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MMA: Anatomia delle sottomissioni

MMA: Anatomia delle sottomissioni

Introduzione

In questo articolo analizzeremo alcune delle più diffuse ed efficaci tecniche di sottomissione con l'obiettivo di:

  1. Capire meglio la biomeccanica di ogni tecnica
  2. Evidenziare l'obiettivo di ogni sottomissione e il danno che può provocare quando è portata all'estremo

Soffocamenti e strangolamenti

Soffocamento: avviene quando la pressione viene applicata sulla trachea (via respiratoria) per fermare l'afflusso d'aria ai polmoni.
Per attuare il soffocamento, l'attaccante usa un braccio per applicare la pressione direttamente sulla trachea della vittima nel tentativo di bloccare la via respiratoria. Nella parte dei casi l'attaccante userà l'altra mano per inclinare in avanti la testa dell'avversario in modo da favorire la chiusura della via respiratoria. Una volta chiusa, l'ossigeno smette di affluire ai polmoni e questo causa lo svenimento della vittima dovuto alla mancanza di ossigenazione al cervello.


Immagine da www.umn.edu

Rear naked choke



Immagini da www.susumug.com

Nella foto a sinistra, l'attaccante ha il braccio sinistro fermamente ancorato sotto il mento della vittima e posizionato in modo che il gomito sia in linea con il mento dell'avversario. Una volta iniziata la presa di soffocamento da dietro, l'attaccante spinge con la mano destra la testa della vittima in avanti, mentre con la sinistra fa leva sul bicipite destro in modo da stringere ancora di più il braccio sinistro sulla gola dell'avversario (in questa posizione i muscoli del braccio sinistro dell'attaccante sono contratti).
Nella foto a destra, come potete notare, la stessa presa è eseguita usando il braccio opposto. Quando la tecnica di soffocamento da dietro (rear naked choke) viene affondata in modo corretto è quasi impossibile riuscire a liberarsi.

Strangolamento: avviene quando la pressione viene applicata ad entrambe le arterie carotidee interrompendo o rendendo insufficiente l'afflusso di sangue al cervello (le arterie carotidee si occupano di trasportare il sangue ossigenato dal cuore al cervello).
Lo strangolamento causa lo svenimento della vittima per mancanza del flusso di sangue/ossigeno al cervello. Il fattore chiave per eseguire lo strangolamento è legato all'allineamento corretto che bisogna assumere per mantenere la pressione su "entrambe" le arterie carotidee.


Immagine da www.wikipedia.org

Cross arm choke / arm triangle choke



Immagini da www.susumug.com

Anche se spesso viene chiamato "cross arm choke" (soffocamento incrociato) o "arm triangle choke" (soffocamento a triangolo), quando viene eseguita correttamente è in realtà una tecnica di strangolamento.
Nella foto a sinistra, l'attaccante usa la testa per far si che la spalla sinistra della vittima eserciti una pressione contro la parte sinistra del collo (in modo da bloccare l'afflusso di sangue attraverso l'arteria carotidea sinistra). Allo stesso tempo preme il proprio bicipite sinistro sulla parte destra del collo dell'avversario (in modo da bloccare contemporaneamente anche l'afflusso di sangue attraverso l'arteria carotidea destra).
Anche nella foto a destra la testa è utilizzata per spingere la spalla sinistra della vittima contro la parte sinistra del collo (in modo da bloccare l'afflusso di sangue attraverso l'arteria carotidea sinistra), diversamente da quanto visto sopra però, in questo caso l'attaccante usa la parte superiore del suo avambraccio insieme alla zona bassa del bicipite per applicare la pressione sul lato destro del collo dell'avversario (in modo da bloccare l'afflusso di sangue attraverso l'arteria carotidea destra).
Il fattore chiave per la riuscita di un cross arm choke/arm triangle choke è l'allineamento da ricercare applicando la pressione su entrambe le arterie carotidee, per ottenere un risultato efficace la pressione dovrebbe essere applicata in direzione perpendicolare alla parete laterale del collo.
Un errore comune nell'esecuzione di questa tecnica di soffocamento/strangolamento è proprio dovuto alla pressione esercitata sul collo che spesso non risulta efficacie nel chiudere entrambe le arterie carotidee.

Soffocamento/Strangolamento: si tratta di una tecnica che combina l'interruzione/limitazione dell'afflusso di sangue al cervello con la chiusura della via respiratoria mediante inclinazione della testa e pressione sulla trachea.

Triangle choke



Immagini da www.susumug.com

Nella foto a sinistra, l'attaccante utilizza il suo interno coscia sinistro per applicare una pressione sulla parte destra del collo della vittima (riducendo o interrompendo l'afflusso di sangue attraverso l'arteria carotidea destra dell'avversario). Contemporaneamente l'attaccante usa il suo interno coscia destro per spingere la spalla/la parte superiore del braccio sinistro della vittima contro la parte sinistra del collo (riducendo o interrompendo l'afflusso di sangue attraverso l'arteria carotidea sinistra dell'avversario).
Anche in questo caso la pressione sulle arterie carotidee è sufficiente per rendere la vittima incosciente.
Nella foto a destra la pressione esercitata sulle arterie carotidee della vittima è sufficiente solo a ridurre l'afflusso di sangue al cervello (non basta ad interromperlo totalmente). Questo è quello che succede con la maggior parte dei triangle chokes e quando ci troviamo in questa condizione l'attaccante deve spingere la testa dell'avversario in avanti per chiudere anche la sua via respiratoria. Quest'azione unitamente alla riduzione di afflusso di sangue al cervello è sufficiente per rendere incosciente la vittima.

