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Ode all'uomo "comun...
 

Ode all'uomo "comune"...e sfogo personale

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Enri
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 Enri
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(@enri)
Registrato: 16 anni fa

Ode dell'uomo comune, quello che non ha dalla sua la genetica.

Tanti parlano di grandi risultati e a vedere da internet non sono pochi quelli che li raggiungono.

Tutti quando iniziamo pensiamo ai grandi risultati, a fare 200 kg di squat, a fare 50 slanci completi con i 32kg.

La verità per me è che è dura, durissima arrivarci.
Se poi ci si allena da soli in un buio garage, in una cantina umida e si pratica uno sport tecnico come il GS o il PL lo è il doppio, il triplo.

Si passa da giorni dove la voglia è sotto i tacchi, giorni in cui c'è solo la frustrazione di non riuscire, e vedere i risultati degli altri...e si cerca di darsi un po' di carica con un po' di Metal. Giorni in cui ti dici: non sono portato, non lo vedi, che cazzo stai facendo?

Ci vogliono anni e si passa per mesi di mancanza di risultati, di progressi che non arrivano.

Ho 32 anni, una vita con la passione per lo sport, una passione che non ha mai avuto lo sfogo che si sarebbe meritata. Mi dedico al PL da un paio di mesi, folgorato da Ado Gruzza e da IronPaolo. Ho iniziato a fare un po' di palestra da Gennaio 2010. I miei massimali: 100-80-120. Il sogno nel cassetto è essere in grado di partecipare ad una gara, un giorno.

La verità è che ho 32 anni e tanta rabbia di non aver iniziato prima...per evitarmi adesso questo inizio da sega. Non vediamo l'ora di arrivare ai risultati e se non arrivano dopo qualche mese ci si sente delle merde.

I piccoli passi, i piccoli risultati spesso li ignoriamo. Dovremmo invece gioirne come se fossero record del mondo (o poco meno, dai).

La verità è che è proprio questo cammino il meglio dello sport, e credo che l'imparare ad apprezzare ogni fottuta ripetizione, il riuscire a vedere un piccolo miglioramento dal mese prima e saperne sinceramente gioire ed al tempo stesso non essere mai soddisfatti la Vera cosa da imparare, che puoi riutilizzare ovunque nella vita. E' questo che vorrei che i miei figli imparassero dallo sport un giorno.

Mi piacerebbe leggere affianco ai grandi risultati, il tempo, la fatica, le migliaia di rip con miglioramenti infinitesimi che ci si è messi per raggiungerle, la voglia che non c'era, e tutto il resto che c'è dietro...gli ANNI di preparazione sportiva.

La verità è che per me tutto questo è come una sfida verso il destino, come una sfida che so già che perdero'. Ma se imparo ad apprezzare i piccoli passi quanto avro' imparato?

PS: scusate il "noi", ma mi è servito per sentirmi un po' meno nudo.

9 risposte
Lord Bafford
Post: 444
(@lord-bafford)
Registrato: 15 anni fa
 La verità è che per me tutto questo è come una sfida verso il destino, come una sfida che so già che perdero' 

noooo.... mi parti già da perdente ? e perchè mai ?? 🙂
io sono a 36 anni, ho fatto cazzate e ne rifarò .... e allora ?
quel che ho imparato è che ci sono momenti in cui anche non mollare, non regredire è fondamentale .....la prima lezione da McRobert: è che non è che metti ogni settimana 2 etti sul bilancere e vai avanti così all'infinito, sennò che ci vorrebbe ad arrivare a 200 kg di panca ? solo un po' di mesi ..... non è così .... fidati di chi è del mestiere (non io ovviamente) nei programmi per raggiungere certi obiettivi c'è il mestiere ....leggo che c'è chi si allena con 100 kg per migliorare lo stacco da 200, detta così mi viene in mente " ma che cavolo c'azzeccherà??" eppure, se funziona un motivo ci sarà .... per diventare buoni atleti forse bastano un paio d'anni, per diventare buoni tecnici forse ce ne vorranno 20 , non so .....ma se devi perseguire un obiettivo certo non puoi seguire ciò che non conosci ....ma affidarti a chi di può "guidare" al tuo obiettivo ....in bocca al lupo !!

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Enri
Post: 14
 Enri
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(@enri)
Registrato: 16 anni fa

Lord non parto da perdente, figurati 🙂

Il senso di quella frase è che ovviamente sara' mooolto difficile raggiungere livelli di "eccellenza".
La mia fortuna è che mi sto facendo seguire da chi bravo lo è davvero...

