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Systema

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Marokun
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(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

ciao Ermenegildo, ancora io 🙂
dagli ultimi post non ho più approfondito la questione Systema, mi sono immerso per quanto possibile nel GS, e nel recupero della mia spalla.
Quello che posso dirti è che, soprattutto da quando il Systema mainstream, quello di Ryabko-Vasiliev diffuso da Toronto, ha raggiunto una buona visibilità, è emersa una gran quantità di personaggi che trattano quella materia di base. Che poi è il modo di operare generale della tradizione russa, codificato e adattato in un modo o in un altro.
Kadochnikov è coetaneo di Ryabko, o forse perfino più anziano, ce ne sono altri che fanno i durissimi e che rivendicano la provenienza dal KGB, altri che si dedicano perfino alla didattica per bambini... e poi tanti anglosassoni, che però - essendo più sgamati dal punto di vista della gestione dell'imagine - hanno presto creato dei loro filoni autonomi, dichiarando in modo più o meno esplicito di aver ricavato roba dal Systema. Tra questi rami evolutivi indipendenti ci metto pure il tacfit di Sonnon.

Tutti rivendicano approcci "scientifici", e ci sono anche nel cerchio stretto intorno a Vasiliev medici e persone con una buona formazione che dicono cose con un certo rigore.
Ma non mi farei affascinare da una descrizione vettoriale.

Se guardi i lavori di Paolo Evangelista, per esempio, ti rendi conto del mazzo allucinante che uno deve farsi per descrivere UN esercizio fortemente codificato. Il casino di capire anche solo lo swing con un KB quanto carico esprime sulla colonna e quali forze di taglio.
Figurati in situazioni a mille variabili come quelle considerate dal Systema!

Ancora tanti anni fa il "nostro" Sacripanti aveva scritto (per le mediterranee) un libro sulla biomeccanica del judo. Si tratta di descrizioni di massima, utili a dividere per classi le tecniche in base alle coppie applicate... ma... all'atto pratico, per migliorare la tecnica intendo, fondamentalmente inutili. Nessun atleta olimpico è in grado di accedere a una descrizione biomeccanica del suo gesto. Questo è un punto da tenere fermissimo.

Allo stato attuale credo che un approccio analitico/biomeccanico sia davvero poco produttivo, in termini pratici, nella pratica della lotta. Non mi farei affascinare più di tanto.

Se c'è una cosa affascinante nel Systema è il concetto (che peraltro sta alla vera base di tutte le arti marziali, e ne rappresenta il senso più profondo) che il tuo corpo SA già come muoversi, che a livello profondo - come ogni animale, perbacco - noi sappiamo già come muoverci in modo efficace. È solo la mente razionale, la neocorteccia, che rema contro.

Attraverso la respirazione impedisco alla attenzione cosciente e al panico di interrompere il libero fluire del repertorio innato di movimenti che ho già dentro di me.

Se ci pensi non c'è nulla di più lontano a un approccio analitico.

Poi a me la biomeccanica piace un casino, adoro i lavori di IronPaolo.. ma in situazioni tanto complesse ascoltare ONESTAMENTE le sensazioni durante la pratica ti fornisce soluzioni molto più rapidamente.

Se vale quanto sopra, correre dietro a questo o a quello non è che possa servire più di tanto. Alla fine sono solo indizi che tu sai tutto quel che serve, devi solo praticare il più possibile, con più gente possibile, senza dimenticarti di tenere una postura composta, stare rilassato e respirare.
Menando e incassando, pesante e pacifico come un fabbro. 😀

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Ermenegildo
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(@ermenegildo)
Registrato: 16 anni fa

Avevo scritto un pezzo più lungo ma è sparito.
In soldoni: non penso che sia particolarmente difficile un analisi della cinematica di un arte marziale, non dovrebbe essere nemmeno difficile la raccolta dei dati, può essere dispendioso in fatto di tempo e risorse ma non difficile in senso proprio del termine.
Si può arrivare a fare una trattazione della dinamica relativa un po' riassuntiva ma comunque in grado di descrivere bene il fenomeno.
Sui movimenti innati ho un idea assolutamente diversa.

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Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Ciao Ermenegildo, sulla analisi, forse è meglio che chiarisca.
Si possono sicuramente fare tante cose, "facilmente" forse no, ma non è quello che mi premeva sottolineare.
Quello che intendo è che l'interazione tra due corpi è una faccenda assolutamente complessa e difficilmente riconducibile a schemi ben modellabili. Già il judo, per esempio, è uno sport fortemente "di situazione", per cui esistono delle tecniche, che poi devono essere adattate - fino a risultare difficilmente riconoscibili - a seconda delle caratteristiche dei soggetti che interagiscono e alla situazione del momento.
Spiegare come funziona un seoi-nage (la classica proiezione da una spalla) è piuttosto banale.
Ma già descrivere biomeccanicamente il seoi di Koga, averne una descrizione che consenta di distinguerlo da quello di un altro, sebbene per un umano sia facile trovarlo inconfondibile, è all'atto pratico, un casino pazzesco. E alla fine un modello del genere non so se mi aiuterebbe ad imitarlo, a rubarne i segreti.

