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Nascita di un traceur
Visto che non si può considerare un articolo vero e proprio,ma più un racconto emozionale ho deciso di condividerlo nel forum,soprattutto dopo l'uscita dell'articolo sul parkour di Francis,mio caro amico.
Oggi ho iniziato a fare parkour.
Chi mi conosce sa che quello che ho fatto oggi non è stato il primo allenamento di parkour che faccio,e nemmeno il più intenso,ma posso affermare, con assoluta certezza, di avere cominciato solo oggi a fare parkour.
Sono andato da solo, sul lungo mare di chiavari, spinto da una fame di allenamento che continua a pervadermi in questi giorni, un bisogno primordiale.
Come al solito sento gli sguardi della gente su di me, mentre provo goffamente a rimanere in equilibrio sul bordo di una panchina.Sento chiaramente i loro pensieri dentro la mia testa,persone che non capiscono, non comprendono, persone che vanno nel panico quando esci dagli schemi della loro routine. La rabbia mi sale dentro pensando a come queste persone sprechino le loro potenzialità limitandosi a sopravvivere, come un giovane Johnathan Livingstone vorrei fare aprire gli occhi allo stormo sulle gioie del volo; vorrei spiegare loro che le gambe non servono solo per spostarsi da casa a lavoro, dalla sala alla cucina, o fino alla prossima panchina,sprecando la vita tra una serata da tifoso e un grande fratello.
Poi accade qualcosa, tutto d'un tratto questo non ha più importanza, i giudizi delle persone e i loro sguardi scivolano su di me come gocce di sudore, il mondo cosi' com'è cessa di esistere,non ci sono sguardi e non ci sono rumori,ci sono solo io con i miei obbiettivi,i miei demoni,il kong da chiudere,il lazy vault ,il wall run...
I miei sensi diventano più acuti,o forse ho solo imparato ad ascoltare, sento chiaramente il piede che appoggia dentro la scarpa umida, sento le mani che spingono sul cemento, caldo e immobile, l'ebrezza della breve fase di volo mentre le gambe passano l'ostacolo,un tempo che pare infinito...
Ne parlo con Francis la sera,lui mi guarda e sorridendo mi passa un libro di Foucan(fondatore del freerunning e co fondatore del parkour).
E' un libro che non ho mai visto prima nonostante frequenti spesso casa sua,sulla pagina aperta ci sono scritte queste parole
"When you're doing something different you are alone most of the time"
questo non vuole dire che non ci si può divertire in gruppo,e scambiarsi esperienze,ma che la vera essenza dell'allenamento,che sia keysi,parkour o rawtraining,la ritrovi quando sei solo,è solo allora che vedi chiaro il tuo sentiero...
Tenchi
Grande Tenchi ! Facci sapere come vanno i tuoi allenamenti ...
... non ti nascondo che leggendo l'articolo di Francis mi luccicavano gli occhi ed è da qualche giorno che osservo gli elementi architettonici con un interesse "diverso" 🙂
Ottimo Zalex,è il primo passo per diventare traceur!!!:)
Emozioni che solo in pochi possono capire
[video] http://www.youtube.com/watch?v=lQ5UYvxcOtA&feature=related [/video]
@tenchi: ... è solo il primo passo ... quando inizio qualcosa di solito vado fino in fondo ... ma proprio per questo ci rifletto sempre molto bene 🙂 Comunque sono davvero curioso di vedere come procede la tua esperienza quindi ogni tanto magari posta qualcosa ! (video/allenamenti/impressioni). Sarebbe bello avere un po' di gente che pratica il parkour sul forum (se succederà potremmo anche aprire una sessione apposita 😉 )
@VisioneCreed: hahhahahahahahhaha ti prego ... ho trovato il mio prossimo travestimento per carnevale !!!
La mia esperienza procede alla grande,anche grazie ai consigli di Francis,a breve arriveranno altri articoli e video:)
ahahahah il video è geniale ahaha



