La Pesistica Olimpica per la Kickboxing

di Marco Villio Atzori

marcovillio
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Marco Villio Atzori, classe 1991, atleta e tecnico di Kickboxing, titolare della nazionale Italiana di Full Contact cat. -54kg FIKBMS (2013-14-15). Bronzo ai Campionati Mondiali WAKO 2013-2015 e ai Campionati Europei 2014, Istruttore di Kickboxing FIKBMS, Istruttore FIPE (II liv), Certificato NSCA-CPT, Istruttore nel Centro Sportivo FerrariGym di Cagliari guidato dal DT Fabio Ferrari.

9 commenti
Phoebus Phoebus dice:

Sono un laureato in Scienze Motorie, istruttore e coach di Parkour/ADD. Attualmente sto praparando un esame molto impegnativo per la scuola inglese di Parkour/ADD (esame ADAPT lv.2). Ho avuto riscontri molto positivi da quando ad inizio anno ho inserito i 3 multiarticolari classici nell’allenamento; la seconda fase anche per me sarà introdurre gesti di P.O. .Essendo il Parkour uno sport misto, anch’esso con alte richieste di forza esplosiva e di resistenza alla forza (ovviamente non essendo competitivo queste richieste sono vagliate dal livello e dalla volontà dell’atleta) ero convinto della validità di queste alzate per il miglioramento della performance; il vostro articolo ha rafforzato la mia convinzione, saprò darvi gli esiti. Grazie per il bel lavoro svolto

zalex5 dice:

Grazie a te per il contributo Phoebus !
Se hai voglia e tempo prova a documentare il tuo approccio e a trasformarlo in un articolo … saremmo felice di valutarlo per la pubblicazione 🙂

bubugaz bubugaz dice:

Giusto x contribuire alla discussione mi permetto di riportare la mia personale e limitatissima esperienza. Anni fa quando combattevo di MMA e Kickboxing, sulla scia degli amici judoka, mi avvicinai alla pesistica olimpica. Dopo circa un anno e mezzo/due la mia (personalissima) impressione fu che non mi sarebbe stata di grande aiuto. O meglio, mi resi conto che gli amici judoka avevano si sviluppato grazie alla pesistica un’esplosività e livelli di forza ottimali, ma x fare questo avevano cominciato fin da ragazzini ad abbinare il lavoro in materassina alle alzate olimpiche. Nel mio caso (28 anni) il tempo e le risorse necessarie a sviluppare un tasso tecnico e una qualità delle alzate tali da consentirmi di sollevare pesi “realmente” allenanti sarebbe stato così elevato da andare purtroppo a discapito del lavoro specifico della kick e soprattutto dell’ MMA (che visto il bagaglio tecnico pressochè infinito richiede un monte ore di allenamento considerevolmente superiore). Devo però aggiungere x completezza di informazione che il mio lavoro in sala pesi non era prettamente strutturato in ottica di preparazione agli sport da combattimento (come invece giustamente fatto dall’autore dell’articolo, fondamentalmente perchè ero interessato in primis ad apprendere bene le alzate di gara, per cui mi allenavo “da pesista” (e se devo essere sincero le tre sedute settimanali al bilancere mi penalizzavano parecchio il resto degli allenamenti specifici. Alla fine, se posso, oserei dire che le OL sono sicuramente un complemento ottimale alla pratica degli sport da combattimento, ma che se non si ha la possibilità di iniziare a familiarizzarci fin da molto giovani, forse usare alzate meno tecniche rende di più in tempi più brevi.

zalex5 dice:

Grazie per il contributo bubugaz … effettivamente il tempo richiesto per apprendere la tecnica delle OL non è assolutamente da sottovalutare.
Può essere considerato un investimento per il futuro ma di certo richiede molta pratica e quindi a seconda dell'”età” dell’atleta può o meno valerne la pena.

Il fatto che le OL vadano apprese fin da piccoli è un’obiezione che ha caratterizzato anche i primi anni di vita del Crossfit… in quel caso però le OL fanno parte dello sport stesso (quindi la pratica necessaria per impararle è funzionale all’attività e non “strumentale”… non possono quindi essere considerate “opzionali”).

Andrebbe capito in qualche modo quale livello tecnico possa essere considerato sufficiente per beneficiare delle OL nella preparazione atletica e quanto tempo richieda mediamente raggiungere quel livello. Ovviamente varia da persona a persona e un livello tecnico non è un qualcosa che puoi misurare … quindi più facile a dirsi che a farsi.
I fatto è che l’adozione delle OL è sempre stata “scoraggiata” sulla base della loro complessità tecnica ed effettivamente per ottenere risultati di rilievo nel WL credo servano davvero molti anni … ma se l’obiettivo è utilizzarne i benefici nella preparazione atletica allora probabilmente le cose cambiano. Intendo … non è un “tutto o niente” … ci sarà un momento in cui, pur non avendo carichi competitivi, si arriva ad avere una tecnica sufficiente ad eseguire le OL in sicurezza e a beneficiare della loro pratica 🙂
Non so davvero se esista uno studio in tal senso ma sarebbe interessante 🙂

Buonasera Marco e complimenti per il tuo lavoro, oltre che per l’articolo che hai voluto condividere. Avrei alcune domande inerenti la tua programmazione.

