Perché usiamo i kettlebell?

di Andrea Biasci

visione

Andrea Biasci è un utente del forum ispirato dagli altri utenti, con voglia di crescere e progredire sia sul campo che nello studio.
Per info: Project inVictus
Andrea è RawTraining Strength Master Coach.

22 commenti
Ghostdog dice:

clap clap

orsettoKT dice:

Non posso dire che sia stata una sorpresa totale… Un gran bell’articolo!
Finalmente un po di scienza dietro all’uso di uno strumento!
Complimenti!

Visione dice:

Be la parola scienza è una parola molto grossa, soprattutto visto che il mio livello è buono ma sicuramente non soddisfacente. Il presidente della federazione russa ci ha regalato un po’ di libri sui kt e su studi a riguardo, con tanto di grafici che piacciono tanto. Questa estate vorremmo provare a tradurli e a pubblicarli.

orsettoKT dice:

Credo sarebbe un opera colossale, ma gia quello che hai scritto è molto; partire dalle basi fisiche per capire come quando e perchè usare una cosa, è quello che si fa in tutti i campi delle attività umane, ma in questo è molto difficile che accada…
Quindi ancora complimenti!

RednBastard dice:

@Visione: l’articolo non è affatto deludente, anzi, è una lettura per tutti quelli che hanno ancora bisogno di comprendere che [b]”non è l’attrezzo che li migliora ma i principi con cui questi strumenti vengono utilizzati”[/b].
Per alcuni saranno concetti triti e ritriti, per moltissimi altri no.
E’ un buon articolo!!! 😉

Visione dice:

Io ho il pregio/difetto di non accontentarmi mai 🙂 Per esempio venere ho fatto il mio nuovo record di slancio e strappo. Dopo i primi secondo di felicità per non aver mollato era già deluso di non aver fatto di più. Alla fine credo che uno dei segreti per continuare a migliorarsi, sia nella pratica che nella teoria, sia d’avere sempre fame.

adogruzzaq dice:

Io vengo da un altro pianeta, per noi Tsatsouline è quello del programma per principianti 5 x 5 x 5 e che ha messo sul libro un analisi del piano di Sheiko.
I KB sono quella roba strana che usava come recupero attivo Vardanyan.
In questo periodo di osservazione del mondo KB ho visto di tutto e di più.
Essendo un pianeta nuovo, non c’è grossa selezione all’ingresso, per cui come per tutte le cose nuove, c’è una selva di inesattezze, incompetenze, superficialità d’approccio, infinite.
In nessun altro campo è così, semplicemente perchè nuovo. Andasse di moda tra le signore di mezza età il powerlifting (gulp! mi sa che devo aspettare un bel po’) ci sarebbero “spartani” che tengono corsi insegnando a prendere l’energia del cosmo facendo panca piana con il rimbalzino e le spalle in avanti con 55 kg. Questo è normale. Aggiungerei pure GIUSTO. Non vedo affatto di cattivo occhio il fiorire di movimenti che promuovono la preparazione atletica. Anche se primitivi o poco tecnici, tutto fa “pianeta fitness”, tutto fa movimento.

Il grande pregio che chi fa ste cose dovrebbe cogliere da questo articolo è quello di dare dei punti di riferimento nella parte finale:
dice (e mi devo fidare) 24 x 100 r è un punto di partenza e non di arrivo.

Certo se qualcuno facesse 20 ripetizioni con 100 kg di stacco da terra e chiamasse quello un “gran risultato” tutti avremmo da ridire, o almeno tutti quelli che fanno pesi.

Giusto è che la gente si abitui alla prestazione “calcolabile” e non solo alla chiacchiera.

Un ultima considerazione:
molti dicono che i KB hanno dato loro tanto perchè migliorato la possibilità “propriocettiva” rispetto all’uso dei carichi tradizionali.
Questa frase fa capire benissimo come la moda del KB nasca per COLPA di una totale e assoluta incompetenza dell’uso del bilancere.
La gente solleva il bilancere con la stessa concentrazione mente_corpo con cui tira la barra della lat machine.
A questo punto è ovvio e naturale che coi KB “senti la propriocezione”.

