Forum

Periodizzazione per...
 

Periodizzazione per il judo: aiuto!!

123 Post
7 Utenti
0 Likes
30.1 K Visualizzazioni
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Marokun, ma il systema si cui parli è mica l'arte marziale usata (pare) dai cani spetsnaz russi?
[video] http://www.youtube.com/watch?v=w31l8vrIRVc [/video]
Perché se è questa roba qui hai perso in un sol colpo tutta la mia stima. Sei passato da +10 a -? in un lampo, senza nemmeno il tempo di produrre acido lattico. 😀
Finché guardi al sambo va bene, ma Vladimir Vasiliev no. Vasiliev no ragazzi. Io i dvd con i seminari di sta roba qua me li ho scaricati e fanno davvero cagare (scusate l'inglesismo).

Rispondi
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa
Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

hahah.. ma lascia stare i pugni e i misteri della fede, per carità!! 🙂

no, la roba che interessa è assolutamente normale, sempre quella, quello che succede ogni santa volta che si fa del lavoro e si respira.

A me dei russi in generale, perchè è cultura diffusa, ne sono convinto, interessa il fatto che - secondo me più di tutti gli altri - fanno attenzione alla respirazione durante gli sforzi e le situazioni critiche, e non facendo ommm in cima a una montagna, e cercano di non avere tensioni inutili, e ci lavorano sopra.

È quello che rende Emilianenko diverso dagli altri, ma era la stessa cosa che aveva anche Vitali, il mio insegnante.. e non gliel'avevano certo insegnata come una roba esoterica, quello faceva pugilato e kick-boxing, fine. Sembrava sempre rilassato, impassibile, ma quando si trattava di spingere era una roba impressionante.

Il systema ha il problema che - come sempre succede - diventa una roba che genera delle ortodossie e dei percorsi strampalati. Ma questo succede tutte le volte che non c'è una base di verifica condivisa. Nel judo se dici una cagata prendi le botte, è molto semplice.
E questo fa da filtro alle teorie strane. Nelle robe che non hanno una verifica, va a sapere.

Dopodichè, porre attenzione alla respirazione e alla non-tensione è una cosa sacrosanta.
E siccome su questi temi c'è una assenza di letteratura imbarazzante, a me mi va bene anche quello che fa Vasiliev, che comunque ci ho fatto del movimento a terra, e si muove a cinquant'anni suonati molto meglio della stragrande maggioranza dei judoka che conosco, compresi quelli forti davvero.

Direi di lasciare da parte ben volentieri tutta la roba strana, e di stare sul pezzo: ovvero come respirare con efficacia nei 5+5 minuti del lavoro di judo. Dopo di che se mi dice qualcosa di interessante anche Lupo de Lupis, io prendo tutto.

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

haha, ho guardato i filmatini... certo che sei andato a prendere la roba più ridicola apposta!! :))

no, dai, non è quello il punto. In ogni caso davvero, dopo vent'anni e rotti tra ju-jitsu, aikido e judo, e a cadere bene e dovunque, per esempio, mi hanno insegnato loro.
Non c'è paragone, quando si tratta di mantenere l'integrità fisica sono MOLTO più sofisticati.

E c'è roba da usare, dico davvero. Certo devi stare fuori dalla storiella della rava e della fava.
Se lavori forte i numeri (e i denari) non li fai.. diciamo che lo hanno capito molto bene.

Io resterei sul pezzo dell'efficienza aerobica per migliorare il lavoro lattacido. Tra l'altro.. questo era il post di Sgangaster, io con questa storia mi sa che gliel'ho incasinato tutto.

Sorry!!

Facciamo che vi passo per mail solo i capitoli della respirazione che ho tradotto un paio di estati fa, poi se sono tutte vaccate, amen 🙂

Rispondi
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Questo post ERA di sgangaster. Ormai è cosa pubblica. 🙂
Guarda che comunque non sono andato a cercare le cose ridicole, è davvero tutto così.
Mi sono scaricato e visto almeno un centinaio di dvd solo su krav maga, systema, kapap, lotar e vari sistemi di close quarter combat, ma quelli di Vasiliev sul Systema russo sono la cosa più scema che mi sia mai capitato di vedere. Magari la parte che riguarda la respirazione è valida (ed è anche probabile visto che tutto il sistema ci gira intorno), ma tutto il resto lascia molto a desiderare. Viene spacciato come sistema di cqc di spetsnaz e kgb, ma non ci credo per niente. La base della preparazione dei soldati e delle forze spaciali russe è il sambo, che è già di suo una combinazione di judo e karate, e a questa si aggiungono sicuramente elementi presi da altre discipline; magari anche qualcosina del Systema, ma certo non tutto come vogliono far credere Vasiliev e i suoi compagni di merende.
La verità è che sta gente si venderebbe anche la madre pur di fare il grano e in occidente ha scoperto milioni di polli pronti a comprare l'ennesimo prodotto russo. Ma non c'è da stupirsene, guarda solo le truffe che sono fiorite dietro la krav maga, con decine di ex agenti delle forze speciali israeliane fioriti dietro ogni angolo pronti a rivelarti i loro segreti. Commme nooo. 😉

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Hahah Sgangaster, sei stato espropriato!!

Sisi, ma guarda, a me non interessa parlare del systema, proprio per niente. Poi sono molto devoti (l'avresti mai detto?) mentre io sono un povero peccatore, e ci tengo parecchio!! 🙂
Niet, non mi interessa comprare quel pacchetto. Anche se ho lavorato in Canada con Ozereliev e Vasiliev, e ti posso dire che della qualità c'è. Ma non mi interessa quel marketing lì.

A me interessa la RESPIRAZIONE.
Che secondo me merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta, come oggetto di allenamento specifico.
Allora, io conosco tre-quattro categorie di persone che hanno lavorato sulla respirazione con una certa profondità.

1) i musicisti. Fa conto che un trombettista è un compressore da due cavalli, in grado di fare dei pianissimo.
2) gli apneisti. Il prossimo libro in lista è: "come allenare l'apnea a secco" del leggendario Pellizzari.
3) cinesi e indiani del pa-tuan-chin, qui-gong, prana-yama e salcaXXo.

A livello sportivo c'è poco o niente, ovvero: io ho trovato sempre roba molto elementare: o pneumatico/idraulica, come in chi deve gestire carichi o nel canottaggio, oppure il lavoro aerobico, dal mezzofondo in su, ma che parte tutto dal fabbisogno di un esercizio ciclico.
Non c'è nessuna attenzione specifica al gesto del respirare e a tutto quel che ne consegue.

I musicisti, vabbè la battuta, ma hanno altre priorità. Idem gli apneisti, anche se lì c'è molto da rubare. Nello yoga e discipline della respirazione orientale c'è sempre questa atmosfera rarefatta e poco comprensibile, insomma, a me serve roba pratica e sperimentabile. Mi serve una respirazione RAW.

Forse, e qui la sparo un po' grossa, facendo del lavoro dedicato e specifico sulla respirazione sotto carico, si otterrebbero più vantaggi che non a correre o far circuiti e basta.

Allora, gli unici che mi parlano di lavoro in dispnea (cioè in apnea con i polmoni vuoti), per esempio, sono i russi. E mi serve a gestire le crisi di carenza di ossigeno in gara.

Ecco, di questo vorrei parlare. Inserire nella preparazione un lavoro specifico per la respirazione. Che ne dici?

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ne butto lì una, giusto per vedere se ci danno retta.

Ho finito stasera la prima settimana di MAV (dopo il max/75/50 canonico) e mi sono divertito come un riccio. In panca ho finito a 85, che per me è fantascienza... sono un bimbo felice.
Ma è la stessa cosa se tra una serie e l'altra vado in giro come un babao per la palestra per lasciar passare quei due, tre minuti, o se uso i secondi per respirare bene, bello pesante, e a fare il conto delle vertebre e a rimetterle in fila, se mi ripasso lo schema corporeo e vedo nel frattempo dove mi va la testa?
Per me il divertimento è tutto lì, anche nel recupero vedo di portare aria in tutti i distretti, cerco di vedere se non si sono creati blocchi o contratture involontarie, se lo schema corporeo è integro.
Quando ti rimetti sotto al bilancere e ripassi dove stanno le ossa, inspiri dal naso tenendo un po' stretta la trachea, tipo Lord Fener, che così senti meglio i flussi. Aumenti la pressione, sangue alle spalle, stacchi.
All'inizio del MAV i carichi sono bassi, non serve ancora avere la pressione idraulica che ti serve dopo. Se smezzi la respirazione (due respiri nel movimento), o la inverti addirittura (spingi inspirando), ne cavi delle energie fresche che non ti aspetteresti mai.
Poi le cose si fanno serie, e allora non ci sono santi nè madonne, devi caricare il diaframma, chiudere tutto e tenere la pressione.
Ma la senti molto di più, perchè hai iniziato a lavorarci da subito. Ecco, tenere la testa sulla respirazione (e sulla pressione del sangue negli arti), mentre si cura il gesto, già è una gran bella storia.
Poi si comincia a giocare con la carenza di ossigeno (nei "combattimenti") e lì inizia lo spasso.
A me è questa roba che mi prende bene!! 🙂 🙂

Rispondi
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Io non dico che sia tutto da buttare, magari ci sono degli elementi validi nel Systema, però il modo in cui viene presentato lo trasforma quasi in una barzelletta.