Sottomissioni articolari

Quasi tutte le sottomissioni articolari possono essere ricondotte a queste due categorie:

  1. Circonduzione articolare: avviene quando un'articolazione (spalla o ginocchio) è ruotata oltre il suo naturale range di movimento.
  2. Iperestensione articolare: avviene quando un'articolazione (gomito o ginocchio), che ha come movimento primario una flessione o un'estensione, è estesa oltre il suo naturale range di movimento.

Questa è solo una visione d'insieme delle lesioni relative ad ogni sottomissione articolare, dato che in realtà variano da un'esecuzione all'altra in dipendenza dei seguenti fattori:

  1. Quanto impiega l'avversario arrendersi dichiarando la sottomissione.
  2. Quanto impiega l'attaccante a smettere di esercitare la forza.
  3. Quanta forza esercita l'attaccante.
  4. L'allineamento delle articolazioni nel momento in cui l'attaccante esercita la forza.
  5. La mobilità della articolazioni della vittima.
  6. Infortuni pregressi.

I danni che possono risultare da questo tipo di sottomissioni includono:

  1. Fratture o scheggiature ossee.
  2. Strappi muscolari.
  3. Rottura dei legamenti.
  4. Rottura delle cartilagini.
  5. Lesioni vascolari.
  6. Lesioni neuronali.
  7. Sublussazioni (parziale dislocazione dell'articolazione che ritorna in sede da sola)
  8. Dislocazione (l'articolazione viene completamente separata)

Sottomissioni della spalla

L'articolazione della spalla è del tipo "palla e tasca", dove la testa dell'omero (palla) è grande più del doppio della cavità glenoidea (tasca). Questa natura dell'articolazione permette alla spalla di eseguire una varietà di movimenti maggiore rispetto ad ogni altra articolazione del corpo umano. Sfortunatamente la stessa caratteristica che consente questa grande varietà di movimenti compromette anche la stabilità dell'articolazione.
L'articolazione della spalla è tenuta insieme da una capsula di legamenti che mantengono la testa dell'omero ancorata alla cavità glenoidale e da un gruppo di quattro muscoli (chiamata cuffia dei rotatori) che circonda la testa dell'omero tenendola legata alla scapola.

La cuffia dei rotatori è costituita da:

  1. Piccolo rotondo
  2. Sottospinato (o infraspinato)
  3. Sovraspinato
  4. Sottoscapolare
MUSCOLO ORIGINE DEL MUSCOLO INSERZIONE DEL MUSCOLO MOVIMENTO IN ISOLAMENTO
Piccolo rotondo Metà superiore del margine ascellare (laterale) della scapola (fossa infraspinata) Faccetta inferiore della grande tuberosità omerale Rotazione esterna
Sottospinato Fossa infraspinata; fascia infraspinata; spina della scapola Faccetta media della grande tuberosità omerale Rotazione esterna
Sovraspinato 2/3 mediali della fossa sovraspinata e dalla fascia omonima della scapola Faccetta superiore della grande tuberosità omerale Abduzione
Sottoscapolare Dal fondo della fossa sottoscapolare Piccola tuberosità dell'omero Rotazione interna




Immagini da www.musom.marshall.edu

Americana

Kimura


Immagini da www.susumug.com

La foto sulla sinistra rappresenta un'esemplare "Americana" in cui l'omero è abdotto a circa 90 gradi, con un'inclinazione di circa 90 gradi a livello dell'articolazione del gomito. In questo caso l'attaccante ruota esternamente l'omero assicurandosi che quest'ultimo ruoti nella tasca senza eseguire nessun altro tipo di movimento (abduzione, adduzione, flessione o estensione orizzontale). Se la vittima non si arrende in tempo l'estrema extrarotazione forzata nell'articolazione della spalla può sortire i seguenti effetti:

  1. Rottura della capsula dell'articolazione
  2. Danneggiamento/rottura del labbro glenoideo
  3. Possibile rottura di parte della cuffia dei rotatori (sottoscapolare)
  4. Possibile sublussazione o dislocazione della spalla

La foto sulla destra rappresenta un'esecuzione perfetta di "Kimura" in cui l'omero è abdotto a circa 90 gradi con un'inclinazione di circa 90 gradi a livello dell'articolazione del gomito.
In questo caso l'attaccante ruota internamente l'omero assicurandosi che quest'ultimo ruoti nella tasca senza eseguire nessun altro tipo di movimento (abduzione, adduzione, flessione o estensione orizzontale). Se la vittima non si arrende in tempo l'estrema intrarotazione forzata nell'articolazione della spalla può sortire i seguenti effetti:

  1. Rottura della capsula dell'articolazione
  2. Danneggiamento/rottura del labbro glenoideo
  3. Possibile rottura di parte della cuffia dei rotatori (sottospinato, piccolo rotondo e sovraspinato)
  4. Possibile sublussazione o dislocazione della spalla

Sottomissioni del gomito

Il gomito è un'articolazione molto stabile grazie al disegno delle superfici ossee e alla capsula di legamenti che circondano l'articolazione.