Il senso del mio post era che nonostante l'eccellenza non la tocchero' molto probabilmente, lo sport è molto di cio' che c'è prima.

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Visione
Post: 1456
(@visione)
Registrato: 17 anni fa

Ola Enrico sai che scrivi bene. Si ti capisco.

Io volevo fare il pugile il sogno della mia vita era quello.
Ho iniziato "tardi" a 16 anni. Non ce n'è la genetica conta ma se inizi presto e sei costante, puoi superare chi è nato più "fortunato" di te.
Bene io a 16 anni mi sentivo già vecchio, perchè vedevo i bambini , categoria canguro, e quelli che avevano iniziato a quella età. Be avevano una marcia in più.
Però non mi sono dato per vinto e mi sono buttato anima e corpo.
Il maestro mi incoraggiava, i primi incontri vinti facile, la felicità di realizzare un sogno e poi...........
Poi un giorno ho perso alle cinture regionali, un'altra volta ho fatto un incontro con un croato (Lombardia Vs Croazia) e mi ha buttato subito giù. E Poi.........
E poi mi sono fratturato la mano, ho riperso e sono dovuto stare fermo e rifare l'elettroencefalogramma per via d'un altro KO.
E poi un giorno mi sono svegliato e il sogno non cera più.
Così piano piano mi sono allenato sempre meno e ho smesso.

"tutti viviamo credendoci grandi d'una grandezza latente"

Ora ho 31 anni, fatti ieri, alla Boxe ci penso, vorrei prendere il brevetto d'allenatore e lo farò. Però i guantoni ormai sono pieni di polvere, le scarpette non so neanche più dove sono e poi.......
Poi ho conosciuto il GS. Non è stato come il primo amore però gli do parte della mia vita. Non sarò mai un grande, questo già lo so.
Ma dentro di me continua a bruciare un fuoco, un fuoco che mi porta a lottare se non contro gli altri, contro me stesso.

Alla fine mi ritrovo a fare quello che faccio, perchè posso fare solo questo, è in me, dentro di me.

La sera tornando a casa , rivedo nelle pozzanghere spezzoni dei momenti passati, i colpi che ti arrivavano e non li vedevi, la vasellina su per il naso, il paradenti che continua a staccarsi dai denti e lo devi mordere per farlo stare su.

A volte le rivedo queste immagini e mi prende la malinconia. Torno a casa stanco, guardo i kettlebell e incomincio a sollevarli.
Ecco quel momento in cui la fatica mi prende tutto sparisce, in quel momento non importa cosa sono stato o chi sarò, in quel momento importa chi sono:
un ragazzo che si allena nell'anonimato nella sua stanza.

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checco
Post: 225
(@checco)
Registrato: 16 anni fa

PS: scusate il "noi", ma mi è servito per sentirmi un po' meno nudo.

niente scuse.....mi ci ritrovo anche io nel tuo post......come penso molti altri..!!!!!!
pero' non dimenticarti che per un rawer la parola impossibile non esiste.
Difficile si'....ma non impossibile...!!!!!!!!!!!

HA iniziato a 26 anni.......ora ne ha 46 o 47 non ricordo.....ancora combatte..!!!!!!!!!!!
E' stacto campione del mondo x 10 anni.........

[video] http://www.youtube.com/watch?v=GifXosNPd_8&feature=related [/video]

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alextrashmetal
Post: 179
(@alextrashmetal)
Registrato: 16 anni fa

A volte è bello sapere che non si è soli!!! :'-)

Non per il vecchio ''mal comune ,mezzo gaudio...''
Ma perchè quando certi pensieri schizzano veloci per la testa,a volte senza riuscire a bloccarli,poi cominci anche a pensare che sei l'unico che si fa certe pippe mentali,che si tortura con negatività che ti attirano sempre più verso il basso.

Grazie ad Enri,e a tutti voi

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Enri
Post: 14
 Enri
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(@enri)
Registrato: 16 anni fa

Per chiarire: il senso del post non è tanto "non son capace, ora mollo tutto", ma piuttosto esplicitare una frustazione che a mio parere tutti provano (super mega principianti come me fino al super-campione) ma che nessuno dice mai e da li' partire per riflettere sul mondo dello sport e dell'atteggiamento piu' produttivo in termini di risultati e se volete "educativo".

