Certi giorni odio lo squat

di Matthieu Hertilus

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Matthieu Hertilus è un studente dottorando al Rutgers Student studying health communication. Si è allenato in moltissime palestre e ha lavorato con una grande varietà di atleti. Potete contattarlo via mail all'indirizzo mhertilus@gmail.com oppure sul suo sito internet solidstrength.org.

8 commenti
andrea dice:

La prima domanda che mi viene leggendo questo articolo è: ma gli americani parlano così anche nella vita colloquiale? Vivono costantemente in un film di John Wayne? La cosa bella degli articoli scritti dalla Crew è proprio la pacatezza con cui vengono affrontate le cose. Un sano atteggiamento del tipo: noi stiamo provando questo e ci piace. Che è poi l’atteggiamento giusto di chi si rivolge a chi è adulto e si allena comunque da anni. O lo stesso IronPaolo che non si pone mai come un conoscitore di risposte, quanto come uno stimolatore di domande. Invece questo tipo di allenatori ha sempre la risposta! Incredibile! Roba da chiedergli cosa c’è dopo la morte…
Chiedo scusa per la polemicuccia sterile, volevo solo dire la mia riguardo certi atteggiamenti che non mancano certo anche ad alcuni coach italiani.

EoS dice:

Ho provato il GVT assieme ad un amico l’inverno scorso…lui dopo un paio di volte caricava 60 e passa kg..ma lo faceva in modo tristissimo, a volte solo una leggera flessione delle gambe. Io volevo fare le cose per bene e dopo un mese avevo buona confidenza con 50 kg con il culo a “toccar terra” 🙂
Qui l’aurore dice che sarebbe da pazzi amare lo squat perchè ti distrugge…e allora mi ritrovo ad essere un pazzo perchè è proprio quando mi distrugge che mi sento bene!!!!! 🙂

EnricoPL dice:

ahaha a me lo squat piace, non vedo l’ora che venga il martedi per farlo…

cmq andre ha ragione: molti autori USA scrivono con questo tono, ma di solito è la traduzione italiana (per altro ottima) che da quest’effetto.

ps. un saluto a tutta la crew.

zalex5 dice:

n.d.t. 😀 effettivamente a volte sono molto indeciso se tradurre letteralmente o “smorzare i toni” … però alla fine cerco sempre di rimanere più aderente possibile al testo per evitare di “snaturare” le sfumature che voleva imprimere l’autore e rispettare il più possibile il suo lavoro (ovviamente non sempre ci riesco 😀 ).
Purtroppo a volte le “immagini” che crea l’inglese americano sono difficili da rendere nella nostra lingua perché si legano a doppio filo con la loro cultura dello sport (soprattutto per autori che, come questo, scrivono in modo colloquiale e si rivolgono a un target ben preciso 🙂 ).

Detto questo … anche a me lo squat piace … ma la prima volta che ho letto il titolo dell’articolo ho sorriso pensando ai momenti in cui davvero stai male al solo pensiero di rimetterti sotto la barra 😀

canotta dice:

Io faccio solo zercher squat, non avendo un rack, ma devo dire che mi piace parecchio, deve essere una particolarità di noi rawers, se non si sputa sangue non va bene!!!

Kryos dice:

E’ proprio vero lo squat o lo ami o lo odi niente vie di mezzo!
Personalmente mi piace un sacco la sensazione di venire schiacciato dal bilanciere per poi rialzarsi e riemergere dall’inferno!
La routine dell’8×8 poi è una vera manna dal cielo per autodistruggersi…grandissima!
Sono pazzo lo so

aikitattoo dice:

Non è un caso se molti autori degni di nota chiamano lo Squat “il re degli esercizi”;senza di esso (o lo stacco da terra) l’atleta natural perde grandi benefici per quanto riguarda la massa e la forza.

chri79 chri79 dice:

lo squat è una figata!!!!!senza di esso e senza lo stacco non vai da nessuna parte

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