Lo stretching: metodologie funzionali e applicazione

di Alessio Ferlito

leviatano89

Alessio Ferlito, conosciuto su vari forum come Leviatano89, è un istruttore FIPL (Federazione Italiana Power Lifting), vive Genova, studia giurisprudenza e si allena con i pesi da quando aveva 14 anni. Dopo qualche anno di bodybuilding ha sviluppato un maggiore interesse per l'allenamento della forza, il powerlifting e il RawTraining. Condivide i suoi interessi e le cose che apprende dalle sue letture sul proprio blog che trovate all’indirizzo http://prudvangar.wordpress.com/.

40 commenti

Bravo Leviatano!
Una panoramica ben fatta, si vede che il punto di vista dell’autore è quello di un powerlifter (non è un demerito ci mancherebbe!!), ma i concetti espressi sono tranquillamente trasferibili in altri contesti (penso in particolare alle arti marziali in cui spesso una mobilità più che buona è indispensabile).
Considerando che ancora oggi il mondo delle arti marziali è spesso ancora fermo al “stai lì a soffrire quanto più puoi e vedrai farai la spaccata”, ritengo ci sia del materiale utile per molti visitatori abituali.

andrea dice:

Complimenti! Era l’articolo che aspettavo. E se non fosse stato detto abbastanza, viva gli articoli della crew! I SuperCoach d’oltreoceano vogliono piacere a troppa gente

Freki dice:

mi associo ad andrea!
e senza voler togliere nulla a questo splendido articolo che tratta benissimo [i]metodologie&pratica[/i] segnalo anche quelli di Visione sul suo blog dove si dilunga più nella teoria

e ora la domanda: il tempo della “Contrazione isometrica” nel PNF com’è determinato?

devid83 dice:

La domanda che mi viene spontanea è: la difficolta di eseguire i metodi è tale da dover richiedere uno specialista o ci si puo allenare a casa facendo attenzione?

Leviatano89 dice:

Che dire… grazie per i complimenti 🙂
E già che ci sono ringrazio di cuore la crew di RT per il grande onore che mi ha dato pubblicando questo mio articolo, vedere qui il mio nome è una soddisfazione enorme.

Per quanto riguarda la durata delle ISO/PNF non ho specificato perché sulla rete è frequente, come al solito, trovare tutto e l’opposto di tutto. Su alcuni siti di fisioterapia trovi consigliato 20”, se cerchi in modo approfondito trovi le ISOestreme, in questo video ad esempio vi sono delle isometriche di 5′!

http://www.youtube.com/watch?v=AfEdRv7utNA

E’ importante sottolineare, forse nell’articolo lo faccio poco, come le ISO non siano una semplice contrazione da fermi (magari trovando un punto d’appoggio comodo rilassando alcuni muscoli), ma vanno effettuate proprio spingendo e tirando (e imprencando se vai verso certi tempi) con tutti i muscoli che vanno utilizzati.

Hanno poi un protocollo ben preciso che io sinceramente non sono in grado di spiegare se non attingendo alla mia esperienza (giusta o sbagliata che sia).

Tatsouline non parla di tempi particolari, Thibadeau nemmeno, per ho trovato la risposta nella sua frase: “[i]è importante cessare ogni qualvolta vi sia una perdita della corretta postura richiesta nel movimento.[/i]”

Leviatano89 dice:

@Devid83: per quanto riguarda isometriche o EQI come quelle agli affondi o nella posizione dei piegamenti credo che basti semplicemente attenzione.

Quello del sovraspinato che ho postato, sinceramente, non lo consiglio se non si è guidati, perché a me l’ha mostrato attentamente un fisioterapista di persona e lui mi ha detto il programma da seguire, così come per altri muscoli.

Se questi esercizi li fai in ottica di prevenzione poi, con il peso corporeo, non creano -secondo me- problemi, naturalmente se fatte in modo intelligente. Tra 2 blocchi nella posizione dei piegamenti non danno problemi, se fatte alla postazione delle dip diventano pericolose.

Ovvio che uno specialista può mostrarti tutte le varie finezze che non possono essere acquisite da un semplice video.

Ghostdog dice:

ma quello del sovraspinato non è il classico stretching che quasi tutti fanno?

http://www.podisticacarsulae.it/Sport/news-rotatori.htm

la figura 5

Biris Biris dice:

Premettendo che genetica e abitudini “rules”:
Lo stretching come mezzo per migliorare una performance lo inserirei in una programmazione e opterei per dedicargli delle sedute a parte e soprattutto non all’interno di una seduta di forza; dove l’utilizzo di metodiche come il pnf portano ad un allontanamento dei ponti acto-miosinici con relativa perdita di produzione di forza e maggiori rischio di traumi (sempre se nella seduta devo produrre sforzi massimali o submassimali..o anche fare un’allenamento sulla rapidità)
L’inibizione dei fnm (fusi neuromuscolari) e dei gto (organi tendini di golgi) non necessitano di contrazioni lunghissime, diciamo che 6” se l’esecuzione fosse perfetta serebbero sufficienti..scegliamo di tenerci larghi e stiamo sui 10-12”. In funzione di quanto appena detto, mia opinione, la produzione di lattato non è così alta da poter indurre un qualsivoglia adattamento.
Detto questo complimenti per l’articolo Leviatano89!!

Leviatano89 dice:

@Ghostdog: è un pò differente in effetti. In quello che fai vedere tu l’omero viene abbassato e il palmo è rivolto verso il corpo nella fase finale.

In quello nella mia figura invece, quello fattomi vedere dal fisioterapista, l’omero rimane parallelo al suolo e soprattutto il palmo è intraruotato. Non credo che quello della figura 5 allunghi bene il sovraspinato, mentre sicuramente quello è ottimo per i deltoidi e sicuramente più semplice e sicuro.

@Biris: grazie naturalmente per i complimenti! Hai perfettamente ragione sul fatto che lo stretching, come ogni altra cosa, vada allenata se la si vuole sviluppare.

Mi è rimasta un pò più oscura la seconda parte. Dici che dopo quell’arco di tempo si comincia a lavorare dopo aver inibito fnm e gto oppure quello è l’arco di tempo da usare?

giopon dice:

articolo ben fatto. Sono d’accordo quasi su tutto tranne che sull’esempio che fa Pavel…
In che senso tra le gambe non vi è nulla che impedisca di fare la spaccata completa? Intendi legamenti, non muscoli? La spaccata frontale è impossibile senza una forte antiversione del bacino, ad esempio. La stessa posizione dei piedi conta. Questo non toglie nulla alla successiva trattazione dell’articolo.
Bravo Leviatano (fra l’altro così ho scoperto il tuo blog. Molto interessante)

Ghostdog dice:

@leviatano89

si avevo notato la divverente rotazione del braccio, ma chiedevo perchè nell’articolo mi è parso ponessi un particolare accento sulla sicurezza di esecuzione di quell’esercizio, e mi era venuto il dubbio se il classico movimento (dico classico perchè a me l’hanno insegnato alle superiori e lo faccio da tempo) fosse cmq corretto

Visione dice:

il sovraspinato avendo la funzione accessoria d’extraruotare per forza il suo allungamento per essere completo deve essere fatto in intrarotazione.

visto che ho scritto tiro fuori tutta la pappardella 😀
Faccio i complimenti ad Alessio per l’articolo e ci tengo a sottolineare una fondamentale differenza tra gli scrittori nostrani e i guru d’oltreoceano.
Noi non dobbiamo vendere nulla, studiamo ci informiamo , facciamo esperienze e la riportiamo. Stop, nessuno vende il suo metodo la sua immagine.
Poi il problema è che questi guru alla fine veramente non sono nessuno. Prendono piede o sulle riviste di BB o negli sport appena nati in cui non c’è ancora informazione. I grandi allenatori sono altri, e sicuramente non si mettono a fare corsi per personal trainer. Loro hanno sicuramente la dote d’avere una capacità espositiva e un carisma ottimo per avvicinare le persone a certe tematiche. Senza Pavel i kettlebell non sarebbero mai stati conosciuti in occidente. Ma chi se lo fila a Pavel in Russia?
Condivido la posizione dell Crew di mettere di tutto per far sentire tutte le posizioni, poi ognuno si farà una sua idea. E poi alcuni autori vanno benissimo per introdurre le persone ad un certo tipo d’allenamento.

Nello specifico sull’articolo ho dei dubbi su:
1 Uno non riesce a fare la spaccata sia per i fusi ma anche per tutta un’altra serie di fattori molto più limitanti, fascia, catene muscolari, mobilità articolare,ecc.
2 Lo stretching balistico è stato ripreso con molto interesse e successo per tutti gli sport di velocità e potenza , in quanto il suo effetto eccita i fusi e permette di generare più forza. Ovviamente bisogna saperlo fare
continua

Visione dice:

3 Lo stretching aiuta il recupero se porta il muscolo da un ipertono ad un normotono. Ma se abbiamo già una situazione di normalità nel muscolo lo stretching è un ulteriore stress , ricordo che alla fine è una contrazione eccentrica, in cui appunto l’afflusso di sangue è limitato.

adogruzzaq dice:

Ottimo commento Visione. Mi trovo daccordo su tutto. “I grandi allenatori non si mettono a fare corsi per personal trainer”. Su questo non ci piove. Prendete Sheiko, quando è scoppiata la Sheiko moda avrebbe potuto fare 8000 corsi in giro per gli USA (dove lo avrebbero aspettato come il messia) e non si è mai mosso di casa.

Una cosa c’è però da dire su cui non concordo: il fatto che gli articoli di certi autori siano piuttosto superficiali non dipende solo dal fatto che devono vendere. Io ad esempio non devo vendere niente, perchè faccio dell’altro, però sarei disonesto a dire che non mi interessa “apparire bene”.
Negli articoli che ho scritto fin ora non ho quasi mai trattato quello che effettivamente faccio coi ragazzi della squadra, ma qualcosa che potesse essere di qualità ma accattivante: semplicemente perchè il primo caso sarebbe stato sicuramente assai più interessante ma meno proponibile ad un vasto pubblico.
Per cui anche io “vendo”, anche se in maniera meno spudorata.
Forse, semplicemente, in Italia in questo periodo stiamo vivendo una nouvelle vague di alcuni bravi autori, un gruppo di persone che cercano di andare a fondo del problema “sovraccarichi” senza fermarsi alle apparenze, e senza semplificare tutto come accade in altri lidi. Alla fine siamo Europei, cosa che mi rende orgoglisamente convinto che abbiamo una marcia in più.

adogruzzaq dice:

A chiusura di tutto però, prima o poi costringerò la Crew a tradurre un qualche autore americano che piace a me. Ci sono anche lì i Phil Roth, non crediate. Magari non valgono un Mordechai Richler, ma siamo lì.

Ermenegildo Ermenegildo dice:

A me avevano insegnato una metodologia di stretching di cui non ho più sentito parlare e vorrei sapere cosa ne pensate.

Dopo il riscaldamento generale e dello stretching statico e dinamico leggeri, venivo spinto lentamente 3-5 secondi fino al punto di dolore, ci rimanevo 5-10 secondi poi tornavo indietro di alcuni centimetri e venivo fatto molleggiare senza mai arrivare vicini al punto di dolore per qualche secondo e poi ripetevo da capo diverse volte aumentando ogni volta il tempo di permanenza nel punto di maggior allungamento, facevamo tutto ciò con l’ aiuto del istrutrice.

Il dubbio sulla validità di questo metodo mi è venuto perchè su di me ha funzionato, oltre a raggiungere un maggior a llungamento dei muscoli, c’è stato un miglioramunto della tecnica della corsa (c’è stato pure un miglioramento dei tempi se non ricordo male) e un incremento di lunghezza nei balzi.

Biris Biris dice:

@Leviatano89
E’ la tempistica che impiegano questi recettori a “disattivarsi”, rendendo possibile un successivo allungamento.
Se sei interessato a saperne di più su tempistica, come strutturare la sequenza e per non creare confusione ti consiglio di leggere il libro sul metodo Kabat, padre del pnf e eventualmente i lavori di Alter e McAtee.

Leviatano89 dice:

Grazie Biris, mi informerò 🙂

Funky Simon Funky Simon dice:

@leviatano89:

per quanto riguarda esercizi dinamici in allungamento?quelli che per esempio kurz consiglia come preparazione per le iso..non sto parlando di stretching dinamico attivo.

Forse mi è sfuggito ma non credo tu le abbia menzionate,c’è un motivo?

Leviatano89 dice:

Ciao Funky.

Non conosco questo tipo di stretching (credo), hai qualche informazione a riguardo?

Tutti i tipi di stretching che ho analizzato sono comunque quelli che analizza Tsatsouline in [i]”relax into stretch”[/i], più le EQI che analizza Thibadeau in [i]”Theory and application of modern strength and power methods”[/i], quindi se non ho analizzato quel metodo è solo perché non era citato in questi 2 🙂

Funky Simon Funky Simon dice:

Questo spiega il perchè, comunque
quello di Thibadeau non l’ho letto ancora.. In “stretching scientifically” di Thomas kurz..l’autore suggerisce un lavoro dinamico Alto volume/bassa intensità (sempre sui muscoli/posizioni che dobbiamo allungare) tramite esercizi che utilizzino tutto il rom,o al limite l’ampiezza in maggior allungamento,per preparare i muscoli ad un lavoro isometrico che altrimenti a detta sua è troppo traumatico da eseguire senza un periodo di preparazione ad esso. Un esempio sono Adductorfly o Squat Sumo in preparazione delle iso di spaccata frontale, oppure goodmorning,affondi saggittali,etc per la spaccata ssaggittale. invece..

Funky Simon Funky Simon dice:

Mi ha lasciato perplesso questo “Quando si diventa più forti in tutto il range di movimento del muscolo attraverso uno stretching isometrico si sarà in grado di esercitare maggiore forza e stabilità in ogni parte del range di movimento di un arto ed inoltre i muscoli saranno, eventualmente, meno sollecitati dal riflesso di contrazione, poiché riconosceranno la posizione allungata come non eccessivamente pericolosa.

Ma allenando un punto del Rom in isometria si diventa forti in quel angolo,più o meno, perchè la forza aquisita si trasmette anche al resto del rom ma più ci si allontana meno è il transfer. Oltre a questo ho letto (anche se non ricordo dove..ma potrei cercare se serve) che un utilizzo troppo marcato dei isometriche influenza negativamente la coordinazione motoria andando a fare confusione quindi con gesti atletici. Per lo stesso motivo autori Kurz sconsigliano l’utilizzo di esse prima di una qualunque attività sportiva come invece tu hai riportato,immagino che la fonte sia thibadeau (domani me lo studio).

Buon articolo era tanto che non leggevo roba nuova sullo stretching.

fantuz92 fantuz92 dice:

Ottimo articolo indubbiamente…già letto diversi mesi fa,ma quando qualcosa è interessante e messa giù con intelligenza non può fare che bene rileggerla.
Io non ho mai usato le iso,ne le equi.Lo dico come premessa.
Mi sento però di dirvi,che prima di ogni wo (quindi prima di uno squat,stacco pesante),eseguo sempre un warm up per il core (un paio di serie di russian twsit + hyperext.),2-3 serie di good morning,4-5 serie di stacco rumeno leggerissimo e lento (quasi come volessi allungarmi letteralmente la catena cinetica posteriore).
In più,aggiungo blandissimi allungamenti statici e dinamici.
Da quando ho adottato questo protocollo dopo aver studiato i consigli di uno specialista,non ho più problemi.
Alla fine della fiera:
Perchè demonizzare così tanto lo stretching pre wo?
Sono dell’idea che se fatto in maniera blanda e non invasiva (specialmente se si è pezzi di legno catastrofici come il sottoscritto) possa fare bene ed aiutare a prevenire gli infortuni.

adogruzzaq dice:

Dipende fantuz qual’è il tuo obiettivo:

se il tuo obiettivo è allenarti ed essere in forma al 100% il tuo consiglio è oro.

Se il tuo obiettivo è diventare un atleta di forza di altissimo livello mi sembra normale che il tuo allenatore ti rompa le palle perchè fai stretching prima di iniziare l’allenamento.
Lo stretching fatto prima ha un ovvio effetto inibitorio. Usando alti carichi alza il rischio di farsi male, impedisce di raggiungere contrazioni ottimali, per chi, come te, cerca la tensione massima.
Se lo fai fallo in maniera non blanda, di più.
Sopratutto leggi tra le righe: magari certe volte ti si dice una cosa per dirti: NON PERDERE TEMPO, le persone che fanno le cose lentamente sviluppano un SNC lento poco produttivo, poco efficiente. Modello no global.
Devi sempre aveve il fuoco al culo. Sempre.

fantuz92 fantuz92 dice:

Ok,grazie ado.
In effetti è roba molto molto blanda quella che faccio…

fantuz92 fantuz92 dice:

Ah comunque dimenticavo una cosa ragazzi…

“Prima di effettuare una qualsiasi pratica di stretching è bene effettuare un riscaldamento specifico nella zona che si intende allungare. Fare stretching con un muscolo freddo è la via migliore per creare danni.”

Ciò vuol dire che se si vuole fare stretching a casa,ma non si dispone di una cyclette o simili,bisogna evitarlo oppure farlo ma arrivando gradualmente a raggiungere zone sempre più elevate del dolore?

Biris Biris dice:

@Funky Simon
La teoria suggerisce che allenare la forza (producendo contrazioni isometriche) nella posizione di massimo allungamento aumenti la stessa su tutto il rom perché in allungamento si ha un allontanamento dei ponti actomiosinici (più altro che al momento non ci interessa) e lo stimolo a produrre forza in queste posizioni dovrebbe portare ad adattamenti fisiologici quali l’iperplasia (non ancora completamente accettata dalla comunità scientifica). Ok, detto questo si capisce come non è un punto qulsiasi del rom, ma è la massima escursione articolare possibile (in condizioni di sicurezza).
Poi le tensioni isomentriche non influenzano negativamente il pattern motorio…sempre che siano isometriche. Quelle a cui ti riferisci sono pseudo contrazioni “isometriche” in cui tu non generi movimento ed aumenti il carico di lavoro facendo una contrazione volontaria della muscolatura “antagonista” questo si che a livello di prestazione atletica puù instupidire il muscolo e alterarne la prestazione (il pattern motorio).

Piccola nota le contrazioni isometriche sono tali solo se la contrazione è massimale..gli esercizi in tenuta sono appunto in tenuta e generalmente detti isometrici. La tenutra della protesa dietro (piegamento sulle braccia) non è un esercizio isometrico!

@Fantuz92
Quoto quanto detto da Ado.
Nello stretching non bisognerebbe parlare di dolore ma di tensione.
Cmq, il riscaldamento è quell’attività che innalza la temperatura corporea, diminuisce la viscosità miofasciale e “predispone il corpo al lavoro fisico”, detto questo di puoi “riscaldare” anche con lo stretching, GRADULAMENTE, e utilizzando la metodica più affine all’obiettivo riscaldamento!!

Bye

Funky Simon Funky Simon dice:

-ho detto infatti: “perchè la forza aquisita si trasmette anche al resto del rom ma più ci si allontana meno è il transfer”

-L’iperplasia è appunto una teoria riscontrata solo in certi animali (uomo escluso) ma questo non ho capito cosa c’entra..

-Chiedo scusa per l’incomprensione ma intendevo il PNF da evitare prima della pratica..

potresti chiarire:

gli esercizi in tenuta sono appunto in tenuta e generalmente detti isometrici. La tenutra della protesa dietro (piegamento sulle braccia) non è un esercizio isometrico!

Per quale motivo?

Biris Biris dice:

L’iperplasia è un fenomeno presente anche nell’uomo, i dubbi sono relativi al fatto che è più facile ottenere ipertrofia che iperplasia. La relazione stretching iperplasia è relativa all’adattamento fisiologico dei ponti actomiosinici, con tecniche assimilabili al pnf vi sarebbe un’aumento (minimo, per quello che ne sappiamo oggi) degli stessi..

Le contrazioni isometriche sono tali solo se la contrazione è massimale.

Tutti gli esercizi dove non c’è movimento e non è presente una contrazione massimale (contro una resistenza) vengono chiamati statici.

Funky Simon Funky Simon dice:

OH hanno finalmente dimostrato questa teoria (iperplasia muscolare) mi passi la fonte di questo sono molto interessato a leggerlo, io ero rimasto ancora alle neoplasie e animali. sono proprio curioso di sapere se sono riusciti a miusurare il numero delle fibre o dimostrarla in altri modi.
Comunque mi suona strana la distinzione tra isometria e statico la contrazione isometrica è tale quando si produce tensione senza una variazione nella lunghezza del muscolo,giusto?cosa che avviene in entrambi i casi citati..mai sentito una distinzione tramite il carico di lavoro. Mi sà che devo comprarmi un libro di Fisiologia nuovo.

Biris Biris dice:

Mi è parso di percepire un velo di sarcasmo nelle tue parole…cmq, a questo link http://paduaresearch.cab.unipd.it/3041/
puoi scaricare una tesi in cui se ne parla (pag. 100), e se dovesse servirti mi pare di aver letto in qualche testo dei riferimenti bibliografici che ne danno ulteriore conferma, e potrei con un po’ di tempo recuperarli e postarteli.
Detto ciò per quel che riguarda la questione terminologica tra contrazione isometrica e statica mi pare fosse presente in alcuni testi di scienza dell’allenamento..tra cui Zatsiorsky. Poi è come parlare di flessioni sulle braccia o piegamenti sulle braccia..intendiamo sempre la stessa cosa..ma dipende in che contesto siamo e quale linguaggio “tecnico” si sta utilizzando, perché allora potrebbe essere diverso.

Funky Simon Funky Simon dice:

Non capisco come ho fatto a sembrare sarcastico cmq scusami di averti dato questa impressione, ho solo chiesto una fonte. In pratica biopsia e calcolo approsimato del numero prima e dopo periodo di allenamento,questa pratica era già stata utilizzata,no? Riguardo iso-statico mi documenterò. Grazie dell’aiuto

Bomb Jack dice:

Ciao leviatano, grazie per l’utile articolo.

M’interessa molto lo stretching isometrico; vorrei chiederti un paio di cose a riguardo:

1. Data la natura delle eqi, è possibile concludere la serie (e [b]le[/b] serie) con una tenuta della posizione lasciandosi “scendere” gradualmente dell’esercizio in questione?
O i vari stiramenti (le varie eqi per i vari gruppi muscolari) vanno fatte tutte insieme alla fine dell’allenamento?

2. gli stretching isometrici, riescono a essere anch’essi “defaticanti”, o fatti alla fine, dopo una intensa sessione d’allenamento, rischiano di “sovra-caricare” il sistema nervoso e stressare il corpo?

3. l’ultima eqi, quella per le gambe, allunga (intese come zone ovviamente, non il singolo muscolo) tanto il femorale quanto il quadricipite (forse più si “allarga” l’affondo…)?
Queste tre configurazioni che hai mostrato bastano per tutto il corpo o puoi aggiungerne delle altre?

Ciao e grazie mille 🙂

Leviatano89 dice:

Scusa Bomb Jack se ti rispondo solo ora! Provo a risponderti.

Per quanto riguarda la prima domanda, ti consiglierei di fare tutto insieme alla fine. Sia per una questione di efficienza che di comodità. Tuttavia tra le serie nulla ti vieta di allungare i muscoli che non stanno lavorando attivamente.

