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Autodifesa e arti marziali. Oggi, su rieduchescional channel.
Diamogli un nome e cognome a questo ragazzo. si chiamava
Emanuele Scieri
Bravo, me lo sono scordato nel post: l'ho aggiunto.
Peraltro c'è da fare una considerazione. Se si stabilisce che judo, karate e taekwondo non vanno più bene per l'autodifesa, i due terzi dei genitori smetterebbero di mandare i figli a praticarli, perché la maggior parte di loro porta il bambino a fare judo e altro proprio perché impari a difendersi. La questione della formazione del carattere e della socialità in Italia viene dopo, lo sappiamo. Come pure quella agonistica, almeno nel caso in cui il genitore non sia un praticante.
Per tale motivo tornerebbe utile anche ai maestri di AM rivedere le priorità negli insegnamenti dati agli allievi e curare bene la parte teorica e pratica sull'autodifesa. Chiaro che al bambino non gli fai due palline con le questioni legali, però puoi lavorare meglio sul suo carattere. Mentre agli adolescenti puoi fare vedere qualcosa in più e fargli anche un bel discorsetto sulla proporzionalità tra offesa e difesa.
Restano da individuare le mosse da impiegare nelle varie situazioni di aggressione: poche, molto semplici e veloci (comprese chiaramente quelle tipiche che si fanno vedere in tutti i corsi di autodifesa: dita negli occhi, colpi all'inguine, ecc.).
Alle nere (intendo le cinture :D) ovviamente un servizio più completo, perché a quel livello sono più maturi e coscienziosi (o almeno voglio sperare).
Ai maggiorenni che si iscrivono per la prima volta, invece, farei subito un corso base sull'autodifesa da strada: intesa come reazione contro un'aggressione improvvisa e inaspettata (es. uno che ti prende da dietro) oppure certa ma inevitabile (le parole e la testata, il tipo che scende dalla macchina per menarti).
Però, chiaramente, questo è un lavoro che devono curare i maestri. Ma non è detto che non si possa portare una proposta anche a livello più alto e coinvolgere il CONI e gli olimpici, magari codificando sia la teoria sia la pratica da insegnare. Voglio dire, uno come Pino Maddaloni saprebbe certamente dire la sua in proposito, visto quello che ha fatto a livello sportivo e il progetto che ha cercato di portare avanti nei quartieri disagiati di Napoli. Conosce quelle strade, conosce i pericoli a cui puoi andare incontro e può spiegare ai ragazzi sia come comportarsi per evitare possibili casini, sia come reagire se aggrediti. Quello che vale per Scampia vale per tutte le periferie disagiate d'Italia e del mondo.
Non so se rendo l'idea eh. 🙂
Diversamente cominciamo ad abituarci all'idea che sempre più bambini saranno iscritti a bjj anziché a judo e, quindi, scordiamoci gli ori all'olimpiade.
Marokun, Sgangaster, ma porca pupattola, siete judoka, ma ve la date una mossa o no? Glielo devo fare io lo squillo a Maddaloni?
Lo stesso discorso si può applicare alla boxe eh. Guardate il lavoro che fanno a Marcianise. I ragazzi iniziano con la boxe o ce li portano proprio per tenerli lontani dai casini. Ma sono sempre ragazzi cresciuti in realtà complicate, che come Maddaloni ne conoscono i pericoli. Quindi potrebbero dare ottimi consigli. Damiani, Cammarelle.
Posso farvi una domanda !
non ho letto tutti i post quindi chiedo scusa se avete già dato la risposta che cerco .
Domanda : Ma all'atto pratico nella realtà [ in uno scontro uomo a uomo ] dovendo per forza agire [ senza armi ] qual'è la prima cosa da fare ?
Menare, più che puoi. E se ci riesci non prenderle. 😉
Non si stava discutendo su quali mosse usare o evitare, ma sulla validità delle arti marziali tradizionali (judo, karate, ecc.) in una situazione di autodifesa, da un'aggressione per strada ad esempio.
deadboy, hai sicuramente ragione, ma forse dovrei prima aggiornarmi (adesso magari lo faccio) sulle cose che ha fatto finora la federazione.
So che ancora anni fa avevano messo in piedi una roba che si chiamava MGA, metodo generale di autodifesa. Dallo strepitoso successo che ha avuto credo che ci sia stato qualche problema in fase di costruzione e proposta del metodo 🙂
Poi, in realtà, la FILKAM ha al suo interno un settore ju-jitsu, che quindi sarebbe adattissimo per costruire un percorso di avvicinamento al judo a partire dai temi della difesa.
