Forum

da 40 a 100, contro...
 

da 40 a 100, contro l'anestesia progressiva

13 Post
5 Utenti
0 Likes
2,053 Visualizzazioni
Marokun
Post: 831
Topic starter
(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

Cari rawers, vorrei provare a fare un po' di storming su un tema che forse non è estraneo allo spirito di questo sito. Metto tuttavia il post in miscellanea, perchè è un po' strano.

Il tema è quello dell'allenamento in età "avanzata", ma vorrei precisare la prospettiva.
Se guardo la popolazione italiana, per quel poco che posso, vedo una grande parte delle persone che hanno mollato completamente o quasi il loro corpo.
Questo è un problema enorme, che già oggi si manifesta con un crescente numero di individui, in età ancora relativamente giovane, conciati da buttare via.
Non provo nessun sentimento di protezione/pietismo nei confronti degli anziani di questa generazione. Credo che il gruppo di individui che vanno dalla regina Elisabetta II a Umberto Bossi abbiano rappresentato la peggiore generazione nella storia dell'umanità da secoli. Dai tempi di Torquemada, Cortes e Pizarro, per intenderci.

E adesso si preparano a intasare i ricoveri. Magari già a 60 anni.
Siccome non ho nessuna intenzione di fare la stessa fine, e siccome la nostra generazione può deviare da questo percorso perverso che ti porta a pesare sulle (s)palle dei figli, mi piacerebbe molto mettere in fila delle idee per affrontare questo tema.

La mia prima impressione è che l'accento possa e debba rimanere su una verifica prestazionale di quello che faccio, ma tenendo presente che - dico per dire - tendini, guaine e cartilagini diventano, per esempio, più importanti dei muscoli.

A mio parere, soprattutto, è fondamentale il contenimento dell'an-estesia progressiva.
Quello che vedo, ma già in giovanissimi, è il progressivo e non percepito ritirarsi della mente dal corpo. Endocezione zero.
Dico ritirarsi, ma possiamo anche chiamarlo non espandersi: non c'è mai stato un processo, nella vita di tanti individui, di "presa di possesso" del proprio corpo.

Mi interessano: il russo con i baffi che ha fatto il mazzo a tutti nello sprint, sia con i 32, sia con i 24, e aveva almeno 60 anni.
Mi interessano gli ultra centenari che fanno wu-shu.
Mi interessa Engaku Taino (Gigi Mario all'anagrafe italiana) che faceva gli 8a a 60 anni suonati, e magari li fa ancora.

Non mi interessa la risposta: "è genetica".
Ammessa la differenziazione genetica, che è quello che è, mi interessa raccogliere le idee su quello che si può fare perchè ogni individuo possa sviluppare il suo potenziale in età avanzata. Come conviene ragionare, quali obiettivi porsi.

Detto tra noi, sebbene io non sia del mestiere, è sicuramente un problema (e quindi un mercato) molto più ampio di quello dei giovani, che sono sempre di meno.

12 risposte
Ermenegildo
Post: 467
(@ermenegildo)
Registrato: 12 anni fa

penso sia una banale questione di mancanza di stimoli esterni, uniti al fatto che c'è una degenerazione del potenziale.
Le tue massime potenzialità si abbassano ed è possibile che questo influenzi le tue attuali prestazioni anche se non sei già al limite.
Sarebbe interessare vedere se esistono studi sul recupero post infortunio in soggetti con diverse capacità iniziali, cioè se partendo con ottime basi si ha un recupero più completo o anche più veloce, potrebbe essere un buon inizio per comprendere i meccanismi con cui il corpo affronta la riduzione di alcune funzioni.

Rispondi
Marokun
Post: 831
Topic starter
(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

ciao Ermenegildo, si, sicuramente la mancanza di stimoli è centrale.
Infatti quello che vorrei mettere al centro è proprio come creare e mantenere questi "stimoli", tali da massimizzare la percezione, ovvero lo sviluppo del sistema nervoso e della capacità proprio/endocettiva.

Trovo MOLTO calzante anche la riflessione sull'infortunio.
Infatti, io ho "solo" 44 anni, ma è proprio la mia storia di infortuni (con cui ho già rotto le scatole a tutto il forum) che mi ha permesso di notare da un lato che ogni trauma aumenta l'an-estesia, dal lato che il sistema nervoso ha una plasticità straordinaria.
Non potendo usare la destra, per dire la cosa più banale, ho acquisito in un paio di anni un uso molto migliore della sinistra. Questo mi fa pensare che ci siano grandi margini da sfruttare.

