L’essenza della forza

di Andrea Biasci

visione

Andrea Biasci è un utente del forum ispirato dagli altri utenti, con voglia di crescere e progredire sia sul campo che nello studio.
Per info: Project inVictus
Andrea è RawTraining Strength Master Coach.

32 commenti
fedEx dice:

Niente da dire Andrea…
articolo impressionante!
Sono pagine come queste che mi fanno amare il mio lavoro…

Ernest dice:

Semplicemente perfetto. Condivido tutto e leggo sempre molto volentieri quello che scrivi.
Colgo l’occasione per scusarmi, tempo fa mi avevi chiesto di mandarti la programmazione usata per i miei regionals di CrossFit, non l’ho mai fatto…non è da me ma in questo caso: mea culpa!
Fortunatamente il lavoro sul campo mi lascia poco tempo libero che impiego per studiare,aggiornarmi e…stare con la mia famiglia. Conto al più presto di essere trai vostri corsisti, buon lavoro nel frattempo.

Swarzkopz dice:

SPETTACOLARE! Grande Andrea! 🙂

lcvl lcvl dice:

Complimenti…
Grazie Andrea!

deadboy dice:

Mi accodo ai complimenti. 🙂
Sono concetti che tutti dovrebbero assimilare.

Marokun dice:

Bellissimo, lo stavo proprio aspettando.
Oso permettermi due considerazioni, posso?
La prima è che fra l’apprendimento di un musicista e di un atleta sembra ci sia un’enorme differenza, per il fatto di lavorare con carichi allenanti. Ma in fondo il carico allenante appropriato del pianista è quello della leva del tasto (e non è paglia). Per un pianista non sono “solo” un milione di ripetizioni, ma il pattern di apprendimento, tra feedback interni e esterni, mi pare esattamente lo stesso.
Forse pensarsi come dei musicisti, degli artisti del ferro, può aiutare a allontanare l’ottica miocentrica dal mondo della forza.

E poi il godimento, che metti proprio come ultima parola. Ho come il sospetto, ma non vorrei dare messaggi devianti, che proprio cercando il godimento nel gesto sotto carico allenante si possa fare della strada. 🙂

grazie mille!

Marokun dice:

..nel senso delle endorfine e compagnia cantante che favoriscono le dinamiche evolutive del SNC, che cosa avevate capito?!

Visione dice:

Grazie a tutti, in primis per aver finito l’articolo, grazie Ernest no problem 🙂

Un piccolo problema le immagini sono tutte impaginate male e non corrispondono a quello che c’è scritto sopra 🙁

Visione dice:

Scusate ma mi accorgo che mancano anche delle parti scritte, ieri abbiamo avuto la certificazione e probabilmente ci sono stati problemi nell’impaginazione. Sorry

Swarzkopz dice:

[quote]E poi il godimento, che metti proprio come ultima parola. Ho come il sospetto, ma non vorrei dare messaggi devianti, che proprio cercando il godimento nel gesto sotto carico allenante si possa fare della strada.[/quote]

Infatti anche swarzy nel video parlava della sensazione fantastica del pump, quando senti il muscolo lavorare e inondato dal sangue 😀

D’altronde si sa, se fai qualcosa contro voglia, senza divertirti non vai da nessuna parte.

Riguardo la parte del goal setting, di trovarsi svuotati moralmente se ti alleni senza obiettivi, confermo personalmente (come ogni atleta su questo forum, penso). Ancora più importante per un fighter secondo me… Ecco un estratto di un libro, Cuore Guerriero (sam sheridan) che mi sento di consigliare a tutti:

“….ridevamo pensando a come i lottatori, quasi senza eccezione, se ne stanno seduti negli spogliatoi prima di un combattimento, proprio negli attimi che precedono il suono della campana, quando l’assurdità della situazione è ormai chiara, e si chiedono perchè diavolo lo fanno. Ma io penso di saperlo: si allenano duramente per vincere gli incontri, in modo che nessuno sia in grado di prevalere su di loro, di fargli male dove hanno già subito dei duri colpi – in ultima analisi, si allenano duramente per MIGLIORARSI.  LA PROVA E’ NECESSARIA. COMPLETA L’ALLENAMENTO, E TI TRASFORMA.

….Ne avevo tratto la convinzione che la vita è il frutto della lotta e della fatica e che per arrivare a gioire veramente e a comprendere ciò che ci accade non possiamo starcene comodamente al sicuro, ma dobbiamo raggiungere quell’epifania che nasce dalla spossatezza di chi si è impegnato a fondo, in qualcosa in cui crede. La sicurezza e il benessere sono un pericolo mortale, per l’anima. Non sono mai riuscito a realizzare un buon dipinto senza fatica; quelli buoni, sono frutto di una battaglia.”