Solo che, per come la vedo io, è su un binario morto.
Lì il primo ispiratore è questo M.°Bianchi di Genova, parliamo di persone a cavallo della Seconda Guerra Mondiale. Poi è arrivato il codificatore, l'ing. Orlandi, che da bravo ingegnere ha fatto una tassonomia di tecniche divise per "settori" con nomi di facile memorizzazione: 2A, 7B, 8C, dove la lettera indica che si tratta principalmente di uno squilibrio, una proiezione e uno strangolamento. Mi sembra di ricordare che le D o le E siano le forbici (più o meno al volo).
Insomma, un impianto su cui - con tutta l'umiltà del caso - è facile avere delle perplessità, oggi portato avanti, per quel che ne so in piena continuità e ortodossia, dal M°Bagnulo, di Roma.
Impostato a quel modo il ju-jitsu non credo che possa coinvolgere chicchessia. Anzi, lo vedo molto utile come scacciafighe.
Il problema è che, come sempre accade nei corridoi di viale Tiziano 70 e nelle sedi più recenti del CONI, c'è una viscosità incredibile nelle scelte, per i pesi e contrappesi dei vari soggetti, sotto alla guida - ormai praticamente eterna - dell'inossidabile Pellicone.
Quindi bisogna scontare il fatto che i ragionamenti più limpidi che possiamo fare qui, anche se riportati alle persone giuste, dovranno fare i conti con mille alchimie.
Tra l'altro (io non sono certo un'esperto delle attività della FILKAM, a parte questo post mi sono sempre ben guardato dal considerarla nelle cose interessanti), ho notato di recente che hanno aperto anche un settore grappling e mma.
Quindi volendo ci sarebbe di tutto per costruire un percorso ben articolato.
La tua idea di far partire il tutto dai portabandiera è davvero ottima.
@Unoqualunque
Direi che la decisione sul da farsi va presa al momento e tenendo conto di vari fattori. Se fuori da un locale ti accorgi che un tizio sta venendo a passo svelto dalla tua parte con la chiara intenzione di menarti senza perdere tempo in chiacchiere avrai una reazione, se uno ti aggredisce alle spalle un'altra, se uno ti si pianta davanti e ti mette le mani sul petto un'altra ancora, e così via.
Che uno faccia AM, boxe o krav maga in questi casi ha un'utilità relativa, perché puoi sfruttare da subito quello che sai fare solo nel caso del tizio che vedi arrivarti addosso o del tizio che ti si pianta davanti con la chiara intenzione di fare a cazzotti. Nel caso in cui, invece, l'aggressione sia inaspettata e magari alle spalle, dovrai per prima cosa fare i conti con lo shock e inizialmente è probabile che reagirai d'istinto e dopo qualche secondo userai quello che sai fare. Ma è possibile che tu usi quello che ti hanno insegnato anche nella tua reazione istintiva, azionando un'automatismo ripetuto milioni di volte in allenamento.
Ecco, io non faccio AM e boxe, ad esempio, e nel caso del tipo che vedo venirmi incontro non potrei reagire come uno che fa savate o thai, bloccando il tipo con i calci per poi colpirlo. O lo aspetto e mi preparo a schivare o bloccare il pugno o il calcio e a colpirlo, oppure lo precedo e avanzo anch'io, cercando di portarmi al suo fianco per colpirlo in faccia, sulla nuca o sul ginocchio controllando la sua reazione con una mano. La reazione istintiva se stai fermo consiste nel mettere in avanti le mani e sollevare un ginocchio per proteggerti dal colpo che sta per arrivare.
