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il lato oscuro della Forza (appunti di respirazione)

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Marokun
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(@marokun)
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@Alberto. Ovviamente! 🙂 vale tutto tranne parlare, sennò ci squalificano.

ieri sera ancoro lavoro esplorativo.
Prima panca, normale, recuperata confidenza con carichi decenti, sensazioni che migliorano.
Cerco di lavorare con 60-70 kg e capire bene come frustarli su. Direi che per la prima volta comincio a intuire come spingere con le gambe. Finora un mistero.
Poi squat, tutto bene, anche qui solo lavoro (nelle intenzioni) tecnico 4-6 rep fino a 80 kg, per riprendere confidenza.
Poi gioco: clean dai blocchi e jerk con bilancere vuoto, e poi +10 kg. Ganzo!
Iperestensioni, due allungamenti e doccia.

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

Stavo pensando di aprire un nuovo topic, ma non saprei in che sezione metterlo.

ECCITAZIONE E APPRENDIMENTO.

Siamo sempre più consapevoli del fatto che l'allenamento è in realtà un processo di apprendimento. Apprendimento da parte del sistema organico nel suo complesso: non solo uno schema stimolo-risposta, ma un qualcosa in più, un processo evolutivo che coinvolge tante "parti" dell'organismo.
I tessuti contrattili, d'accordo, poi il sistema cardio vascolare. Ma anche (e questo è il grosso salto di comprensione) guaine, cartilagini, e - vivaddio - il sistema nervoso.
Tutta sta roba, tra l'altro, non è separabile. È un processo coevolutivo, se una parte resta indietro il sistema diventa più fragile.
Apprendimento, tra l'altro, nel suo senso più completo, di memorie incarnate, di esperienze stratificate che vanno lentamente a modificare la struttura che le sorregge.

Ok, fin qui ci siamo. Ora, l'apprendimento, come qualsiasi dinamica evolutiva, NON è un sistema lineare. Non è che esercito una pressione crescente di stimoli e l'organismo mi viene dietro e basta. Non funziona così.
Ogni seduta di allenamento è un evento specifico, che potrà incidere più o meno sul mio cammino evolutivo in base a un fottio di premesse differenti.
Tra queste premesse ce ne sono di biochimiche (le concentrazioni di roba che ho nel sangue), di strutturali (la presenza di indolenzimenti e traumi pregressi) e di psico-neurali.

Ecco, queste ultime sono quelle che in questo momento mi interessano di più.
Nella più vasta esperienza degli apprendimenti in senso lato sappiamo benissimo che la produttività di una lezione, di una lettura, eccetera, è molto legata allo stato di eccitazione.
Non intendo solo lo stato di eccitazione sessuale (anche se è sicuro come l'oro che se hai la maestra bella anche all'asilo impari prima e di più), ma in generale la presenza di uno stato più attivo del solito, quando le immagini sono più vive, sei - per qualche motivo - interessato e carico.

Vabè. La fiera delle banalità, d'accordo. Però che cosa succede... succede che nel GS io devo imparare a stare decontratto sotto sforzo. Quindi c'è una dialettica fra sistema simpatico e parasimpatico del tutto particolare, che è il vero deutero-apprendimento.
Imparo il GS, e lì dentro, in quel setting, impararo a imparare la decontrazione sotto sforzo.
Che poi è la cosa più interessante.

Diceva Pugno di Akin, l'ultima volta che abbiamo fatto l'allenamento con Visione, che se uno potesse fare allenamento in squadra tutte le volte, progredirebbe molto più velocemente. È sicuramente così, sia perchè hai dei feedback esterni immediati e di qualità (molto più accurati che con i filmati), ma anche perchè sei eccitato. Perchè la presenza degli altri ti spinge certamente a dare di più e meglio.

Nelle sesshin dello Zen è la stessa cosa. Le sesshin sono queste sedute di meditazione intensiva, tipicamente di una settimana, in cui non si fa praticamente altro che meditare. E sesshin significa in giapponese 'unire i cuori'. Nel senso che la presenza degli altri partecipanti ti aiuta grandemente nell'apprendimento.

Per quel che ho capito, però, si tratta soprattutto di mantenere alto il livello di eccitazione, di presenza, di vivo interesse e attenzione per quello che si sta facendo. Proprio mentre - anche nello zen - si cerca di stare rilassati mentre ci si sottopone a degli stress.
Nello zen non sono i carichi, sono i koan, la mancanza di sonno, ma in fondo la struttura è la stessa.

A parte le pippe mentali. All'inizio del lavoro con il GS ho fatto tanto lavoro senza le ghirie.
Adesso mi ritrovo a fare la stessa roba nel passare al lavoro con le due palle, perchè il problema della ridotta mobilità della spalla destra non può essere compensato come durante la maratona.

Già mi ridono dietro a lavorare con i 12, ma io vedo che questo lavoro, tipo: 10' di jerk a mani vuote, per me è super-produttivo.
A patto di essere davvero presente (si diceva, eccitato), di fare un sacco di attenzione a quello che sto facendo, possibilmente davanti allo specchio.

