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Gli anni passano e gli allenamenti pure?

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RogoArdente
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(@rogoardente)
Registrato: 10 anni fa

* Premessa: sono novizio di questo forum, e scusate, ma non conosco tutti i termini inglesi e gli acronimi che vengono utilizzati.

Sono un ragazzo di 33 anni, in buona forma fisica ed in salute. Dall'età di 9 anni fino ai miei 19 anni ho praticato judo con grande passione ed ho ottenuto anche modesti risultati agonistici sul territorio italiano. Il mio maestro, al quale sono molto legato, è sempre stato estremamente legato alla tradizione ed ha impostato l'insegnamento dell'arte marziale prima di tutto sulla tecnica che sulla fisicità. Molti allievi, negli anni, si sono distinti in campo agonistico, e non per le loro qualità fisiche, ma per la loro profonda conoscenza del judo. Nel dojo l'allenamento fisico c'era, ma nulla di estenuante, solo corpo libero, e tanta, tanta tecnica. Cosa voglio dire con questo? Che la tecnica, sia negli sport da combattimento, che nella preparazione atletica è fondamentale. È questo è il primo principio nel quale credo.
Negli anni universitari mi sono trasferito. Ho mollato il judo, mio malgrado, ed anche definitivamente. Ma, dovendo vivere di poco (ero fuori sede) l'unico svago che ho conservato è stato riprendere la palestra. Dai miei 19/20 anni ai 28 anni la palestra è stata la mia seconda casa. Prima ho cominciato col classico body building, poi ho ri-indossato il "gi" e ho cominciato a praticare il Brazilian Jiu Jitsu. Ricominciando da zero, ovvero dalla bianca! Ma non mi interessava. Di li a poco sono diventato un riferimento per la lotta in piedi, ma a terra ho dovuto imparare tutto. La collaborazione col mio nuovo maestro ha fatto si che io in palestra passassi almeno 4 giorni la settimana tra lezioni di BJJ e training. Essa, molto nota (non chiedetemi ne il nome, ne dove), aveva anche un maestro di Muay Thai e il livello di molti atleti era alto, alcuni erano professionisti. La collaborazione tra i due maestri era tanta (si può dire che la palestra si fondasse essenzialmente sul BJJ, sulla Muay Thai e sulle MMA... era come se facessimo parte di una famiglia). E la loro conoscenza in merito alle loro discipline era di alto livello. Anche io, poco, ma con costanza mi sono avvicinato alla Muay Thai. Non sono mai salito su un ring...preferivo il tatami. Ma in quegli anni ho scoperto il vero allenamento duro. Gli atleti professionisti, indistintamente dalla loro disciplina, venivano seguiti e preparati (specificatamente) dallo "staff" tecnico della palestra, ovvero una collaborazione tra il mio maestro di BJJ, il maestro di MT e il proprietario della palestra (laureato in scienze motorie e personal trainer certificato). Ed io, che dopo gli impegni universitari non avevo altro da fare, ho fatto (specie negli ultimi 3/4 anni) della palestra la mia casa: 5/6 giorni la settimana mi allenavo tra preparazione fisica coi professionisti, lezioni di BJJ e qualche lezione di MT. Non avevo velleità di grandi risultati, mi allenavo perché mi piaceva farlo. Ed i risultati sono stati raggiunti in termini di condizionamento, forza e resistenza. Anzi, a differenza dei pro, riuscivo a tirare fuori anche quel qualcosa in più perché (nonostante avessi una mia dieta) non ero soggetto ad un mantenimento del peso obbligatorio o alla perdita di peso. In quel periodo della mia vita, mi sono allenato duramente. Tra preparazioni tipiche del sollevamento pesi, il functional training, il crossfit, circuiti specifici, caveman training, ecc... insomma mi affiancavo a qualche pro (sia per amicizia sia per cercare di creare quello stimolo bi-univoco di sana competitività) nella sua preparazione, sia che esso fosse lottatore, boxer o MMA fighter. I programmi di allenamento, ripeto, erano preparati specificatamente e un Medico e Specialista in Medicina dello Sport seguiva gli atleti più impegnati. Insomma, non si improvvisavano allenamenti presi da Youtube, diete fondate su conoscenze popolari degli alimenti, mesocicli e mecrocicli erano studiati affinché il giorno della competizione, l'atleta arrivasse pronto al 100%. È stato un periodo proficuo per me. Non solo credo modestamente di aver imparato ad allenarmi, ma mi sono anche allenato duramente e ho imparato molte cose dal confronto con specialisti del settore. Ma a 28 anni mi sono laureato e ho dovuto lasciare questa realtà. Per la seconda volta ho cambiato città per via del lavoro... e poi ancora un'altra volta... e poi ancora... Prima di stabilirmi ne è passato di tempo, sono cambiate le città (anche estero), ma la passione non è cambiata ma sono cambiate le palestre. E da allora la tragedia. Non sono più riuscito a trovare la "professionalità" sia in maestri che in preparatori atletici, che precedentemente ho riscontrato. Anzi, affermo, che la realtà vissuta nel mio periodo universitario, credo sia quasi un'eccezione nel panorama italiano. Forse nel campo degli sport da combattimento in Italia la professionalità di quella palestra è assolutamente fuori dal comune. Anzi, devo lamentare una grande ignoranza a tal proposito: in prima persona ho vissuto, sessioni di allenamento interamente copiate da forum, Youtube (la fonte del 95% degli allenamenti), esercizi assurdi (per la loro pericolosità). esecuzioni totalmente sbagliate (ho visto C&J fuori da ogni immaginazione), cicli talmente estenuanti e senza recupero tali che l'atleta sul ring quasi sveniva a metà del primo round o non arrivava ai 90'' lotta, diete assurde e sopratutto dimagrimenti impensabili.
La mia fortuna è stata, una volta raggiunta una posizione lavorativa stabile, crearmi la palestra in casa. Non potrò più lottare o fare MT, ma almeno conservo "fortunatamente" la mia forma fisica. Inoltre per il poco tempo che mi rimane tra lavoro e famiglia, allenarmi in una stanza dedicata a casa azzera le perdite di tempo e permette una organizzazione svizzera con tutti gli impegni che ho, oltre ad aumentarne la comodità.
Mi spiace, ma sono prolisso! Ma adesso andiamo avanti e vi racconto la mia routine di allenamento attuale: 3 sessioni, un giorno si e uno no. In pratica o 3 o 4 volte la settimana, senza sgarrare. Tutte le sessioni sono precedute da circa 20' di riscaldamento generale e specifico. Non sono ne massacranti ne impegnativissime, ma le eseguo per bene e con costanza.