In pratica, il fatto di segnare ai KB il loro spazio nel mondo dei sovraccarichi, credo sia una cosa importante, e penso, come dice R&Bastard, sia davvero utile.

Il loro mondo non è “quello che non siamo riusciti a combinare con il bilancere”: il mondo dei KB mi sembra un pianeta interessante, spiegato molto bene nel punto 2 dell’articolo.

adogruzzaq dice:

Vorrei aggiungere 2 cose:
1. non faccio i complimenti ad andrea perchè è un mio amico o perchè lui li ha fatti a me.
Sono sempre stato assolutamente critico con A. per la verve con cui spesso approccia il mondo dei sovraccarichi.
Però è innegabile che quando fa quello che gli riesce meglio, cioè fare analisi razionali sulla materia, ne escano prodotti di grande qualità. Non ho letto in giro molti articoli di questo calibro. In tutta onestà.
2. volevo scrivere 100 x 10 non 100 x 20 ripetizioni. 100 x 20 non è comunque una grande prestazione, però c’è da farsi venire un fiatone pazzesco:-)

Freki dice:

Articolo interessante soprattutto perché insegna a chi, come me, è “nuovo” un modo di porsi sull’argomento e non è poco.
Una dubbio che mi è venuto leggendo i commenti invece è questo: che tutti i movimenti educhino alla propriocezione questo è ok, ma “credevo” che il vantaggio del kbell sulla bbell fosse legato ai movimenti balistici e al suo decentramento. Un po’ come dire, soprattutto per il primo argomento, che è il “tipo” di movimento che educa in maniera più incisiva la propriocezione. Ne avevo dedotto che ad esempio uno slancio o uno strappo (fatto con uno strumento o l’altro) educasse la propriocezione (e certi altri aspetti) meglio di una distensione alla panca piana…mi sbaglio?
Proprio in scia a questo aggiungo un’altra domanda a Visione. Hai detto un sacco di cose interessanti ma mi ha colpito il fatto che non hai parlato dei “movimenti” legati a questo strumento. Perché penso che la “fortuna” di questo strumento sia legata in buona parte proprio alla possibilità di eseguire (imparando in tempi relativamente brevi) movimenti che hanno un grosso coinvolgimento di “tutto” il corpo. E questo insegna molto sull’uso e la conoscenza della propria fisicità, soprattutto a un neofita…
Saluti e ancora complimenti!

Visione dice:

Ma la domanda è complessa soprattutto dopo che ho seguito due seminari di Dario Riva, uno degli esperti più importanti al mondo sulla propriorcezione. Ha studi su decine di campioni olimpici, astronauti e altra gente comune.
Allora lui fa un distinguo tra propriorcezione fasica e posturale.
Se fatta sollevando dei bei Kg è fasica ed non proprio una vera propriorcezione.
Faccio un esempio la maggior parte di voi conosce il botton up, cioè si prende il kt dal manico e lo si solleva con il corpo all’insù. Tenendolo in equilibrio. Ora sicuramente la forza del polso è l’anello limitante ma globalmente richiede molta meno forza del press, perchè non si riescono ad usare gli stessi pesi.
si usa molto per la stabilità e propriorcezione della spalla.
Bene ho visto gente che non aveva mai sollevato kt farlo senza problemi con diverse rip con i 24Kg. Sta gente non ha mai allenato la propriorcezione eppure riesce meglio di chi si concentra su questa.
Invece la propriorcezione posturale la si allena senza un coinvolgimento importante della muscolatura superficiale. Non servono molti Kg per allenarla. Per farlo bene però servono dei test di valutazione se no come al solito si fa tanto per fare.

Visione dice:

Si non ne ho parlato perchè è un’arma a doppio taglio. Si dice che i KT sorvolino il problema della complessità delle alzate olimpiche.
Vero ma:
1 allenano due cose diverse, poi se uno fa 20 ripetizioni di power snatch, non sono alzate olimpiche ma altro
2 è vero che tutti imparano in poco tempo lo snatch col Kt ma per avere una tecnica decente che ti permette d’alzare 100 volte 32kg ci vuole anche li tempo , anni e sinceramente non saranno i 24Kg a trasformare le persone in macchine da guerra.