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

LAVORO A VUOTO - (Tendoku Rensho) e A-HA!

proseguendo da sopra... nel judo c'è una pratica, molto usata per esempio da Anton Geesink oro Open alle olimpiadi di Tokio nel 1964, che si chiama Tendoku Rensho. In pratica si tratta di lavoro a vuoto.

Qual'è la differenza con il lavoro con il bastone o il bilancere vuoto dei pesisti principianti?
Che questo viene considerato importante anche per atleti di alto e altissimo livello.

Oggi non credo lo pratichi nessun atleta di livello, ma secondo me può avere molto senso.
Soprattutto in combinazione con quello stato di grande attenzione/eccitazione che precede il salto nell'apprendimento. La famosa sensazione A-HA!

Quando ho capito come si calcolavano le strutture isostatiche, non è che le ho capite un po' per volta. Prima non le capivo, poi "A-HA!" a un certo punto le ho capite e sono diventate banali.

Pochissimi, dice Visione, vanno davvero indietro nello slancio. Sergey Rachinskiy va davvero indietro, almeno per quel che vedo io.
Ecco, secondo me questo tipo di apprendimento va fatto a vuoto. Devo mettermi in una ripetizione confortevole del gesto, avere in testa che scoprirò un movimento diverso, avere le premesse della scoperta (A-HA!) e poi andare avanti per microvariazioni.

Vediamo se funziona. Ieri ho fatto 10' di jerk in questo modo, e mi è piaciuto parecchio.
Vediamo.

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

Ieri ho trovato un bilancere con due dischi da 10 mollato lì in mezzo.
Già lo spazio è poco. Ma che cosa ha nel cervello la gente che non scarica gli attrezzi?!?
Boh, vabene. In più avevo dimenticato l'asciugamano, quindi niente panca.

Ho cominciato a impostare delle girate al petto con quel bilancere abbandonato.
Poi ho azzardato un jerk, a piedi pari. Bon, è andata bene.
Ho visto che con il bilancere sono "costretto" a stare simmetrico, perfino più che con le ghirie.

Allora, stando concentrato sul mantenere il rilassamento, ho iniziato a caricare un dischetto alla volta, a singole e doppie, guardando solo il gesto. Mi sono detto, MAV.
Ho finito con 55 kg, al primo tentennamento in alto (per via della spalla, ovvio) ho smesso.

Mi sono spostato alla rack, dove mi sono fatto una scarica di power-snatch dai fermi dello squat (è una di quelle aperte) con il bilancere scarico. Poi 3 serie di pseudo-trazioni, con le punte-punte dei piedi in appoggio dietro, e ho chiuso.

Ora, è ovvio che un clean e jerk con 55 kg è poco più di una ripetizione con due ghirie da 24. E decisamente meno che con due da 32.
Però sono MOLTO contento. Perchè la fatica è stata zero, il bilancere veniva su bello rapido, e nel jerk andava su senza tante storie.

I famosi 70-75 kg di cui si parlava con Deadboy, come obiettivo in un'ottica judo, mica sono poi così assurdi, a vederli da qui. Praticamente era la prima volta che facevo le girate al petto con qualcosa di diverso dal bilancere vuoto o quasi. Indubbiamente il lavoro con le ghirie, per quanto leggere, ha cambiato tutto nella percezione del carico in movimento.

A me questo sembra un lavoro magnifico, quando riuscirò a arrivare a farlo con il mio BW, sarò bello contento. Certo, ci devo andare piano, perchè non sono bumpers e sei in mezzo alla gente... ma piano piano, stando con carichi che consentono un pieno controllo, mi pare davvero una bella storia.
Ancora dei problemi in rack, da correggere con il front-squat e tanta pazienza. E poi ovviamente in alto, ma è apposta per questo che vale la pena di lavorarci.

Respiro OK, molto ok per tenere il rilassamento. Ovviamente non durante l'esecuzione. 😀

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Marokun
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(@marokun)
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Mi faccio un commentino a parte, come promemoria, rispetto all'articolo di Visione di questa settimana. Nel tread dell'articolo sarebbe fuori posto, sono riflessioni tra me e me.

Il fitness è un pantano, lavorare per obiettivi, anche agonistici, consente di avere direzione, di avere un flusso e un senso, come un fiume.

Vabene. Ma c'è dell'altro. C'è che l'evoluzione dell'individuo, della mente incarnata nel corpo, procede per tappe evolutive. Se uno si lascia dei buchi indietro, non può arrivare a esprimere il suo potenziale. E poi sei disfunzionale a te stesso, non stai bene. Se hai un obiettivo sei portato - o il tuo trainer figo ti ci porta - a vedere dove sono questi buchi di crescita che ti sei lasciato per strada. E a riempirli.

È una sorta di percorso psicomotorio per adulti, quello che salta fuori. Guai a chiamarlo così, sembra una roba da sfigati, ma chissà com'è che se lavori bene prima stavi peggio, e poi stai meglio.
Lavorare male invece porta a nevrosi, porta a stare male e a rompere i coglioni al mondo.
Penso ai palestrari, ma anche agli agonismi fuori logica.
Alla fine quello della progressione per obiettivi, possibilmente provati tra gli altri, insieme agli altri in gara, per avere una misura affidabile, è sicuramente un processo di crescita spirituale.
Nel senso del respiro, se non impari a mettere qualità nel respiro e nel gesto non vai da nessuna parte, e questo ti fa crescere.

