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ma quanti tipi di lotta esistono?
...che io sappia nn credo che Firenze abbia una scuola di lotta agonistica (magri mi sbaglio)....dico questo perchè ai campionati assoluti Italiani (sia a squadre che individuali) nn mi sembra di aver mai incontrato o sentito parlare di atleti di FI...questo almeno fino a 2 anni fà....poi ora nn so....
Giusto per chi nn lo conoscesse metto questo video del piu' grande lottatore moderno che ci sia stato (a parità del buon vecchio Milone)
[video] http://www.youtube.com/watch?v=SfDDXpjFtP0 [/video]
...diciamo che nn era del tutto natural....pero' era verramente impressionante quando lottava....una sola sconfitta (ad Atlanta con un Americano...incontro truccato...cioè lo avevano pagato per perdere....infatti 6 mesi dopo lo ha reincontrato umiliandolo) in nn so quanti anni di attività.
Allora, non è che il fatto che una disciplina sia olimpica l’ammanti automaticamente di un’aura di magia. Il più delle volte il riconoscimento del Cio di disciplina olimpica ha natura squisitamente politica. Vi faccio un esempio. Qualche anno fa vi fu una lotta furibonda tra due discipline, la kickboxing da una parte e il taekwondo dall’altra per ottenere questo benedetto riconoscimento ed entrare nei giochi olimpici. Quale delle due la spuntò? Quella che contava un numero enormemente superiore di praticanti a livello mondiale? Quella che per motivi tecnico-tattici era più completa dell’altra e ben più godibile televisivamente parlando? Quella che aveva ed ha un livello medio delle capacità atletiche dei praticanti ben superiore all’altra? Quella dove si combatte per davvero e non si fa finta, trincerati dietro tonnellate di protezioni e regole arbitrali che stoppano l’azione ogni 3 secondi? Ma manco per il piffero. La disciplina che la spunto fu il taekwondo è questo perché 1- a perorare la sua causa fu una nazione che aveva un forte peso all’interno del Cio, la Corea appunto, che ne fece una questione nazionale, diversamente dalla kickboxing che per la sua diffusione transnazionale non ebbe l’appoggio di alcun paese importante; 2- perché il mondo del taekwondo si presentò unito e rappresentato da un’unica federazione maggioritaria a livello mondiale, mentre la kickboxing era ed è rappresentata da una costellazione di federazioni ognuna con la velleità di prevalere sull’altra a discapito del riconoscimento della disciplina in sé.
“Una federazione riconosciuta dal Cio ha a disposizione più fondi”: in Italia manco per sogno, questo avveniva forse anni fa, ma dalla metà dei 90’ in poi il Coni ha gestito sempre meno denaro e quel pò che gli veniva e gli viene dato dal governo non va senz’altro a finire nelle mani di coloro che sono in trincea, come gli istruttori e gli atleti delle tante realtà nostrane, ma prendono altre strade più o meno note.
“Ha a disposizione strutture, confronto con tecnici e studi specifici”: anche qua facciamo un pò di distinguo. Le discipline olimpiche quali judo e lotta libera e greco romana si praticano, soprattutto, nelle palestre PinkoPallo che trovi sotto casa e queste strutture non beneficiano minimamente del cosiddetto knowhow derivante dai circuiti internazionali in cui si cimentano i grandissimi campioni. In queste strutture, innovazione, ricerca, sviluppo di metodologie non sanno nemmeno cosa sono ed è notorio che, proprio gli ambienti legati agli sport da combattimento olimpici, siano quelli più restii a qualsivoglia innovazione. Diverso è il discorso quando andiamo ad analizzare quello che avviene nell’elite di questi sport in Italia. Mi riferisco ai centri sportivi delle Forze Armate, in cui si possono allenare soltanto coloro che arruolandosi, diventano a tutti gli effetti dei professionisti dello sport ed hanno a disposizione strumenti del tutto diversi da quelli del praticante amatoriale di judo della palestra PinkoPallo. Entrambi praticano una disciplina olimpica, ma uno è uno professionista e l’altro un amatore con tutto ciò che ne deriva a livello di possibilità. Quindi quando parliamo di praticanti di discipline olimpiche di quali praticanti parliamo? No perché se parliamo degli amatori allora le differenze a livello atletico probabilmente sono più a vantaggio di chi pratica sport da combattimento non olimpici e se parliamo dei professionisti delle Forze Armate, beh anche lì, prendiamo un lottatore di livello olimpionico e confrontiamolo con un professionista come Buakaw Por Pramuk o BJ Penn e vediamo chi la spunta dal punto di vista del livello atletico. Io già penso di sapere chi prevarrebbe.
“Il fatto che ci sia un solo campione italiano o mondiale aumenta di molto la selezione per emergere”: anche qua andiamo a vedere un pò quali sono i numeri dei praticanti delle discipline olimpiche da combattimento, no perché un gran numero di praticanti è fondamentale per l’emersione del cosiddetto campione. Dalla quantità vien fuori anche la qualità. Beh, anche in questo caso il confronto è impietoso. In Italia e nel resto del mondo occidentale, le discipline da combattimento olimpiche, perdono numero di praticanti da anni ormai, a tutto vantaggio di discipline arrivate ultimamente. Ad esempio, nella nostra nazione il numero dei praticanti di lotta greco romana non è nemmeno un ventesimo di quello dei praticanti di Muay Thai. È diventata un pò una storia in cui poche palestre di queste discipline, sparse sul territorio nazionale, se la suonano e se la cantano tra di loro ai campionati italiani. E allora, di quale selezione stiamo parlando? La selezione si ha in Tailandia dove i praticanti di Muay Thai sono migliaia e migliaia, in Brasile dove nel Jiu Jitsu c’è un esercito di praticanti, nelle ex repubbliche sovietiche per la Lotta o in America per le MMA, per il resto rimane una storia un pò troppo limitata per i miei gusti.

