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preparazione per kickboxing/k-1
una finestrella aperta sull'allenamento (recente) di giorgio petrosyan* che ho l'onore di conoscere personalmente.
mi preme sottolineare solo che viene ribadito che è preferibile allenare la rapidità piuttosto che la forza.
*attualmente il numero uno al mondo nella disciplina k-1
Petrosyan è un grande. Vederlo combattere è sempre un piacere.
Video molto interessante, grazie mille.
"Allenare la rapidità piuttosto che la forza". Sono realmente due cose così distanti e inconciliabili? O si influenzano a vicenda? E cosa intendono per rapidità e forza? Interessante. Dai ragazzi, intervenite, fate un pò di luce sull' argomento che si rivela interessante!! P. S. Sono d' accordo con te sul fatto che Giorgio sia attualmente, indiscutibilmente il miglio fighter di k1 al mondo. Grande scuola in quel di gorizia!!
In questo caso il preparatore preferisce prediligere la rapidità alla forza per un semplice motivo: nel K-1 non ci sono prese, proiezioni, sottomissioni e grappling, a mio parere i componenti del combattimento dove è richiesta una maggiore espressione di forza rispetto allo striking, e la si deve esercitare per un periodo di tempo maggiore. Si vince per knockout o ai punti e puoi colpire con calci, pugni e ginocchiate, quindi tocchi l'avversario con parti del corpo che non sono coperte da grasso e muscoli (piede, tibia, ginocchio, nocche*), cosa che già di per sè amplifica il danno procurato al rivale. La velocità con cui si portano i colpi, pertanto, è decisamente più importante della forza. Questa, però, diventa molto importante quando si sale di categoria di peso: Giorgio è un peso welter. Un calcio sferrato da una persona che pesa 70 Kg è diverso da quello di una che ne pesa 100. Per averne conferma basta guardarsi l'incontro dell'UFC 141 tra Alistair Overeem (117 Kg) e Brock Lesnar (120 Kg). E' evidente che un pugno o un calcio di Petrosyan, per quanto micidiale contro un welter, non sarebbe altrettanto efficace contro uno di questi due. Al contrario, un calcio di Overeem contro Petrosyan farebbe due volte più danno di quello di un welter. Fosse vero il contrario le categorie di peso non sarebbero state introdotte.
Lo stesso ragionamento vale per il sollevamento pesi: maggiore è il carico sollevato, maggiore è la forza richiesta, maggiore è il peso dell'atleta.
La velocità resta decisiva nello striking, anche salendo di peso, ma la forza assume molta più importanza man mano che si sale di categoria.
Per averne conferma, comunque, si potrebbe chiedere a Petrosyan di dire quali sono le differenze tra un welter e le categorie maggiori, se ha mai provato a combattere contro avversari molto più pesanti e quali sono le differenze in termini di forza e danni. Visto che Franco lo conosce potrebbe girargli la domanda e farci sapere.
Forza e velocità comunque non sono cose distanti e inconciliabili. Restando nella preparazione atletica di chi combatte, basta guardare agli atleti di MMA, dove si combinano grappling e striking e chi combatte deve allenare al meglio sia la forza che gli serve per tirare, spingere, trattenere e sottomettere l'avversario, sia la velocità che gli serve per portare rapidamente i colpi, evitare un atterramento, o divincolarsi da una presa che si sta per chiudere in una sottomissione. In questo caso il combattimento è completo e richiede una cura adeguata di entrambe i caratteri. Anche qui, però, la forza generale richiesta aumenta man mano che si sale di peso.
E' interessante, però, vedere come sia nel combattimento sia nel sollevamento pesi, la forza esplosiva espressa (intesa come massima espressione di forza nel minor tempo possibile) è, in termini pratici, il risultato della combinazione tra tecnica e velocità di esecuzione. Questo è più evidente nel secondo, dove se non sei veloce e tecnico non chiudi l'alzata. In entrambi gli sport, però, diventa importante allenare la forza generale man mano che si sale di categoria di peso.
*Lo so che si usano i guanti, ma la mancanza di spessore muscolare sopra le nocche riduce comunque la capacità di assorbimento del colpo in entrambe i lati (per chi lo da e chi lo prende), perché risulta minore di quella che si avrebbe se sopra le nocche ci fosse 1 cm di grasso o tessuto muscolare.