C'è bisogno di questa roba, non è un aspetto collaterale. Dentro a questa roba c'è una dimensione culturale e sociale, di grandissima importanza.

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Marokun
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(@marokun)
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1 ora e 30 di tecnica, a vuoto e con i 12 kg, guardando facebook e cazzeggiando.

poi 50 (che scemo, contavo doppio :)) rep LC con i 12 in 15', sudando tutto sommato poco.

riposo bene in rack e in cima, nonostante il braccio destro che va su storto.

tutto bene, la teoria finora è corretta. L'idea è quella di sentirsi in pieno agio nei 10'.

Poi acceleriamo e alla fine, quando ci sono i numeri in frequenza, si sale ai 16.

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Marokun
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10' LC @12kg 48 rep.
doccia

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Marokun
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(@marokun)
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[video] http://www.youtube.com/watch?v=-hgOkDAqx6I [/video]

mi sono incasinato con l'orologio, per cui mi sono fermato a 8 anzichè a 10, ma tanto si capisce. Con questo peso (12kg) non cambia molto. Lo so che è troppo leggero, ma il braccio sinistro non va su dritto. E si vede.
E poi i 16 li ho prestati, quindi toccherà lavorare con i 20. 😀

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canotta
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(@canotta)
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BRAVO!!! Quanti ne hai fatti Marco sembrano tanti!!!

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

hahaha.. ciao Floriano!! grazie mille, io non li ho contati, mi incasino sempre.. dovremmo essere intorno alle 8rpm, ma sono ancora relativamente in comfort.
Stasera provo a fare 10' veri e a vedere come va, e mi riprendo da davanti che così si vede il problemone del braccio, che qui si vede appena. Perchè mi vergognavo e l'ho messo di là.
Dicevo a Alberto che questo lavoro con i 12 lo tengo per un po', cercando di fare passi avanti con la riabilitazione.
Intanto i 20 li uso a doppie e triple, e magari tenute in rack, per cominciare a prendere confidenza con il peso.
Di fatto l'unico modo che ho per progredire è quello di allargare progressivamente l'area di comfort... non è mica male, come approccio generale per i vecchietti 😀

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

Vedete, il mio vaneggiare vira vieppiù verso il verboso, ma la veridicità renderà il valore non vano vessillo di vanità, ma vantaggiosa verifica del verbo, e verdetto.

Le ripetizioni di ieri sono inguardabili, la traiettoria del destro è impietosamente balenga, ma qui si trattava di macinare ripetizioni, e prendere confidenza con il ritmo intorno ai 100, obiettivo per marzo.

ma, poche ciance e culo alla finestra: questo è il percorso, vediamo se funziona.

1 Luglio 2012, Bologna: il soggetto non è in grado di sollevare contemporaneamente due ghirie da 16

Ieri, 4 Dicembre, via Milano (BS): 110 ripetizioni (sporche) in 10' con 2x12kg: tonnellaggio 2640 kg

[video] http://www.youtube.com/watch?v=s50alZZ0gjc&feature=plcp [/video]

- obiettivo campionati italiani 100 ripetizioni in 10' con 2x16: tonnellaggio 3200 kg

- obiettivo 18 mesi, (k)andidate master sport 60 ripetizioni con 2x24: tonnellaggio 2880

- obiettivo 36 mesi, master sport 47 ripetizioni con 2x32: tonnellaggio 3008 kg

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ironalbe
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(@ironalbe)
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Bel ritmo bravo!

Direi che per gli obiettivi che ti sei posto non posso che farti i miei auguri e mettermi in scia visto che siamo nella stessa categoria di peso 😀

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Marokun
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(@marokun)
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hahaha.. nobbello: io sono negli anziani, te stai con quelli giovani e forti!!! 😀

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canotta
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(@canotta)
Registrato: 13 anni fa

Marco... che dire COMPLIMENTONI!!! Una vera iena!!!
Una cosa soltanto... per contarti la ripetizione (da quest'anno saranno più fiscali, parole di Oleh all'ultimo incontro) i gomiti devono essere stesi! Il destro non lo stendi quasi mai, ovviamente avendo un problema reale mi è parso di capire che se lo comunichi al giudice prima della prova le ripetizioni ti vengono contate comunque... però devi informarti bene.
Mi sa che quest'anno ai nazionali ci divertiremo parecchio!!!!!!
Complimenti per come entri subito in rack dopo il clean... riuscissi a farlo io 😉

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

Ciao Floriano! Eh, lo so, lo so.. sono tutte nulle per il destro. Ma infatti adesso mi devo inventare il modo di raddrizzarlo. Pensa che anche la gamba destra va a rane, continuo a spostare il piede per compensare in qualche modo.

Devo mettermi lì con la santa pazienza e rubare un centimetro alla volta.
Ogni complimento possibile, ovviamente, va a te e a Andrea!!!

Grande divertimento assicurato!!! 😀

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