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Il diario di Angelo...
 

Il diario di Angelo Nero

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Angelo Nero
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(@angelo-nero)
Registrato: 14 anni fa

Anno nuovo protocollo nuovo! Siccome tra i miei obbiettivi al termine di questo 2013 c'è lo squat con 200kg comincio con un programmino un pò impegnativo da tutti conosciuto come Sheiko...vi ricorda qualcosa?

Salve a tutti, sono un nuovo aspirante Rawer. Ho 32 anni, alto 1,70 e peso 79-80 kg. Ho iniziato da bambino con le arti marziali e oggi continuo a cercare la "via" perfetta per la sopravvivenza nel confronto reale. Il combattimento cosiddetto da strada non ha rounds, non ha minuti di recupero. Al contrario è caratterizzato da pochi istanti di tremendo caos, in cui ognuno cerca di imporre se stesso per sopravvivere. Ecco, quello che cerco nei miei allenamenti, con i pesi e non è sviluppare quanta più forza esplosiva e (diciamolo pure) distruttiva il mio corpo è in grado di tirar fuori.
Ho trovato in voi lo stimolo per iniziare un nuovo cammino. I pesi come li intendete VOI sono in grado di portare fuori energia pura, nessun fronzolo estetico (fisichino da spiaggia), ma solo forza pura, prorompente.
Dopo questo lungo cappellozzo (scusate...) volevo chiedere alcune delucidazioni al programma di (ri)programmazione, per me cominciato ieri.
Allora l'esecuzione di tutti gli esercizi è esplosiva nelle fase concentrica, lenta nell'eccentrica? Mi fermo per un istante nel punto di massima contrazione o devo essere fluido.
Nel sandbag bear hug sto usando (dato che non ho una sandbag) il mio fedele sacco (40 kg), immagino sia lo stesso?
Ultima domanda per gi step ups, mi sembra di perdere troppo tempo nel cambio di gamba, tempo che mi permetterebbe di fare più ripetizioni (dato che il tgt è il volume...)

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bubugaz
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(@bubugaz)
Registrato: 16 anni fa

Non esista la "via perfetta x la sopravvivenza nel confronto reale". Esistono infinite vie imperfette (dato che nessuna da la matematica certezza di sopravvivere al confronto) come esistono infinite combinazioni di scontro. Pur con tutte le limitazioni del caso un confronto sportivo è attualmente l' unica occasione legalmente e moralmente accettabile che abbiamo di testare l' efficacia dei nostri colpi/prese/sottomissioni su di un altro essere umano non armato (neanche sempre, vedi dog brothers) e non collaborativo e che abbia le medesime intenzioni di sopraffarci. Ovviamente il fatto che si è solo in due e disarmati in uno scenario (ring/gabbia/prato) prestabilito e accettabilmente sicuro è un grosso limite ma dato che siamo nel 21 mo secolo e in europa e non nel giappone feudale ogni altro genere di scontro reale armato o meno e finalizzato o no all' allenamento (per cui verosimilmente foriero di morte o ferite) presuppone come minimo la galera. Detto questo aggiungo che non è sempre vero che la rissa dura pochi istanti, anzi e saper conservare fiato esplosività e concentrazione a lungo (minuti) nonchè lucidità dopo essere stati magari duramente colpiti non ha altra via allenante che il confronto a contatto pieno. Insomma bisogna imparare innanzitutto a prenderle. Non sono assolutamente contro le cosiddette arti da autodifesa (ho pure praticato e ad alcune ne riconosco la validità) solo credo che per essere efficaci anche oltre il livello preventivo occorre che chi le pratica abbia l' esatta dimensione di cosa significa essere colpiti RIPETUTAMENTE E A PIENO CONTATTO da un opponente REALMENTE non collaborativo. Scusa l' intromissione off topic : )

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Angelo Nero
Post: 128
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(@angelo-nero)
Registrato: 14 anni fa