Immagine da www.wikipedia.org


Immagine da www.stjohns.com

L'obiettivo delle sottomissioni del gomito è quello di iperestendere l'articolazione fino a causarne la dislocazione.

Straight arm bar

Straight arm bar invertito


Immagini da www.susumug.com

Nella figura a sinistra l'attaccante sta eseguendo un esemplare arm bar. L'attaccante ha entrambe le gambe intorno alla vittima (con una gamba sopra la testa dell'avversario per ridurre al minimo le possibilità di fuga) con le caviglie incrociate. In questa posizione l'attaccante può tirare saldamente verso se la sua vittima allo stesso tempo immobilizzandola. L'attaccante usa la sua zona inguinale/la parte alta del suo interno coscia come fulcro: assicurandosi che l'area del tricipite dalla vittima sia fermamente a contatto con il fulcro, solleva la sua zona pelvica tirando allo stesso tempo verso il basso il polso. Se la vittima non si arrende in tempo il gomito verrà iperesteso e, nel peggiore scenario, subirà una dislocazione.
Nell'immagine di destra, l'attaccante non ha le gambe fermamente avvolte intorno al suo avversario (questo fornisce alla vittima buone possibilità per sventare il tentativo di sottomissione). Fortunatamente l'attaccante ha tirato il braccio della sua vittima abbastanza in alto rispetto alla sua regione inguinale da far si che il tricipite dell'avversario sia allineato con il fulcro creato sulla sua zona inguinale/la parte alta del suo interno coscia. Ora all'attaccante non resta che spingere il fulcro contro la regione del tricipite dell'avversario tirando contemporaneamente il polso della vittima verso il suo petto. Anche in questo caso, se la vittima non si arrende in tempo il gomito verrà iperesteso e, nel peggiore scenario, subirà una dislocazione.

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Commenti

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  1. UnoQualunque ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Che C……zo di articolo è questo?
    Un corso casalingo per corrispondenza di come soffocare qualche malcapitato ?

    è un arma a doppio taglio un articolo come questo .

    Non mi piace! è assurdo pubblicare uno scritto simile,....... certi argomenti sono ad uso e consumo esclusivo per chi frequenta palestre di un certo ambiente, e non dovrebbero essere divulgate con tanta facilità.

    Pena il rischio di fomentare l'idiozia di tanti ragazzini che frequentano internet e magari solo per gioco sperimentano ciò che vanno a leggere .
    Pessimo articolo .

  2. Ghostdog ha scritto:
    28 febbraio 2011

    non sono d'accordo, la conoscenza è conoscenza, è visto il taglio dell'articolo , improntato ad approfondira l'anatomia di alcune tecniche, mi pare un ottimo articolo di conoscenza

    poi se ci si preoccupa dei ragazzini, bhe, uno può farsi male anche con molto meno

    ps: al limite un disclaimer all'inizio dell'articolo ci poteva stare

  3. Ghostdog ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Le sottomissioni articolari possono causare la fine della carriera in concomitanza con lesioni permanenti. Soffocamenti e strangolamenti possono rendere necessaria la rianimazione della vittima che rischia altrimenti la morte. Ricordatevi sempre di trattare le tecniche di sottomissione con il rispetto che meritano.

    senza contare che lo stesso autore è molto equilibrato

  4. tenchi, RTSS ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Più che altro non ne vedo l'utilità nel concetto di raw training,questo articolo avrebbe potuto trovare ampio spazio in un forum o blog di arti marziali o sdc,ma qui lo vedo un po' fuori luogo.Diverso è quando si parla di preparazione per combattenti o prevenzioni infortuni.Qui invece si analizza delle tecniche e nemmeno cosi' semplici per chi non pratica,e poco interessanti per chi non è del settore,inserire delle informazioni scientifiche e riferimenti anatomici non vuole dire per forza essere attinenti.In che modo questo articolo potrebbe arricchire un rawer?Non sto dicendo che non sia un bell'articolo,ma solo che è fuori luogo in questo sito,sempre secondo il mio modesto parere.

  5. Ermenegildo ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Sapere come funziona una tecnica può servire a farsi un idea di quali siano gli abbiettivi della preparazione atletica, per esempio quanto sia importante la forza e di conseguenza quanto tempo dedicarci.

  6. UnoQualunque ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Partiamo dal concetto che non si può responsabilizzare il cervello dei lettori, quindi quando si va a pubblicare su internet qualsiasi articolo che può in qualche modo istigare , ed emulare un certo comportamento bisognerebbe tenerne conto .

    La conoscenza è conoscenza ! ma che cazzo vuol dire ? la conoscenza è conoscenza Anche la stupidità è stupidità.

    Da Wikipedia [La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenuti attraverso l'esperienza o l'apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l'introspezione (a priori). La conoscenza è l'autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore un'utilità inferiori. ]

    C'è differenza tra conoscere un concetto e comprenderlo pienamente .
    Chi lo ha compreso, e quindi ne ha la giusta conoscenza, ne conosce le basi tecniche ed operative e lo ha sperimentato sul campo con la dovuta consapevolezza fino a dove ci si può spingere .
    Chi erroneamente convinto di saperlo "perché lo ha letto su internet " cerca scorciatoie illudendosi di avere le basi per poterlo portare in atto [magari sperimentandolo con qualche malcapitato ] senza rendersi conto che potrebbe causare danni seri o irreparabili .