Ma non voglio farla troppo lunga, anche perchè tu parlavi degli "altri" uomini del Systema e ti ho tirato lontano dall'argomento.

Il tema sulle capacità disponibili dell'individuo, precedenti a un'istruzione specifica, è MOLTO controverso. Mi stupirebbe molto se avessimo delle idee simili !! 😀

Ah, e per inciso, si tratta di una sintesi del tutto personale, non vorrei mettere in bocca ai sistemisti delle cose che ci vedo io.. Non c'è molto di scritto a cui fare riferimento.

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Ermenegildo
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(@ermenegildo)
Registrato: 16 anni fa

Scusa non ho fatto in tempo.
Penso che il respiro possa essere utilizato per "controllare" meglio il nostro corpo, probabilmente perché è un evento sul quale influisco diversi fattori, alcuni più fisiologici altri più emotivi, e sul quale è possibile esercitare una qualche forma di controllo a livello volontario.

Per l' atletica leggera ed in particolare per i lanci è stato fatto un grosso lavoro di raccolta dadi ed analisi, penso di tratti di una analisi molto posteriore che raccogliesse quanti più dati possibili, che ha cerato di modellizzare l' evoluzione dei movimenti dello stesso atleta o di confrontare i lanci di diversi campioni per capire quali sono i punti comuni e quali sono le individualità, anche perché un individualità nella tecnica deve nascere da qualcosa di fisiologico se no è un impuntamento dell' atleta o del suo allenatore.
Il fatto di essere uno sport situazionale implica più sbattimento nel raccogliere i dati, ma sono abbastanza convinto che i movimenti di un dato atleta tendo ad un modello ben preciso che ha in testa, al quale si aggiungono dei parametri liberi che usa per adattarsi alle varie situazioni.
In oltre penso possa essere interessante per confronti tra stili, capire quali sono precisamente le differenze e le loro cause è più semplice in presenza di un modello quantitativo rispetto ad uno qualitativo.
Infine può servire a capire meglio quello che si fa, un po' di tempo fa avevo trovato uno studio in cui si cercava di valutare l' efficienza protettiva dei guanti, avevano preso praticanti di vario livello e avevano misurato velocità dei pugni e momento applicato o impulso applicato a un sacco.Il risultato fù che le velocità praticamente non cambiavano mentre i momenti sì e pure di parecchio.Forse un altro effetto era una riduzione della deviazione standard nelle velocità ma non ne sono sicuro.Questo dato secondo me è molto interessante e meriterebbe approfondimenti futuri, sia per essere spiegato completamente, sia per possibili conseguenze su modelli di allenamento.

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deadboy
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(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Spolvero questo post perché ho trovato una descrizione molto interessante del Sistema fatta dallo scrittore Nicolai Lilin (l'autore del libro Educazione Siberiana) nella sua pagina facebook. La riporto per intero:

“Sistema”.

Negli ultimi tempi molti dei miei lettori e amici mi hanno posto varie domande sulla questione della tecnica di combattimento “Sistema” che ora va di moda in occidente, soprattutto grazie alla pubblicità che si fa attorno a questa disciplina, spesso attribuita ai reparti speciali dell'esercito russo. Un mio amico ha letto nel volantino pubblicitario incollato alle porte della palestra che frequenta l'invito a partecipare alla prima lezione gratuita di un nuovo corso tenuto da un giovane istruttore con il cognome slavo, sottolineando la sua appartenenza alle forze speciali dell'esercito russo. In particolare è stato colpito dalla seguente frase: “...in un paio di mesi “Sistema” è capace di trasformare un uomo normale in una macchina da guerra...”. Per evitare equivoci ho deciso di spiegare qualcosa sul conto di questa disciplina di arti marziali a cui spesso è attribuito un significato ingannevole per attirare l'attenzione del pubblico. Dato che qualche giorno fa uno dei miei lettori, Andrea Del Frate ha posto una domanda su questa disciplina nella mia pagina facebook, intervengo direttamente con un post, sperando di esaudire le curiosità di tutti.

