Passare dal Powerlifting ad uno sport da combattimento

di Jude Hackett

jhackett
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Jude Hackett è cofondatore dell'Auburn Power Club a Auburn, Alabama. E' un powerlifter e un combattente amatoriale MMA. Ha gareggiato nella APF. Vive a Auburn, Alabama ed è fiero di essere un padre e un marito.

13 commenti
Mastef Mastef dice:

Molto molto, molto molto interessante..

Visione dice:

Allora se devo essere sincero l’articolo non mi è piaciuto , però nel testo c’è una grande verità, anche se l’autore non la dice in modo esplicito. Anche perchè secondo me si allena in modo veramente non ottimale.
La verità però è questa:
Il mondo dei sovraccarichi ha sempre avuto due punti di riferimento
1 il bodybuilding
2 gli sport del ferro (weightlifitng e powerlifting)
Ora tutti quelli che non vengono da questi sport hanno sempre avuto un approccio alla preparazione con sovraccarichi molto più simile al punto 1.
Concetti come: tempo sotto tensione e accumulo di fatica, velocità dell’alzata, cedimento tecnico, ecc sono degli sconosciuti.
I pesi si usano per fare fatica, poi atleti geneticamente modificati ottengono, anche senza tecnica e programmazione, ottimi risultati.
Una persona normale invece non fa mai il salto di qualità , perchè le sue serie sono sempre rivolte verso un cedimento metabolico o neurale, rispetta al reclutamento muscolare temporale.
Alla fine uno si stanca di più e ottiene meno. Attenzione non è che non ottiene, perchè a farsi il culo si ottiene sempre , come dice Paolo è meglio un programma schifoso seguito con costanza e dedizione che il miglior programma del mondo fatto con superficialità.
Perchè il nocciolo della questione è tutta qua OTTIMIZZARE I RISULTATI.
Ora è impossibile ottimizzare se non si prendono come riferimento gli sport che sfruttano l’attrezzo.
Arcelli ha portato la preparazione sportiva nel calcio prendendola dall’atletica leggera.
Bisogna iniziare a portare la preparazione con sovraccarichi prendendola dagli sport del ferro.
Poi io sono il primo che dice che uno che combatte non si deve allenare come un powerlifters, ci mancherebbe altro.
Ma se dedica un’ora alla settimana alla panca, è meglio che lo faccia con tecnica e programmazione presa dal PL. a parità d’energie e tempo otterrà sicuramente di più. In una parola OTTIMIZZA I RISULTATI

devid83 dice:

sempre tenendo in mente l’articolo di ado scritto poco tempo fa e integrandolo con le arti marziali che ne dite di questo programma.

lun:Sambo

mar: stacco e panca max7550.
Complem. trazioni e jerk.

mer: sambo

giov: squat e abs max5075. Complem. croci e bicipiti.

ven riposo

sab: stacco e dip max7550. Complem: trazioni e jerk.

dom: corsa 40′- 45′

pensate sia fattibile o è una castroneria?

Ermenegildo Ermenegildo dice:

forse dovresti aggiungere un altra seduta di allenamento di Sambo, in fondo rappresenta nel tuo schema solo un terzo dell’ allenamento

devid83 dice:

eh la terza seduta la volevo fare di striking, boxe o kick boxing il problema e che dovrei sacrificare il giorno di riposo o di corsa e sono un po restio

michelino michelino dice:

potresti correre mezzora la mattina prima di lavorare 2/3 volte a settimana e fare allenamento tecnico il venerdì… ma fai sambo con i guantini e i colpi (non mi ricordo il nome) o il sambo quello solo prese?

adogruzzaq dice:

Devid, l’ultimissima cosa da sacrificare è l’allenamento specifico.
Il resto, tutto il resto, non conta.