Nei recuperi vengono utilizzate parecchio cose come l'elettrostimolazione, le vibrazioni, eccetera.
Io penso che gli stati di stimolazione elettrica e vibrazionale vadano bene, ma vadano molto meglio se sono indotti dal soggetto stesso.
Contrazioni isometriche segmentate possono "sostituire" l'elettrostimolazione?
Il fatto di lavorare su movimenti vibrazionali, facili sulle estremità, più difficili da portare nel core, può avere un senso?
E poi, lavorare sull'elasticità: conviene spingere verso lo stiramento per ampliare il ROM, o è meglio ampliare progressivamente la velocità nell'area di comfort, ottenendo così una dilatazione della stessa?

Ecco, sarebbe una buona cosa arrivare a una lista di domande di questo tipo.
Le risposte poi vengono, ma la cosa importante è - secondo me - capire che le domande da porre sono in parte diverse.

Intanto grazie!

Rispondi
Ermenegildo
Post: 467
(@ermenegildo)
Registrato: 12 anni fa

Prendilo con le molle perchè è una cosa che avevo letto tanto tempo fà su un posto non troppo scientifico, non ricordo manco più cosa fosse.
La stimolazione tramite vibrazione esterna era ritenuta interessante perchè permetteva di lavorare su cicli contrazione rilassamento a velocità superiore di quella ottenibile con contrazione volontaria.
Detta così mi sembra una boiata però l' ho letta e in attesa di smentita la prendo per buono, perchè non mi sembra impossibile.
Questo sarebbe un fatto interessante perchè sugerirebbe la possibilità,e forse l' opportunità, di lavorare sia a livello locale che a livello centrale, da una parte si stimola il cervello con lavori complessi dall' altra si stimolano al massimo le strutture periferiche.

Rispondi
Master Hunter
Post: 62
(@giorton)
Registrato: 12 anni fa

Dato il genere di domande che ti poni, soprattutto riguardo un certo tipo di "presa di possesso", credo troveresti interessante quello che racconta il signor Salvatore Brizzi.
Mi sembra necessario uscire dal meccanicismo e dall' ambito sportivo per tentae la comprensione di certe questioni.
Buona Ricerca

Rispondi
Marokun
Post: 831
Topic starter
(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

ciao ragazzi, grazie mille dei feedback, direi che siamo proprio in linea.

Per quanto riguarda le vibrazioni l'idea è proprio quella di esplorare/sfruttare a fondo i movimenti meno consci e controllati. Hai presente quando "balla" la gamba sotto al tavolo?
Qualsiasi arto, messo a oscillare intorno a un punto neutro, può essere usato per riprodurre quello che Bateson e la Maed chiamavano "clono". C'è tutto un lavoro antropologico interessantissimo su questa roba, in relazione alle danze balinesi.
Nella gestualità musicale il 99% del lavoro è rendere inconsce le cose. Si parla di "automatismi" che è una parola sbagliatissima. Non c'è niente di automatico, non siamo automi, è una pessima metafora. Passo in gestione a parti più profonde del sistema psico/neurale, che non necessitano di controllo conscio.

Uscire dal meccanicismo, si. Con delle precisazioni.
A me la biomeccanica va benissimo, anzi, è indispensabile. Idem la biochimica.
Quello che va evitato è di estendere alla mente le leggi e le limitazioni della meccanica.
Brutalmente, il mio corpo non può attraversare un muro, ma per la mente il muro non è certo una barriera. Adesso vado a vedere che cosa dice il Brizzi.

Il punto è - innanzitutto - che siamo dei sistemi lontani dall'equilibrio termodinamico. Quindi succedono cose diverse rispetto a sistemi quasi-statici e prossimi all'equilibrio.

In secondo luogo mi interessa riconoscere che ogni attività mentale legata alle attività logico-meccaniche mi chiude altre risorse della psiche più profonda.
Banalmente: ieri aiutavo Camilla (che fa le elementari) a fare le divisioni con due cifre.
Tempo mezz'ora non senti più il corpo, che scompare insieme al respiro.

Quindi bene imparare le divisioni, ma poi devo preoccuparmi di togliere il tappo che ho creato.

