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il lato oscuro della Forza (appunti di respirazione)

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Palle.. periodo complicato di lavoro, faccio articolazioni e strappo per non perdere troppo.

ieri sera 200 snatch 1 cambio mano con la 12.. è il minimo sindacale che tengo fatto prima di andare a dormire.

stamattina stavano andando benone i 200 con i 16: cambio a 100, a 197 ho sentito un rip nella mano e mi sono fermato.. non mi va di dover smettere per i buchi nelle mani, mi resta solo lo strappo di buono in questi giorni!

vabè, amen. La cosa buona è che inizio a sentire gli attriti nella mano in discesa, quando strappa di più e quando meno.
Prima non sentivo nessuna differenza.

la percezione della DIFFERENZA è la chiave di tutto.

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

sono un coglione: volevo fare un test di ingresso sui 10', (non avevo mai provato più di 2' di jerk di fila) e speravo di farne 100. Ho messo il contatore sullo schermo e sono partito quando ha segnato il primo minuto: 1'. Poi mi sono perso via con le mie rep. e quando ho tirato su lo sguardo ero a 6 minuti.. a quel punto ho fatto i miei conti e ho cominciato a spingere per arrivare a farne 100 in 10', e ne ho fatte 108 (per quanto cagose).

Solo che il contatore segnava 10', e mi ero dimenticato che dovevo arrivare a 11', cacchio!! Comunque, con tutto lo stretching e l'appendersi (in pratica non ho fatto altro nelle ultime settimane, il braccio è ancora tutto storto. :P).

Morale, test di ingresso a meno di 2 mesi dal biathlon, 108 rep in 9', ma brutte da fare schifo.

[video] http://www.youtube.com/watch?v=e5rH5GcLUHQ [/video]

Non male l'ultimo minuto, come ritmo... un po' pushate, ma di birra ce n'era ancora.. i 10 non mi fanno più tanta paura. 😀
Flo che ne dici, a cosa puntiamo per il biathlon? (sempre che 'sta roba me la contino.. forse finchè resto nei 16 me la possono anche far passare, boh... a Scandicci ero messo peggio, qualche grado l'ho recuperato, che dici?)

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Un brutto caso di pallite turgida????
La passera più addolorata di tutta Londra???
Ma che cavolo stavi guardando? 😀

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

hahaha... è sempre lo stesso film: V per vendetta. L'ho scoperto con il Biasci, ce l'ho tra i preferiti su cinemablog, e quando faccio test o allenamenti lo metto su.

😀 Lì è proprio all'inizio, quando i tre Castigatori vogliono farsi la tipa.
Quello con la pallite turgida l'hanno fatto proprio orrendo 😛

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canotta
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(@canotta)
Registrato: 17 anni fa

Eccomi!!! Oggi si ricomincia on line!!!
Allora per il braccio non preoccuparti faccio come l'altra volta e parlo con il giudice prima della gara quindi siamo a posto (ricordo che nel regolamento della federazione è chiaramente espresso che in caso di problema fisico che impedisca la corretta esecuzione del gesto è possibile mettere al corrente la guiria di tale problema prima della prestazione) ... Preoccupati più che altro di andare sotto bene e non spingerle con le braccia se sono fiscali alcune non te le danno.
Per i numeri con 330 portiamo a casa tutto quindi direi che puntiamo a 350 🙂

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

YEAHHH!!

grazie Flo, 350 e così sia!

io ho iniziato l'anno nuovo con il proposito di ridurre l'uso di FB: se mi fossi allenato tutto il tempo che ho passato su RT, a quest'ora chissà che facevo 😀

Fantastica la nuova palestra, è fighissima: sarà un grande anno, ne sono sicuro!!
Grazie ancora di tutto.

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canotta
Post: 867
(@canotta)
Registrato: 17 anni fa

Figurati!!!!
Per la palestra è stato veramente un agosto a fare il muratore però sono veramente soddisfatto... avere uno spazio tuo, anche se piccolo, per lavorare con i clienti ti sgrava veramente da mille sbattimenti con i proprietari delle palestre...
In tutto questo la nostra Alice ha rinunciato alle sue vacanze e mi ha dato una mano tutta estate, adesso parto con lei con questo progetto e vediamo finalmente di FARE LA DIFFERENZA!!
Ovviamente ti aspetto per un allenamento insieme 😉

Anche io mi sto preparando per il Biathlon... Era praticamente un anno che non mi allenavo con le due palle seriamente, adesso vediamo con il lavoro cosa riesco a ritaglarmi di tempo... farò il possibile 😉

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Fantastico! sono stracontento. Grande Alice 😀
Molto bene, DAVAIII!!