    Pessimo articolo

  7. guerriero ha scritto:
    28 febbraio 2011

    d'accordo con ermenegildo. I frequentatori di RT non sono solo ex palestrati stanchi, sono persone che arrivano dalle discipline più disparate. I lottatori sono tra questi.
    Poi credimi UNoQualunque che prima di causare una lussazione, uno strangolamento o altro devi applicare la tecnica con una certa perfezione. Non basta aver letto un articolo.
    Per inciso senza che ci siano articoli particolarmente dettagliati sullo knife combat, ogni settimana c'è un accoltellato fuori da qualche locale....

  8. Zulf71 ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Francamente certe reazioni le avrei capite 20 o 30 anni fa...

  9. tenchi, RTSS ha scritto:
    28 febbraio 2011

    E' vero guerriero che i lottatori sono tra questi,e io sono uno di loro,ma dimmi a cosa può servirti questo articolo?se sei un lottatore conosci bene queste cose,se non lo sei non impararerai cosi'a farle,dire che questo articolo serve a capire come migliorare l'allenamento di un'atleta nella forza mi pare proprio una castroneria,la forza per un lottatore è fondamentale,ma sapere come funziona uno strangolamento non mi aiuterà ai fini di una preparazione atletica.Queste cose le lascio ai tecnici:-) sul discorso di pericolosità dell'articolo non credo affatto che sia pericoloso per qualcuno,solo lo avrei visto meglio in un altro contesto.

  10. Ermenegildo ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Perchè sapere come funziona uno strangolamento non dovrebbe servire a capire come impostare una preparazione atletica?

    Come fai a capire quanta forza serve a un lottatore se non sei un lottatore
    (come la maggior parte dei tecnici specializati nella preparazione della forza) e se non hai idea di cosa il lottatore deve fare.

    Come fai a sapere se c'è qualche muscolo o catena muscolare che conviene allenare con maggiore attenzione?

    Come fai a stabilire se conviene allenare la forza massimale, la velocità di sviluppo della forza, la forza resistente(e di che tipo) o la forza isometrica.
    Andare a sensazione significa spesso fare le cose benino ma non ottimizare il risultato nel tempo che si ha a disposizione.

  11. Osservatore Neutrale, RTSMC ha scritto:
    28 febbraio 2011

    RawTraining è un progetto che ha il grande pregio di riuscire a creare una unione di intenti tra persone provenienti dai più disparati contesti. Al di là dell'opinione personale in merito all'articolo penso che proporre uno scritto del genere non sia affatto fuori luogo, in qualche modo è stato proposto un piccolo assaggio di alcune tecniche utilizzate nelle MMA.
    Paradossalmente un articolo simile potrebbe essere più interessante da leggere per una persona estranea al mondo degli sport da combattimento e delle arti marziali che non per un praticante. Esistono sempre dei pregiudizi legati alla ignoranza in merito a questioni estranee al proprio ambito di competenza e avere un piccolo scorcio di un mondo differente può aiutare ad allargare la visione di insieme. Questa è la mia personalissima opinione.

  12. Massimo, RTSS ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Dire che l' articolo è pericoloso è assurdo.. ci vuole tantissima applicazione e soprattutto finalizzazioni chiuse durante il combattimento prima di poter essere in grado di utilizzare queste tecniche in maniera efficace.. a meno che non si voglia strangolare un bambino.. Ovviamente non serve ne a combattenti o preparatori esperti ma può essere utile a iniziare a conoscere la lotta, visto che sono stati presentati diversi articoli sull' allenamento per combattenti e si chiacchera tanto di mma...
    Per molti può essere cmq utile il piccolo ripasso di anatomia in un contesto particolare...
    Senza avere grosse pretese è più sensato di tanti altri

  13. UnoQualunque ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Cito :
    Poi credimi UnoQualunque che prima di causare una lussazione, uno strangolamento o altro devi applicare la tecnica con una certa perfezione. Non basta aver letto un articolo…….
    Di seguito :
    Paradossalmente un articolo simile potrebbe essere più interessante da leggere per una persona estranea al mondo degli sport da combattimento e delle arti marziali che non per un praticante. ……
    A seguire :
    Dire che l' articolo è pericoloso è assurdo.. ci vuole tantissima applicazione e soprattutto finalizzazioni chiuse durante il combattimento prima di poter essere in grado di utilizzare queste tecniche in maniera efficace…..

    Ed è proprio questo il nocciolo della questione , proprio per il fatto che potrebbe essere più interessante per un estraneo all'ambiente, e quindi sprovvisto della giusta conoscenza e perfezione tecnica , che potrebbe essere frainteso ai più.

  14. RednBastard ha scritto:
    28 febbraio 2011

    Pubblichiamo articoli sempre con lo stesso spirito e le stesse intenzioni: offrire spunti.
    In questo momento l'articolo è stato condiviso 86 volte. Altri articoli "più interessanti" sulla carta sono stati condivisi meno. Forse non è vero che ai lettori di RT ha offerto poco. Sicuramente abbiamo pubblicato articoli più vicini al mondo dei pesi.
    Quanto al disclaimer... i ragazzini non leggono il nostro sito, sono sui forum a leggere consigli su come diventare grossi in due settimane.