Come evitare di scivolare nell'irrazionalità, superando il pan-meccanicismo?
Con la misura della prestazione.
Engaku Taino è un maestro zen. Dice cose che posso condividere o meno, ma il punto è che lui fa gli 8a e fa fare robe importanti a gente su di età. Allora mi sta bene.
Senza la prestazione non ho verifica.

Io, per dire, ho un valore di entrata a giugno (43 anni) che - lo sa bene Canotta - non riuscivo a tirare su una 16 kg. A novembre la maratona è andata bene.
Se a marzo faccio 100 rep LC in 10' @16kg, allora il lavoro che sto facendo ha un senso.

Altrimenti... 😀

Rispondi
ironalbe
Post: 112
(@ironalbe)
Registrato: 13 anni fa

100 rep in 10' @ 16 kg????

Io che punto a 85 già mi sento un drago....massimo rispetto e così capisco che sono una mezza seghina.... 🙁

Rispondi
Piedamaro
Post: 40
(@piedamaro)
Registrato: 10 anni fa

Ciao Marokun,...mi ritrovo nei pensieri che esprimi...si x età aihme..che x la cosa fondamentale che spesso manca in quasto periodo della vita...IL TEMPO...x dedicarci alle amate palle di ferro e bilancieri vari...lavoro/figli/famiglia a volte hanno priorità...ero partito a settembre con un programmino di condizionamento(kt/bilancere/corda/sacac bulg)...andavo bene...ma novembre ...zero allenamento...domani VOGLIO/DEVO assolutamente ripartire..non stò bene se non mi alleno...perdo il centro...e passare su questo sito mi motiva e mi da forza....non sono solo allora a chiudermi in cantina e tirare su palle di ferro e bilancieri 🙂 NON SARò UN VECCHIO DECREPITO....questo è il credo da seguire...certo non è facile ma mantenere in salute il nostro corpo permette di mantenere la nostra mente...quindi daje e allenamose...
Un saluto
Piedamaro

Rispondi
Marokun
Post: 831
Topic starter
(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

Ciao Albe: guarda... siccome tanto gli obiettivi costano uguali, credo che valga la pena di puntare in alto, che dici? 😀

Piedamaro, ciao!
Quello che dici, la mancanza di tempo, per me è centrale.
È inutile che ce la raccontiamo, quando hai una famiglia il tempo non basta mai. E allora la mia idea è quella di mollare in tronco il concetto di seduta di allenamento di due ore.

Quella si fa quando si può, ovviamente. Ma altrimenti, siccome il target è anche (o soprattutto) il sistema nervoso e il tessuto connettivo, anche cinque minuti cinque, davanti allo specchio, di lavoro magari solo sull'incastro in alto delle ghirie, magari solo sull'iperestensione della schiena sul passaggio al ginocchio, diventano ORO.

Ecco, il mio "sistema" è diventato soprattutto quello: rubare i minuti dove ci sono. Per riprendere possesso del corpo, per dirmi: cacchio sono qui, respiro, e questo è il mio braccio.
Ciao braccio, come stai? 😀

Rispondi
ironalbe
Post: 112
(@ironalbe)
Registrato: 13 anni fa

Da ieri caro Marco quel tuo obiettivo " 100 LC in 10' " continua a piacchiarmi nel cervello...sono tanti anzi tantissimi...ad oggi un miraggio per me....ma ho ancora 3 mesi...se mi incarognisco come si deve, e sotto tensione agonistica lo divento...va beh non sveliamo nulla muahaha muahaha ( risata diabolica ).

Buoni allenamenti...

PS: ho comprato la coppia da 24 kg da vero uomo...peccato che il mio lato gay sia ancora fortissimo 😀

Rispondi
Marokun
Post: 831
Topic starter
(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

ciao Albe.. ho messo un video ieri, sul diario, pensavo di fare i 10' con i 12, e poi invece mi sono incasinato con il telefono, e ne ho fatti 8.
Il ritmo non è lontanissimo dalle 10rpm, e con i 12 la fatica è davvero contenuta.
Tutto sommato si tratta di attaccarci 4 kg e aumentare un pelo.

Ma io ho questo approccio anomalo-gay appunto, che è molto controcorrente rispetto alle indicazioni generali, ma che per me - visto che sto soprattutto riabilitando - è molto comodo.