Perchè scusa, si stanno confrontando diverse opinioni. Sono d'accordo sul fatto che non esista la matematica certezza che un sistema sia perfetto.
Sai il ring l'ho praticato, pure il tatami, e come hai detto tu bisogna saperle prendere. Bisogna però capire che uno sport è uno sport, e come tale ha delle regole, anche se poche (come nel caso delle MMA).
Da qualche anno ho trovato un sistema (per me valido) di combattimento reale.
Le tecniche da applicare nel confronto sono veramente poche e di facile applicazione (come deve essere d'altronde, il combattimento non avviene quando lo decido io, quando ho dormito bene e sono riposato o quando sono al massimo della mia forma). Quello che è secondo me innovativo è che ci si allena per far si che la tecnica possa funzionare realmente. Cioè devono esserci quei determinati attributi che fanno si che la tecnica funzioni.
Velocità, forza, tempismo sono solo alcuni esempi di attributes che danno alla tecnica la reale possibilità di successo. Il più importante di tutti è però la voglia di sopravvivere! L'istinto di conservazione! Es. il gancio della boxe. Chiunque può imparare questa tecnica, ma per farla funzionare e diventare devastante deve diventare il gancio di Tyson! Veloce, terribilmente potente, che colpisca al momento giusto e sopratutto che abbia in quel momento la cattiveria di Tyson!
Comunque non vorrei andare troppo off topic. Magari apro un post in cui discuterne...
Mi date qualche risposta a quanto avevo chiesto prima riguardo alla (ri)programmazione?

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Ciao Angelo, il sacco da boxe va bene per il bear hug squat, basta che non tocchi a terra con la parte inferiore quando fai l'esercizio.
Negli step-ups, puoi fare prima le ripetizioni per una gamba e poi quelle per l'altra. Non cambia nulla in termini di risultati, ma impieghi meno tempo.
Io il programma di riprogrammazione non l'ho mai fatto, ma da quel che ricordo è diretto all'apprendimento degli esercizi (oltre che al condizionamento fisico), pertanto fare gli esercizi come hai detto tu sarebbe perfetto. La cosa importante quando fai un esercizio (qualunque esso sia) è mantenere il pieno controllo del movimento, altrimenti fai le cose alla cappero e rischi pure di farti male.

Non so che tipo di autodifesa stai studiando o che arte marziale hai praticato, ma visto che ci sei che hai aperto il diario potresti anche dircelo.
Bada che le risse da strada sono molto diverse dagli incontri sul ring. Una cosa è un incontro di judo sportivo sul tatami e una cosa sono due che se le danno di santa ragione fuori da un bar. In palestra cadi sul morbido, non ci sono coltelli o pistole, non ci sono marciapiedi o spigoli su cui battere la testa e non c'è il pericolo che gli amici del tuo rivale intervengano in suo aiuto.
Se pratichi una disciplina di autodifesa con la convinzione che ti permetterà di rompere le corna a tutti quelli che possono darti fastidio per strada o in un locale, parti male secondo me, e molto. Per due ragioni.
Primo perché puoi trovare qualcuno che non ha mai fatto judo o boxe in vita sua, ma che mena come un fabbro ed è più forte e più cattivo di te; e quindi ti rompe il cubo.
Secondo perché il nostro codice penale riconosce la scriminante della legittima difesa solo in presenza di particolari condizioni, in assenza delle quali tu vai incontro ad una condanna in sede civile e in sede penale; che tradotto in parole povere significa che nel caso in cui non ti venga riconosciuta la legittima difesa te ne pentirai per quanto campi e gli pagherai i danni.

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ciao Angelo Nero, solo per dirti benvenuto e buon lavoro.
Dai retta a deadboy. Basta un niente a mandare qualcuno al creatore, e questo ti rovinerebbe inevitabilmente tutta la (ri)programmazione! 🙂

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Ma soprattutto basta un niente perché ti ci mandino al creatore, pure se hai due cinture nere o sei campione di boxe.
Dai che sono curioso, di che disciplina si tratta? Apri un altro post se vuoi e descrivi quello che fai. Se hai pure dei video dove ci sei tu che ti prendi a legnate con i tuoi compagni mettili pure. Dai che ieri sera Sakara vs Stann mi ha lasciato con l'amaro in bocca, mi devo rifare. 🙂

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Angelo Nero
Post: 128
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(@angelo-nero)
Registrato: 14 anni fa

Forse sono stato frainteso...
Nella mia vita ho fatto a botte solo una volta, a Palermo nella mia città natale. Ma solo perchè il tipo mi ha inseguito con la macchina e mi ha tagliato la strada per costringermi a fermarmi. Si è avvicinato mi ha aperto lo sportello e mi ha insultato. Quando ha visto che io non avevo intenzione di fare a botte mi ha dato uno schiaffo. A quel punto sono sceso dalla mia macchina ed è cominciato la zuffa. Vabbè era un povero cretino, è andata bene per me (ma anche per lui) e la tantissima gente che si era assiepata attorno ci ha solo divisi e mi ha invitato ad andarmene. Sono consapevole che non va sempre così, anzi. Lui non era armato, gli spettatori si sono limitati a guardare, in macchina con lui c'era solo la moglie e il figlio.
Il mio maestro (si incazza se lo chiamo così) dice che abbiamo solo ONE ASS TO RISK! Per questo secondo lui il 99% delle possibilità di sopravvivenza è dato dalla prevenzione: e qui vengono nel nostro programma vengono analizzate situazioni già avvenute, lesson learned che ci possono dare lo spunto per capire i segnali di pericolo prima che sia troppo tardi. Ma se si fallisce nella prevenzione rimane uno 0,9 % di possibilità di sopravvivenza data dal patteggiamento: vuoi il mio portafoglio, tieni! Ok scusate ragazzi, cambio strada...e così via. Per ultimo se anche questo non dovesse bastare mi rimane lo 0,1 % di speranza di sopravvivenza. E qui si lavora con le tecniche e quanto dicevo prima.
Spero di aver reso l'idea di quanto per me sia rischioso il combattimento reale...
Ah comunque per chi fosse interessato vi do il link della Street Fighting Organization. A breve aprirò un post, magari per parlare un pò dell'argomento
http://www.streetfighting.it/index.html

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Guarda, io non pratico arti marziali, ma mi piacciono molto, e il cqc è quello che mi interessa più di tutto, al punto che negli ultimi anni mi sono scaricato e guardato tutto il materiale che si può recuperare sull'argomento: dai corsi di ninjitsu per la polizia orientale, a quelli di krav maga per i civili e la polizia di mezzo mondo, passando per il mcmap dei marines, il combaptive jiu jitsu, il systema, il kapap, il lotar, il cqc degli istruttori della legione straniera francese, il kali, il jkd di Vunak, Mike Faraone e il maestro Wong, arrivando addirittura a vedermi dei dvd sul keysi fighting method usato dal Batman di Christian Bale (:D), e un milione di altri video di boxe e arti marziali. Ho visto tutto quello che passa il mercato. Tutto!
Bene, i corsi di autodifesa o street fighting (chiamalo come vuoi) per civili sono tutti uguali, ci sono elementi di judo, di krav maga, di jkd, di wing chun, del kali, della boxe. Tutti uguali. Non si distinguono l'uno dall'altro e questo tuo non mi sembra diverso da quello che ho già visto fare agli istruttori di krav maga inglesi, o francesi, o portoghesi. Possono chiamarla in modo diverso, ma è sempre la solita roba. E francamente non mi attira nemmeno un po'. Senza offesa eh, è solo la mia opinione.