Torniamo a quello che dici tu Andrea:bisogna farsi il culo, ma farlo con intelligenza è meglio…e aggiungeri anche con un obiettivo

RednBastard dice:

Andrea ora è tutto corretto. 😉

Marokun dice:

Urca, ecco, questa cosa qui invece forse è un po’ più importante. Tu dici se fai solo 3 allenamenti a settimana, lascia stare i KB e vai sul ring, o sul tatami.
Ecco, però a volte la carenza di forza (è la storia – o la scusa – della mia vita) non ti consente di impostare correttamente il gesto tecnico.
Mi sto rendendo conto adesso che non avendo la forza nella schiena per fare uno squilibrio come diocomanda, ho sempre dovuto adattare tutto il mio judo a questa tara di base.
Te dici, potevi benissimo allenare di più lo squilibrio.. si, è vero, però è più difficile avere a disposizione il carico allenante per fare il milione di rep necessarie.
Ecco.. insomma volevo spezzare un’arancia per l’allenamento della forza in soggetti dove questo diviene fattore limitante all’apprendimento della tecnica corretta. Grazie!

deadboy dice:

[quote]L’esercitazione quotidiana elabora programmi sempre più complessi e strutturati. L’atleta dovrà aver bene chiaro il gesto corretto da eseguire, ogni particolare che verrà aggiunto col tempo sarà inserito nel programma motorio. Per questo è importante che principianti si focalizzino solo su un paio di punti fondamentali. Una volta appresi, inseriranno in quello che gli viene spontaneo nuove finezze, fino a rendere il gesto totalmente performante.[/quote]
Questo passaggio mi interessa parecchio. Quando un novizio si presenta sul forum e chiede consigli ad esempio sulla panca piana, tutti lo martellano con la questione della tecnica e soprattutto dell’adduzione delle scapole. Questo anche se non l’ha mai fatta in vita sua e ha un massimale di 30 Kg. In questi casi mi chiedo se non sia meglio, invece, spiegargli come eseguire la panca in modo decente, senza farsi male, e fargli raggiungere un massimale più elevato (es. 80 Kg), per poi fargli fare un passo indietro e farlo riparire facendolo lavorare sulla tecnica (es. adduzione) con dei carichi più impegnativi (es. 55-60%). Se vado a rileggermi l’articolo di IronPaolo “Bench press mon amour”, dà proprio questo suggerimento a chi inizia; in buona sostanza: “io ti faccio vedere come fare una panca decente, con un rischio minimo, e alzare il massimale, ma fatto questo dovrai iniziare a concentrarti su due aspetti molto importanti, spinta dei piedi e adduzione, altrimenti resterai fermo dove sei”; articolo che chiude dicendo “Focalizzatevi su un aspetto alla volta, riprendetevi e guardatevi”.
Quindi la mia domanda è: nei tre movimenti del PL ha più senso iniziare col bilanciere scarico o quasi e concentrarsi da subito su aspetti tecnici difficili come l’adduzione, oppure è meglio fare le cose in modo decente per un po’ e poi fare un passo indietro e riprendere il lavoro sulla tecnica ma con dei carichi un po’ più impegnativi?

deadboy dice:

Me lo chiedo perché i tre esercizi del PL sono animali diversi da quelli del WL o del GS, ciò nonostante vedo che nella fase di apprendimento iniziale molti tengono lo stesso approccio. Manca solo che qualcuno dica di iniziare a fare stacco col bambù. Io invece penso che per loro natura i tre movimenti del PL possano essere appresi meglio con un carico più impegnativo (es. 40,50,60 Kg) e una valanga di doppie o triple.

Visione dice:

Alla base conviene consigliare la cosa più motivante, anche ammesso che il bilanciere scarico sia la cosa migliore, e non lo è, se la persona si stufa è inutile consigliarlelo.
Io comunque son sempre per partire con la tecnica corretta e il carico è quello che ti permette d’apprenderla, ne troppo, ma neanche troppo poco.

Il problema è che l’approccio tecnico fa fare meno, e uno che inizia vuole subito spingere. è anche vero che chi chiede consigli tecnici ha già passato di solito la prima fase

adogruzzaq dice:

Articolo davvero IMPORTANTE, spero davvero che la gente abbia l’attenzione di approfondirlo perchè questi concetti cambiano e di molto le carte in tavola.

Deadboy, le alzate da PL fatte con solo bilancere hanno il limite di non dare il senso della reazione sotto carico.

Anche fare triple e doppie potrebbe essere per molti prematuro. La tecnica il principiante la apprende in maniera ottimale da lavori molto diversi rispetto all’avanzato. Cioè chi è già efficiente.

deadboy dice:

In modo decente non intendo “mi sdraio e spingo”, ma sempre con il pieno controllo del movimento. Però imparando prima delle basi sicure, per poi aggiungere una maggiore specializzazione. L’articolo di Paolo sulla panca descrive per prima cosa tutti gli errori da evitare.

zacco88 dice:

Davvero gran bell’articolo Andre…complimenti davvero!

UnoQualunque dice:

Ciao Visione
Nell’allenamento tutto è miocentrico (mio=muscolo), la preparazione atletica è un processo focalizzato sul potenziamento dell’apparato muscolare.