“Sistema” è nient'altro che la semplificazione di una forma di combattimento più complessa che si chiama “Sambo”, creata in URSS nel 1947 da Vasili Oshepkov, persona carismatica e geniale, proveniente da una famiglia di criminali, diventato spia dei servizi sovietici in Giappone e portatore della judo in Russia. Vasili Oshepkov aveva ricevuto l'incarico dal governo sovietico di preparare alcuni agenti dei servizi e delle squadre anti crimine di polizia, che a quel tempo morivano negli scontri con i criminali perché non erano capaci di combattere sulle distanze ravvicinate, perché la maggior parte di loro arrivavano dall'esercito e avevano la classica preparazione militare che prevedeva il tiro col fucile dalla trincea, cosa che non serve in città. Il giovane istruttore di judo vedendo la condizione fisica e la preparazione disastrosa nella quale si trovavano gli agenti operativi ha creato un programma speciale, che includeva la lotta corpo a corpo con uso di tecniche mortali, di soppressione, una una vasta gamma di tecniche di utilizzo di armi bianche e anche un specifico corso di tiro con la pistola, da dove è nato poi il celebre modo di sparare alla macedone, incrociando le mani con due armi, una automatica e una rivoltella, per permettere di creare una concentrazione di fuoco maggiore. Ora non si usa più questo metodo perché ci sono le mitragliette leggere. All'amministrazione sovietica è piaciuto molto il nuovo programma di preparazione degli agenti, perché nasceva da una base sportiva che attirava l'attenzione delle masse e allo stesso tempo aveva una componente segreta, destinata agli agenti speciali. Il programma è stato chiamato “Sambo”, un'abbreviazione dal russo “Difesa personale senza le armi”, anche se ne prevedeva l'utilizzo, per le masse appariva solo nella variante sportiva, dove le tecniche con le armi erano assenti.

“Sistema” è la variante militare di “Sambo”, con tecniche di combattimento corpo a corpo sviluppate dai militari tra la prima e la seconda guerra mondiale, tecniche sportive di lotta libera, greco-romana, judo, ju jitsu, varie lotte tradizionali di diverse etnie che facevano parte dell'URSS e tecniche di combattimento da strada (sulle quali si base la parte legata all'uso del coltello da combattimento). “Sambo” era parte dell'addestramento obbligatorio degli operatori del KGB e delle forze speciali dell'URSS, in alcuni reparti dell'esercito lo praticavano diversi appassionati a livello amatoriale, ma non era nel programma ufficiale dell'esercito perché richiedeva troppi istruttori appositamente formati e un periodo d'insegnamento troppo lungo, nonché delle infrastrutture adeguate. Bisogna sottolineare anche il fatto che la società dell'URSS nel passato come della Russia qualche anno fa prevedeva la formazione della maggior parte dei cittadini all'interno delle strutture dell'esercito nei limiti del servizio militare obbligatorio. La maggior parte di queste persone stavano nell'esercito per due anni e poi tornavano alla vita civile, per questo il governo sovietico e anche quello russo non erano interessati ad iniziare la maggioranza dei cittadini alle tecniche mortali di combattimento, insegnare ai propri cittadini ad uccidere a mani nude nel limite di un programma militare che non ha nessuna filosofia ma solamente la parte pratica, c'era il rischio che questo tipo di addestramento potesse suscitare uno squilibrio sociale.

Il “Sistema” è nato dalle ricerche svolte da un gruppo dei militari e agenti dei servizi sovietici sotto la guida di Aleksei Kadochnikov, ufficiale dell'esercito sovietico incaricato dal governo sovietico di creare un sistema semplice ed efficace per insegnare alle giovane reclute dell'esercito sovietico le basi del combattimento a mani nude e con le armi bianche, una sorta di alternativa “alleggerita” del “Sambo” militare, dopo la guerra in Vietnam i sovietici hanno avuto paura dello scontro diretto con la NATO nei terzi paesi, per ciò hanno cercato di formare in un periodo breve una grande quantità di reclute, serviva un programma asciutto, semplice ed efficace, che poteva servire come base per il combattimento corpo a corpo. Un gruppo di specialisti ha presentato un programma di addestramento che prevedeva tre mesi di allenamento integrato con altre attività che si svolgono normalmente nell'esercito oppure nelle accademie militari. Il programma è stato chiamato “Sistema unificato di combattimento”, approvato dal governo sovietico per l'inserimento nel programma di addestramento militare in tutte le strutture dell'esercito, battezzato dai militari “Sistema”. Anche se nessuno nell'esercito conosceva le sue origini, attorno a quella disciplina subito si sono create numerose leggende, come spesso si usa tra soldati. Raccontavano che in tre mesi insegnavano a stare sott'acqua senza aria per delle ore, a uccidere il nemico con la forza del pensiero, a comunicare tramite la telepatia, insomma tutti hanno inteso questo programma come un tentativo di creare un super soldato con dei poteri sovrumani. A parte le fantasie delle giovane reclute che già si vedevano nelle vesti di super eroi, in pratica l'inserimento di questo programma nell'esercito non è mai avvenuto come da programma per la mancanza di istruttori preparati per trasmetterlo e per un degrado che l'URSS ha subito nelle ultime fasi della guerra fredda. Gli unici reparti militari dove questo sistema è riuscito ad integrarsi con successo erano le accademie del KGB e alcuni reparti speciali dell'esercito e della polizia, compreso i VDV (così in Russia chiamano i paracadutisti), anche se questi ultimi non hanno mai accettato totalmente l'uso del “Sistema” ma lo hanno preso come un programma utile per integrare le giovane reclute nei reparti, normalmente i parà russi si preparano seguendo i programmi specifici creati direttamente da loro senza chiedere niente al ministero della difesa, per questo la loro preparazione militare è tra le migliori. Lo stesso vale per la “Fanteria Marittima”, cioè i Marines russi e per i reparti speciali della “GRU” (dove io ho svolto servizio), sigla che in russo significa “Direttorato Principale d'Informazione”, una sorta di servizi d'informazione e di antiterrorismo che non dipendono dal ministero della difesa.