Non credo che mirare a grandi risultati o a diventare degli eroi o farsi grandi aspettative sia l'atteggiamento piu' redditizio. Che ne pensate?

Per il post di Andrea... no comment. 😉

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MARSOC
Post: 331
(@marsoc)
Registrato: 16 anni fa

Grande post Andrea

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milocrotone
Post: 122
(@milocrotone)
Registrato: 17 anni fa

Ciao Enri, mi sento incluso nel “noi”.

Ho iniziato ad imparare i sollevamenti olimpici ad oltre 33 anni (ora ne ho quasi 42).
Se avessi guardato i risultati avrei smesso da tempo e invece, dopo quattro anni di fermo ho ripreso da poco più di un anno allenandomi da solo nel mio garage, quattro volte a settimana, per non essere ancora tornato a fare strappo con il peso corporeo, quando la maggior parte dei ragazzi di 15 anni ci arrivano in un paio di anni (certo, loro possono contare su una supervisione diretta, fondamentale per uno sport dove non si improvvisa nulla).

Ma questa è la “passione”, quella che, come dici tu, mi fa scendere in uno scantinato non areato con oltre 30°C d’estate e meno di 10°C in inverno, quella che mi porta a ripetere all’ossesione un gesto nel quale possono volerci mesi solo per accorgermi di un piccolo dettaglio migliorato, visibile solo con la moviola.

Mi sento a tutti gli effetti un uomo comune e quindi ti ringrazio per la tua ode e testimonianza che, come quella di tanti altri, contribuisce ad alimentare la motivazione di allenarsi per il solo piacere di farlo e di sentirsi vivi.

P.s. Io qualche gara l’ho già fatta e se tutto va bene a settembre partecipo agli European Master Games, gara valida per i miei primi campionati italiani (anche se masters), quindi ti auguro di iniziare presto e di goderti una longevità atletica che magari se avessi iniziato quindici anni fa, con una diversa conoscenza e (im)maturità, non ti potresti permettere ora :)!

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Lord Bafford
Post: 444
(@lord-bafford)
Registrato: 15 anni fa

sarà, ma io non vi capisco fino in fondo: perchè darsi dei limiti ? perchè porsi davanti i numeri degli altri ? nel primo caso si parte svantaggiati nella mentalità, nel secondo non ci si concentra sul quel che occorre veramente fare, non mollare, perseverare, non retrocedere, non divagare, e se poi alla fine dopo 20 anni non sarete record man, allora ? beh lo saprete solo voi e noi tutti insieme solo per oggi .....sarà che lo sport che pratico io (del tutto collaterale ai pesi, ed anzi complementare) non ha limiti con l'età, sarà che ancora a 36 anni potenzialmente vedo altri 25 anni davanti per vedere cosa riesco a fare, sarà che anche se in Italia abbiamo campioni del mondo e medagliati olimpici (miei coetanei e anche più giovani) si possono fare competizioni allo stesso livello quasi ogni domenica, e se poi alla fine uno si prende 100 punti un motivo ci sarà, ma è sul "come" che si può migliorare, non sul quando, o peggio, sul record ....just my two cents....

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Enri
Post: 14
 Enri
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(@enri)
Registrato: 16 anni fa

@milo grazie per gli auguri che ti ricambio di cuore 🙂 In effetti c'è sempre un altro lato della medaglia: magari da ragazzino avrei fatto cappelle enormi che avrei pagato con anni di stop.

@Lord: capisco il tuo punto di vista. Istintivamente è anche il mio. Ma vedi, credo e sperimento che in generale farsi delle aspettative crei molta piu' frustrazione che non farsene. Intendiamoci: questo non significa non essere motivato a fare e dare sempre il meglio, o non essere costante, anzi l'opposto. Perché cercare è un valore in sè, è divertente in sè, a prescindere dal fatto che si trovi o meno la soluzione, che si raggiunga o meno l'obiettivo che ci si prefiggeva. Anche qui disambiguo: un obiettivo che guidi la ricerca deve esserci, ma sempre un passo alla volta, senza castelli in aria. Io sono uno di quelli che di castelli in aria se ne fa taaanti, troppi. Concretezza, ricerca ed un passo alla volta. Questo è divertirsi, questo vorrei facesse parte della mia quotidianità di sportivo e non.
Ad ogni modo il dubbio mi rimane che ogni tanto faccia bene sognare in grande...per questo mi interessa la tua (vostra) opinione.

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