Mi trovo molto in linea con il commento di Visione

canotta dice:

Da expugile… se vuoi imparare a combattere l’unica cosa che devi fare è combattere. Assolutamente d’accordo con Ado

devid83 dice:

va bè ragazzi a 27 anni mica devo fare incontri da proffessionista.. è troppo tardi! qualcosa da dilettante o a livello amatoriale invece si quindi non penso che dovrei andare oltre quell’allenamento, gli incontri servono come la manna perchè ti danno esperienza.

facciamo sambo classico (coi guantini e kombat sambo) poi siamo un gruppo di appasionati al sabato stavamo pensando di fare free fight adesso vediamo…

bubugaz bubugaz dice:

A mio parere per essere uno che è partito completamente a digiuno di sport da combattimento il tempo che dedica all’ allenamento specifico di MMA (che lui chiama mma ma in realtà sono tre arti marziali ben distinte) è decisamente poco rispetto alla mole che dedica allo sviluppo (o mantenimento nel suo caso) della forza e al conditioning. Sicuramente fondamentali nella preparazione ma pur sempre complementari nella preparazione di un fighter.

Dimitry Dimitry dice:

Tutto sta a programmamare per bene, un elemento che ha fatto sempre poco potenziamento ottiene subito miglioramenti di velocità e rapidità. In questo caso potrebbe sostenere il tutto facendo una microcilo tipo alzate+sport-specifico tipo e ripetendolo per un tempo più o meno lungo.

Per fare il salto di qualità poi dovrebbe separare, ed ancor più se vuole fare forza con schemi a cedimento. Esistono, sono validi, ma scavando così tanto nelle riserve dell’organismo, ci si deve dedicare in modo esclusivo, Gli effetti poi, proprio grazie all’altissima intensità, di cui il cedimento è un aspetto, si manterrano senza problemi ed anzi si arriverà al picco di forza assoluta ed esplosiva, quando si è lasciato il cedimento da tempo e ridotti i volumi delle alzate a favore dell’addestramento tecnico.

In questo modo il lavoro sport-specifico, si potrà innestare sui picchi delle qualità di forza.

rambler1985 dice:

l’articolo non mi è dispiaciuto tranne che nel finale.
l’autore ha speso fiumi di parole per dire che bisogna massimizzare il poco tempo a disposizione per via del lavoro, della famiglia, etc.. . tu che leggi non puoi che essere d’accordo. poi quando fa l’esempio della sua scheda di allenamento divide la sessione in mattina e pomeriggio manco avesse un contratto multimilionario con la ufc

mah sti americani….

jackoilrain dice:

CIao a tutti,sono nuovo,e volevo chiedere a Visione:
cosa intendi per salto di qualità?
Vedo molta gente che allenandosi col bodybuilding separa in periodi diversi massa,forza e capillarizzazione, e infine affrontano un periodo di dimagrimento per la definizione.
FInito ciò,ripiombano rapidamente in uno stato fisico di apparente morbidezza,acquosità,ecc.
Anche la forza mi pare tenda a svanire in tempi brevi,mentre atleti di arti marziali,meno voluminosi musoclarmente,rimangono più al lungo in buona forma,anche mangiando smodatamente.
Mi pare, da profano, di intuire che i benefici dello sport,in generale,siano invece il connubio di tutti questi elementi (forza,massa,definizione,potenza) ma, mi rimane un dubbio sul tuo concetto di salto di qualità. Forse è riferito, oltre che alle prestazioni, anche alla qualità muscolare e tendinea generale? Vedo atleti dell’UFC che pur allenandosi con ritmi massacranti rimangono “grassi” o con notevole ritenzioen idrica: questo mi lascia perplesso in merito sia agli istruttori che suggeriscono certi tipi di allenamento, sia verso gli atleti che forse potrebbero usare anche aiuti steroidei per le preparazioni. La scheda di cui sopra e le motivazioni mi lasciano perplesso. Io credo che le persone qui presenti non campino per andar esull’ottagono, ma sono comunqeu desiderosi di un miglioramento estetico e prestazionale, con beneficio della salute e del fisico in generale ma,senz questo famoso salto di qualità (ammesso che sia possibiel per chiunque)mi chiedo se spendere tante energie abbia senso.
Grazie 🙂

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