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Sotto consegna, come sempre si ruba il poco tempo che c'è.
Tanto lavoro di mobilità, anche con carico, per l'incastro.
Il lavoro con le 20 comincia a diventare gestibile, bella storia.. 🙂

extra, per gradire e non dimenticare i due obiettivi aperti.

5x15 piegamenti
5x15 squat (sguardo a 45° su punto fisso, bel miglioramento)

con questo approccio: ripetizioni belle secche e rapide, recuperi:

-> quanto basta per non perdere qualità nella serie successiva.

Una sorta di MAV applicato alla forza resistente... che ne dite? 😀

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Lord Bafford
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(@lord-bafford)
Registrato: 15 anni fa

per recupero intendi roba tipo 10"
o altro fra le serie ?

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

ciao Lord, si all'inizio anche una roba così, ma non è importante.
mano a mano che accumuli fatica i tempi si allungano.. l'idea è quella di avere dei battiti e un respiro ragionevolmente regolari prima di picchiare dentro un'altra serie.

Stiamo parlando di esercizi che vanno intorno ai 3 minuti (i 100 piegamenti sulle braccia, i 180 air squat), con un ritmo serrato: nell'air è per forza 1 al secondo. Nei piegamenti è variabile, e ci sarà da ragionare sui recuperi (secondo me non si dovrebbe perdere l'assetto, altrimenti diventa un'altra cosa).

Il carico è fisso, il gesto pure, quindi devo riuscire a tenere un gesto pulito a quel ritmo, e progressivamente propagarlo a tutto l'intervallo.
In fondo non è per niente diverso dal GS quando con carichi leggeri (i miei 16) vai sulle 200 rep nello strappo, sulle 100 LC e una via di mezzo nel jerk, non puoi ragionare sui recuperi, devi tenere il ritmo sulla distanza.

E allora ci giri attorno, ma di base l'esperienza non deve alterarsi pesantemente, sennò diventa un'altra cosa. Nel GS c'è la variazione del carico su cui lavorare, qui mi sembra più interessante prendere la prestazione target, 1 rep al secondo, e imparare progressivamente a tenerla.

Poi (soprattutto per i piegamenti) secondo me può essere interessante variare il ROM, mettendo da un lato uno spessore sotto al petto per ridurre (ho provato con i libri e viene bene), dall'altro alzando le mani su qualcosa (ad avercele le parallelette) per affondare di più.

Per l'air squat mi sono trovato benissimo con il letto, materasso a molle 😀 lì rimbalzando le 180 le ho fatte quasi subito, poi bisognerebbe abbassarlo progressivamente, adesso mi invento qualcosa.

Quindi da un lato prendi la prestazione target e la allunghi, ma sempre senza sporcarla, dall'altro lavori sui ROM, e progressivamente si va a convergere verso la prestazione obiettivo.

Insomma: la solita roba preferita 😀 😀 😀 a me piacciono tutti quei metodi dove parti dalla tua esperienza (gesto che tende al bello, cuore e fiato ragionevoli, punto), e non da delle teorie su tempi, ripetizioni o recuperi. O come tutte quelle discussioni su aerobico, anaerobico, lattacido... caXXo me ne frega, tanto è dentro. Non si vede e devo fidarmi di quello che mi dicono i libri, non mi garba.. 😀

Quella è roba che non mi interessa proprio. E poi bisognerebbe studiarla, hahahaha.. non c'è tempo per studiare quelle robe 😀 😀

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Lord Bafford
Post: 444
(@lord-bafford)
Registrato: 15 anni fa

interessante ....
ricevuto !
😉

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

È che sto continuando a rimasticare la rivoluzione copernicana, alla quale ci ha sostanzialmente portato la Sacra Triade: Andrea Biasci, Paolo Evangelista, Ado Gruzza.

A questo punto - e SOPRATTUTTO riflettendo sui miei prossimi 43 anni - ormai sono convinto che la fatica portata al di là del punto in cui la tecnica esecutiva degrada significativamente è il primo fattore limitante della maturazione e del perfezionamento dello schema motorio, e quindi della prestazione.

