Kettlebell e le MMA

di Andrea Biasci

visione

Andrea Biasci è un utente del forum ispirato dagli altri utenti, con voglia di crescere e progredire sia sul campo che nello studio.
Per info: Project inVictus
Andrea è RawTraining Strength Master Coach.

50 commenti
bubugaz bubugaz dice:

Bello e illuminante, gran cosa i numeri, altro che chiacchiere! Sulla validità delle alzate olimpiche non avevo dubbi, quà a verona i judoka dio buon/ottimo livello si allenavano/allenano regolarmente con i ragazzi della pesistica e la loro esplosività ve lo posso garantire di persona è a tutta prova (i risultati che hanno avuto negli anni parlano da soli!). Una sola osservazione, da praticante di mma (alleno/gareggio) posso solo dire che la cosa è scoraggiante, perchè dovendo dedicare almeno due (minimo) sedute settimanali allo striking e due (meglio tre) alla lotta a terra/proiezioni, e dovendo fare anche almeno un paio di sedute di corsa alla settimana, per l’ atleta dilettante medio il tempo per fare i pesi diventa realmente poco! Tralasciando volutamente il fattore recupero (e allenarsi di lotta o thai) lo stesso giorno che hai fatto i pesi è duretto, se lo fai dopo poche ore pure infruttuoso..) il tempo da dedicare ai pesi si riduce al massimo a un paio di sedute alla settimana. E quà la vedo dura, assimilare le alzate olimpiche, i tempi per apprenderle correttamente e ottenerne risultati utili si dilatano a dismisura (almeno questa è la mia esperienza personale..). In sostanza credo che nonostante le alzate olimpiche siano anche a mio parere ciò che dà più transfer a un praticante di sport da combattimento, richiedono risorse di tempo per essere assimilate (anni) difficilmente concilibili con le possibilità del praticante medio. Un ottimale per professionisti, diciamo, purtroppo…

Ermenegildo Ermenegildo dice:

La tabella sul carico necessario per ottenere dei benefici dai pesi è stata ottenuta da un campione di peso molto variabile di atleti o è stata ottenuta da un campione di peso omogeneo?

adogruzzaq dice:

Grandioso articolo. Davvero un punto di partenza notevole.

Devo tirare l’orecchio solo all’opera da cui hai tratto il discorso sull’alattacido anaerobico: se con meno di 1,8 metri al secondo non si allena il deficit di forza esplosiva possiamo andare tutti a casa a tirare delle noccioline più lontano che si può. Aimè sono i soliti dati da ‘scienze motorie’ però questo non è certo colpa dell’autore.

Complimenti, il più bell’articolo DELLA STORIA sull’allenamento coi Kettlebells. Stamattina ho letto un articolo sui clubells di qualche guru del funzionale. La differenza di qualità dell’argomentazione è imbarazzante, davvero imbarazzante.

Leviatano89 dice:

Veramente un bell’articolo! Devo rileggermelo ancora un paio di volte per cogliere bene tutto 😀

Roronoacilla dice:

Grande Andrea, articolo molto interessante e pieno di spunti!

Arjuna dice:

L’articolo migliore che abbia mai letto sulla preparazione con i KB. Nonché il più deprimente..

Beowulf dice:

Beh, meglio una triste verità che demolisce un mito che continuare a vivere sognando risultati facili con poco tempo.

Sherden dice:

Come già detto articolone pieno di spunti, soprattutto la spiegazione della logica di base e dei meccanismi non limita l’articolo alle sole MMA, anzi… Se lo dovrebbero leggere molti di quelli che vogliono fare da preparatori… Il principale limite di quelli di S.M., e lo lo stò notando in questi giorni, è che pensano di sapere perchè laureati… Niente di più lontano, abbiamo solo fondamenta solide ma il lavoro da fare è infinito e di certo non superficiale, spero che i nostri colleghi se ne rendano conto anche se il loro obiettivo sarà quello di fare i prof. di Ed.Fisica o lavorare nel “fitness”… Altro articolo all’italiana da mettere nei preferiti! 🙂

Taurus dice:

Veramente un ottimo articolo!
Approfitto per chiedere ad Andrea (o altri), qualche consiglio sui migliori testi (italiani o comunque tradotti) di “preparazione atletica” (concetti generali, non specifici per un determinato sport)

cipri cipri dice:

Complimenti Andrea, davvero bello….
complimenti per la chiarezza e per i contenuti, credo riuscirebbe a capirci anche mia nonna..

Ado mi posti l’articolo dell’ espertone, così vedo il gap?????

Ermenegildo Ermenegildo dice:

1,8 m/s di che cosa è la velocità?
Da dove viene?

Visione dice:

@Ermenegildo il rapporto peso BW è una media d’atleti di tutte le categorie in una ricerca che se non ricordo male è durata 10 anni. Comunque vi invito a tutti a comprare SDS [url]http://scuoladellosport.coni.it/index.php?id=22 [/url] sono 4 numeri all’anno (20 euro) ma ci sono 3/4 articolo o review da incorniciare ogni anno. (alcuni numeri però non dicono nulla).

@Taurus ti consiglio il libro della NSCA [url]http://www.libreriadellosport.it/libri/manuale_di_condizionamento_fisico_e_di_allenamento_della_forza.php [/url]
Sul punto di vista pratico è come tutti i libri americani (molto carente) per tutto il resto è OTTIMO. Ad oggi ancora non esiste un libro che riesca a portare la realtà agonistica dei pesi nel cartaceo. ASPETTANDO IL LIBRO DI PAOLO OVVIAMENTE

@Ermenegildo Viene dalle ricerche sulla velocità dei sovraccarichi rispetto al gesto atletico. Tutte le ricerche evidenziano un transfer maggiore nei sovraccarichi in quegli esercizi in cui il sollevamento ha velocità simili a quello da gara. In realtà quella che ho scritto è una licenza poetica perchè quelle velocità sono ancora troppo basse rapportate ad un 80% del BW. Vanno “bene” per un peso maggiore.