  15. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    01 marzo 2011

    Sguardo dall'esterno:
    non da estraneo assoluto perchè la ns palestra è popolata all'80% da marzialisti, per cui conosco piuttosto bene l'ambiente, sento spesso confrontarsi su stili, tecniche, pregi e difetti, ho fatto pure 4 corsi di preparazione coi pesi agli istruttori specializzati.

    Detto questo trovo questo articolo assolutamente e totalmente interessante, appunto per chi come me, si occupa di preparazione, per cui uno sguardo dall'interno su quale tipo di qualità occorrano in determinate situazioni tecniche.

    Noto anzi che l'assoluta maggioranza di chi fa arti marziali ad alto livello non ha neanche per i piedi l'idea di fare a botte in discoteca.
    Quelli scarsi, le seghe, sono lì praticamente solo per quello, per sentirsi forti nel caso vengano attaccati da qualche fantomatico nemico venuto dallo spazio.

    Per questo, vista la specificità dell'argomento, mi sembra difficile pensare sia una istigazione alla violenza.

    L'ignoranza totale di certi genitori è un istigazione alla violenza di alcuni ragazzini stupidi come dei badili di merda che passano le nottate picchiarsi inveche che andare a f. Dove c'è cultura puoi anche dare una pistola carica in mano ad un neonato.

    Non so se sono stato chiaro come concetto.

  16. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    01 marzo 2011

    Mi correggo: non è che tutti quelli scarsi sono lì per fare i bulletti: lo 0,01% di quelli scarsi che sono lì per imparare vuole sentirsi karate kid.
    Per lo più vedo gente normale che invece che fare della lat machine vuole fare qualcosa di più divertente e stimolante.

    Poi alla fine tutto quello che fa discutere è interessante come lo è questa discussione lanciata, non senza senso, da Unoqualunque.
    Però riflettendoci mi sento di ribadire il concetto di prima.

  17. hubertus ha scritto:
    01 marzo 2011

    "Paradossalmente un articolo simile potrebbe essere più interessante da leggere per una persona estranea al mondo degli sport da combattimento e delle arti marziali che non per un praticante. Esistono sempre dei pregiudizi legati alla ignoranza in merito a questioni estranee al proprio ambito di competenza e avere un piccolo scorcio di un mondo differente può aiutare ad allargare la visione di insieme. Questa è la mia personalissima opinione."

    Cito le testuali parole di "osservatore neutrale". Io sono estraneo al mondo del combattimento ma seguo il sito di Raw Training sin dagli esordi. Questo articolo è stato illuminante, come del resto gli interventi che ho apprezzato di più come quelli di Ross Enamait, ed in particolare il "luminosissimo capolavoro" sulle alzate olimpiche di Iron Paolo. Grazie per il vostro eccellente lavoro.

  18. viomax ha scritto:
    01 marzo 2011

    Buongiorno a tutti, mi presento perché non ci conosciamo. Mi chiamo Massimiliano ed ho 19 anni di pratica marziale alle spalle. Sono un istruttore di Muay Thai ma negli anni ho praticato anche kick boxing, kali filippino, lotta stile libero, krav maga e da qualche tempo ho preso a studiare brazilian jiu jitsu sotto la supervisione di Mestre Fabricio Nascimento. Sul fronte dei "pesi" sono stato uno dei primi in Italia ad approcciare l'utilizzo dei kettlebells, parliamo del 2006, ed a vedere che cosa potevo trarne per le AM, nel 2008 poi ho conosciuto Oleh Ilika, Mattia Amodio e Andrea Biasci e ho proseguito il percorso con loro. Riguardo all'articolo, da tecnico penso che sia molto interessante e ben fatto, al punto da stamparlo, fotocopiarlo e darne una copia a tutti i miei allievi e ringrazio "Raw Training" per aver fatto chiarezza attraverso di esso su argomenti raramente ben affrontati in stage e seminari, anche di blasonati maestri. Ritenere pericoloso un articolo del genere perché potrebbe innescare il cosiddetto "effetto emulazione" lo trovo un giudizio che lascia il tempo che trova. Non dovremmo più scrivere e discutere di nulla, allora, riguardo ad Arti Marziali ed armi in genere perché, considerato che il mondo è affollato di idioti, ci sarà sempre qualcuno che potrebbe essere invogliato ad utilizzarle a fin di male!?!
    Arti Marziali e armi sono in se "strumenti neutri", che possono dispensare "morte" ma anche "vita" a seconda dell'utilizzo che ne facciamo. Sono, inoltre, strumenti senz'altro pericolosi da maneggiare ed è per questo che quando, come in questo caso, è fatta informazione "seria" su di essi la dobbiamo accogliere come una benedizione. Amen!

  19. Paul ha scritto:
    01 marzo 2011

    Amen! :-)

  20. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    01 marzo 2011

    Hubertus mi incuriosisce dove hai letto un articolo sulle alzate olimpiche del mio amico Paolo?
    Secondo me ti riferisci a "guida agli stacchi".

    Per il resto mi sembrano tutte posizioni di buon senso.