Per un civile le arti marziali tradizionali vanno benissimo (e naturalmente la boxe). Il loro problema è che per tutto il tempo che le praticano il loro maestro li mette in guardia sui danni che possono fare alla persona in un combattimento reale, perciò spesso quando hanno bisogno di usarle si fanno troppi scrupoli, finendo per esitare troppo e prenderle, o addirittura per rinunciare completamente a difendersi (parlo della arti marziali, non della boxe). La colpa di tutto questo, però, penso sia delle scuole e dei maestri, perché nelle arti marziali tradizionali la componente volta all'autodifesa viene ormai trascurata in favore di quella sportiva, se non del tutto esclusa. Perciò quando un ragazzo che fa judo da tre anni si trova a fare a cazzotti per strada, il massimo che fa è sbattere a terra il rivale e, se gli riesce, immobilizzarlo, sempre però che trovi il coraggio di farlo. In caso contrario le prende di santa ragione.
L'ideale sarebbe che nelle scuole di judo, karate e taekwondo si insegnasse anche come affrontare un aggressione in strada e non solo l'avversario del torneo. Quando ricominceranno ad insegnare l'autodifesa i corsi stile krav maga spariranno con la stessa rapidità con cui sono comparsi. Questo gli americani l'hanno capito già da un pezzo e infatti hanno sviluppato per le loro forze armate un sistema di cqc unico, semplice ed essenziale, che combina il bjj dei Gracie con il meglio del cqc delle sue forze speciali, il MCMAP, e lo insegna a tutte le sue reclute. Le forze armate italiane dovrebbero prendere esempio da loro e non affidarsi ad istruttori esterni: soldi buttati al cesso a mio parere, perché in un breve seminario o in due mesi di lezioni non insegni niente a nessuno, tanto meno a uccidere a mani nude in una situazione di forte stress psico-fisico.
Scusa se ti ho imbrattato il diario, ma è un argomento che mi piace. 🙂
Che arti marziali hai praticato prima di approdare al cqc?
Quando vi allenate usate protezioni parziali (tibie, inguine, caschetto) e colpi a forza controllata, oppure usate protezioni totali (tipo le High Gear di Tony Blauer, che coprono tutto il corpo e il viso) e il contatto pieno?

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Angelo, deadboy, a me questo tema interessa, soprattutto per quello che sta dicendo deadboy rispetto all'opportunità di integrare in un certo modo il judo (non agonistico, ovviamente).

Dall'altro io ci metterei che il fatto di volersi sentire più forti, di potersi proteggere, è una spinta per lo sport quanto l'estetica (Angelo forse non l'ha vista, ma c'è stata tutta una discussione in merito). Che poi può portare a fare ottime cose.

Guarda questa bella intervista a Koklyaev, ha iniziato anche lui così

[video] http://www.youtube.com/watch?v=JmUNp1d8FBw&feature=related [/video]

A quanto pare i russi da ragazzini fanno continuamente a botte, per loro è normale una rissa al giorno, a quanto mi raccontano, ecco, da lì vengono fuori delle belle motivazioni, e una bella ruvidezza che nello sport serve, e infatti hanno in giro tutti i combattenti più forti.
L'importante, anche qui, è pilotare bene le energie!

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

PS: che cosa vuol dire cqc?!? 🙂

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Marokun, ma come, proprio tu che hai condiviso gioie e dolori con Vasiliev. 🙂
Significa Close Quarter Combat.
Quanto al judo moderno, io non intendevo integrarlo con delle novità, ma semplicemente ripescare dalla sua tradizione le mosse dirette all'autodifesa.
Il bjj dei Gracie si distingue dal bjj di altre scuole proprio perché il primo è rimasto fedele alla sua tradizione e ha conservato gli insegnamenti sull'autodifesa, mentre le altre scuole li hanno chi più chi meno eliminati.*
Quel video di Koklayev me lo sono visto un centinaio di volte questo mese. E' linkato ovunque. 🙂

*Le arti marziali tradizionali sono state castrate per poterle usare in ambito sportivo e civile. Questo era inevitabile, però penso che un'eccessiva virata verso la tecnica e la competizione non sia un bene, perché alla fine il praticante che si trovi costretto a difendersi per strada si trova impreparato, soprattutto se la pratica da pochi anni. I Gracie, invece, insegnano per prima proprio l'autodifesa.

