi completi, espiravo e ripetevo cinque ripetizioni e su tre respiri completi e giù di nuovo . arrivavo a 20 ripetizioni . questo era parte dell'allenamento a secco che facevo . non so dirti con esattezza se è stato proprio questo esercizio che mi ha insegnato in un certo qual modo la respirazione addominale . ma a me è servito .

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Marokun
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(@marokun)
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Grande deadboy: io sono quello del lettino. Si può Fareeeeeee!!! 🙂
LA ghiria, era una sola, da 12 Kg, quindi credo sia un lavoro meno che normale, ma se pensi che all'inizio di questo diario avevo provato a sollevarne una da 8 e mi ero incastrato a metà della salite perchè la spalla già mi faceva male... Sono proprio contento, ecco.

UnoQualunque, ciao. Grazie mille, come sempre per le domande, gli stimoli e le indicazioni.

Vediamo se ci riesce di fare qualche passo avanti assieme.
Prima di tutto bisogna che ribadisca bene-bene-bene che non sono nè un medico, nè uno specialista di fisiologia. Quindi le cose che dico su muscoli e gesti volontari e involontari hanno una validità molto, molto circoscritta, rispetto alla pratica vissuta del gesto.
In linea di massima vedo che la distinzione di base adottata è tra muscolatura striata scheletrica, muscolatura striata cardiaca e muscolatura liscia. In generale si assume che non si possano controllare volontariamente le seconde due. E fin qui va bene. Nel senso che non mi ci metterei a ragionare adesso.

Limitiamoci al primo gruppo: la muscolatura striata scheletrica.
Di quella so per certo che posso attivarla con un impulso volontario, e va bene.

Ma poi ci sta dentro un mondo intero.
Come ci mostra bene sia Frankenstin, sia il Biasci, sia un sacco di altra letteratura, accanto all'impulso volontario c'è un florilegio di roba che non viene gestita volontariamente.

Quindi la prima cosa che ci interessa è che COESISTONO sempre nel gesto parti volontarie e altra roba. A me interessa soprattutto l'altra roba, perchè è dannatamente più efficiente.

Il "gesto", poi è una cosa molto diversa dalla contrazione di un muscolo.
Il gesto, e non è un caso che qui su rawtrining si insegni a lavorare con i carichi su esercizi multiarticolari, prevede tutta una raffinatissima attività di coordinamento, che avviene a valle dell'impulso volontario.

È chiaro che sono "io" a decidere di mettermi sotto al bilancere e a fare lo squat, ma poi lì - proprio mentre scendo e risalgo - parte una sinfonia di coordinamento tra parti in cui sono solo relativamente cosciente.
E questo è lo squat, figurati nell'infinità di cose che succedono in uno scenario complesso come un incontro di judo.

Allora, secondo me c'è tutta una parte di lavoro (che nel famoso filmato del pesista Werner Gunthor corrisponde alla parte ESTENSIVA dell'allenamento) che deve essere dedicata proprio a delegare il più possibile della gestione del movimento alle parti non consce.

Alla fine, meno devo preoccuparmi delle parti del gesto, meglio è. Questo lo si ottiene con tanto VOLUME di lavoro, e la respirazione è la vaselina con la quale facilito lo scivolamento della gestione del movimento nelle parti più profonde del sistema nervoso centrale.

Adesso non riesco a scriverti del lavoro sulla respirazione addominale, cerco di farlo dopo (devo lavorare :), ma per concludere con un esempio.

Io il lavoro di respirazione lo applicherei allo squat non per allenarmi a lavorare in carenza di ossigeno, ma proprio per "incarnare" il movimento.

Con un carico bassissimo, al limite solo con il bilancere, pianterei lì delle mezze maratone di singole dove mi preoccupo solo di respirare e di eliminare ogni tensione, per purificare meticolosamente il gesto.
Il target non è il muscolo o il sistema respiratorio: è il sistema nervoso.
Per questo non posso utilizzare metodologie da condizionamento muscolare, devo lavorare in un modo diverso, anche sulle alzate: più da musicista o da ballerino classico.
Esattamente come il pesista Gunthor quando lavora il suo gesto sull'asse di equilibrio. Quello non è condizionamento muscolare o organico: è lavoro sul sistema di controllo.

La coscienza superiore dell'homo sapiens, che possiamo mettere in relazione con lo sviluppo della neocorteccia, non VUOLE delegare, non vuole perdere il controllo. Ha paura.
Questo impedisce di sfruttare appieno il firmware animale che abbiamo sotto. Bisogna metterla tranquilla, farle capire che non c'è niente di cui aver paura. Per questo ci vuole volume e respirazione morbida, aumentando l'endocezione e riducendo le tensioni.

Mi rendo conto che devo riuscire a mettere ordine nel ragionamento, dovete scusarmi.
Sono "abbastanza" convinto di non dire delle scemenze, ma comunque questi sono proprio appunti, nel senso che ci stiamo ragionando assieme, ecco.

C'è tutto un discorso sul plesso solare che devo assolutamente fare con deadboy.
Adesso devo lavorare un po'.

Grazie ragazzi!

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