  21. tenchi, RTSS ha scritto:
    01 marzo 2011

    Ripeto sulla pericolosità di questo articolo sono d'accordo con voi,non sussiste.Per il resto non lo ritengo utile ad una preparazione atletica per mma o lotta,semplicemente perchè non imposterò un'allenamento su una sottomissione o uno strangolamento,è ridicolo.In un'ambito open skill come la lotta devo avere un'approggio a 360°per quello che riguarda l'allenamento della forza,il sapere come funziona uno strangolamento o una submission non mi aiuterà sulla preparazione atletica,ma su quella tecnica per modificare eventuali errori di esecuzione.Per intenderci non potenzierò i muscoli del collo per resistere ad un soffocamento(perchè se tirato bene non c'è possibilità se non contrastandolo con tecnica)se valuterò che i muscoli del collo siano un'anello debole sarà per il fatto che probabilmente non contrasta le prese o non riesce in un ponte sulla nuca.Spero sia chiaro il mio punto di vista.Per il resto l'ho trovato anche io un articolo interessante,ma non ai fini di una preparazione atletica,ma bensi tecnica

  22. Floyd ha scritto:
    01 marzo 2011

    Davvero interessante!
    poter avere una idea di come determinate prese,viste a velocità supersonica in tv,funzionano è curioso.

  23. hubertus ha scritto:
    01 marzo 2011

    Hai ragione, ado, scusa, ho fatto un errore. è proprio la guida agli stacchi che dici tu :-)

  24. UnoQualunque ha scritto:
    01 marzo 2011

    Buongiorno a tutti !
    Se mi permettete rispondo:
    Vado per ordine:
    * In questo momento l'articolo è stato condiviso 86 volte. Altri articoli "più interessanti" sulla carta sono stati condivisi meno.

    Un con concetto è vero o giusto se è condiviso da molti ?
    La mia risposta è No.

    Per quanti riguarda il disclaimer inizio articolo ! sarebbe stato più opportuno scrivercelo .

    Chi ti garantisce l'età dei lettori del sito ? e che !
    come il dice il commento a seguire
    * Dove c'è cultura puoi anche dare una pistola carica in mano ad un neonato.
    ci sia la giusta cultura in merito ?

    Viomax "senza offesa credimi"
    ma con tutti questi anni di pratica marziale e tutti questi titoli in svariate discipline di combattimento;
    Dovevi aspettare proprio questo articolo per fotocopiarlo e darne una copia a tutti i tuoi allievi?

    * Non dovremmo più scrivere e discutere di nulla, allora, riguardo ad Arti Marziali ed Armi in genere
    Eccetera … eccetera …….
    ed è per questo che quando, come in questo caso, è fatta informazione "seria" su di essi la dobbiamo accogliere come una benedizione.

    L'informazione seria si fa in una palestra (seria) o in un poligono di tiro.

    Il mio sarà pure un giudizio che lascia il tempo che trova, ma preferisco restare col mio spirito critico e coerente senza illudermi su certezze verosimili, piuttosto che ricondurre tutto a concetti come vero o falso giusto o sbagliato .

  25. RednBastard ha scritto:
    01 marzo 2011

    @UnoQualuque:
    ** In questo momento l'articolo è stato condiviso 86 volte. Altri articoli "più interessanti" sulla carta sono stati condivisi meno.

    *Un con concetto è vero o giusto se è condiviso da molti ?
    *La mia risposta è No.

    Cosa stai scrivendo? La domanda che ti sei posto e la risposta che ti sei dato cosa c'entrano con la mia affermazione?

    L'articolo è stato condiviso molto di più di altri articoli, punto. Traine tu le tue considerazioni. Io ne deduco che è stato apprezzato, altri film non me ne faccio.

    In questo sito è già presente un disclaimer, altri non servono.

  26. UnoQualunque ha scritto:
    01 marzo 2011

    * Vediamo se riesco a farmi capire meglio,
    scrivendolo in altro modo.
    Il tuo primo intervento dice :
    Pubblichiamo articoli sempre con lo stesso spirito e le stesse intenzioni: offrire spunti.
    In questo momento l'articolo è stato condiviso 86 volte. Altri articoli "più interessanti" sulla carta sono stati condivisi meno. Forse non è vero che ai lettori di RT ha offerto poco.

    Puntualizzare che l'articolo è stato condiviso 86 volte : Non significa forse che è stato approvato appoggiato da 86 utenti ?
    quindi non 2 /3 persone, ma bensì 86 utenti si sono trovati d'accordo appoggiando la vs. opinione.
    Quindi come tu dici apprezzato . Giusto? ( mi auguro di si ) .

    Ora per quanto io possa scrivere in maniera sconclusionata cerco di spiegarmi ( in parole povere) cosa c'èntra la domanda che mi sono fatto e la risposta che mi sono dato con la tua affermazione.

    Che un concetto (un articolo ) o una teoria possa essere approvata da centinaia o migliaia di persone! Non significa che tale concetto, sia corretto o preso per valido e debba per forza essere appoggiato.

    Ti scrivo un esempio molto semplice :
    Nel XVI secolo tutti gli abitanti del pianeta, e non solo, ma anche i più grandi scienziati dell'epoca erano convinti che il globo terrestre fosse piatto, ed al di là della linea dell'orizzonte vi fosse un baratro che faceva sprofondare agli inferi, poi venne un tizio da Pisa un certo Galileo Galilei che disse che la terra era sferica ? Lo rinchiusero in manicomio .

    In parole semplici non devo trovarmi d'accordo perché è stato condiviso da 86 utenti.

