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Come condizionare le ossa e i tessuti connettivi delle dita?

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Follia
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(@follia)
Registrato: 16 anni fa

Quell'equazione indica qual è in maniera approssimativa il peso ideale per un climber, che possa garantire il giusto rapporto peso-forza?
Se è così, il mio peso ideale è di 60 kg. E io ne peso appena 62, avendo 16 anni...
Bom, vediamo come va 😀

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

AAAHHHHHHRGHSZKXXXZZZ!!!!

Allora cambia tutto!!! A sedici anni e con le dritte giuste (e qui sei già vicino alle fonti buone) puoi fare QUALUNQUE cosa. E tanti saluti alla genetica.
Scusa, avevo dato per scontato che tu fossi un non-più-giovane, come tanti che bazzicano da queste parti. Reset, cancella tutto.

Ricominciamo, stavolta dando per scontato che puoi fare quel che ti pare.

Direi che soprattutto c'è una domanda: che cosa ti interessa DAVVERO.
Vuoi avere le dita forti per fare che cosa? C'è un obiettivo ulteriore (come arrampicare), o è solo che lo senti come anello debole da rinforzare?
La figura di Bruce Lee che fa i piegamenti su un dito ti piace in quanto tale, o ritieni che ti serva per andare da qualche parte?

Perchè quella è una skill specifica, ma non è che serva a molto "in quanto tale", se vuoi dedicarti per esempio al combattimento. Idem per l'arrampicata: nel senso che la vedo più che altro come un segnale di una grande forza neurale e di un ottimo condizionamento di cartilagini e tendini.

In sintesi: qual è l'obiettivo vero che ci sta dietro? Credo sia molto importante chiarire prima di tutto quello. Sono anni particolarmente fecondi quelli che hai davanti, e la cosa più importante è avere idee chiare.

Non esistono venti favorevoli, per chi non sa dove andare. 😀

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Io a 16 anni avevo le dita delle mani fortissime, ma facevo un allenamento specifico segreto che non posso rivelare a nessuno.

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Follia
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(@follia)
Registrato: 16 anni fa

@Marokun: Intendo rafforzare le dita sia perché le vedo come anello debole - non è possibile che io faccia una ventina di piegamenti con un braccio e che poi nemmeno possa star fermo (plank) su due dita - sia perché mi piace il climbing e, anche se non lo pratico e non sembrano esistere palestre di quello sport dove vivo io, in futuro potrei pensarci.
Questo riguardo tendini e cartilagini.
Per quanto concerne il rinforzare le ossa: l'unica possibile utilità pratica che mi venga in mente è il prevenire infortuni in risse da strada, dove ovviamente non si indossano protezioni. Ma io sono un bravo ragazzo e non ho mai fatto a botte sul serio, ciononostante sapere di essere "duro" mi fa sicuramente piacere.

@Deadboy: di entrambe le mani o della destra soltanto? 😀
P.S: ho riso fino a svenire XD

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Se non ricordo male c'era un articolo tradotto di Ross Enamait che parlava proprio dell'allenamento delle mani. Cerca l'autore sulla destra della homepage e vedi se lo trovi.
Ricordo anche un articolo sulla preparazione fisica dei climbers. Sono tutti e due abbastanza recenti.

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Follia
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(@follia)
Registrato: 16 anni fa

L'articolo di Enamait cita solo i piegamenti sulle nocche e sulle dita, in maniera sbrigativa e senza scendere nei dettagli. Di tendini e legamenti non parla affatto, solo di forza nella presa e nei polsi.
L'articolo sul climbing lo avevo già letto proprio per vedere se parlava di tendini e cartilagini. Parla di strengt training per climbers, ma non accenna neanche al condizionamento per le dita.

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ok, partiamo dal fondo, direi.

Le ossa sono molto poco "condizionabili" e credo esistano pochi studi su questo aspetto.
Le poche cose vagamente serie che ho letto sono riguardo l'ispessimento delle tibie nella boxe tailandese. Dopo vent'anni di lavoro, da professionista.
Nelle arti marziali tradizionali c'è tutto un repertorio di lavori (pensa al karate) orientato al "rafforzamento delle ossa". Direi tuttavia che la cosa principale che questi lavori possono portare (ne avevamo parlato proprio con deadboy, se la memoria non mi inganna nuovamente) sono delle belle artriti, o peggio, in età avanzata.
Il fatto è che nessun combattente moderno, ad eccezione se vuoi di un lavoro intenso al sacco per le tibie nella thay, lavora per "condizionare" le ossa.

Ti prego poi di non considerare una mancanza di rispetto la banalità che scrivo qui sotto.