Come giustamente affermi forza e velocità non sono cose distanti e inconciliabili e il tipo di forza più importante per un fighter di k1 è quello esplosivo (che consente di imprimere la max velocità possibile ai colpi). MA nel video postato l' allenatore afferma: per aumentare la capacità esplosiva si sono accorti che non bastano esercitazione di forza, lavoro con il bilancere ecc, ma sono molto più importanti i lavori esplosivi come i lanci della palla in tutte le varie forme e in questa maniera si aumenta la capacità esplosiva e i colpi sono più veloci. Domanda: ma il miglior modo per allenare la forza esplosiva non era il bilancere? Mah...
Il bilanciere non è indispensabile.
Pensa al pugilato, allo striking o anche al judo. In questi casi molti atleti si affidano solo all'allenamento a corpo libero, eppure riescono ad esprimere la massima forza in un breve istante, che sia un pugno o una proiezione.
In questi casi entrano in gioco gli esercizi pliometrici: salti, balzi, scatti, clap push-ups.
Pensa ad un ginnasta olimpico, ci sono movimenti lenti e controllati e ce ne sono altri veloci ed esplosivi, eppure si allenano solo a corpo libero.
Il bilanciere, però, può essere usato per sviluppare la forza esplosiva. Pensa ai jump squats.
Penso che sia più istruttivo, invece che vedere l'allenamento di un campione, seguire l'allenamento di un atleta con un deficit di forza esplosiva(che sia vero e non un problema di tecnica che condizioni la possibilità di esprimere il pieno potenziale muscolare) e vedere come lo supera e se la strategia usata fosse ottimizabile.
la tecnica è requisito fondamentale.
ho visto innumerevoli atleti dotati di tecnica tirare calci micidiali senza aver mai fatto squat.
La tecnica fà la differenza perchè permette di eseguire lo stesso movimento in maniera corretta usando più forza, e contemporaneamente migliora l' utilizzo della forza a disposizione perchè si segue la traiettoria migliore, se non ci fosse una base di forza specifica per lo sport, sia per tipologia che per quantità, con la tecnica ci fai poco e di questa cosa te ne accorgi vendendo un atleta con buona tecnica che recupera da un infortunio grave, la tecnica la riacquista velocemente mentre la prestazione la riacquista con la stessa velocità con cui ritorna ai livelli di forza precedenti.
Quello che conta e se si ha o meno la forza ottimale per il proprio sport non come l'hai costruita.
Concordo, sono anch' io dell' idea che forse il livello di forza richiesto per alcuni sport (vedi kick e k1) sia forse sovrastimato e che la maggior velocità di parecchi grandi atleti sia più un concorso di fattori con una grossa componente genetica, migliorabili sicuramente anche tra chi è meno dotato in questo senso, ma non con margine tale da portarti a determinati livelli. In soldoni, credo, che tra le caratteristiche di un super atleta come Giorgio l' unica caratteristica lontanamente avvicinabile da un atleta di livello inferiore sia la tecnica, perchè la sua coordinazione, il suo timing e penso la sua capacità di reclutamento (responsabile credo in buona parte del suo "punch") sono caratteristiche innate e allenabili con margini limitati.
Sempre lo stesso problema: perchè la forza è stata considerata sempre come un mezzo bodybuilding anche se condito con tecnicismi alla fine vuoti.
Se l'allenamento della forza fosse focalizzato sul migliioramento del reclutamento questo sarebbe fatto poco, ma da tutti.
Certi sport richiedono meno forza e non per questo quel poco che serve lo debbono fare male. Ovvio che nella kick la forza utile è molto inferiore rispetto al Judo, dove per conoscienza mediamente fanno un sacco di pesi.
Fare pesi ha senso SOLO se un atleta ha bisogno di forza. Tutti quei complex ibridi forza rapidità conditioning sono un errore dei nostri tempi. A mio parere.
Ciao
Fare pesi ha senso SOLO se un atleta ha bisogno di forza. Tutti quei complex ibridi forza rapidità conditioning sono un errore dei nostri tempi. A mio parere.
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