Se invece si comincia con le parole e il tizio ti si mette a un palmo dal naso è chiaro che si sta per fare a botte, pertanto è meglio se inizi tu. A quella distanza lui o parte con la testata, o con la ginocchiata all'inguine, per poi usare pugni e calci, sbatterti a terra e continuare con i calci, oppure fa la cosa più stupida e ti mette una mano in faccia o sul petto per spingerti indietro. In una lite tra adulti vedrai generalmente la prima cosa, in una lite fuori dalla scuola tra ragazzini invece sarà più probabile la seconda. Quando si è tra adulti è meglio se cominci tu e non aspetti che inizi l'altro, perché i colpi fanno molto più male e sia la testata sia la ginocchiata sulle sfere ti procurerebbero un bello shock. Quei 2-3 secondi durante i quali cercherà di colpirti più che può per sbatterti a terra. Ecco, a questa distanza uno che fa boxe o thai e parte per primo può avere facilmente la meglio se riesce a colpire dove vuole e il tizio non pesa il doppio. Un judoka che non sa usare i pugni, invece, può provare a sbatterlo a terra. Io invece che di dare testate non ne ho nessuna voglia (anche perché le devi saper dare se non vuoi farti male tu), faccio una cosa semplicissima: lo precedo: uso la forza e tutte e due le mani (colpendolo con i palmi sul petto) per sbatterlo a terra; se non finisce a terra ho comunque aumentato la distanza che ci separa e posso usare calci all'inguine, o sul ginocchio, o sulle tibie e i pugni. Oppure posso mettergli una mano sul collo, l'altra su di un avambraccio e avanzare spingendo provando a fargli uno sgambetto. Le alternative nel mio caso sono poche.
Se sei forte sulla panca e il tipo non si aspetta che tu lo sia, la spinta sul petto a due mani data a tutta forza lo farà letteralmente volare se non ha un piede dietro l'altro ma tiene le gambe leggermente divaricate. Mi è capitato di fare così due volte in una situazione come quella che ho descritto. Al liceo ho fatto volare un compagno che pesava quasi 10 Kg più di me sopra due file di banchi ed è atterrato sopra un mio compagno che stava seduto sulla terza. Quando la spinta è veloce e data con tutta la forza funziona se il tizio non se l'aspetta e tiene i piedi come ho detto. Erano poco più di 80 Kg di panca contro uno spilungone di circa 75 Kg. La panca ha transfer. 🙂 Naturalmente non è che gli sono spuntate le ali come all'omino della red bull, ha saltato il primo banco e si è portato appresso il secondo prima di atterrare sull'altro mio compagno. Tutto vero però. Un'altra volta mi è successo in una lite in vicinato: ha staccato i piedi da terra ed è atterrato di schiena due metri più indietro. Quando hai un piede avanti e uno indietro riesci a resistere alla spinta, ma quando sono paralleli no.
Nel caso in cui ti aggrediscano da dietro, colpendoti alla testa o all'altezza delle spalle, la reazione istintiva ti farà abbassare la testa e piegare le spalle in avanti. Anche le mani si porteranno a protezione della testa. Poi cercherai di girarti e allungherai una mano in direzione del tizio per parare il colpo che vedi ti sta per dare. Se è un calcio non solleverai il ginocchio, ma stupidamente cercherai di pararlo con le mani. Questa è forse una delle situazioni più pericolose, perché l'aggressione ti coglie di sorpresa e se sei uno che non ha mai fatto a botte in vita sua avrai molta paura e ti troverai impreparato. Ti devi girare e mettere di fronte, cercare di reagire e proteggerti.
Quando si chiude la distanza e magari ti spingono contro un muro, che ti impedisce di girarti o di muovere il braccio per l'escursione che basta per portare un pugno e non sai usare i gomiti, lo tieni a bada con una mano, sollevi un ginocchio per proteggerti in basso e con l'altra mano gli metti le dita negli occhi o lo spingi col palmo sotto il naso, oppure gli stringi un orecchio o i capelli e tiri verso il basso. Vedrai che mollerà la presa. Ti mettono un braccio intorno al collo da dietro, mordi. Il morso da qualunque parte glielo dai gli farà vedere le stelle e mollerà la presa. Ma una volta che molla la presa devi reagire e colpire, non è che stai li a guardarlo.
fantastica la panca applicata!!
On-da Energeti-caaaa..!!!
Appena torno sul tatami, con un bel materassone dietro, ci provo di sicuro con i miei energumeni preferiti 🙂
È come quando afferri con il braccio esteso, ma completamente rilassato (ma ci vuole un indumento spesso) e con la spalla sciolta dai una frustata verso il dietro. Spari la gente a tre metri di distanza come se niente fosse. Non per la difesa, ma per la comprensione delle dinamiche è da provare!