 

Dopo la guerra in Afghanistan l'esercito sovietico è rimasto praticamente senza fondi, molti militari sono stati licenziati in seguito al fallimento di una riforma che avrebbe dovuto risanare la situazione ma aveva solo peggiorato le cose. Il degrado dell'esercito sovietico era colossale, sullo sfondo dell'avvicinamento della fine dell'URSS, il “Sistema” ha subito una serie di cambiamenti interni, ed è stata trasformata da un programma riservato solo agli operatori militari in una disciplina commerciale aperta a tutti. In questa fase attorno al “Sistema” è cresciuto un enorme esercito di approfittatori, che esaltavano gli aspetti “mistici “ ed “esoterici” di questo programma, promettendo alla gente di insegnargli a combattere come i ninja dei film giapponesi, fantasie che andavano di moda negli anni ottanta.

Oggi nell'esercito della Federazione Russa ci sono alcuni validi istruttori che addestrano i militari seguendo il “Sistema”, ilsuo fondatore Aleksei Kadochnikov con il figlio Arkadi hanno creato una scuola aperta al pubblico chiamata “Sistema di Kadochnikov” esaltando gli aspetti tradizionali di questo programma e delle sue ricerche nell'ambito di varie tradizioni di combattimento in generale, arricchendo in molti aspetti la forma di questa disciplina. Si può dire che ai nostri giorni “Sistema” è un moderno programma di combattimento molto efficace e ricco di tecniche di vari tipi, confrontandolo con il programma d'addestramento israeliano “Krav Maga” si può dire che le due discipline hanno molto in comune.

In internet ci sono filmati con varie lezioni del “Sistema”, alcune interessanti e altre no, tra loro ci sono scuole che insegnano cose poco credibili e alcune autentiche. Sicuramente i canali più attendibili attraverso i quali ci si può avvicinare a questa forma di combattimento sono legati al suo fondatore e alle persone che lavorano con lui. Esistono tantissime altre scuole, ultimamente gli istruttori crescono come funghi dopo la pioggia anche perché questa disciplina ora va di moda in occidente, ho visto molti serbi e altri slavi con cognomi che somigliano a quelli russi insegnare varie tecniche militari generalizzate che spacciano per “Sistema”, attirando la gente con i gadget di carattere militare.

Detto ciò, vorrei invitare gli amici a trattare le varie rappresentazioni di “Sistema” con sobrietà e intelligenza, ricordando che per chi fa ricerca nel campo di arti marziali è importante non fermarsi su una disciplina concreta, ma continuare il percorso conoscendo varie forme, tutto può essere interessante e utile, anche da una truffa si può imparare qualcosa, l'importante è prendere tutto con spirito di ricerca e senza fanatismo.
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Angelo Nero
Post: 128
(@angelo-nero)
Registrato: 14 anni fa

Io ultimamente sono scettico verso i sistemi che "vendono" tecniche micidiali ai comuni mortali desunte da addestramenti per militari. Come soldato sono convinto che qualsiasi cosa diventa "micidiale" con il giusto mind set. Ma noi questo mind set lo addestriamo in un certo modo, non sempre replicabile nelle palestre. Dubito fortemente perciò che si possa fare un copia e incolla tra i metodi creati per il militari e quelli per i civili

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Ermenegildo
Post: 467
Topic starter
(@ermenegildo)
Registrato: 16 anni fa

Grazie, molto utile 🙂
Penso anche io che non si possa fare un banale copia incolla, ma a me del systema interessava principalmente l' aspetto di presunta scentificità, visto che le prime volte che ne avevo sentito parlare era collegato all' attività di ricerca nella fisiologia dello sport, penso istituto Dinamo.

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