Tornando alla respirazione, il lavoro potrebbe aiutarti, però mi chiedo quanto tu, poi, possa trasferirlo in gara. Mi spiego, quando sei col tuo avversario sei molto concentrato sul combattimento, perciò concentrarsi sulla respirazione può essere impossibile, soprattutto quando state lottando e non siete separati.
Guarda cosa succede negli incontri di boxe o di arti marziali miste quando i colpi presi cominciano ad essere tanti e la fatica prende il sopravvento. A quel punto tutta l'attenzione posta sulla respirazione nel corso degli allenamenti e all'inizio del match (quando li vedi buttare fuori l'aria quando portano i colpi) va a farsi friggere e subentra il fiatone. Il judo è diverso, ma la fatica e il dolore sono di casa anche nel tuo sport. Io sono, invece, dell'idea che concentrarsi sulla respirazione in gara sia quasi impossibile, specie dopo che qualcuno ti ha messo a testa in giù.
E penso sia questo il motivo per cui viene posta così tanta attenzione nel condizionamento negli sport di combattimento.
Musicisti, apneisti, maestri yoga, ecc. possono concentrarsi sulla respirazione perché non sono in condizione di stress. Anche Pelizzari, è vero scende negli abissi senza bombole e già solo per questo ci sarebbe da farsela sotto prima ancora di infilarsi la muta e bagnarsi i piedi. Però prima di entrare si concentra e fa yoga per abbassare il battito cardiaco. Per assurdo lui è rilassato nel fare quel che fa. Diversamente non ci riuscirebbe. Ma se sott'acqua trovasse il capitano Nemo che gli fa ciao, lui getterebbe un grido e risalirebbe a razzo.
Quindi il problema è: risuciranno i nostri eroi a concentrarsi sulla respirazione mentre il cattivo cerca di tirargli il collo?

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Sono d'accordissimo: lo scenario è proprio questo: allenamento alla gestione della respirazione in condizioni di crisi, che sono del tutto diverse da quelle degli apneisti e dei musicisti, ma dobbiamo cominciare a parlare di cose concrete, altrimenti qui sembra che stiamo parlando di aria fritta.

Io metterei giù quattro-cinque temi.

1) potenziamento del diaframma e capacità di gestione del medesimo (compresa l'apertura delle costole flottanti)

2) respirazione "quadrata" nei cicli aerobici (inspirazione, apnea, espirazione, dispnea), nella corsa lenta

3) gestione della respirazione nella resistenza alla forza in quattro esercizi fondamentali: piegamenti, squat con carico naturale, sit-ups e leg raise

4) gestione della contrazione segmentata (contrazione di gruppi muscolari in isolamento, e rilassamento delle parti non coinvolte), e legame con la respirazione.

5) repirazione a raffica per il recupero nelle situazioni di crisi, gestione del ciclo panico-carenza di ossigeno.

Ecco, direi che in maniera piuttosto grossolana i temi sono questi. E secondo me è possibile distribuirli in modo diverso nelle varie fasi della programmazione. Alcune cose sono più vicine ai lavori di forza, altre più ai cicli aerobici, altre hanno un valore più "tattico". E certamente proprio per gestire la respirazione mentre uno sta subendo uno strangolamento, che poi è una delle mie specialità.. prendere gli strangolamenti, intendo 🙂

Nella foto Stig Severinsen, un omino da 50 metri di apnea sotto il ghiaccio, o 20 minuti (sic!) dopo essersi caricato di ossigeno puro. Ha un sito che si chiama breathology, con un bel libretto.. dopo di che i quattrini li fa portando i manager a fare apnea ai caraibi, ma che ci vuoi fare?!? Comunque uno bravo.

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Su ognuno di questi capitoli si potrebbe scrivere un'enciclopedia, ma anche qui: stiamo sul pratico. inizierei con una cosa piccolissima, ma pratica, da provare subito.

La storia della contrazione segmentata, per esempio, può essere molto vicina a cose che servono nel lavoro di forza. Quando diciamo di attivare i dorsali durante la fase di spinta che cosa stiamo dicendo?

Stiamo dicendo che contrarre dei gruppi che non concorrono direttamente a esprimere forza sulla linea di lavoro (anzi, hanno delle componenti antagoniste), mi serve però a stabilizzare la posizione delle spalle e la corsa del capo inferiore dell'omero, oltre a darmi una migliore compattezza/pressione interna al tronco (che poi viene ulteriormente enfatizzata dalle maglie, eccetera).
Probabilmente c'è dell'altro, ma questo è quello che mi pare di capire.

Ma ce l'ho io un tipo di lavoro generale che mi insegni a attivare i dorsali, piuttosto che ogni altro gruppo, on-demand e con l'intensità desiderata? E - viceversa - a NON contrarre quello che non devo contrarre?

Quanto tempo posso dedicare a questo piccolo aspetto? Tre gruppi da cinque minuti al giorno bastano e avanzano. Anche lontano dagli allenamenti.
Partiamo dallo schema più banale: accompagno l'inspirazione con un aumento di tensione nelle parti che mi interessano, l'espirazione con il rilassamento.
Nel caso specifico dei dorsali: inspirando carico la famosa molla sullo sterno, espirando la rilascio. Tre respiri, da sdraiato o seduto, non mi interessa. Poi solo il dorsale destro, e bado che il sinistro resti rilassato, due respiri. Poi il sinistro.
Poi mi alzo e mentre cammino, all'ispirazione contraggo solo i dorsali, il resto resta rilassato, espiro e rilascio.
Poi, sempre deambulando, faccio la stessa cosa con i trapezi. Fine. Posso poi provare a rendere la contrattura e la decontrazione più rapide o più progressive, comincio a rendere il controllo meno grezzo, meno on-off.
Lo faccio la mattina appena sveglio, magari ancora nel letto. Poi dopo pranzo, e poi prima dell'allenamento serale, come pre-riscaldamento.

È più un processo di apprendimento che non di allenamento, ma vediamo in una settimana quanto meglio riesco a gestire i dorsali nel lavoro in panca?

Poi smetto, lo riprendo dopo 15 giorni o anche un mese, perchè devo lasciare al sistema nervoso il tempo di reagire. E vediamo come mi ritrovo.
Io la chiamavo propriocezione, ma leggendo gli articoli dedicati vedo che il termine viene usato in modo più circostanziato rispetto alla capacità dei sistemi locali di reagire a perdite di equilibrio senza tirare in ballo il SNC e soprattutto le reazioni consce.
Come la chiamiamo, boh, "endocezione"?
Parlo sempre da ignorantissimo, magari c'è una solida letteratura scientifica sull'argomento.. solo che io non la trovo..

Rispondi
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa
Parlo sempre da ignorantissimo, magari c'è una solida letteratura scientifica sull'argomento.. solo che io non la trovo..

Alla faccia dell'ignorantone... 😀
Non mi pare proprio che tu sia ignorante in materia, anzi, sei molto ben informato in tema di respirazione e dimostri anche di avere le idee chiare su cosa fare per migliorarti.
A me interesserebbero i punti 1,3 e 4, ma a malapena riesco a prendere l'aria in modo corretto quando faccio lo stacco, figurarsi se riesco a sviluppare uno di quei 5 punti.

Rispondi
sgangaster
Post: 111
Topic starter
(@sgangaster)
Registrato: 15 anni fa

machecazz...ma non potevate aprire un post a parte?!??!? Vi comunico ufficialmente che non siete più miei amici.

Rispondi
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

LOL 😀
Ci siamo fatti prendere la mano, scusa.

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ecco, lo sapevo che Sgangaster ci avrebbe sgridati..
Hai ragione, scusa scusa scusa.
Che dici, è meglio se facciamo un post su sta roba a parte?
Bisognerebbe trasformare il discorso in un programma di allenamento, o qualcosa del genere che abbia un senso all'interno del forum.
Oppure una roba più semplice, tipo un post: solo potenziamento del diaframma, chi ne sa qualcosa scrive.
Voi come la impostereste questa cosa, sempre che abbia un senso?
Magari un diario dal titolo appunti di respirazione?

Rispondi
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Penso che aprire ognuno il suo diario sia meglio. Tu con la respirazione e Sgang con il suo programma di allenamento e gli utenti che vi leggono. Ci becchiamo li. 😉
Comunque alla fine abbiamo individuato almeno delle linee guida che potrebbero tornare utili a molti, perciò il post è stato senz'altro produttivo.

Rispondi
Pagina 8 / 9
Condividi:
immagine pubblicitaria per la guida definitiva al functional training