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L'allenamento istintivo è una cagata pazzesca (di Ado Gruzza)

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Visione
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(@visione)
Registrato: 17 anni fa

Ricopio il post di Ado Gruzza d'un altra sezione, perchè Ado come sempre ha colto il punto. Lo rimetto qua perchè secondo me il fattore metabolico è ancora più specifico e perchè la discussione si è un po' allontanata dal messaggio iniziale

"Uno dei limiti che trovai all'ingresso del variegato (però estremamente più vitale ed intelligente) mondo del funzionale era l'affidarsi eccessivamente all'istinto, alla progettazione del momento, alla fatica percepita, al 'mi sento' esplosivo.

Sentirsi e vedersi spesso non ha nessuna attinenza con l'essere. L'allenamento istintivo salvo anfetamine, tende, per diretta ammissione implicita (anche se non cosciente) ad essere un allenamento atto a mantenere l'omeostasi.

Come detto altre volte il corpo si sente sano e sicuro se NON cresce troppo. Per questo chi ha sperimentato uno di quegli allenamenti a volume enorme che fanno davvero crescere e cambiare pelle sa benissimo, anzi benissimissimo, che se avesse seguito un metodo istintivo, tutte quelle serie e quel tipo di progressione non l'avrebbe mai seguita.

I metodi venduti a percezione di fatica

Le cose che ti fanno sentire forte

Le cose che ti fanno sentire esplosivo

Tutto ciò che non ti da dei numeri a supporto è assai labile, per cui non spendeteci troppa fiducia sopra. Anche se allenarsi a livello istintivo è assai divertente, però penso che avere risultati lo sia ancora di più.""

58 risposte
Visione
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(@visione)
Registrato: 17 anni fa

I miei due cents al suo pensiero

Se parliamo d'allenamento metabolico l'allenamento instintivo è ancora di più una cagata pazzesca, perchè la percezione della fatica frena il reale potenziale.

Esempio pratico. Nessuno parte dal GS ma tutti arrivano di seconda mano. Chi dal kettlebell training, chi dal crossfit, BB, ecc. Bene dopo un mese d'allenamenti programmati tutti mi dicono che non si erano mai stancati tanto.

Perchè? Non perchè il GS sia più duro degli altri semplicemente perchè un buon programma è quello che ti porta a dare quel poco di più che non avresti dato.

Se ti basi sulla fatica arrivi a 97. Se sai che il traguado è cento, sputi sangue ma 100 gli dai.

Questa è la differenza, approciarsi ad un allenamento sapendo esattamente quello che dovrai dare, e sapendo esattamento (questo è fondamentale) che quei numeri sono fattibili perchè sono tarati su di te. Be FA TUTTA LA DIFFERENZA DEL MONDO.

La fatica psicologica è sempre il fattore limitante, programmare vuol dire avere un'arma in più, che si tratti di GS, allenamento crossfit, preparazione per le MMA o altro.

Unica eccezione sono i campioni, i campioni sono dei cavalli, loro se hanno un numero a meno che sia impossibile da raggiungere vengono sempre limitati da questo. Tu pensi che possano fare 100 in realtà arrivano a 110. I campioni se gli chiedi di darti tutto ti danno di tutto e di più, sei tranquillo che non lasciano nulla a casa. Però io di gente così ne conosco un paio su migliaia.

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UnoQualunque
Post: 376
(@unoqualunque)
Registrato: 16 anni fa

Ciao

I campioni hanno quello che si chiama " Talento" senza di quello non si va da nessuna parte.

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Lord Bafford
Post: 444
(@lord-bafford)
Registrato: 15 anni fa

si, confermo anche dal mio piccolo mondo: aldilà di fatica + fatica - , se ci si concentra sui numeri (=risultati) una programmazione è indispensabile, se uno è capace di farsela, bene, altrimenti non ci sono alternative .... ci ho passato un anno e mezzo circa a cavarci fuori qualcosa da me stesso (io sono fra quelli che non ci capisce una mazza) il risultato erano schede abbandonate dopo 2 settimane ... un continuo cambio di esercizi accessori .... insomma un gran bel casino rispetto ad ora, e tutto sommato risutati risibili rispetto ad ora ...

il programma è una traccia, è un diktat a volte, a volte è insormontabile, ma è anche giusto così ... i risultati si vedono a lungo termine mai in due settimane ...

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sirgiot
Post: 143
(@sirgiot)
Registrato: 16 anni fa

Ricordo una frase ma non ricordo da quale bocca uscì, comunque l'ho sentita da uno dei "Tre Criminali" ovvero: Paolo, Ado o Andrea 😀 (scherzo, ovviamente!)
"a volte bisogna allenarsi anche quando si è STANCHI...".

Bene, riallacciandosi all'articolo di Ado, quale allenamento istintivo avrebbe mai fatto?

Divano e telecomando...

Invece grazie al dover rispettare "i numeri=programmazione", anche quando PENSIAMO di esser stanchi ci si allena e la maggior parte delle volte rispettiamo quei NUMERI con minor fatica delle volte precedenti...

Bisogna sempre far distinzione tra "fatica" e pigrizia... Pigrizia a volte portata da giornate storte, rotture di c***o etc etc...

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Leviatano89
Post: 320
(@leviatano89)
Registrato: 16 anni fa
I campioni hanno quello che si chiama " Talento" senza di quello non si va da nessuna parte.

hanno anche quella cosa chiamata "programmazione", anche senza quella non si va da nessuna parte.

Programmando si può diventare bravi, puoi raggiungere quelli che sono i tuoi limiti, sarà il "talento" a definire quanto sia alto o basso, ma di solo talento si campa poco.

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Visione
Post: 1456
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(@visione)
Registrato: 17 anni fa

Si il talento va coltivato.

Una precisazione, a volte è meglio ingabbiare i campioni nei numeri, soprattutto all'inzio del loro percorso. E' bene poi ritornare a dei periodi in cui si rimane nei ranghi. Questo perchè uno per quanto sia un campione se tira sempre alla fine smetterà pure lui.

Allo stesso modo il puledro deve essere lasciato libero di scalciare. Così anche a chi ha meno di 2 anni d'allenamento deve avere periodi o esercizi in cui è lasciato libero all'instinto.

Il detto che tutto e il contrario di tutto è vero, basta saper mettere ordine alle cose, tradotto saper programmare.

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MrCrow
Post: 5
(@mrcrow)
Registrato: 16 anni fa

Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che la programmazione è ESSENZIALE per poter conseguire un miglioramento che si discosti dalla mediocrità.

A essere mediocri non ci vuole molto, basta fare quello che ci piace, quando ci piace, per le volte che ci piace.

Ma per andare oltre occorre quel pezzetto di carta dove sta scritto che ci sono giorni in cui devi lasciare da parte quello che ti piace e fare quello che DEVI fare.

Non ci può essere la programmazione perfetta ma seguirne una fatta con un criterio dall'inizio alla fine è infinitamente meglio che andare a occhio ogni volta.

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UnoQualunque
Post: 376
(@unoqualunque)
Registrato: 16 anni fa

Talento e programmazione dell' allenamento > non sono correlate tra loro, chi ha talento può persino allenarsi pochissimo, chi non ce l'ha può allenarsi programmato come vuoi, non arriverà mai comunque, quello per cui " si campa poco " è quello che fa la differenza .

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Leviatano89
Post: 320
(@leviatano89)
Registrato: 16 anni fa
Talento e programmazione dell' allenamento > non sono correlate tra loro, chi ha talento può persino allenarsi pochissimo, chi non ce l'ha può allenarsi programmato come vuoi, non arriverà mai comunque, quello per cui " si campa poco " è quello che fa la differenza 

Esempi pratici di ciò? Di quali campioni abbiamo la prova che possono anche non allenarsi? Io quando vedo allenamenti di campioni vedo che si fanno un gran culo, non li vedo stare in poltrona....

Comunque non si sa mai, ti chiedo esempi perché perdonami, così a prima vista, sembra l'ennesimo post scritto per andare contro corrente piuttosto di ammettere che serve programmare...

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SuperMario
Post: 432
(@supermario-2)
Registrato: 16 anni fa

Domanda...secondo voi, che avete un pò d'esperienza in più, programmare vuol dire per forza essere vincolato alle tabelle per 6 o più mesi? Oppure per programmare intendete avere un approccio razionale nell'allenamento, però senza essere troppo rigidi? Dico questo perchè ok i professinisti, i campioni ecc...ma a livello nostro (mio), di amanti della disciplina senza scadenza e termini come possono essere delle competizioni, può essere molto difficile programmare al dettaglio visti gli impegni da sobbarcarci tutti i giorni! A mio avviso è necessario programmare, addirittura obbligatorio per gli atleti d'elitè, ma bisognerebbe anche sviluppare la capacità di gestirsi e magari deviare dal programmato per esigenza. Però sempre restando in quell'ottica di base!

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UnoQualunque
Post: 376
(@unoqualunque)
Registrato: 16 anni fa

Ciao
No io non dico che non serve programmare assolutamente .

Io dico: se si vuole arrivare in cima alla vetta, e portare a casa una medaglia olimpica o vincere un campionato del mondo di qualsiasi sport , il Talento è indispensabile.

Atletica : Tommy Smith uno dei più grandi velocista della storia dell'atletica (quello che diventò famoso per la fotografia con il pugno alzato durante la cerimonia di premiazione alle olimpiadi del Messico 1968 ) Il suo preparatore lo redarguiva continuamente perché non si presentava quasi mai agli allenamenti .

Atletica : Armin Hary il primo uomo al mondo a correre i 100mt in 10secondi netti , le qualità fisiche come la tanto discussa reattività "che aveva hai blocchi di partenza " era già cosa sua.. l'avrebbe avuta ugualmente anche se si fosse allenato poco " l'allenamento di per se ha migliorato una qualità che già gli apparteneva " e per quanto riportavano i giornali dell'epoca litigava continuamente con il suo allenatore che lo rimproverava di non andare agli allenamenti ma di dedicarsi troppo alle sottane .

Atletica : Paavo Nurmi aveva tempi da "fuoriclasse " già a 17 anni correva i 5000 metri in 15.57.5, ed aveva dimostrato di avere qualità straordinarie durante il servizio militare riuscì a correre 15 km in 59 minuti e 24 secondi, portando sulle spalle uno zaino di 25 kg, oltre ad un fucile con tanto di cartuccera, per di più calzando gli anfibi dell'epoca .

Basket : Kareem Abdul Jabbar uno tra i più grandi giocatori di Basket al mondo dotato di una fisicità imponente e straordinarie doti atletiche capace di un suo tiro del tutto particolare che lo rese famoso lo "Sky hook " non era per niente dedito a farsi il culo in allenamento ma proprio per niente .

Calcio : Diego Armando Maradona che si fosse allenato tantissimo o si fosse allenato poco e male avrebbe fatto una differenza esigua sarebbe stato un gran fuoriclasse ugualmente.

L' allenamento e la programmazione migliorano qualità che devono già essere latenti .

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lcvl
Post: 211
 lcvl
(@lcvl)
Registrato: 16 anni fa

Sí, OK, ma scusa (senza fare polemica ne' attacchi personali) che senso ha, ai fini della discussione, prendere l'elite, l''uno su 100.000, come esempio?

Chiaro che ci sono sempre le eccezioni alla regola... Come mio nonno che ha fumato 3 pacchetti di sigarette al giorno fino a 100 anni ed è morto proprio il giorno in cui finalmente ha deciso di smettere... Che vuol dire, che fumare allunga la vita?

Credo sia più opportuno rimanere nell'ambito che ci riguarda direttamente.
Il tizio X, non atleta professionista, con lavoro, famiglia e altri impegni, normo dotato, che non prende bombe, probabilmente senza grandi talenti innati... Insomma il 99% della gente che pratica sport nel mondo.
E per la maggior parte di queste persone allenarsi facendosi un pó il culo, e possibilmente con intelligenza, è l'unico modo sicuro di migliorare.

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UnoQualunque
Post: 376
(@unoqualunque)
Registrato: 16 anni fa

Ciao

Nessuna polemica, ho risposto a ciò che Leviatano89 mi ha richiesto .

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Vi quoto tutti, perché ognuno di voi ha detto una verità secondo me.
Ma lcvl ha fatto una considerazione giusta. La maggior parte delle persone che fanno attività fisica, lo fa a livello amatoriale. Quindi, posto per scontato che programmare sia necessario per vedere risultati ottimali nel lungo periodo, si rendono tuttavia necessari diversi livelli di programmazione:
Uno base, più semplice e flessibile, che permetta alla persona comune di allenarsi bene e con profitto, anche se non ha intenzione di competere in gara, non ha a disposizione attrezzatura regolamentare, si allena da solo e capita che per impegni vari salti tutti gli allenamenti di una settimana.
E poi altri livelli, via via più seri e complessi, man mano che salgono di livello gli obbiettivi che la persona vuole raggiungere.
Fino al massimo livello, per chi già gareggia, ma si sta preparando per un torneo nazionale o internazionale (come i nazionali, i mondiali o le olimpiadi nel judo), dove un atleta deve cercare di seguire il piano di allenamento per quanto più possibile alla lettera, evitando di sgarrare o di mettersi in condizione di farlo, mandando a farsi benedire il lavoro di un intero anno ad esempio.

A qualsiasi livello, però, è importante anche divertirsi in quello che si fa. Ad esempio, nel WL allenarsi 5-6 giorni su 7, due volte al giorno e per diverse ore, sarà sicuramente proficuo e porterà risultati stratosferici, ma alla lunga diventerebbe palloso da morire. Secondo me è impossibile che i tecnici non inseriscano delle varianti all'interno del solito allenamento. Ogni tanto faranno qualcosa di diverso dal solito (esercizi o metodo), perché 4 anni di allenamenti fatti sempre agli stessi ritmi e con le stesse metodiche spallerebbero anche il più determinato. Anche al top, perciò, ci dev'essere un minimo di flessibilità all'interno della programmazione.

Ce lo vedete un giocatore di calcio della serie A lontano dalla fi*a? Ogni tanto il cane va slegato.

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