Metodo intuitivo organizzato

di Nino Scilipoti

NinoScilipoti
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Appassionato di allenamento "raw" con i pesi da più di 10 anni, Nino Scilipoti è un istruttore di bodybuilding di 2° livello CSNF. Possiede una palestra chiamata “LightWeight” dove, oltre ai clienti di medio livello che desiderano soltanto un miglioramento della composizione corporea, del livello di forza generale e dello stato di salute, sono presenti 5 agonisti di powerlifting natural (tra i quali un detentore di record europeo WDFPF nello stacco da terra nella categoria T2) e tanti altri futuri agonisti. Potete seguire le attività di Nino sulla pagina Facebook di LightWeight

2 commenti
LucaF LucaF dice:

Ciao. Il metodo MAV3 +5×5 o MAV5 + 3×3 di Ado Gruzza se applicati come si deve dovrebbero adattarsi alla condizione fisica momentanea di un atleta (amatoriale).
Il MAV3 è abbastanza in linea anche con la tabella di Prilepin, ad eccezione forse del finale (5×5 con 85% dell’ultimo MAV3).
Utilizzando il metodo MAV3 nello stacco è facile “imbrogliare” e forzare magari la serie finale (per poi pagare dazio sul 5×5), ma applicato nello squat o nella panca senza l’aiuto dello spotter l’atleta è quasi obbligato ad utilizzare carichi adeguati se non vuole restare sotto il bilancere.
Cosa ne pensate?

zalex5 dice:

Esistono molti metodi basati sull’autoregolazione … lo stesso Wendler deve il suo successo ad un’idea simile.
Non tutti comunque rispettano alla lettera la tabella di Prilepin che è un ottimo punto di riferimento da cui partire, ma spesso non viene rispettata dalle programmazioni più avanzate che sono disegnate maggiormente sull’atleta e prendono in considerazione molte più variabili.
Non mi stupisco quindi che il MAV sia più o meno in linea, ma non completamente all’interno dei parametri della tabella.

Per quanto riguarda le considerazioni fatte sulla possibilità di “imbrogliare” su alcuni esercizi, il problema secondo me è sempre di tipo tecnico. L’attenzione dell’atleta dovrebbe essere sempre focalizzata sul rispetto dei vincoli tecnici di quello che sta facendo … solo così infatti percentuali, serie e ripetizioni hanno un senso e gli allenamenti possono davvero essere confrontati tra loro evidenziando miglioramenti reali.
Il MAV è stato concepito per essere eseguito rispettando la tecnica corretta, quindi se “imbrogliare” significa “utilizzare qualche compenso per chiudere alzate che altrimenti non si riuscirebbe a completare”, allora chiaramente l’intera programmazione perde una parte importante della logica su cui è fondata.

Tra l’altro in realtà anche nella panca è possibile “barare”, rimbalzando, o cambiare i vincoli e quindi l’intensità (eseguendo o meno il fermo). Lo stesso vale per lo squat se si varia la profondità dell’alzata.
Nello stacco semplicemente i vincoli tecnici vengono interpretati in modo più elastico (quando invece non si dovrebbe).
Se ogni alzata è condotta rispettando i vincoli che ci siamo imposti, tutto funziona (indipendentemente da quali siano questi vincoli) … se i vincoli cambiano a seconda della giornata, tutto diventa casuale (è come se cambiassimo le percentuali a seconda di come ci gira dato che alla fine stiamo intervenendo sull’intensità dell’allenamento/esercizio)

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