Ecco, guardate qua, dal minuto 1:45 al minuto 2:12, dal minuto 4:23 al minuto 4:30
http://www.youtube.com/watch?v=U7k1ftHkIFk
Questo tipo di scambio (pugni, testate) si vede spesso in una comune scazzottata da strada e non è raro che i due, dopo un contatto iniziale si separino e si stiano a guardare senza fiato per qualche secondo per poi ricominciare, proprio come accade sul ring. Quando due si affrontano a male parole e poi passano alle mani succede proprio così. L'unica differenza che noto è che in strada quando si mollano le testate non si tiene la testa dell'altro con le mani da dietro, ma lo si afferra davanti per la maglia o il bavero o le braccia.
Guardate anche qua
http://www.youtube.com/watch?v=lCtk1GW3usY
dal minuto 1:48, la foga della lotta e poi il calcio in faccia dato all'avversario appena buttato a terra.
E qua
http://www.youtube.com/watch?v=1Dx_7nMzlGo
alla fine, come colpisce Quinton Rampage Jackson col calcio in faccia quando è a terra e come lo colpisce mentre prova a rialzarsi e ci riesce. Questa è strada non è mica muay thai. Adesso mettete a Silva un paio di anfibi e sostituite le corde con un muro e il ring con l'asfalto e otterrete un tentato omicidio. 😀
Ecco, per esempio una cosa fondamentale è sviluppare l'abitudine a chiudere lo spazio sotto la clinch di muay, se non butti dentro le anche e raddrizzi la testa prima che l'altro la consolidi sei fatto.
E in questi filmati ci cascano praticamente tutti.
Non avevo mai valutato l'utilità di questi incontri per verificare, almeno in buona parte, le dinamiche da strada. Bello!
Grazie mille
Dadboy
Purtroppo sul tubo non riesco a beccarli, ma quando si diffusero gli incontri vale tudo, sul finire degli anni '80, regole non ce n'erano, erano risse vere e proprie, a mani nude e con colpi proibiti. E infatti da noi erano vietati. I primi ufc a mani nude e gli incontri nella palestra dei Gracie che li hanno preceduti erano lo stesso a mani nude e avevano pochissime regole. Niente colpi all'inguine ad esempio, anche perché questi avrebbero terminato subito l'incontro.
Ma se li guardi vedrai molte dinamiche che poi ritrovi nelle risse da strada. Fatta eccezione per la tecnica dei colpi, che ovviamente sono portati meglio (non sono i pugni dell'ubriaco che non ha mai fatto boxe), molte cose sono uguali.
Non li ho linkati, ma sul tubo ci sono molti incontri di Silva dove fa vedere quello che facevano quando uno finiva a terra e l'altro gli montava sopra. Chi sta sopra cerca sempre di bloccare i polsi dell'altro e di colpirlo con le testate e se quello non se le fa dare gli molla una grandinata di pugni. Immaginatevi l'asfalto o il cemento dietro la testa. Ne basterebbero due ben dati per mandare ko una persona normale e procurargli un grave trauma cranico o una frattura (l'usare il muro per amplificare l'efficacia dei colpi di cui parlava Orestes).
Oppure guardate questo:
[video] http://www.youtube.com/watch?v=VN6PvPCrStI [/video]
Royce Gracie si fa degli scrupoli, ma potrebbe tranquillamente accopparlo o riempirlo di pugni quando gli passa sopra e il fratello Rorion lo dice nel commento: piuttosto che finire l'incontro, preferisce immobilizzarlo per impedirgli di sfuggire, ma potrebbe farlo e si vede.
e questo bjj vs kenpo http://www.youtube.com/watch?v=xP6fUrqbBTA&feature=endscreen&NR=1
e questo bjj vs hapkido http://www.youtube.com/watch?v=H-srqZb7Kbg&feature=related
Certo non si può dire che i Gracie non abbiano cercato il confronto per dimostrare la validità del loro bjj.
L'esperto di kenpo era un giornalista della rivista Black Belt e ha scritto un articolo su quell'incontro. Era andato apposta per testare il bjj dei Gracie, povero pirla. Eccolo:
http://books.google.com.pe/books?id=-s8DAAAAMBAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false
pag. 18
Alla fine dice che non c'è modo per uno striker di sconfiggere un buon grappler solo con mosse legali e aggiunge che se si aspetta troppo tempo a colpire sporco poi non si riuscirà più a farlo, perché il grappler ti avrà già immobilizzato.