  27. viomax ha scritto:
    02 marzo 2011

    Scusa unoqualunque, rispondo solo perché mi hai tirato dentro in maniera poco educata, e ti pongo prima di tutto una domanda: da che cosa deriva tutta questa acredine??? Se sei così carico di bile, invece di continuare ad arrampicarti sugli specchi con argomentazioni ridicole perché non impieghi tutte queste energie nella sana pratica di un arte marziale? Ti giuro che ti farebbe bene! Riguardo ai titoli che avrei millantato ne ho citato uno solo, quello di istruttore di Muay Thai, conquistato col sudore e col sangue tanti anni fa ormai e l'ho fatto non per fare lo sborlone ma per far sapere al gruppo di Raw Training che uno come me, che mangia "pane e cazzotti" da anni, ritiene valido l'articolo in questione e, quindi, supportare la loro decisione di pubblicarlo. Inoltre, non avevo mai partecipato ad una discussione e, pertanto, ho ritenuto buona educazione presentarmi. Affermare poi su un sito di informazione sportiva come questo che: "L'informazione seria si fa in una palestra (seria) o in un poligono di tiro" mi sembra un non senso totale. L'informazione seria va fatta su ogni supporto ed in ogni situazione adeguata e questa mi sembra una di quelle. Ribadisco che ho passato l'articolo ai miei allievi perché spiega con semplicità ed efficacia cose che semplici non sono e questa per me equivale ad informazione seria.

  28. UnoQualunque ha scritto:
    02 marzo 2011

    Ciao Viomax, sono contento che la mia battuta non sia stata fraintesa e tu non ti sia offeso, questo mi fa piacere.

    Avere un punto di vista diverso non significa arrampicarsi su gli specchi .

    Argomentare, discutere e leggere i pareri altrui non ha niente a che vedere con chi si arrampica su gli specchi, non ho bisogno di sviare il mio punto di vista con dei semplici passaggi di logica perché non so confrontarmi.

    Sono rispettoso e ammirevole con chi riesce a farmi capire e vedere cose che io non vedo o non capisco.

    "L'informazione seria si fa in una palestra (seria) o in un poligono di tiro" mi sembra un non senso totale.

    C'è persino chi con internet si fa l'autodiagnosi e il medico fai da te . Personalmente quando ho un problema di salute preferisco rivolgermi ad un medico competente .

    Ci sono persino siti che ti insegnano a maneggiare e costruire esplosivi . Mi permetti di essere incazzato nero con quei dementi che vanno a rendere pubbliche certi informazioni.

    Per quanto riguarda la sana pratica di una arte marziale cercherò di prendere provvedimento e seguire il tuo consiglio . resto un po' dubbioso sul fatto che mi farebbe bene ! comunque ti farò sapere .

    Poni una domanda interessante:
    Il difficile è risponderti . un saluto .

  29. guerriero ha scritto:
    04 marzo 2011

    ....miii che disamina....nemmeno a Ballarò la discussione è così accesa...Red, per par condicio il prossimo articolo lo vogliamo sui medicamenti post traumatici !!!

  30. deadboy ha scritto:
    05 marzo 2011

    Mannaggia, mi sono perso il flame. :-)
    Ha ragione Viomax: troppa acredine. Si poteva usare un tono più cordiale.

    Il pericolo che un ragazzino possa fare male a se stesso o agli altri dopo aver letto un articolo su internet, vale per tutti gli articoli sulla preparazione fisica pubblicati su questo sito. C'è anche negli articoli sull'allenamento con le pietre, o il sandbag, o i kettlebell. Nessuno può escludere che un tredicenne rimanga bloccato sotto il bilanciere la prima volta che prova a sollevare un carico per lui eccessivo. Come non possiamo impedire che un altro si spacchi i denti con un kettlebell. Che vogliamo fare? Facciamo tabula rasa del sito, così nessun ragazzino si farà male?

  31. UnoQualunque ha scritto:
    06 marzo 2011

    Allora vediamo di rispondere con Netiquette:
    Il pericolo che un ragazzino possa fare male a se stesso o agli altri dopo aver letto un articolo su internet……vale per tutti gli articoli sulla preparazione fisica pubblicati su questo sito.
    Se un ragazzino o adulto che sia, è fisso davanti al p.c. a guardarsi i siti porno e si riempia di seghe
    ( saranno pure cazzi suoi ) sono d'accordissimo ….
    Ma che "nello specifico" possa causare danni ad un'altra persona mi fa incazzare.

    Costruire un’identità professionale nella visione collettiva, o se vuoi nell'universo di internet, è cosa molto difficile e complessa .
    Si può essere laureati in scienze motorie, in fisiologia medica, si può essere diplomati ISEF o quello che vi pare, ma i lettori ! non riconosceranno l'affidabilità e la professionalità di un sito "o di un singolo articolo", se non saranno in grado di leggere con il dovuto spirito critico.