Tutta la retorica della fatica e del dolore va radicalmente rimodulata nel senso della capacità di permanere nello sforzo, ovvero nell'esperienza allenante, laddove questo è funzionale al perfezionamento tecnico ed esecutivo.

Perfino le capacità organiche, l'ipertrofia, la forma stessa del corpo, vanno concepite come conseguenza naturale della maturazione motoria.
Se io lavoro in modo da essere tecnicamente efficiente in un determinato gesto per un determinato tempo (sollevare esplosivamente l'equivalente del mio peso corporeo per dieci minuti) non ho bisogno di riflettere su tante altre menate.

Ma mi devo concentrare sull'intorno dell'esperienza target. Devo modulare tutte le mie esperienze nel percorso di preparazione in modo da esplorare tutto l'intorno che sta in prossimità della prestazione obiettivo, preparandomi il terreno e approssimandomi progressivamente a quella che è l'esperienza desiderata. La zona di lavoro è questa, lo sweet-spot dell'allenamento: sono sotto stimolo, ma ci sto "bene". Meglio ci sto, più a lungo posso starci e più posso elevare lo stimolo.

La tecnica esecutiva è la mia strada, una strada che si fa con l'andare, che si crea mano a mano che le mie esperienze, mano a mano che cresce la mia capacità di essere presente all'interno del momento esecuitvo, di percepire qui e ora il mio grado di contrazione muscolare, il mio equilibrio, la disposizione biomeccanica dei miei arti, la velocità delle mie estremità e così via. Lì rientra in gioco la mia prediletta respirazione: SE la respirazione resta fluida, tu stai tranquillo che sei nello sweet-spot dell'allenamento, e puoi concentrarti sull'esecuzione, sull'esperienza.

I sovraccarichi, le ripetizioni, la pliometria, tutto l'armamentario del preparatore sono strumenti al servizio della costruzione dell'esperienza dell'atleta, che ha il "solo" compito di stare con la massima sensibilità possibile, all'interno di quell'intorno in cui la sollecitazione allenante è tale da permettergli di crescere tecnicamente.

Come diceva Jimi Hendrix: ARE YOU EXPERIENCED? 😀

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ecco, da tutto questo ragionamento mi parte il trippone della Meditazione Sotto Carico®, che è una roba a cui Paolo Evangelista sta girando intorno da un po', ma non ha ancora chiuso..

Non che io sia un gran meditante, per carità, ma secondo me questo è un po' il famoso segreto dei russi.. solo che tante volte loro non lo sanno nemmeno, perchè gli viene naturale e basta. La famosa imperturbabilità slava..

Heheheh.. in pratica il punto è quello di tenere la respirazione bella regolare e continua, e "prendere atto" delle sensazioni che il corpo ti manda indietro mentre macini ripetizioni.

È il "passo indietro" che si fa nella meditazione, in alcuni filosofi occidentali è definita come riduzione fenomenologica. In realtà è una cagata semplicissima da spiegare, ci vuole solo tempo e pazienza per praticarla e crescerci.

Di fatto a un certo punto il corpo ti dà dei feedback: accumulo lattato, battito cardiaco che sale, eccetera. Questo porta a un irrigidimento del gesto e del respiro, che fanno rapidamente precipitare la cosa. La riduzione, il passo indietro consiste nel prendere atto di questi segnali, il più possibile come se la cosa non ti riguardasse. Evitare ogni auto-compatimento, sta succedendo, ah, okkei.. cerco di rilassarmi e ci sto dentro ancora un po'. Faccio un passo indietro (con l'attenzione) e osservo il corpo che si inoltra in un'esperienza.

Questo consente di mantenere più regolare e fluido il tutto. Quando poi non ce la fai, che la roba diventa incontrollabile, non appena il gesto si degrada, ci si ferma e basta. Non è un problema.

Da quel punto qui in avanti, insistere (paingain, arrrghhh eccetera) è da imbecilli.

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Marokun
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(@marokun)
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Test in speed, jerk @16.

35 rep 2' ragionevolmente corretto.

35 rep 1,5'.. qui siamo proprio sul forsennato, ovviamente, ma la tecnica non era ancora andata in vacca del tutto.

rientro su roba normale

30 rep 2' quasi tenibile.

Ho sempre il problema del destro che non chiudendo bene il movimento nell'ultima parte assomiglia pericolosamente a un push.

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