Sessione A:
4 o 5 serie da 5 ripetizioni di C&J (col massimo carico possibile) con 2' di intervallo tra una serie e la successiva.
pausa 3' o 4'
5 (o qualche volta anche più) serie di panca piana con manubri con 3' di intervallo tra una serie e la successiva (peso per max 5/6 reps).
pausa 3' o 4'
6 pull-ups (la prima delle quali muscle up) per il massimo numero di serie possibili 30'' di intervallo tra una serie e la successiva (solitamente non supero le 4 serie)

Sessione B:
Allenamento agli anelli e perfezionamento delle tecniche di esecuzione del front e back lever, muscle up, ecc...
PS: appreso, ovviamente, durante gli allenamenti seguiti da professionisti dello sport

Sessione C:
5 serie di pull-ups fino al massimo numero di reps con 3' di intervallo tra una serie e la successiva.
pausa 3' o 4'
Pull ups metodo Massaroni: 8 reps - 30'', 8 reps - 30'', ecc... finché riesco a fare 8 reps. Sono solito cambiare il tipo di impugnatura tra le 8 reps e le successive. Il tutto per due (o max tre) serie.
pausa 3' o 4'
1 tenuta isometrica di pull-ups (angolo del gomito a 90°) fino a cedimento.
Dopo circa un paio di minuti completo l'allenamento con qualche muscle up alla sbarra e/o altre esecuzioni del corpo libero.

Nei giorni di recupero, vado a correre (non sempre, ma due volte la settimana si!) per non più di 60' complessivi perché dopo circa i primo 20' iniziali interrompo per eseguire delle sessoni di jump squats esplosivi (non so come li chiamate su questo forum, sorry!) 3x40 reps con 1' di pausa.

In realtà, non c'è una precisa motivazione sul mio post in questo forum, lo faccio solo per spirito di condivisione e per veicolare il messaggio che di allenamenti provati nella vita ce ne sono tanti, ed una volta individuati quegli allenamenti che funzionano davvero sul proprio corpo (eliminando quelli che anche se apportano benefici, non consentono di esprimere il massimo potenziale) bisogna non dimenticarli. Variare i piani d'allenamento, provare nuovi training, ma sopratutto saper ascoltare il proprio corpo e trovare quello che è più "funzionale" per il proprio equilibrio psico-fisico. E quest'ultimo è sicuramente la cosa più difficile da trovare.
Spero ne possa nascere una buona conversazione,
Ciao a tutti e buon allenamento.

2 risposte
deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 12 anni fa

Ciao e benvenuto.
Ti do subito una tirata d'orecchie: hai usato troppi inglesismi. 😉

Va bene usare un nickname, ma almeno la regione e la città... Che cavolo, adesso siamo curiosi.

Rispondi
noah09
Post: 39
(@noah09)
Registrato: 12 anni fa

Ciao, benvenuto e grazie del tuo contributo, anche da me che sono più un lettore che un frequentatore attivo del forum!
Hai scritto cose molto interessanti, in particolare ho apprezzato la frase:

"Variare i piani d'allenamento, provare nuovi training, ma sopratutto saper ascoltare il proprio corpo e trovare quello che è più "funzionale" per il proprio equilibrio psico-fisico. E quest'ultimo è sicuramente la cosa più difficile da trovare."

Credo anch'io fermamente in questo, per chi come molti non ha un obiettivo sportivo specifico se non quello di mantenersi nella migliore condizione possibile di benessere psico-fisico, e non solo.

Rispondi
Piedamaro
Post: 40
(@piedamaro)
Registrato: 10 anni fa

Benvenuto nel forum
quoto cio che ha gia estrapolato Noah09 volendomi anch'io mantenere nella migliore condizione possibile di benessere psico.fisico..
purtroppo mi trovi anche daccordo sul pressapochismo e non professionalità che riempie
oramai ...gran parte delle palestre o circoli sportivi..
in questo forum ho trovato dei buoni consigli e condiviosione delle 'proprie fatiche' 🙂
Lo aguro anche a te!
saluti e buon allenamento
Pie

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