Forum

Autodifesa e arti m...
 

Autodifesa e arti marziali. Oggi, su rieduchescional channel.

104 Post
12 Utenti
0 Likes
21.6 K Visualizzazioni
deadboy
Post: 1560
Topic starter
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Mah, in realtà in strada vedi più calci e cazzotti che altro, al limite testate e ginocchiate nelle sfere. Cervelletto, trachea e occhi li lasciano stare. Cocci di vetro, bottiglie rotte sono più cose da rumeni ubriachi che da italiani. Al bar capita il bicchiere o la bottiglia in faccia, ma anche qui sono per lo più ubriachi.
Quando le persone sono sobrie difficilmente vanno oltre le mani e il muro. Bisogna proprio che siano furiosi per aiutarsi con altro. Oppure ubriachi.
Da ragazzino ricordo scazzottate interminabili, anche di 5 minuti. Alla fine si interveniva a separarli perché ci si stufava di guardarli o perché magari impedivano di continuare la partita a pallone. 😀

Rispondi
Ilguista
Post: 791
(@ilguista)
Registrato: 15 anni fa

Scusate l'off topic....

Deadboy ma dove c***o vivevi da piccolo? Nel Bronx?

Rispondi
orestes
Post: 23
(@orestes)
Registrato: 16 anni fa
 Deadboy ma dove c***o vivevi da piccolo? Nel Bronx? 

ahahah

comunque non intendo quello che capita di solito, ma quello che può capitare, alla fine non sai mai chi ti puoi trovare di fronte!

Rispondi
Ilguista
Post: 791
(@ilguista)
Registrato: 15 anni fa

a leggere questo topic mi è venuta l'ansia di aumentare la mia panca per avere transfer nelle spintonate ai concerti e non solo ahahahah

Rispondi
deadboy
Post: 1560
Topic starter
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

No anzi, è uno dei quartieri di Nuoro in cui si sta meglio e c'è meno disagio. Però confina con una zona dove quand'ero ragazzino c'era molto disagio e poi ho fatto le elementari e le medie in due scuole che raccoglievano per la maggior parte ragazzi che provenivano da quartieri che per certi versi erano difficili. Per farla breve a scuola mi sono capitati molti bulletti pluriripetenti, dei veri criminali in erba. Non erano scuole, ma corsi di sopravvivenza.* 🙂 In vicinato, invece, il confronto a maleparole o con le mani succedeva perché... perché succede, dai. Però è con questo genere di ragazzi che poi nascono le amicizie più grandi. Sono passaggi che servono e ti fanno crescere meglio. La mia è stata un'infanzia felicissima. Mi sono divertito come un pazzo, facendo cose che farebbero venire un infarto alle iper-protettive mamme moderne. A 9 anni avevo il Garellino regalatomi da mio nonno paterno, a 13 una fiat 500 vecchia che apparteneva a mia zia e mi aveva regalato perché decisa a rottamarla (follia pura :D). Era parcheggiata sotto casa e la usavo con gli altri ragazzini a mò di Generale Lee nella campagna davanti casa (è un quartiere di periferia), pronti a nasconderla se vedevamo la pula nei paraggi. Queste cose il 90% dei ragazzini moderni se le sogna. Mi ricordo interminabili partite di pallone anche sotto la pioggia e fino alle undici di sera.
I genitori, però, erano ben presenti e attenti. Ti facevano sfogare in cortile e nel quartiere, ma guai a sgarrare, a rubare, a mancare di rispetto ad un adulto o al genitore, o a fare il prepotente con i compagni. Erano sberle. In quest'ultimo caso arrivavano prima dai compagni però.

La ragione della frequenza delle liti è questa: qui la prepotenza non è tollerata, a nessun livello, né tra bambini o ragazzi, e ancora meno tra adulti. Perciò davanti al bullo della scuola uno finiva per fare a botte, non è che subiva e basta. Da grandi, invece, è molto pericoloso e se da ragazzino eri un attaccabrighe è meglio se cambi abitudini, oppure Regione, perché puoi trovare facilmente anche chi ti ammazza.

*In Barbagia è abbastanza facile procurarsi una pistola. Adesso ci sono più controlli e maggiore educazione tra i giovani, ma quand'ero ragazzino io, alle medie e alle superiori capitava di frequente che qualche compagno venisse a scuola con la pattadese o addirittura con la pistola. In quegli anni, poi, la città ha visto molti omicidi e molta cronaca nera. Adesso è molto più tranquilla, ma la prepotenza rimane sempre pericolosa.