Regalino, tutti i numeri della rivista Black Belt dal 1960 al 2000:
http://books.google.com.pe/books?id=E9kDAAAAMBAJ&dq=navy+seals+full+view&hl=it&source=gbs_all_issues_r&cad=1&atm_aiy=1960#all_issues_anchor
Per i maniaci e i collezionisti. 🙂
Grazie per l'epico link!
Ecco, io credo che Emilianenko abbia contribuito molto a dare solidità al racconto brasiliano del grappling dei Gracie, portando una forte esperienza di sambo e di judo in un contesto senza casacche, che a terra cambia moltissimo, e ai massimi livelli.
I Gracie hanno sempre avuto gioco facile nel dimostrare la validità del loro approccio lavorando con chi non sapeva nulla di lavoro a terra, ma quando hanno provato con i giapponesi, che io sappia, non gli è mai andata bene una volta. Questo non per denigrare nè loro, nè il bjj, per carità, ma per mantenere una ragionevole distanza.
Insomma, i Gracie con un po' meno di retorica del guarda come sono bravo li apprezzerei perfino di più.
Dopodichè oltre un certo livello più che di scuole bisogna cominciare a parlare di individualità: Masahiko Kimura ci ha proprio giocato con Helio Gracie, ma perchè era tre volte più grosso e più forte.
Dopodichè, i giornali brasiliani titolarono il famoso "Vittoria di Helio Gracie" (con morale scritto piccolo). Più o meno la stessa cosa si è ripetuta alla generazione successiva.
Ecco, con un pochino di umiltà in più sarebbero perfetti 🙂
Il sambo è una figata e mi piace molto. Il fatto che combini striking e grappling così bene lo rende unico tra le arti marziali tradizionali. Anche Arlovski ha avuto vita facile grazie al sambo.
Poi te l'ho detto, per me judo + thai oppure sambo e sei a posto. 😉
Indubbiamente dopo i primi ufc i Gracie sono stati ridimensionati. Agli inizi sembrava che ci fosse solo il bjj, ma quando gli altri hanno capito come funzionava si è ristabilito un certo equilibrio, perché si sono adeguati nella loro preparazione a terra. Però il bjj è sempre lì, presente. Sono molti quelli che per la lotta a terra preferiscono specializzarsi in quello piuttosto che nel judo, o nel sambo.
Io, invece, vedo molto forti i combattenti americani che hanno trascorsi di greco romana. Basta pensare a Couture, a terra sono dei muli, bravissimi, e quando si scontrano con chi fa bjj sono ad armi pari e spesso hanno la meglio.
Devo dire la verità, però, da un paio d'anni a questa parte i match dell'ufc mi annoiano da morire e non lo guardo nemmeno più. Giusto se c'è qualcuno che mi piace, come Mir o ST-Pierre, se no evito. Troppo studio, troppa fuffa, troppo poco contatto. Adesso per dargli una scossa hanno fatto entrare campioni di Strikeforce come Overeem e Dan Henderson. Quest'ultimo contro Shogun Rua ha fatto un incontro spaziale, tirato dall'inizio alla fine, vincendo alla grande e guarda caso Rua è cintura nera di bjj e Henderson è stato campione di greco romana.
[video] http://www.youtube.com/watch?v=NX5KoKDa9xw [/video]
Il match intero non mi riesce di trovarlo, comunque era l'ufc 139.
So che i boss dell'ufc hanno chiesto a Teddy Riner di fare degli incontri, ma gli ha dato picche.
Avesse detto di si avrebbero dovuto attrezzare delle reti sopra la gabbia per impedirgli di lanciare l'avversario negli spalti. 😀
Comunque quello che ha detto Steel qualche pagina fa è verissimo: bisogna sapere incassare. Guantini o no, in questi incontri si menano come fabbri e pigliano colpi in faccia o nei fianchi che meterebbero KO un cavallo. A volte prendono calci e ginocchiate sulle cosce per cinque minuti e ciò nonostante stanno sempre in piedi, quando una persona normale andrebbe subito giù. Perciò massimo rispetto, sono forti davvero.
bellissimi video! è anche vero che in strada tra colpi proibiti (inguine,cervelletto,trachea), assenza di paradenti(che oltre a proteggere i denti aiuta ad evitare la lussazione della mandibola veramente dolorosa) e aiuti esterni (pareti,sassi,bottiglie,compari) le cose si fanno decisamente più letali e rapide (la durata media di un'aggressione da "strada" è di circa 20 secondi). comunque veramente bellissimi video, thanks!