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Angelo Nero
Post: 128
Topic starter
(@angelo-nero)
Registrato: 14 anni fa

Allora, intanto la discussione può proseguire così, a me non dispiace affatto.
Io ho cominciato con il judo a 6 anni, e così fino all'età di 12 anni. Volevo passare a discipline di contatto e cominciai con la kick boxing, che era ancora agli albori a Palermo. Diplomatomi mi arruolai nell'esercito. Ho continuato a praticare in diverse sedi, a seconda di dove mi trovavo a lavorare. Fino al 2004 quando cominciai ad allenarmi da Franz Haller. Nel 2006 conobbi il Jeet Kune Do. Purtroppo però questa disciplina è diventata un business, come tutto quello che è la difesa personale e lo street fighing (per questo Deadboy, non ti biasimo, ma ti invito a continuare a cercare e comunque a seguire la tua via-così come la chiamava Bruce-). Ho partecipato ad uno dei quattro seminari che mi avrebbero fatto diventare istruttore di JKD. Solo 4 week end e poi puoi insegnare???? Rimasi deluso. Decisi allora che le arti marziali classiche, tradizionali, che richiedono anni per diventare maestri erano sicuramente più serie. Ripresi il Judo e cominciai il JuJitsu (giapponese). Quest'ultimo è considerato un'arte per la difesa personale, ma mi ha lasciato un pò perplesso quando si è trattato il disarmo di coltello e quello di pistola (!!!!!).
Nel 2008 nel frattempo il mio Reggimento ha deciso di inserire nel corso di formazione del personale un corso di difesa personale. Apro una parentesi su questo argomento. Il poliziotto di trova a dover fronteggiare un aggressore e controllandolo deve ammanettarlo. Non può di certo nuocergli troppo. Il JJ o qualsiasi arte marziale classica può andare bene. Ma nel mio lavoro, se mi viene insegnato a sparare a 200mt con un fucile, a 30 con una pistola, a 1 metro al mio avversario, perchè devo controllarlo? La nostra mentalità italiana (i cugini brit e Usa non la pensano così) non puoi eliminarlo, è troppo brutto da dire e da pensare. Siamo per la pace non per la guerra. Quindi evitando di entrare in un argomento spinoso e in cui io sopratutto potrei essere troppo polemicoso, nel mio lavoro, secondo me la difesa personale, così chiamata non va bene.
Il sistema che veniva proposto prevedeva un dito nell'occhio dell'avversario come tecnica base. La migliore. Ma come un dito nell'occhio! Si, signori, se io con un giubbetto anti proiettile da 20kg, uno zaino da altrettanti, devo eliminare un avversario che ostacola il raggiungimento del mio obbiettivo, che faccio? Una leva articolare? Un sequenza di pugni? No gli piazzo un dito nell'occhio e poi...
Non vi nascondo che sono stato scettico si dall'inizio. Ma ho voluto entrare più dentro.
Non mi piace giudicare dall'esterno, e quindi ho proseguito l'allenamento privatamente, con un istruttore qualificato. Oggi mi alleno ancora, e anche se le tecniche sono veramente poche, appena una decina nell'hand to hand, ancora meno nel coltello (niente disarmi) e nel bastone, il cammino è lungo.

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ahh.. ma vedi che allora stiamo parlando di universi differenti! Tu sei un militare.
Il buon Vasiliev (con cui non ho condiviso molto, deadboy, a me interessa soprattutto la respirazione e il loro modo di muoversi e colpire :)) era molto tranchant sull'argomento. Dice, in sostanza: è sbagliato pensare che un militare debba combattere. Se un militare pensa di mettersi lì a combattere è finita. Il militare, se deve, deve uccidere, punto.
Quindi - a prescindere da quello che uno ne pensa del ruolo dei militari nel mondo contemporaneo - nell'ottica di un professionista ci sta il concetto di "efficacia reale", che in bocca a un civile non ha nessun senso. Nel tuo contesto non interessa minimamente il concetto di legittima difesa.
Però ci hai distratto tu parlando di combattimento "da strada"!! Che sa tanto di adolescente con il nervoso 🙂

Per quanto riguarda i Gracie, deadboy, io vengo dal JuJitsu. Avevo un bravo maestro che poi si è ammalato di brutto, e ho trovato una casa nuova nel judo. Ciononostante resto un terraiolo.