Il lavoro più importante da fare, rispetto agli scenari, molto immaginati, poco visti e per nulla vissuti, degli scontri fisici è togliersi dalla testa le cose che si sono assorbite o da immagini (televisione, film), o dai racconti tra coetanei.
La prima cosa è prendere contatto con la realtà. Il contatto con la realtà, in modo proficuo e controllato, lo si prende andando in una palestra di pugilato, di lotta o di judo in cui ci sono persone che fanno incontri. Nessuno si rompe le ossa. Statisticamente curare la robustezza delle ossa è rilevante quanto preoccuparsi di prendere un meteorite o un fulmine in testa. Ecco, fine della considerazione banale.

Diverso il discorso di tendini e cartilagini e tessuto connettivo. Questo può essere interessante, perchè tendini e cartilagini hanno delle risposte diverse alle sollecitazioni rispetto ai muscoli. Tipicamente con lavori più lunghi e carichi ridotti.

Un lavoro lungo, a carichi medio bassi e vario è più condizionante per tendini eccetera rispetto a azioni brevi e con carichi molto intensi. Tra l'altro anche la varietà di angoli di lavoro viene tendenzialmente meno, mano a mano che ci si specializza in un gesto specifico.

Il punto, principalmente, è allora quello di cercare di integrare il lavoro di sviluppo atletico generale con esercizi integrativi che abbiano come target tendini, capsule e connettivo.
Adesso vedo di comprimere un video con un lavoro specifico che mi sembra fatto bene, anche se deadboy non è tra i fan di questa gente 😀

Resta connesso, che vedo di passartelo appena pronto. 🙂

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Ahahah, Vasiliev is coming. 😀

Follia, ma li hai letti i commenti di quei due articoli?

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

fuochino... è uno di quelli 🙂

ecco, probabilmente era in quei commenti che avevamo approfondito.. giusto, giusto.

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

È un lavoro molto semplice, come vedrai, ben complementare ai lavori che fai già, senza stravolgerli e aggiungendo un po' di resilienza e flessibilità alle giunture: polso, gomito, spalla.
Da questo tipo di contesto e di densità di lavoro si arriva (intorno al minuto 8 ) a caricare le dita, in un modo che mi pare ragionevole e sensato.

.... 😛

(salvatelo con nome, che poi lo tolgo)

fatemi un fischio quando avete scaricato, che faccio pulizia.

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Scaricato. Comunque non è vero che non mi piacciono ste cose. E' che in mezzo c'è molta mondezza. Poi me lo guardo.

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Follia
Post: 331
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(@follia)
Registrato: 16 anni fa

Visto. Devo ammettere che la parte finale dello stretching per i gomiti - a poco più di un terzo del video - mi ha fatto sorridere, il tipo sembrava in preda alle convulsioni. 😀
Ma tornando seri, è molto interessante. Questi esercizi possono tranquillamente essere inseriti nel riscaldamento, giusto?
Comunque, ho l'impressione di essere stato frainteso: non voglio essere "duro" per sentirmi più sicuro, no di certo.
Ho citato l'esempio del combattimento reale riguardo le possibili utilità pratiche, ma in verità se voglio rendere forti le mie dita è perché la consapevolezza di avere un simile anello debole semplicemente mi disturba. Non so se mi spiego.
Riguardo il condizionare le ossa, io ho sentito parlare di densità delle stesse, calli ossei, eccetera. Le ossa, in quanto tessuto spugnoso, hanno in un soggetto non allenato in tal senso una densità relativamente bassa (dovuta agli spazi vuoti, essendo appunto "spugnose") che però può essere incrementata, con anni di esercizio. Questo almeno è ciò che mi son ritrovato a leggere, nemmeno io ricordo dove e quando.
Comunque: un paio di giorni fa, per esperimento, ho voluto fare cinque serie di fingertip plank da trenta secondi l'una, con un minuto di pausa fra una serie e l'altra. Per terminare ho fatto un po' di fatica. Ho riprovato oggi e mi è uscito molto più facile, ho anche aggiunto dieci secondi all'ultima serie.
Ora, non so esattamente cosa sono andato a condizionare - magari i muscoli delle dita che dovevano tenerle in posizione durante l'esercizio - ma la differenza l'ho sentita, eccome.
Sono alquanto impreparato riguardo il modo del nostro corpo di reagire a tali stimoli, perciò magari avrò detto qualche boiata, non prendetevela...

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Nono, altro che boiate, avercela a 16 anni tutta questa consapevolezza!!

Allora, dato per buono il riscaldamento, comprese le convulsioni (questa roba la ritrovi in salsa USA alla base del Tacfit di Sonnon), il condizionamento che hai ottienuto è principalmente di natura neurale-nervosa.

