L’allenamento funzionale della forza nel basket

di Marco Sist

slainte73

Marco Sist si occupa prevalentemente di preparazione fisica nel basket con esperienze passate anche nel nuoto e nella pallanuoto. Attualmente è il preparatore fisico dell'Enel Basket Brindisi, squadra di Lega 1 del campionato italiano di pallacanestro. Dopo la laurea in scienze motorie ha fatto formazione in modo particolare con il Tudor Bompa Institute Italia, al quale deve gran parte delle su conoscenze. Per maggiori informazioni visita il sito sistmarco.com.

12 commenti
Marokun dice:

Mi dispiace non lasciare un commento particolarmente significativo rispetto ai contenuti dell’articolo, e me ne scuso con l’autore, ma ho maggiore urgenza di chiedere chiarimenti sul significato del termine “funzionale”. La deriva linguistica è ormai compiuta, rendiamoci conto che: o si fa chiarezza, o questo termine va – semplicemente – abolito. Alle origini di RawTraining si reclamava l’allenamento funzionale come riscatto dallo stereotipo delle palestre di bodibildi, per allenare la forza (proprio la forza!) con quello che c’era, con quel che si poteva. La comunità di RawTraining su FB si chiama Allenamento Funzionale. Ok, ma poi non riesco a sentire un solo preparatore di sport di squadra che non pretenda che il suo allenamento per lo sport X in questione sia “funzionale” (ma funzionale a che cosa? eh, è funzionale a quello che serve per il mio sport! ah, ok, scusa.) Poi funzionale vuol dire attrezzi instabili, squat sul bosu, trz, tubi di gomma, ropes.. basta che non sia una roba che esistesse in una palestra fino al 2005, allora è funzionale. Macchinari con i cavi per palestre chick? Sono per la ginnastica funzionale. Le clave, eh, ma la clava è funzionale… Ok, proviamo a capirci, è funzionale ciò che contiene una parte preponderante di condizionamento per la propriocezione? (credo questo sia il senso con cui si intende il termine nell’articolo). Ok, ci sta, ma allora definiamolo così perchè nel funzionale mi ci ficcano anche la pliometria. Il box jump è funzionale. È un problema lessicale serio: facciamo una bella cosa, per il bene di tutti, cambiamo parole. Usiamo parole più precise, altrimenti non si capisce più niente. Mia nonna è estremamente funzionale, sfido chiunque a dimostrarmi il contrario! 😀

zalex5 dice:

Ciao Marokun,
rispondo io solo per quello che concerne RT e lascio spazio all’eventuale risposta dell’autore (sicuramente più centrata della mia sulle tematiche dell’articolo 🙂 ).

Dalle origini di RT ad oggi il concetto di forza per quanto ci riguarda non è mai cambiato ed è sempre stato inteso a 360° esattamente come indicato qua: http://www.rawtraining.eu/cos-e-il-rawtraining/
Tu correttamente hai anche sottolineato un’altra componente che fa parte oggi come allora del nostro modo di intendere l’allenamento, cioè quella che ci lega all’attrezzatura non convenzionale, a quella home made e all’idea sostanziale che definito un obiettivo, se pur esistano strumenti più adeguati di altri per perseguirlo, non è la mancanza di un attrezzo che può limitare le possibilità di crescita dell’atleta, laddove le componenti che fanno davvero la differenza siano da ricercare in altri elementi basilari.

L’attrezzatura per noi serve semplicemente a raggiungere l’obiettivo … sono le armi con cui ci confrontiamo con i nostri demoni … tutto qua. Il termine funzionale attribuito ad un attrezzo per noi è di secondaria importanza e non può prescindere dal contesto (per intenderci per noi non esiste l’attrezzo funzionale in generale).

Per quanto riguarda l’allenamento funzionale per noi vale quanto abbiamo sintetizzato in questa pagina: http://www.allenamentofunzionale.it
Su Facebook RawTraining è rappresentato da tre pagine… una dedicata alla crew, una dedicata a RawTraining stesso e una all’Allenamento funzionale per come lo intendiamo e l’abbiamo sempre inteso noi (vedi link sopra).

zalex5 dice:

Ovviamente questo non vuol dire che chi scrive articoli per noi condivida questa definizione o che ci interessi perseguire una crociata per difendere la nostra idea su cosa sia funzionale o meno. Abbiamo pubblicato quella pagina perchè in molti ci hanno considerato (e ci considerano tuttora) un punto di riferimento nel “mondo del funzionale”…e questo da quando ancora il termine non era diventato di moda come lo è oggi.
Già dagli inizi era chiaro che ognuno faceva riferimento ad una sua interpretazione di una parola che può essere strumentalizzata a piacere a seconda del contesto. I diversi usi e talvolta gli abusi, della parola funzionale ci hanno spinto a chiarire cosa volesse dire per noi questo termine, proprio per evitare di essere presi per ciò che non siamo….ecco perchè abbiamo pubblicato quella pagina ed ecco perchè gestiamo anche su FB una pagina sull’allenamento funzionale 🙂

Sono certo comunque che tua nonna sia assolutamente funzionale 😀

Slainte73 dice:

Ciao Marokun,
ho dato una mia interpretazione dell’allenamento funzionale della forza, dicendo che “A rendere funzionale un allenamento di forza quindi sono due aspetti: i mezzi di allenamento, cioè la scelta degli esercizi, e le modalità d’esecuzione degli stessi, ossia i parametri del carico.”
Per quel che riguarda i tuoi esempi, il box jump e la pliometria li considero funzionali al basket (li inserisco tra gli esercizi specifici e speciali). Sono tuttavia non funzionali ad altri sport, tipo canottaggio, piuttosto chessò, all’equitazione.
Personalmente credo che l’utilizzo dei piani instabili, del trx, dei sand bag e di tutti gli attrezzi che da qualche anno si vedono in palestra siano utili al miglioramento degli aspetti coordinativi specifici (ovviamente ciò dipende da cosa si propone e a chi lo si propone), della gestione del disequilibrio, migliorano cioè l’efficienza di un determinato movimento. Non migliorano tuttavia la forza, miglioramento che passa attraverso l’incremento i della tensione muscolare ottenibile spostando ghisa.
Sull’utilizzo del termine funzionale sono d’accordo con te, ha generato molta confusione. Io preferisco usare i termini allenamento generale, specifico e speciale della forza.

swarovski dice:

ni, ho avuto un confronto simile con ado in merito allo sviluppo della forza in condizioni di instabilita’, non dimenticate che gli anellisti di forza ne sviluppano come pochi altri pur non utilizzando mai ne bilancieri ne ghisa.

Marokun dice:

Grazie mille ragazzi, ho buttato il sasso nello stagno per provare a rassettare un po’ le parole, per aiutare a intendersi. Grazie delle vostre risposte, credo che nel giro di non troppo tempo si creerà maggiore chiarezza, ne sono convinto. Ottima la distinzione tra allenamento generale, specifico e speciale della forza. Io voto anche per un uso intenso del termine rawtraining, se uno si allena da rawer.. insomma, si capisce no? 🙂 Per la relazione tra forza e instabilità, che è un tema davvero significativo, sarebbe bello iniziare a distinguere instabilità diverse. Da profano mi sembra proprio che l’instabilità degli anelli da un lato e quella delle palle svizzere o dei bosu dall’altra siano profondamente differenti. Negli anelli il baricentro è sotto al punto fisso, per cui mi sembra che l’anellista faccia convergere la forza verso un fuoco ben preciso: questo è utile e dà ulteriore qualità alla forza. Il bosu è un cuscino privo di centro, disperde le forze, non potrò mai focalizzare, posso solo imparare a compensare e lì la forza la perdo, invece di guadagnarla. Può avere un senso come ragionamento?

Slainte73 dice:

Ciao ragazzi,
considero la ghisa un mezzo per generare tensione muscolare. Tuttavia anche il peso del proprio corpo lo è, dipende dall’uso che se ne fa e dalla tensione che si riesce a creare, vedi ad esempio negli anellisti. L’instabilità a cui mi riferivo è quella generata da piani instabili su cui eseguire i vari esercizi, tipo squat monopodalici e che determina si, un miglioramento della coordinazione intermuscolare, ma la tensione generata non è tale da migliorare la coordinazione intramuscolare, salvo che con atleti con scarsi livelli di forza. Quindi dipende dall’obiettivo che si ha in una determinata fase e in base a quello, si scelgono i mezzi e i metodi di allenamento

swarovski dice:

se avete voglia di rileggere lo scambio a cui mi riferivo lo ritengo sempre molto interessante.
[url]http://www.rawtraining.eu/lavori-specifici/lento-avanti-tecnico-per-lo-strenght-training/#comment-2552[/url]

le vostre risposte trovo siano entrambe valide e corrette, quindi credo che alla fine spesso e’ solo per brevita’ di esposizione e leggibilita’ che si generalizza compiendo delle involontarie approssimazioni.
comunque il principio teorico secondo il quale sia possibile sviluppare livelli di forza stratosferici avendo come unico punto fisso le mani poggianti su supporti instabili rispettivamente a quello in cui non sia altrettanto possibile con i piedi ritengo risieda nella nostra morfologia, i piedi non sono prensili, i muscoli delle gambe per via della locomozione sono gia’ molto forti e per poterne incrementare il livello l’unico modo e’ attraverso dei sovraccarichi esterni non potendo creare delle leve svantaggiose con il proprio peso corporeo.
gli anellisti dedicano migliaia di ore allo sviluppo della forza in quelle condizioni, immagino quindi che occorrerebbe un investimento di risorse analogo per ottenere 100kg di squat su una bosu, cosa che non avrebbe senso fare perche’ quello non e’ uno sport e con un millesimo di quel tempo si sviluppano livelli di forza superiori su una superficie stabile. Alla fine non sarebbe un investimento proficuo, inoltre poi vedere le tenute di forza agli anelli e’ bello ed attraente, gli squat sulla bosu no.

Marokun dice:

Davvero un grande scambio quello di Swaro e Gruzza, rileggendolo adesso mi rendo meglio conto del livello dei concetti affrontati. Grazie per il richiamo!

swarovski dice:

già rawtraining appassiona principalmente chi si pone delle domande e cerca di trovarne risposte plausibili. grazie a te marokun per i tuoi sempre riflessivi spunti.

eroszag eroszag dice:

Mi piace lo schema Bompiano..che utilizzo anche io.
Unica cosa, credo che parlare di forza funzionale, sia più marketing che altro.
Il periodo in cui si facevano allenamenti ” funzionali” su bosu ball è fortunatamente in diminuzione.
Certo ci sono esercizi più simili a un gesto motorio complesso di gara, e altri meno, ma se si conosce il gesto tecnico E si rinforza il corpo e i gruppi muscolari coinvolti, si è già a posto.
Detto questo solo per il titolo…l’articolo mi paice proprio perchè di cosidetti esercizi funzionali abusatissimi, ce ne sono pochi e nel giusto contesto.

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