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Beh, cacchio la cinquecento Generale Lee è a tredici anni è davvero una roba da far schiattare d'invidia chiunque.
Non mi è mai capitato di averne motivo, in Sardegna sono sempre stati tempi felici, ma non mi passerebbe MAI, nemmeno sul pianerottolo dell'anticamera del cervello, di avere un diverbio dalle tue parti 🙂

Rispondi
deadboy
Post: 1560
Topic starter
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Ma perché? Siamo dei pezzi pane. Nuoro e gli altri paesi della Barbagia sono molto tranquilli. Certo che se vai a rompere l'anima alla gente che non ti ha fatto niente te la cerchi, ma questo vale per Nuoro come per Milano. 🙂

Rispondi
deadboy
Post: 1560
Topic starter
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Bene, penso che il topic possa chiudersi qui. Abbiamo evidenziato alcune cose interessanti riguardo l'efficacia delle arti marziali tradizionali per l'autodifesa. Provo a riassumerle, facendo la premessa che abbiamo messo a monte di tutto: si parla di autodifesa in situazioni in cui non si può evitare il contatto fisico.

1. In una situazione di autodifesa occorre distinguere la lite dall'aggressione.
- La lite è un diverbio che può sfociare in uno scontro fisico, anche non voluto (es. parole e successiva testata, o tizio che esce dalla macchina e ti salta addosso). In questo caso chi fa AM o boxe e non si fa prendere dalla paura può avere il tempo di difendersi usando quello che sa fare. In queste siuazioni, però, è bene muoversi per primi, perché altrimenti si rischia di dare un vantaggio all'altro.
- L'aggressione è appunto un attacco non previsto e inaspettato (es. tizio ti segue fuori da un locale e ti colpisce da dietro, il tizio che sta seduto accanto a te al bancone del bar ti molla una pizza in faccia senza prima mandarti una cartolina, tizio che salta addosso all'amica per stuprarla). In questi casi l'aggressione produrrà un forte shock emotivo oltre che un trauma fisico: cinque o più secondi di "ma che razzo succede?" seguiti da un forte panico; secondi in cui l'altro continua a menarti. Qui le reazioni sono due: o uno si paralizza e reagisce troppo tardi per difendersi efficacemente, finendo per soccombere; oppure si scatena e colpisce l'altro in tutti i modi possibili, cercando di mettere una distanza tra sé e l'aggressore per scappare oppure difendersi meglio.
2. sia in caso di lite che di aggressione le regole delle competizioni sportive vanno dimenticate e si devono usare colpi che sono proibiti in tutti gli sport di combattimento (calcio o ginocchiata all'inguine, testata, dita negli occhi, prese per gli orecchi, palmo contro il naso, colpo in gola, morsi, ecc.). Nello sport sono proibiti per un motivo: sono altamente lesivi e potrebbero mettere fine all'incontro immediatamente. In una situazione di autodifesa, invece, se si vuole terminare subito lo scontro si devono usare proprio questi. Quindi in caso di aggressione sono i primi da usare, se non altro per riuscire a mettere una distanza tra voi e l'altro. Immaginate di essere afferrati da dietro da qualcuno che vi passa un braccio intorno al collo e vi tira a sé, magari sollevandovi da terra. Ci sono vari in modi in cui potete liberarvi, ma se non li conoscete il panico potrebbe fregarvi. La reazione istintiva è quella di portarsi tutte e due mani sul braccio che ci stringe, la migliore è quella di cercare di abbassare subito il baricentro allargando le gambe e piegandosi in avanti per cercare di afferrare la caviglia dell'altro e farlo cadere. Una ragazza che non si faccia prendere dal panico può semplicemente mordere e una volta rimessi i piedi a terra, girarsi per dargli una spinta e un calcio sulle sfere e provare a scappare. Il morso farà mollare la presa anche a un peso massimo.
3. La reazione difensiva deve essere proporzionata all'offesa. Quindi ad una testata non si reagisce con una coltellata o peggio. Se, però, gli aggressori sono più di uno e c'è il rischio di lasciarci le penne o rimanere invalidi per la vita (es. vi sbatttono a terra e non la smettono di prendervi a calci nei fianchi o in faccia, oppure è chiaro che vi vogliono stuprare, uccidere o rapire), allora potete anche uccidere. La vita per la legge italiana è un bene primario, perciò la reazione deve essere sempre proporzionale all'offesa, altrimenti si rischiano guai seri in sede penale e civile (es. in una semplice zuffa a mani nude gli tagliate la gola con un bicchiere o gli sfregiate il volto).
4. Nelle AM tradizionali l'insegnamento dell'autodifesa è lasciata alla discrezione del maestro. Non esiste a livello nazionale e del CONI una normativa che disciplini la materia. Questa mancanza fa si che molti praticanti si trovino impreparati ad affrontare una lite o un'aggressione, perché al primo pugno in faccia vanno nel panico e perché hanno paura di usare quello che sanno fare: in soldoni temono di ammazzare chi gli sta davanti. Questo fa si che in caso di aggressione esitino troppo a reagire, finendo per dare troppo vantaggio al maniaco, che poi li violenterà, o addirittura rinuncino del tutto a difendersi, piegandosi subito a novanta.
5. Sarebbe opportuno portare il problema all'attenzione del CONI e coinvolgere gli olimpici e i loro allenatori per mettere giù un programma che sia poi seguito a livello nazionale in tutte le scuole di tutte le discipline marziali olimpiche. (Del kung fu non ci frega nulla, si parla di AM olimpiche e boxe). Diversamente si rischia che sempre meno genitori portino i bambini a fare judo, karate e taekwondo (e pure boxe e greco romana) perché convinti che non siano efficaci sul piano della difesa personale. Quindi addio medaglie e prepariamoci ad avere migliaia di maestri di AM disoccupati.
6. Proprio a causa della sempre più diffusa convinzione che fare AM sia inutile in ambito di autodifesa, negli ultimi anni si sono diffusi anche in Italia numerosi corsi di autodifesa di breve durata (alcuni brevissima). Molti hanno come base il JKD e sono improntati come i corsi di difesa insegnati da Paul Vunak (colpisci per mettere una distanza e scappa), altri invece hanno un'impostazione di chiara derivazione militare (kapap e krav maga) e prevedono l'impiego, accanto a tecniche colpisci e scappa, di tecniche altamente lesive o addirittura letali, comprese le tecniche di disarmo da coltello, bastone o pistola. Riguardo a questi ultimi si è discusso dell'opportunità di insegnare tecniche così lesive ai civili e si è messa in evidenza l'assenza di un filtro a monte, che impedisca a soggetti instabili di accedere a questi corsi, ma anche di permettere che ad insegnare siano solo maestri altamente qualificati e non esaltati, o persone che non conoscono nel dettaglio la normativa italiana in materia di legittima difesa e responsabilità civile.
7. Il problema di un filtro che impedisca che tecniche di autodifesa altamente lesive siano insegnate a persone instabili è stato riportato anche con riguardo alle forze di polizia e forze armate italiane. Si è detto che l'addestramento in materia di combattimento corpo a corpo deve essere commisurato ai compiti operativi che l'agente o il soldato sarà chiamato a svolgere nelle sue mansioni operative (per capirci, a quello della Mobile una cosa e al NOCS di più). In generale, riguardo ai punti 6 e 7 si è detto che si rischia di insegnare qualcosa di molto pericoloso a qualcuno che è già molto pericoloso di suo.
8. Mi sono rotto di scrivere!
9. Volemose bene ragà. 😉

