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Problemi al rachide
Ciao a tutti,
il mio problema è cha al posto del rachide ho un pezzetto di marmo e vorrei provare a sbloccarlo in qualunque modo.
Cosa mi consigliate?
Grazie
ciao Alberto, tanta calma innanzitutto 🙂
il problema della mobilità del rachide, per come la vedo è innanzitutto legato al miglioramento della percezione del medesimo.
Quindi già pallina da tennis a go-go, è un primo, ottimo warm-up.
Secondo, la mobilità è diversa nelle varie sezioni, ma tutto è molto connesso. Il problema, allungando, è di non andare a allungare ulteriormente parti già mobili, lasciando inchiodate le altre. L'uso degli spessori è molto utile. Tutta roba da sdraiati, intendo. Piano piano.
Metti qualcosa di spesso 5 cm in una sezione, e poi ti ci abbandoni. Poi sposti.
Idem sdraiato prono, con spessori più importanti in tutta la zona dei visceri. Una piccola palla va benissimo.
Poi quadrupedia prona, schiena del gatto a braccia tese. Poi sui gomiti.
Sempre in quadrupedia, basta muovere la testa che coinvolgi perlomeno tutte le dorsali.
Anche in accosciata profonda, come gli indiani, piedi interamente a terra e ass-to-the-grass. Ginocchia sotto le ascelle. Muovi la testa e vedi che allungamenti. Occhio, vacci pianissimo.
E poi supergay per i glutei nella zona sacrale, che ci serve per l'incastro. Guarda come è innervato il gluteo medio : la scossa viene da sopra la cresta iliaca. Se dai corrente lì attorno (e ciclicamente rilassi) ..è tanta roba. Anche da seduti su uno sgabello basso si può fare, o in quad-prona (supergay, appunto).
Ultimo livello, per me almeno, è l'uso delle aste-ringhiere.. appoggi in genere.
Tipo, ho una sbarra a 1,20 m di altezza, mi ci appoggio piano con le dorsali e mi inarco indietro, spostandomi e caricando poco per volta.
Si può fare anche sul lato pancia, se hai stomaco e visceri vuoti.
Tutto con molta calma e progressività, non serve esagerare, anzi. Il punto è ricordare che il sistema nervoso deve avere il tempo di adattarsi a sentire cose nuove, e posture per lui ignote. È questo il primo fattore limitante. IMHO.
Quindi, soprattutto nei primi periodi, anche periodi di sollecitazioni frequenti, poco intense e di breve durata (5-10 min, due volte al giorno) possono essere interessanti.
Poi cominci a fare dei "viaggi" più lunghi, e lì bisogna stare cauti.
In ogni caso: più percezione=più mobilità.
Dopo il tema diventa un altro. Che è la roba su cui sto lavorando adesso.
Moooolto più interessante.
Perchè tu raggiungi una certa mobilità "lenta". Faccio la spaccata ma ci arrivo in un quarto d'ora.
A noi in lordosi serve arrivare in una frazione di secondo.
E lì c'è da fare il lavoro a vuoto, lo SNAP.
Lo snap lo fai a tempo fisso, e modificando il ROM.
Prima curi solo gli ultimi 10 cm. Parlo dell'incastro. Già stai con le mani 10 cm sotto la posizione di arrivo. raddrizzi, batti i tacchi e culofuori. Snap!
E lì ci stai un bel botto di tempo e di rep, in modo da esplorare bene l'arrivo. A vuoto, neh?
Poi cominci a prenderla un po' più lunga.
Dalla parte di là in vece curi gli ultimi 10 cm in rack-max cifosi generale. entrata e statica.
Poi si mette assieme la frustata, snap-snap, unendo le due posture che ormai conosco bene.
Questo lavoro è talmente leggero che lo puoi fare quando hai 5 minuti di tempo.
Io per il problema alla spalla lo sto facendo con uno straccio in mano (per tenere le mani vicine) e lo faccio scorrere lungo uno stipite.
Il mio ragionamentino idiota è: ci hanno sempre detto che peso e velocità possono spesso essere considerati in qualche modo equivalenti. A me interessa il contrario: faccio velocità e preparo la strada al peso. 🙂 poi magari sono cagate.. ma intanto mi diverto.
Marco sei troppo saggio per me 🙂
Inizierò a usare la pallina e a fare il gatto gay.
Spero di vederti presto così da scambiare due parole 😀
Grazie
Grande Alberto! quando vuoi, magari programmiamo un allenamento assieme 🙂


