Realtà VS programmazione

Il miglior approccio possibile in molti SDC nella pratica reale

di lenny bottai

mangusta77

Lenny Bottai - Livorno 1977.
Pugile professionista in attività.
Camp. Internazionale IBO 2009
Camp. italiano 2010
Camp. Internazionale IBF 2011
Camp. Del mediterraneo Wbc 2012
Camp. intercontinentale IBF 2014
Semifinalista mondiale pesi superwelter professionisti 2014
Campione d'Italia 2016
Tecnico Fpi di pugilato. Preparatore atletico per SDC
Collaboratore gruppo docenti Uipasc (unione italiani preparatori sport da combattimento).

23 commenti
deadboy dice:

Era ora che scrivessi qualcosa. Sono sicuro che la tua partecipazione al forum sarà molto proficua per tutti.
Hai cominciato bene direi. 🙂

esoognoM dice:

Grazie “barabba ladro” (FANTASTICO!) sono anche io molto onorato di partecipare ad un sito ed un forum che hanno un approccio ed un livello top! 😉

deadboy dice:

Ahahah, mi chiamo Gianluca. E’ che non mi va di perdere il nickname, altrimenti avrei modificato questo. Il profilo al momento non mi permette di modificare email eccetera.

deadboy dice:

*perdere
arghhhhhhhhhh
nemmeno i commenti si possono modificare. 🙂

Swarzkopz dice:

Bellissimo articolo, un’attenta analisi della situaziome triste che abbiamo in Italia in questi ambiti sportivi, complimenti

Leggere idee e pensieri che sono comuni anche ad altri è sempre rincuorante, anche in un mondo, come gli Sport da Combattimento in cui “gli atleti vengono più o meno allenati secondo i riti voodoo degli allenatori che avevano”, e dove l’unico fondamento dell’allenamento è far ripetere ai propri ragazzi ciò che si è fatto da atleti (o nei pochi mesi in cui ci si è allenati da amatori), senza alcuna conoscenza teorica del “perché” si facciano determinate cose, e se ciò che si fa è corretto o addirittura deleterio.

Dobbiamo metterci in testa che un combattente, non equivale solo a corda, corsa, sacco, guanti. Ma anzi, almeno un paio di aspetti di quei 4 quattro sono utili solo in misura minore rispetto ad altri. Ma questa è un’altra storia…

deadboy dice:

Non dimentichiamo però che corda, sacco, guanti e corsa hanno forgiato fior di campioni del mondo. Quindi non è detto che sia assolutamente necessario andare oltre il corpo libero e la palla medica nel caso della boxe. Specie nelle categorie di peso minori.
Però mi interesserebbe leggere pugili e allenatori discutere di quest’argomento, quindi se volete sviluppare l’argomento fate pure. Potreste gettare le basi per qualche vostro articolo futuro.

[quote]Non dimentichiamo però che corda, sacco, guanti e corsa hanno forgiato fior di campioni del mondo.[/quote]

Credo che a forgiare i campioni del passato non siano stati corda, sacco e corsa ad esempio, ma il talento, ossia una miscela alchemica di spirito e mente. Se anzi avessero dedicato meno tempo alla corda o alla corda e più al bilanciere, ritengo che le loro prestazione sarebbero potute essere molto più alte.

Tant’è che negli sport da combattimento, come in tutti gli sport, studi approfonditi (come quello di Lehmann del 1997) dimostrano che i combattimenti sono sempre più dinamici e rapidi, ed in queste condizioni i fattori organico muscolari hanno un importanza sempre maggiore.

Lorenzo Mosca

UnoQualunque dice:

Credo che a forgiare i campioni del passato non siano stati corda, sacco e corsa ad esempio, ma il talento.

Parole sacrosante .
E cosi sarà sempre anche in avvenire .

deadboy dice:

Non c’è dubbio che gente come Alì, Tyson e altri campioni avessero talento, ma avevano anche chi li allenava, gli ha insegnato la tecnica e quel talento ha saputo sfruttarlo. E comunque, talento o no, senza allenarsi fisicamente non sarebbero andati da nessuna parte, per il semplice motivo che dall’altra parte c’era un avversario ben allenato.
L’allenamento, inoltre, in tutti gli sport è una forma di disciplina, serve a forgiare il carattere della persona oltre che il fisico dell’atleta. E serviva anche questo.
Conservo i miei dubbi comunque sulla necessità di introdurre i sovraccarichi per i pugili di peso leggero. Come sempre, però, c’è da distinguere tra sport e sport, perché judo e boxe sono diversi e chi li pratica ha esigenze diverse, che richiedono tipi di allenamento diverso. Per cui se al pugile di 50kg l’allenamento con i pesi può non servire, al judoka dello stesso può servire eccome.
Quanto allo studio da te citato, pur senza leggerlo si può comunque affermare che il fatto che i combattimenti si siano evoluti in quel modo non comporta necessariamente che determinati risultati prestativi e di carattere fisico possano essere raggiunti solo introducendo nell’allenamento i pesi. Nelle categorie inferiori uno può ancora fare affidamento solo sul proprio peso corporeo e modificare l’allenamento per massimizzarne i profitti e l’efficacia.

esoognoM dice:

Io penso che sia solo il riflesso paranoico di chi ha paura di ammettere che i tempi cambiano e di conseguenza aggiornare le metodologie di allenamento è un’esigenza primaria di chi vuole competere ad alti livelli.
La corda, il sacco ed il vuoto sono mezzi allenanti, nessuno lo discute, che siano gli unici mezzi per la costruzione o la preparazione di un pugile oggi lo penserebbe solo un folle, oppure uno di quei vecchi allenatori che per “orgoglionare” la sua arretratezza si inventa che fare la sbarra o i piegamenti anziché usare il bilanciere è sempre meglio.
Lo ripeto, mentre le regole della tecnica non sono tracciabili come cosa certa, la metodologia dell’allenamento si.
Qualsiasi attività che migliora atleticamente un pugile lo migliora a prescindere a livello di risposta atletica e quindi fisica. Eccetto ovviamente lavori sbagliati in principio.
Questo argomento lo tratterò nella seconda parte, cioè della necessità di avere dei feedback aspecifici o semispecifici. Per comprendere in fatti e non in parole il progresso di una preparazione o di un blocco specifico.
Sta proprio qui il problema culturale, nell’avere timore di qualcosa di nuovo in tanti, spesso vecchi insegnanti. Lo sport è andato avanti, ma non oggi, anni fa.
I russi da 30 anni combattono e vincono con le stesse metodologie di altre discipline, dall’allenamento per la forza a tutto il resto.
Poi, come detto, sul ring va la situazione, e quindi uno che si allena con sacco, corda e vuoto può battere anche uno ben preparato con tutti i mezzi.
Ma il paragone da fare non è quello. Ma domandarsi quanto potrebbe fare di più, il pugile allenato sempre con i soliti mezzi, se fosse preparato in maniera diversa.
Sono pienamente cosciente che, se oggi sappiamo che avere l’ossessione di correre è sbagliato per vari aspetti, vi sono posto come in Messico dove illustri campioni corrono ogni mattina. Ma li è una questione di quantità a fare la differenza.
Altrimenti vi posso dire che Marquez, più volte campione del mondo, è convinto dal suo allenatore Beristain a bere le sue urine a fine allenamento per reintegrare sostanze perdute nell’allenamento.
Allora cosa vogliamo dire, che tutto ciò è utile?
Beviamo tutti il piscio a fine allenamento?
Non voglio sembrare poco rispettoso verso alcuni vecchi insegnanti, anzi, il problema è che molto di questi, pur non aggiornandosi, rifiutano di farsi affiancare da gente preparata. Di questo gli faccio una colpa!
Quella parte di sport, che è scienza, non è un’opinione. Quindi giocare sulla magia della figura del vecchio Mikey di Rocky che sa tutto e insegna tutto, pur non avendo minima cognizione di cosa e come scientificamente, può essere limitativo se non deleterio.

Nessuno vuole assolutamente negare o sminuire il fondamentale aspetto della specificità tecnica, tattica e addirittura strategica di un qualsiasi sport da combattimento. E’ proprio questo aspetto, cognitivo e volitivo, che ne determina al tempo stesso il fascino e la grande difficoltà di praticare questi sport, salire sul ring e battere i propri avversari. Potremo quasi affermare che gli SDC sono una partita a scacchi giocata coi guantoni per via della complessa interazione che si crea tra i fighter sul ring.

Tuttavia, e qui mi trovo d’accordo con l’articolo di Bottai, tutti questi aspetti sopra citati non dovrebbero disdegnare un livello di preparazione atletica ottimale, che dovrebbe essere una condizione di partenza imprescindibile.
Se ad esempio un Rocky Marciano, o addirittura un Primo Carnera, avessero potuto disporre delle migliori metodologie e protocolli di allenamento attuali, fermo restando il loro talento innato, credo fermamente che avrebbero potuto essere ancora più grandi di quello che furono.

Detto ciò, non ho affermato la relazione che senza bilanciere non si fà preparazione atletica. Il bilanciere è solo uno un mezzo, ancorché ottimo e molto efficacie, per ottenere miglioramenti in alcune caratteristiche organico muscolari.
Anche se non capisco perchè, tanto per citare un esempio, qualora un peso medio utilizzasse il bilanciere per fare squat, un peso piuma non dovrebbe farlo.

Lorenzo Mosca

deadboy dice:

Capiamoci, io ho detto corpo libero, ma non intendevo solo corsa e piegamenti, né mettevo sul piedistallo quello che Cus D’amato faceva fare a Tyson. Lo so anch’io che i tempi e i metodi si evolvono e sono pienamente cosciente che oggi si usano i pesi nel pugilato. Li ha adoperati anche Tyson col tempo. Conservo i miei dubbi sulla utilità di cose come lo squat in pugili piuma come detto da Lorenzo.
Ma mi piacerebbe avere un esempio di come introdurrebbe questo esercizio, con che metodo e pesi e con quale finalità.

esoognoM dice:

Scusami Deadboy, vorrei capire il motivo per il quale lo squat non sarebbe utile ad un piuma se lo è per un supermedio. Se un metodo è valido per una categoria non può che esserlo per un’altra.

deadboy dice:

Il mio è un ragionamento terra terra, che parte dal mio modo di guardare al mondo dello striking e che riportato alla boxe può essere errato, ma non credo più di tanto. Cercherò di spiegarmi.
Lo squat lo fai principalmente per fare massa e aumentare i livelli di forza. I benefici a livello di coordinazione e velocità sono una conseguenza dei primi e del lavoro sulla tecnica dell’esercizio. Ma mentre in un pugile di peso elevato, come può essere dai medio-leggeri in su (quindi siamo sui 70 e a salire se non erro) comincia a sentire la necessità di aumentare considerevolmente i propri livelli di forza e magari aumentare la propria massa muscolare, quelli invece più leggeri potrebbero ottenere un aumento di forza e un irrobustimento muscolare sfruttando il solo peso corporeo e intervenendo sulle metodiche di allenamento.
Salendo di peso, invece, l’uso dei pesi trova maggiore senso, sia perché il lavoro a peso corporeo non basta più e non consente elevati aumenti di forza, sia perché il lavoro in palestra consente di allenare gli stessi gruppi muscolari con minore stress sulle articolazioni di quanto magari se ne avrebbe con un lavoro in pista e di pliometria.
Naturalmente la vedo come una cosa progressiva, non come “ah bene, ora che pesi 70kg puoi usare il bilanciere”. Chiaro che se uno ne pesa 60-65, per dire e vuole salire di peso, gli torna utile. Ma se è un ragazzino, pesa di meno e sa che deve rimanere in quella categoria di peso per diverso tempo che se ne fa dello squat?
Lenny, tu invece al peso piuma come glielo faresti usare il bilanciere?
Attenzione, io non pratico la boxe, ma seguo il mondo degli sport da combattimento e ho visto l’evoluzione dei loro metodi di allenamento. Perciò parlo da ignorante perché non la pratico, ma sono curioso e avendo maturato certe convinzioni nel tempo mi interessa sapere il perché di certe vostre scelte. Quindi la domanda di prima e quella fatta a Lorenzo non vogliono essere polemiche, ma mi interessa proprio sapere il perché e il come voi impieghereste i sovraccarichi nell’allenamento di pugili così leggeri.

Non volendo dilungarmi sull’argomento Squat, sia perchè non è questa la sede e sia perchè sto approntanto un articolo sull’argomento, accennerò solo brevemente sul perchè tutti devono fare squat, e ancor più tutti coloro che praticano sport da combattimento.
I motivi per cui tutti devono fare squat sono:
1. Riacquisizione e padronanza di funzionalità di base dell’essere umano
2. Miglioramento mobilità articolare dell’anca
3. Potenziamento nucleo (core)
5. Attivazione neuroendocrina
5. Elevato transfert che squat manifesta verso gesti specifici
4. Potenziamento catene muscolari e progressione della tensione dal centro del corpo verso gli arti (esempio: calci, pugni, ginocchiate, gomitate)

Detto ciò, lavorare sulla forza massimale, o sulla resistenza alla forza, attraverso lo squat, posti i benefici che ho scritto sopra, è validissimo dai pesi mosca ai pesi mosca ai pesi massimi

Lorenzo Mosca

Lorenzo Mosca

esoognoM dice:

Bé, parto dal dirti che la mia opinione è diversa ma il confronto in ogni caso fa sempre bene, da chiunque ponga un pensiero cosciente e non legato a dogmi arcaici.

Per come la vedo tutti i lavori con il bilanciere, sono necessari per la costruzione di un atleta, cosa che per me è fondamentale prima ancora di costruire un combattente, che poi sia pugile o altro. Quando un ragazzo lo cresci come atleta poi diventa quello che vuole, se è un calciatore, un pugile, un pallavolista prima che un atleta, farà solo quello che sa fare per pratica. Ma non risponderà mai agli stimoli nuovi o più impegnativi.

Per come la vedo lo squat è un esercizio basilare per qualsiasi atleta. Non relegherei il tutto alla massa ed alla forza intesa come forza bruta. Per quello che possiamo sfruttare alcune metodiche negli SDC, non è tanto il costruire quanto l’imparare al proprio corpo ad usare la forza.

Lo squat completo ha un trasferì su tutto. Lo fanno pure i velocisti. Quindi i pallavolisti, e i giocatori di basket. Credo sia uno degli esercizi più importanti. Ora poi ovviamente va contestualizzato ed inserito in un programma, ma in ogni caso per risponderti ho un ragazzo che fa buonissimi risultati a livello nazionale che pesa proprio 56Kg, da quando ce l’ho, cioè da quanto ha 13 anni, fa tutto. Dalla pista al bilanciere. Non ti nego che lo invidio quando lo vedo fare serie con 120 Kg e poi balzi sui plinti che io me li sogno.

Non mi illudo che ciò gli dia un pugno letale, la questione è annosa, ma sono certo che la sua condizione atletica gli permette poi di rispondere in maniera assolutamente qualitativa a tutti i lavori che fa. Con bilanciere o senza. E’ una questione, proprio, di capacità di reclutamento e di risposta, di coordinazione inter ed intramuscolare che in chi non ci lavora è indubbiamente minore.

Poi, come ti dico, sono libere opinioni se farlo o meno, ma credo che se esiste la pre-attivazione, sia più che un opinione.
Saluti.

esoognoM dice:

Scusa qualche errore è il maledetto correttore del telefono, in ogni caso ti ho dato un opinione di getto, semplice, le ragioni più accademiche te le ha postate Manipolus.

deadboy dice:

Vabbé, la teoria me la sono sciroppata, quindi i benefici dell’esercizio li conosco. Non cercavo quel tipo di informazioni, ma una risposta più specifica. Comunque Lenny mi ha risposto e chiarito il suo punto di vista. Gli avevo fatto una domanda analoga proprio nei commenti all’articolo scritto da Manipulus su RawTraining dove mi aveva descritto la sua esperienza personale. Questa risposta che porta ad esempio il suo giovanissimo atleta la completa.
Conservo delle perplessità, però, e sostanzialmente resto della mia idea riguardo ai pesi leggeri.
E si, è vero che lo squat lo fanno nella preparazione di molti sport, ma è anche vero che molte volte si tratta di mezzi squat fatti alla smith machine o di jump squats con 20kg, non di full squat con bianciere libero. Quindi non è detto che per questi atleti eventuali miglioramenti prestativi siano dovuti all’impiego di questo esercizio, ma potrebbero essere il risultato di tutta la mole di lavoro che viene fatta a monte nel corso della preparazione atletica (guarda caso sfruttando il solo peso corporeo) e che magari lo squat finisce per integrare e basta.

Ovviamente io quando parlo di squat, mi riferisco sempre allo squat completo con il bilanciere.

Che poi, come ad esempio i piegamenti sulle braccia o la panca piana, molti facciano lo squat ma poi alla fine viene fatto male, è un altro discorso.

Lorenzo Mosca

esoognoM dice:

Deadboy personalmente ritengo che in una fase di costruzione o stimolo della forza, anche e soprattutto dal punto di vista neurale, sia necessario fare sempre il full squat. Quando invece si parla di trasformare o lavorare quanto creato sugli angoli di lavoro adeguati, lo si può fare con movimenti parziali. Ma solo per quel caso. Ci sono stati test che hanno ampiamente dimostrato che solo il movimento completo ha effettivo transfer su tutto il resto. Se fai solo mezzo squat cresci solo nel mezzo squat e trasformi ben poco.
Un esempio classico è il coniugato, il giorno del max fai lo squat. Il giorno del Dynamic fai il box squat partendo dallo Sticking Point per avere un accelerazione continua e maggiore nel movimento. Ma è un lavoro che tiene conto del fatto che a ridosso, lo hai fatto completo.
Per quanto riguarda invece i balzi con sovraccarichi, io personalmente, non sono un grande estimatore, col bilanciere poi…

Ovviamente, rimangono opinioni.

deadboy dice:

Grazie a entrambi per le risposte. 🙂

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