1. C’è una precisa scelta inerente l’utilizzo delle versioni in semiaccosciata di strappo e girata? Hai deciso di non utilizzare movimenti in accosciata completa per ridurre difficolta tecnica e concentrarti su esplosività anca e coordinazione?

2. Nella giornata in cui ci sono i 5×5 con 80%, essendo un protocollo abbastanza tassante a livello neurale e muscolare, i ragazzi come hanno reagito? Sono riusciti a completare allenamento in un’ora?

3. Perché nella seconda fase si è deciso di alternare settimana pesante e leggera?

marcovillio marcovillio dice:

Ciao Lorenzo,

Grazie e scusa il ritardo nella risposta.

Per quanto riguarda la scelta degli esercizi in semi-accosciata ho pensato che, oltre alla maggior semplicità di apprendimento, questa variante avesse degli angoli di lavoro più simili a quelli dei gesti dello sport specifico e risultasse meno stressante sull’articolazione coxo-femorale già sufficientemente sollecitata in un kickboxer;

le risposte alla seconda e la terza domanda sono collegate, in quanto effettivamente il 5×5 è risultato molto tassante, e più che l’allungarsi dei tempi (le sedute non sono durate più di 1h15m), il problema è stato che gli atleti si trovavano in difficoltà nella seduta con il Maestro o nello sparring del giorno sucessivo. Da qui la scelta inserire la settimana leggera in cui il Maestro aveva bisogno di un atleta lucido che sopportasse un seduta di sparring o di figure intensa.

Questa è sicuramente una delle cose che modificherò nella programmazione, spero di essere stato esauriente nelle risposte e mi farebbe piacere anche avere una tua opinione sul programma.

Grazie, Un saluto
Marco

[quote]Ciao Lorenzo,
Grazie e scusa il ritardo nella risposta.
Per quanto riguarda la scelta degli esercizi in semi-accosciata ho pensato che, oltre alla maggior semplicità di apprendimento, questa variante avesse degli angoli di lavoro più simili a quelli dei gesti dello sport specifico e risultasse meno stressante sull’articolazione coxo-femorale già sufficientemente sollecitata in un kickboxer;
le risposte alla seconda e la terza domanda sono collegate, in quanto effettivamente il 5×5 è risultato molto tassante, e più che l’allungarsi dei tempi (le sedute non sono durate più di 1h15m), il problema è stato che gli atleti si trovavano in difficoltà nella seduta con il Maestro o nello sparring del giorno sucessivo. Da qui la scelta inserire la settimana leggera in cui il Maestro aveva bisogno di un atleta lucido che sopportasse un seduta di sparring o di figure intensa.
Questa è sicuramente una delle cose che modificherò nella programmazione, spero di essere stato esauriente nelle risposte e mi farebbe piacere anche avere una tua opinione sul programma.
Grazie, Un saluto
Marco[/quote]

Ti ringrazio per le risposte. In sincerità avrei anche io scelto il lavoro in semi accosciata, sopratutto per massimizzare il tempo a disposizione ottenendo il massimo potenziale di benefici con il minor tempo a disposizione per insegnare la tecnica. Avrei di certo considerato meno l’aspetto di lavorare con angoli semi specifici, un pò perchè la preparazione atletica dovrebbe essere prima essere generale e poi specifica, e poi perchè comunque sia, l’accosciata completa fornisce maggiore trasferimento sugli altri movimenti.

In effetti, il 5×5 con 80% è tassante, sopratutto se 80% è un vero 80%. Ed anche tu sembri confermare questo fatto. Allora la domanda ultetiore è come avete ottimizzato allenamenti tecnici e preparazione nelle due settimane. Lavoro tecnico + preparazione pesante e lavoro più duro a pao e sacchi + preparazione leggera?

Per quanto possa valere il mio parere, visto che me lo chiedi, ho trovato il tuo programma molto buono.

Buono perchè avete scelto pochi ma fondamentali esercizi, senza tanti fronzoli e tanti complementari che sono si importanti, ma quando il tempo è poco, e considerando che li stiamo inserendo in un preparazione atletica per SDC, bisogna essere semplici e diretti.

Buono perchè c’è un criterio di programmazione dietro, non semplici sessioni senza alcun filo logico, messe così.

Buono perchè avete deciso dei test e li avete fatti prima e dopo.

Ancora più buono se il tutto è stato armonizzato con la parte tecnica, che ricordiamo deve essere il centro di gravità del resto.

Spero di essere stato utile
Lorenzo Mosca

marcovillio marcovillio dice:

Sì, sedute pesanti si abbinavano al lavoro tecnico e le sedute leggere al lavoro pesante al sacco o sparring!

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