Insomma purtroppo non esiste nulla che in breve tempo faccia miracoli.
Tutte le cose più efficaci richiedono tempo, costanza e dedizione , compresi i KT

spero d’aver capito la domanda

Freki dice:

Centrate entrambe e grazie per i chiarimenti! 😉

A J dice:

Bravo Andrea 🙂 non avevo dubbi sulla qualità.
Personalmente, non valutando solo gli atleti di forza o di sport specifici, vedo i kb anche come buon mezzo di avvicinamento al movimento con scopo benessere, molto molto meglio delle ancora imperversanti macchine isotoniche da palestra commerciale.

Visione dice:

Grazie Loris, si si giustamente in realtà il mio articolo si rivolge ad una piccola % di persone. Com’è giusto che sia molti lo usano per stare bene e perchè è uno strumento molto divertente.

Spartacus dice:

ma su questo sito si imparano una carrellata di cose !!!! asd…
molto interessante davvero

Giuni dice:

Uso i kettlebel da diverso tempo e devo dire che sono strepitosi, complimenti per l’articolo. Domanda: se volessi preparare una atleta che fa corsa cross country come potrei lavorare bene sulla resistenza con i kettlebell efficace a questo sport?

Visione dice:

facendogli fare cross country con un kettlebell attaccato ai maroni 😀
no scherzo si va sul complicato , il kettlebell può dare un buon transfer su una resistenza lattacida generale. Aiuta se la persona ha livelli delle capacità condizionali basse. Se ha già un ottimo livello atletico generale , lavora solo sulla preparazione specifica

nerasezi nerasezi dice:

Articolo ben strutturato e abbastanza chiaro. Ottimo anche il sito. Vorrei approfondire degli argomenti. Una decina d’anni fa lanciavo peso e disco, ora trentenne e con un’ernia al disco da 3 anni circa, vorrei riprendere a lanciare e come spiegato nell’articolo la base della preparazione di un lanciatore è lo sviluppo della forza massimale da trasformare poi in forza esplosiva. Concordo sulla base della mia esperienza quando dici che sollevare pochi kg tante volte non è come sollevarne tanti in poche ripetute. Quindi da tempo mi sto ponendo la domanda: “Posso allenare la forza massima senza sovraccaricare la schiena” Poichè squat, strappo e jerk sono l’ ABC del lanciatore.
Hai qualche spunto da offrire? Grazie

Emanuele

dige00 dige00 dice:

Leggo molto in rete, perchè penso che anche dopo laureato c’è molto da imparare.
Il tuo articolo è MERAVIGLIOSO. Lunghissimo ma veramente esaustivo, mi è piaciuto veramente e ti faccio i miei più sentiti complimenti. Penso proprio che punterò a seguire le tue orme sulla formazione…

adams78 adams78 dice:

un buon articolo! preciso come sempre e direi che aggiunte esterne all’argomento non servono proprio..

peppeviscido peppeviscido dice:

per nerasezi, faccio anch’io lancio del peso e un pochino di disco ( probabilmente sono,ed ero, tanto più scarso di te.. ), attualmente è il mio unico strumento di allenamento, ci faccio squat e press e ti dirò, lo utilizzo soprattutto per problemi di tempo, arrivi in palestra ( pausa pranzo ) non devi caricare il bilanciere e se addirittura ne hai uno tuo, puoi iniziare ad allenarti subito SENZA ASPETTARE CHE SI LIBERI, COME SPESSO SUCCEDE CON RACK E BILANCIERI, per il resto, penso che si, sia necessaria un po’ di tecnica in più del bilanciere, ma quel che conta è sollevare il peso sopra ( senza farsi male )

Apollo Apollo dice:

“Non è l’attrezzo che vi migliora, ma il metodo con cui lo usate”.
Ok, come si potrebbe traslare questa frase ad un esercizio come i Burpees?

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