E in più mi sembra pure efficace. Dammi un occhio al video, che così ne parliamo!
Il punto per me è di non andare mai in tensione. Se comincio a indurire il gesto mi fermo subito, e rifo la volta dopo.

I pesi più grossi li uso a fare doppie e triple e basta.

Rispondi
ironalbe
Post: 112
(@ironalbe)
Registrato: 13 anni fa

Beh non sono 4 kg ma 8kg 🙂 cioè se non sbaglio il 33% di peso in più....vista da questo punto mi sembra più produttivo fare il contrario...cioè pesi pesanti e poi scalare...dovremmo guadagnarci.

Il video....per la tecnica non mi esprimo ma mi sembra molto molto molto meglio della mia 😀 sei bello fluido...aspetto il video con i 20....io magari nel week pubblico il mio di LC con i 24 così ci butti un occhio 😀

Rispondi
Marokun
Post: 831
Topic starter
(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

Sisi, infatti, per gli atleti "normali" l'approccio generale è sicuramente come dici tu.
Per me è il contrario, per forza o per amore.

Ma, al di là del caso specifico della mia spalla, devo dire che mi sto affezionando all'idea - non così dissimile da quanto mi sembra di leggere nell'ultimo articolo di Gruzza - che se metto bene a regime la parte di attivazione, poi mi trovo meglio con i carichi.

Sono pesetti da bimbi, quelli che uso io, quindi c'è un po' da vergognarsi.. però tanto il pudore non è più un mio problema 😀

Stasera vedo di provare i 10 con un ritmo un po' più serrato, per andare a vedere che cosa sarebbe un ritmo da 100, poi promesso che provo a mettermi sotto ai 20.

Rispondi
Marokun
Post: 831
Topic starter
(@marokun)
Registrato: 11 anni fa

APPUNTI:

per riprendere il filo del post, al di là delle mie esperienze personali, provo a mettere giù un po' di appunti.

==============================

1) Nell'adulto lo schema corporeo, endocezione, è generalmente molto, molto povero. Si può parlare di stato di anestesia inconsapevole.

2) Tutti i traumi fisici e - sicuramente - psichici, aumentano l'anestesia.

3) L'abitudine risucchia l'esperienza fisica, potenzialmente innovatrice, nello schema consueto che si ha del proprio corpo.
Psicologicamente lo schema corporeo impoverito è vissuto come area di comfort: metterlo in discussione può provocare reazioni negative, che impediscono di innescare un'evoluzione nello status-quo.

4) L'accento, dopo i 40, va spostato radicalmente dagli aspetti muscolari e cardio-vascolari, all'innesco di evoluzione/complessificazione del sistema di controllo. Non c'è (grande) plasticità a livello di crescita delle cellule nervose, ma questo non vale per la complessità delle interconnessioni e per lo sviluppo dell'efficienza.

5) Per aumentare le performances in una fisiologia che si trova in fase discendente devo ampliare il vissuto percettivo, ampliando l'area di comfort. Il punto ideale di lavoro è quello che precede l'irrigidimento e la carenza di scambio respiratorio, tra loro legati.

In altre parole: mi do delle sollecitazioni ordinate che mi portano al limite dell'area di comfort, e lì cerco di rimanere rilassato, contrastando l'insorgere dell'irrigidimento muscolare e dell'affanno respiratorio. Da questa condizione pre-critica traggo lo stimolo allenante.
Nell'atleta giovane si tende a varcare volentieri lo stato critico, per dare sollecitazioni più pesanti. Non discuto, anche se... Nell'adulto è un errore fatale.

6) Anche esperienze con intensità fuori dal range considerato normalmente allenante possono contribuire a attivare la crescita nella qualità percettiva e di attivazione. Dipende dall'attenzione che riesco a metterci.

7) I vantaggi più significativi si hanno (ri)attivando i controlli inconsci. La cosa più difficile per l'adulto occidentale è ammettere il fatto - peraltro del tutto ovvio - che gran parte della gestione del movimento non è - e non può essere - gestita con un controllo analitico cosciente.

8 ) Ogni disagio e ogni piacere è vissuto nel corpo. Il piacere, in condizioni di prossimità alla fatica, è un ottimo viatico. Se trovo le sensazioni più piacevoli, allora il gesto si sta pulendo.

RES SEVERA VERUM GAUDIUM

(il vero godimento è una cosa seria!)

Rispondi
Condividi: