Tutto quello che volevate sapere sul MAV e non avete mai osato chiedere

di Ado Gruzza

adogruzza

Ado Gruzza, emilianissimo (al punto da amare la nebbia), Powerlifter agonista fino al 2005 (discreto ma senza lasciare il segno), diventa in seguito ad infortunio allenatore della squadra di Parma. Convinto sostenitore del "metodo distribuito" convinto sostenitore della necessità della cura maniacale del gesto tecnico per ottimizzare la performance. Ha avuto il merito di portare in pedana moltissimi giovani atleti. Neo papà.
Ado è RawTraining Strength Master Coach.

10 commenti
Kieran dice:

Molto interessante (come sempre del resto). Personalmente ho ottenuto buoni risultati con una logica simile al “MAV in maggiore”, ossia un back-off del fondamentale aggiungendo un fermo o variando la tempistica dell’alzata. Nella mia (limitata) esperienza mi sembra un ottimo metodo per migliorare il controllo e l’attivazione trasferendo poi tutto in modo molto efficiente sul fondamentale.

Ermenegildo Ermenegildo dice:

Nel caso del mav in maggiore in minore come si fà a scegliere la variante dell’alzata da usare?

Nel senso non è la prima volta che sento parlare di varianti d’alzata per corerggere errori però spesso lo si sente fare in maniera abbastanza semplicistica, hai qualche consiglio su come approcciare l’argomento?

“Comprate le catene, sono utili e divertenti.”

Suppongo che ci sia un motivo per cui si consigliano le catene e non gli elastici, che hanno innumerevoli vantaggi pratici (più economici, più semplici da trasportare e maneggiare..). Forse gli elastici producono una indesiderata forza orizzontale sul bilanciere?

Kieran dice:

@Ermenegildo:
Non so quanta validità possa avere ma personalmente ho sempre ragionato in termini di trovare il punto biomeccanicamente più svantaggioso dell’alzata e farci un fermo più che di fare un fermo nel mio sticking point individuale come si sente consigliare a volte.
Sarebbe comunque molto interessante farci sopra un discorso più sistematico.

summer41 summer41 dice:

Ciao Ado, ho già il tuo libro ma non trovo questo riferimento all’onda lunga che dicevi. Mi potresti dare la pagina o il capitolo di riferimento?

Grazie anticipatamente, ciao ciao!

Marcovaldo Marcovaldo dice:

allora, l’onda cinese è a pagina 377, l’onda lunga a pagina 375 (metodo Rodulgin)

Daxbjj Daxbjj dice:

Una domanda che sembra sciocca: MAV1 significa salire a singole?

Ottimo articolo ma: Brazilian con la z non brasilian! 😛
Ciao grande

simonb simonb dice:

Ciao Ado, è possibile scriverti in privato? Il tuo libro mi ha aperto la porta di un mondo che stavo intravedendo dalla finestra vicino ad essa! Insomma, cade a fagiolo.:-)

giovanni88 giovanni88 dice:

Ciao Ado complimenti, ennesimo articolo davvero molto bello e interessante.
Volevo farti una domanda sui complementari.
Ho visto spesso che nei complementari in generale si lavora per esempio in 5×6 oppure 4×6/8 sempre curando la tecnica e non arrivando a cedimento (o magari raggiungendo solo quello tecnico nelle ultime rip dell’ultima serie)…. quindi nn è importante la progressione dei carichi in questi esercizi?
Oppure si potrebbe pensare di effettuare una progressione anche per quelli?
Grazie mille, sei un grande!

caposaldo caposaldo dice:

So che adesso mi becchero’ degli insulti.
Ma quanto devo recuperare tra le ripetizioni?
Grazie e complimenti proverò lo subito!

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