Per il punto due dipende. Se fai lo stretching come attività defaticante credo che le ISO possano risultare un pò pesanti da “digerire”, anche se dipende ovviamente da cosa tu stia facendo e perché tu stia facendo stretching.

L’ultima EQI lavora, come dici, quadricipite, femorali e anche i glutei, ovviamente come hai fatto notare, più scendi più si allunga.

Per quanto riguarda le EQI non ne ho mai trovate molte in giro, anche perché gli esercizi in cui puoi farle non [b]credo[/b] siano moltissimi..

mi viene in mente una EQI alla sbarra per trazioni solo per le scapole: adduci le scapole e tieni contratto stringendo più che puoi

Bomb Jack dice:

Grazie Leviatano, sei stato utilissimo.

Ancora un paio di chiarificazioni:

dunque le sessioni pnf o eqi vanno fatte a parte? (essendo che non sono anche defaticanti, e forse anche il contrario, ed io ho difficoltà ad addormentarmi quando “carico” troppo il sistema nervoso)

esistono eqi seletticve, cioè che coinvolgano solo alcui muscoli piuttosto che l’intera zona? (es. solo quadricipèiti e non femorali)
(A me lo stretching interessa anche per migliorare la postura, perciò è importante allungare certi muscoli o catene “a discapito” di altre)

Leviatano89 dice:

allora… sì io le farei a parte, perché sinceramente le vedo come una qualità da allenare e come tale la farei a parte, in particolar modo se hai questi problemi.

Per quanto riguarda la seconda è difficile da dire… per quanto riguarda la ginnastica posturale ho sempre visto lavorare sulle catene, come dici, ma mai sul singolo arto (ma potrei dirti una baggianata).
Se il tuo problema è la postura credo che la questione sia un pò differente dal normale stretching..

Bomb Jack dice:

A me interessa lo stretching, e lo stretching isometrico soprattutto, per aumentare flessibilità e nel contempo forza (tralaltro, credo di avere letto che il pnf è uno dei pochissimi modi, forse l’unico, che ha dimostrato di stimolare l’iperplasia), poi la questione della postura c’è pure ma non è [b]il[/b] problema.

Ok, grazie di tutto. 😉

luliangel luliangel dice:

ciao! innanzitutto grazie per il tuo articolo, sei riuscito a spiegare bene cose che in altri siti vengono esplicate in modo poco comprensibile.
volevo farti una domanda specifica: in che cosa consistono gli esercizi di stretching isometrico, di preciso? mi piacerebbe trovare una lista, ma su google non sono riuscita a trovare nulla, se non solo la descrizione generica di che cosa è questo tipo di stretching.
il motivo per cui lo chiedo è che vorrei re-imparare a fare la spaccata sagittale (da piccola a 8-9 anni riuscivo, avevo fatto un po’ di ginnastica artistica per breve tempo).
ho trovato anche delle liste di esercizi specifici per la spaccata, però volevo chiedere a te -che sembri esperto- se hai qualche consiglio in merito.
ah, ps: ho 27 anni e non faccio sport da un po’!
grazie mille in anticipo 🙂

Miso46 dice:

Sono molto d’accordo con la premessa che hai fatto, soprattutto credo che la chiave sta nella frase che hai scritto :”un riflesso, proveniente dal sistema nervoso che urla ai vostri muscoli abituati ai tipici range di movimento giornalieri, o da palestra, “Stop!”, ed ecco che il muscolo si irrigidisce, a causa anche dalla paura precludendo il massimo allungamento”, l’eccesso di tensione però, la vedo più come un sintomo invece che la causa del problema. Il più delle volte l’eccesso di tensione è dovuto a una situazione di instabilità (pericolo) di una determinata articolazione. In altre parole quando un muscolo non lavora di forma adeguata, un altro muscolo si irrigidirà per mantenere la stabilità e salvaguardare l’integrità del sistema (corpo). Credo che dovremmo cercare di concentrarci di più sulla muscolatura che non lavora come deve invece che cercare sempre di allungare quella che ci sta proteggendo.

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