La preparazione atletica è una disciplina, pratica e teorica finalizzata allo studio dell’educazione e istruzione nei diversi contesti sportivi, la quale andrà a materializzarsi con l’organizzazione di un esercizio fisico ripetuto [ in termini di lavoro quantitativo qualitativo ed intensivo] in grado di riprodurre carichi di lavoro progressivi crescenti, capaci di stimolare i processi fisiologici di “adattamento ” migliorando le totali capacità fisiche e tecniche.

Visione dice:

Unoqualunque , giustissimo quello che hai detto te che è il cardine di quello che si segue, a queto aggiungo giusto le considerazioni dell’articolo.

Io forse sono molto per i blocchi ma non si tratta mai di scegliere tra due ma di integrare

UnoQualunque dice:

Si okay, e si capisce leggendo l’articolo ciò che vuoi dire.
Solo che quel concetto ad inizio articolo sintetizzato in quel modo, come si inizia a leggere, viene spontaneo chiedersi . Ma che scrive questo .
Allora mi è sembrato giusto fartelo notare

swarovski dice:

grazie davvero per avermi esposto ad un testo che difficilmente avrei raggiunto non avendo effettuato quegli studi, non a caso la mia “visione” si sta ampliando leggendo i tuoi scritti.

RawBike dice:

Che dire Andrea i tuoi articoli lasciano sempre un po’ D’amaro in bocca,e quando pensi di aver raggiunto un livello mediocre arrivi con un nuovo articolo a rimotivare mente e corpo di chi legge i tuoi Articoli.
Bravo e Grazie x questi articoli.

PrisonBreak dice:

Complimenti, articolo davvero fondamentale!!!

Visione dice:

Grazie a tutti, d’essere arrivati alla fine dell’articolo. Questo sta a testimoniare che c’è la voglia di sbattersi per conoscere. Ormai l’ignoranza non è più ammissibile, tra qualche anno la maggior parte degli appassionati ne saprà di più dei PT, semplicemente perchè con internet studia molto di più.

Pubblicare permette di ricevere, Alessandro mi linka un suo articolo, in cui ci sono altri aspetti che non avevo inserito per non appesantire l’articolo ma che sono il giusto complemento
[url]http://www.aaffri.it/index2.php/?p=577&fb_source=message[/url]

Se dai tutto ti ritorna indietro, nella vita conviene essere generosi, dando mi è tornato indietro molto di più

Ghostbuster dice:

Questo articolo non ha prezzo. Da rileggere e rileggere diverse volte.
Mi ha fatto riflettere su parecchie cose e questo è il primo riscontro positivo della prima lettura.

Grazie Andrea per condividere tutto questo, compreso il tuo tempo di ricerca, le esperienze dietro e tanto altro.

animadverte animadverte dice:

Complimenti.
Mi chiarisce anche alcune cose che avevi detto nel tread sulla tecnica.

c’è qualche punto che mi è oscuro, ma prima devo rileggere tutto 2 o 3 volte almeno.

PS: te lo dico proprio da fan eh, la chiusura retorica l’avrei limitata un po’. gasa, ma fa suonare la cosa un po’ da articolo di Flex… cmq chissenferega. 🙂

RobyV76 RobyV76 dice:

Eccellente articolo. Una pietra miliare. Complimenti vivissimi e GRAZIE per la divulgazione.

Beowulf dice:

Gli amatori come me che vogliono comunque diventare forti vivono in un momento fortunato….c’è rawtraining, e c’è gente come Andrea Biasci che condivide gratis queste perle. Grazie per il tempo speso per scrivere questo magnifico articolo, credo che mi guiderà per tutti i miei futuri allenamenti negli anni a venire.

Debiru Ma dice:

STUPENDO !!!!!
Molte grazie , concetti che avevo solo potuto ” annusare ” ora hanno un senso compiuto…..

HALLE HALLE dice:

DAVVERO DAVVERO UN BEL LAVORO ! ARTICOLO IMPONENTE, LINEARE , NO FA UNA PIEGA . HO INIZIATO CON VOI DA CIRCA 10 MESI , POSSO DIRE CHE DA QUANDO NON ALLENO PIU’ I MUSCOLI MA “ALLENO IL SISTEMA ” HO FATTO 2 PASSI IN AVANTI. GRAZIE X L’ ARTICOLO SUONA LA CARICA!!!!

Silver dice:

Bisognerebbe tenerli sempre a mente articoli del genere.Grazie andrea! Bellissimo il video del lottatore, che fa squat da angoli assulutamente inusuali! ho iniziato a praticare anche lotta e ho notato questa problematica principale: anni di pesi (malfatti ovviamente) mi hanno creato delle tensioni muscolari e tendinee pazzesche sull’articolazione dell’anca, al punto che la mattina sembro un vecchio da quanto son rigido. Capisco che per imparare la tecnica sia necessario squattare e staccare molto spesso, come io stesso ho consigliato in altri articoli scritti per raw, però per chi come me non ha mai curati la flessibilità, non fa che peggiorare le cose, l’ho provato sulla mia pelle, così ho dovuto ricercare almeno per ora dei compromessi per recuperare flessibilità.

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