Al di là del mio maestro, che era davvero a posto, il JJ della Filkam è impostato in un modo semplicemente osceno. Tra quelli che hanno continuato i più bravi, e sono davvero bravi, si sono dedicati al JJ tradizionale, con l'Ogawa Ryu. Ma lì è proprio godimento filologico, fanno le cerimonie del thè, i katà con le armi antiche.. roba così.

Io ho fatto uno stage con Fabricio nonmiricordo, della Nova Uniao, un'altro filone brasiliano. Non mi è dispiaciuto per niente, a terra sono bravi, anche se poi devo dire che, logica sportiva per logica sportiva, ovviamente (per il solo fatto di essere disciplina olimpica e di essere così diffuso) nel judo il livello tecnico-atletico è più alto.

I Gracie li conosco molto poco, ma l'idea dell'autodifesa come ingresso alla disciplina si fa, in teoria, anche da noi.
Solo che è fatta in un modo sbagliato. Non so come la approccino i Gracie. A me interesserebbe impostarla come auto-protezione, più che auto-difesa.
Ma questo è un discorso che ci porta pesantemente off-topic!! 🙂

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deadboy
Post: 1560
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Angelo, i cugini brit e americani che dici tu (e mettici pure i francesi) usano le loro forze armate per difendere i loro interessi economici in Africa e nel Medio Oriente, senza farsi il minimo problema quando si tratta di ammazzare civili inermi o guerriglieri che difendono il loro territorio e gli interessi del proprio popolo. L'Italia, per nostra fortuna, ha sempre mantenuto una politica più pacifica e più attenta agli interessi di quelle nazioni e ha sempre ricoperto un ruolo di mediazione, soprattutto in medio oriente. Ciò non vuol dire che i servizi e le forze speciali italiane non intervengano in quei Paesi per tutelare gli interessi dell'ENI o delle altre grandi multinazionali di casa nostra, ma si tratta sempre di un'azione meno invasiva e più oculata di quella portata avanti da inglesi, americani e francesi, che invece vanno lì pensando di essere a casa loro. Se l'Italia si comportasse come loro il rischio di attentati terroristici nel nostro Paese sarebbe enorme. Questa è la ragione per cui le regole di ingaggio dei militari italiani all'estero sono così diverse da quelle degli inglesi o degli americani.
Se volevi un addestramento migliore nel cqc dovevi cercare di entrare nelle forze speciali delle nostre forze armate o delle forze dell'ordine. Oppure puoi aspettare che un capo di stato maggiore della marina passi di qua e legga il mio consiglio sul MCMAP dei marines. Se, invece, vuoi un lascia passare che ti consenta di sparare a un piede a tutti i civili sospetti in cui puoi incappare quando esci in missione, puoi solo rinascere brasiliano e provare ad entrare nel BOPE. Lì puoi sparare a chi ti pare, tanto non gli frega niente a nessuno.
Se ho frainteso spiegati meglio, qui tanto non ti mangia nessuno. Se ci segui da un po' avrai già capito che il forte del forum è proprio il continuo scambio di vedute. Non sei il solo militare che frequenta il forum e la questione della legittima difesa in ambito civile o militare potrebbe dare spunti interessanti per le persone che frequentano o hanno intenzione di frequentare dei corsi di autodifesa, o che magari praticano arti marziali ma non sono soddisfatti.

Marokun, il mio interesse verso le arti marziali e il cqc è nato a 30 anni suonati, proprio nella classica ricerca del sistema più completo, con l'idea di iscrivermi e praticarle. Alla fine sono arrivato alla conclusione che se uno fa judo e muay thai è a posto. Per strada in terra non ci vuoi finire, perciò le proiezioni del judo e lo striking e il clinch della thai (o la boxe) sono tutto quello che ti serve.

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Deadboy, che dire? Sono assolutamente d'accordo. Compresa la ponderata valutazione geopolitica. Ma sicuramente per quanto riguarda judo e thay e boxe.
Con la voglia, a quel punto, di restare sul tatami o nel ring a divertirmi e a crescere, ovviamente.
Grazie di tutto, come sempre! 🙂

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