Che è quello che poi ti porterà, progressivamente, a tirare il tuo peso su un dito.
Quando metti per la prima volta un carico grosso, e possono essere 100 kg sul bilancere o 60 sulle dita.. ti spaventi. O meglio, il corpo si spaventa, dice: che cacchio sta succedendo? Se esageri hai un rigetto: non progredisci, o ti rompi.
Se invece ti dai un'esperienza molto intensa, ma non tale da terrorizzarti, allora inizia il condizionamento. Cambia il tuo vissuto interiore. La sensazione del carico può diventare più familiare, cominci a esplorarla e già la volta successiva non è più così estranea e assurda.

La crescita tecnica è determinata da un aumento della ricchezza del vissuto interiore: percepisco più cose di me e prendo familiarità con stimoli intensi, che mano a mano posso far crescere fino a livelli che, da principiante, mi sembravano inauditi.
I vari metodi, le varie tabelle e progressioni, alla fine servono a farti stare in quella condizione di disagio determinata dallo stimolo, senza che diventi eccessiva, variandola e ottimizzandola.

Come spiega molto bene il Biasci, la crescita muscolare, e insieme tendinea eccetera, deve andare di pari passo con la crescita della tecnica. Se cresci solo di muscolo e la tecnica resta indietro stalli, o ti rompi.

Per le dita non cambia niente, le tue armi sono sempre le stesse: la tecnica e la programmazione.

La crescita tecnica per le dita la ottieni approfondendo due o tre gesti fondamentali, e diventando un maestro in quelli.

La fingertip plank è già il tuo preferito per la parte in compressione. Studiaci, diventa un maestro di quella, tenendo presente che la qualità del lavoro sulle dita dipende anche da quello che fai con tutto il resto del corpo. Non fare l'errore di pensare solo alle dita.

Per la parte in trazione, se vuoi portare la forza verso le punte delle dita, trova un tubo di grosso diametro (tipo, la traversa di una porta di calcio va benissimo). Regolando la posizione del polso, mano a mano che lo porti indietro verso te, vai a lavorare sempre più con le falangette.

Magnesite a go-go, mi raccomando, devi diventare un amico della polvere, altrimenti il fattore limitante diventa il sudore e non riesci a metterci la precisione necessaria.

È solo una proposta, quella del tubo grosso, ma rispetto alle tacchette ha il grosso vantaggio di non caricare tanto le articolazioni delle dita.

Il programma puoi inventartelo tu, le varianti sono infinite.. e alla fine va bene tutto quello che ti fa progredire tecnicamente. Fai un test, come hai fatto per la plank, su uno stipite, un tubo, quello che hai a disposizione per lavorare, e da lì parti.

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Follia
Post: 331
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(@follia)
Registrato: 16 anni fa

Quest'oggi ho provato dei dead hang alla sbarra appendendomi con indici e medi di entrambe le mani. Come ho scritto sul mio diario, ho tenuto la posizione per un minuto... e considerando che mi aspettavo al massimo trenta secondi, sono più che soddisfatto. Poi ho tentato di tenere il dead hang appendendomi con pollici, anulari e mignoli, ma ho dovuto tentare tre volte e alla terza ho tenuto la posizione per appena sette secondi, e fin da subito ho iniziato a scivolare molto lentamente... meglio che ci aggiunga l'uso del medio o dell'indice.
Poi ho provato ad appendermi come tu hai detto alla traversa di una porta di calcio, e riesco a tenermi anche con una mano sola. Stringendo con forza la traversa (chiudendo la presa come fosse un enorme bastone) riesco anche a tirarmi su come si deve, ergo un minimo di forza nelle dita e nella presa sembro avercela.
Comunque, pur potendomi tenere appeso alla sbarra per un minuto intero se uso indici e medi di entrambe le mani, provando a usare le stesse dita di una mano soltanto non mi tengo per niente. Mentre con la fingertip plank, che tengo un minuto o un po' di più, tentando di farla con una mano sola mi riesce senza problemi. Curioso...

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Devo ammettere che non ho capito come fai a fare la plank sulle dita di una mano sola..

comunque, vacci piano con anulari e mignoli, ti consiglio di non lavorarli da soli, soprattutto l'anulare, è molto legato al medio, se ci carichi troppo divaricando molto è facilissimo infiammarlo.

Le due dita esterne lavorale insieme alle altre, finche è non sei molto sicuro di quel che fai.
Da quello che dici sta saltando fuori che non è vero che non avevi forza nelle dita, è che non ci avevi mai posto attenzione, né fatto affidamento. Direi una bella sorpresa.

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