Rispondi
Spettrus
Post: 55
(@spettrus)
Registrato: 15 anni fa

E io mi sono rotto di leggere! dalla prima all'ultima pagina di questo interessantissimo topic scritto in maniera seria e ragionata da ragazzi seri, maturi e civili.
Complimenti a tutti per l'equilibrio degli scritti e i bei contenuti che sono venuti a galla.
Complimenti anche al logorroico deadboy per il riassuntino finale di pregiata fattura;)

Pace.

Rispondi
deadboy
Post: 1560
Topic starter
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Io li ho chiesti gli emoticons, proprio nel vostro interesse. Ma non me li danno. 😀

Rispondi
orestes
Post: 23
(@orestes)
Registrato: 16 anni fa

Grande il riassuntone 😉
però devo fare il rompi-maroni, devo dire che non mi piace questa frase riferita alla migliore uscita dalla presa al collo

  la migliore è quella di cercare di abbassare subito il baricentro allargando le gambe e piegandosi in avanti per cercare di afferrare la caviglia dell'altro e farlo cadere 

🙂 ma giusto per fare il rompi-maroni!

Pace (però non scordiamoci che già i romani dicevano VISNE PACEM? PARA BELLUM, vuoi la pace? preparati alla guerra)

Rispondi
deadboy
Post: 1560
Topic starter
(@deadboy)
Registrato: 16 anni fa

Vuoi la guerra Orestes? Vuoi che arrivi a pagina 10? 😀
[video] http://www.youtube.com/watch?v=YBR8di_w0l8 [/video]
Dopo aver abbassato il baricentro ed esserti portato in avanti puoi anche mollargli un pugno sull'inguine. Ma ce n'è una marea di queste tecniche.

Rispondi
orestes
Post: 23
(@orestes)
Registrato: 16 anni fa

Lol!

Comunque intendevo che sicuramente è una scelta "figa" per un marzialista, istintiva per un grappler puro, ma di sicuro non l'ideale ad esempio per una donnina di 1.50,45kg aggredita da un colosso di 90 o passa kg.

Saluti

Rispondi
Marokun
Post: 831
(@marokun)
Registrato: 15 anni fa

Grazie deadboy, grande lavoro e impressionante summa finale.
Chissà che non si riesca davvero a farla leggere a chi di dovere!

Rispondi
Debiru Ma
Post: 25
(@debiru-ma)
Registrato: 14 anni fa

Fuori tempo massimo ho letto ( quasi ) tutto questo interessante topic.
Scrivo solo per associarmi a quanto scritto da Marokun in una delle prime pagine.....con una certa inquietudine ma : Deadboy for president !

Rispondi
Pagina 7 / 7
Condividi:
immagine pubblicitaria per la guida definitiva al functional training