  32. deadboy ha scritto:
    06 marzo 2011

    Io non ho detto che i ragazzini possono fare quello che gli pare o che non mi frega niente di quel che fanno, ma che nessuno di noi può evitare che quelli che frequentano questo forum facciano male a se stessi o ad altri mentre provano a fare gli esercizi che sono descritti nei vari articoli. Sono due cose diverse.
    E la mia affermazione è così vera, che la stragrande maggioranza dei siti che trattano di preparazione atletica contiene un disclaimer, che avvisa gli utenti dei pericoli a cui possono andare incontro nel mettere in pratica le teorie e le tecniche in essi contenuti, e li invita a consultare un medico prima di iniziare qualsiasi attività fisica.
    Il disclaimer assolve a due funzioni: la prima è quella di mettere in guardia gli utenti, la seconda è quella di sollevare da eventuali responsabilità i gestori del sito e gli autori degli articoli.
    Il pericolo di emulazione esiste per un'infinità di cose e pensare di risolverlo con la censura è pura idiozia, perché richiederebbe la messa al bando, non solo di internet, ma anche di tutti i mezzi di comunicazione tradizionali.

  33. deadboy ha scritto:
    06 marzo 2011

    Il pericolo di emulazione si combatte con una corretta e sana educazione impartita dai genitori e, al limite, dagli insegnanti. Mai con la censura.
    Se su questo sito non ci fosse il disclaimer, le tue lamentele riguardo l'opportunità di pubblicare un articolo del genere sarebbero più che giustificate. Ma c'è. Perciò, quello che potevi fare era suggerire a Red di rendere il disclaimer ben visibile sulla barra di navigazione del sito sotto il titolo, inserendolo come collegamento diretto e non come semplice sottomenù; oppure di inserirlo al vertice di ogni articolo. Ma chiedere la censura è stato eccessivo.

    Un consiglio: se ti preoccupa così tanto la cattiva influenza che un articolo può avere su di un ragazzino, allora evita di usare parolacce nei tuoi commenti, non sia mai che, poi, lo stesso bambino di sei anni che ha cercato di strangolare il fratellino mandi a quel paese il poliziotto. :-)

  34. UnoQualunque ha scritto:
    06 marzo 2011

    Mi trovo perfettamente d'accordo, quando dici : Il pericolo di emulazione si combatte con una corretta e sana educazione impartita dai genitori e, al limite, dagli insegnanti. Mai con la censura.
    Non mettermi in bocca parole che non ho detto ! In nessuno dei miei commenti c'è la richiesta di censura .
    Mi trovo in disaccordo con ciò che ho letto, punto e basta. E non perché faccia di mestiere il bastian contrario.

  35. deadboy ha scritto:
    06 marzo 2011

    Adesso non fare che nascondi la mano dopo aver tirato il sasso. E' vero che non hai chiesto espressamente la cancellazione dell'articolo. Ma è altrettanto vero, però, che tra il "dire" che una determinata cosa non dovrebbe essere pubblicata perché potrebbe avere un'influenza negativa sul pensiero e sull'agire di qualcuno e il "chiedere" che questa determinata cosa non sia pubblicata c'è ben poca differenza. Soprattutto se uno lo dice come hai fatto tu nel tuo primo commento. Tu mi dirai "no guarda, mi hai frainteso". E io ti rispondo: ma allora la prossima volta spiegati meglio. Magari perdi anche qualche secondo per rivedere il modo in cui hai articolato le frasi che compongono i tuoi commenti prima di inviarli, perché alcune sembrano davvero scritte con i piedi e risultano di difficile comprensione. Senza offesa, eh. Non mi va di fare polemica, ma sarebbe più corretto lasciar perdere citazioni e giri di parole quando si scrive nei commenti, e concentrarsi sul concetto che si vuole esprimere, per cercare di renderlo nel modo più chiaro possibile. A fare il contrario finisce che gli altri ti possono fraintendere, o possono pensare che ti perdi in fronzoli perché non hai argomentazioni per sostenere le tue idee, o che semplicemente non sai scrivere in italiano. Il mio vuole solo essere un suggerimento, cordiale e sincero, per le prossime volte che scriverai qui e altrove. Accettalo. Può avere l'aria di una presa per il culo, ma non lo è. Non ci conosciamo, perciò non posso avere motivi di astio nei tuoi confronti. In questo modo si eviteranno fraintendimenti e spiacevoli botta e risposta. Questo sito è tranquillo e serio ed è bene che rimanga così. Chiedo scusa per lo spazio che ho rubato ai commenti. So di aver fatto la cosa più grande di quella che è, ma la citazione su Galileo mi ha mandato in bestia. :-)

  36. UnoQualunque ha scritto:
    07 marzo 2011

    Mi concedi due righe come diritto di replica?
    Mai in vita mia ho avuto bisogno dell'appoggio di qualcuno per esprimere la mia posizione, e mai ripeto mai mi sono sottratto alle responsabilità e alle conseguenze delle mie azioni.
    Ti ha mandato in bestia la citazione di Galileo ! ma che peccato è cosi calzante, quanto vera. A volte capita che c'è qualcuno che ha un punto di vista diverso dal tuo e ti " rende insofferente ".
    Un saluto

  37. pai mei ha scritto:
    19 marzo 2011

    Ciao a tutti...scusate dò anche la mia opinione: Articolo stupendo!!

  38. LiborioAsahi ha scritto:
    22 aprile 2011

    Interessante.

  39. BlackMan ha scritto:
    09 dicembre 2014

    Ciao ,
    molto interessante come articolo ma sarebbe meglio approfondire ancora di più sotto aspetto pratico es.(con schema) riguardo le manovre di tecnica in generale.
    Grazie

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