Il limite di queste ricerche come fa notare Ado è il tempo di studio. è logico che un saltatore avrà più transfer nel fare lo squat jump con il 30% 1RM, rispetto al 80%1RM o al full squat. Però lavorare con pesi così bassi ha una curva di crescita molto stretta. Nel breve l’atleta non ha più benefici. Per questo nella periodizzazione si variano i carichi e le velocità.

UMBRIAKTC UMBRIAKTC dice:

davvero un bel lavoro Andrea… in pratica se uno vuole ottenere quello che dici rispettando i criteri citati va effettuata un a programmazione che preveda lavori con il bilanciere, con alzate di potenza (strappo e slancio olimpico) e fondamentali (squat, stacco, ecc), ed altri con le kettlebell.

Visione dice:

in realtà no , perchè così facendo dovresti fare almeno 6 allenamenti di pesi oltre che quelli per il combattimento. Quando in media un professionista può dedicare 2-3 allenamenti ai sovraccarichi.

Non scordiamoci che ad un lottatore il lavoro specifico serve molto di più che il lavoro generale.

Quindi a noi che piacciono i pesi (o KT) li vediamo al centro della preparazione quando in realtà sono alla periferia.

Comunque uno non può essere bravo in tutto e secondo me conviene scegliere su cosa specializzarsi. Uno decente coordinato e flessibile, avrà un ottimo trasfer anche nel resto purchè raggiunga dei minimi. Questo lo vedo io nel PL o viceversa negli atleti di Ado coi KT.

Grande Andrea!!! 🙂

maxiwan dice:

Bravo!

Mastef Mastef dice:

bellissimo articolo, avendo iniziato l’agonismo, sabato scorso nelle mma devo dire che questo mi serve più del sonno e del pane!

Freki dice:

Bellissimo articolo! Grande Andrea!!

Enri dice:

Guardando la curva di crescita e pensando al “fitness come fatica” mi viene in mente la differenza tra l’allenamento di un principiante e quello di un avanzato.

Detto molto grettamente il principiante per rompere l’omeostasi dovrà “sentire” piu’ fatica (=spingere) di quanto non debba fare invece un atleta tecnicamente avanzato.

Mi chiedo insomma se abbia senso giocare con quelle curve invece che prenderle completamente separate e quindi a seconda del soggetto essere piu’ vicini ad una o all’altra.

Insomma la fatica ha la sua funzione ma va dosata nell’ottica di un approccio metodologico pragmatico che si basa sui numeri e sa adattarsi al contesto.

My 2 cents.

Ermenegildo Ermenegildo dice:

scusa sono stato poco chiaro, quella è la velocità di accorciamento del muscolo?

AndreaKB dice:

Si era preveduta la “bomba”.. e la BOMBA è arrivata!!!
Io condividerei il più possibile 😉

Visione dice:

@Enri il tuo discorso è molto intelligente, il problema della fatica è che si misura la propria fatica percepita (vedi scala di Borg) comunque in media la riflessione è corretta. Il limite tecnico limita lo stress fisico quindi il principiante può ammazzarsi senza grosse ripercussioni. Anzi se non lo fa nella gran parte dei casi si deallena.
Discorso diverse è se parliamo d’allenamento di sedentari o di BCM.

@Ermenegildo , no si misura sempre la velocità dell’attrezzo, quindi è riferita allo spostamento del bilanciere, senza contare la velocità del corpo dell’atleta che nei SO è presente ed essenziale

adogruzzaq dice:

Cipri: se avessi voluto fare il nome l’avrei fatto. Il bello è che l’ho letto stamattina per curiosità e dopo poco questo. Un americano su riviste di settore.

Rako83 Rako83 dice:

Bellissimo articolo, ma non mi sono chiare un pò di cose.

Nell’allenamento della capacita ANAEROBICA ALATTACIDA si parla più di resistenza all’esplosività che dell’esplosività stessa o sbaglio?
A livello pratico, seguendo i punti successivi su come allenarla,se pesassi 100 kg, potrei fare ciò:
-Carico il bilancere fino ad arrivare a 80 kg
-Eseguo uno stacco da terra (per esempio) in modo veloce per la durata di un round (mettiamo 6 minuti)
– Lo eseguo per il numero dei round che devo fare in gara.
E’ esatto?
Quello che non capisco è che mi sembra molto difficile eseguire uno stacco, anche se solo con 80kg, per 6 minuti di fila mantenendo la velocità e non accumulare acido lattico.

Ancora, se volessi invece allenare la sola esplosività lontano dalla garà il lavoro cambierebbe radicalmente trasformandosi in un lavoro simil-powerlifter (poche ripetute-carichi alti-molto volume)?

Un ultima domanda.
Nell’allenamento del sistema ANAEROBICO LATTACIDO ho capito che l’allenamento deve rispettare la specificità del lattato che lo sport da combattimento richiede. Ok.
In termini pratici, nelle MMA o nel BJJ secondo me il modo migliore è allenarla con la “lotta” stessa che simula la gara.
In aggiunta se si volessero usare dei circuiti questi dovrebbero rispettare comunque il principiò della specificità (quindi misurazioni con un lettore di lattato e lavoro di conseguenza) con un alto volume.
Secondo voi è corretto?
Grazie

Ermenegildo Ermenegildo dice:

Si misura la velocità dell’ attrezzo per semplicità o perchè è quella che il tuo corpo percepisce e che fà parte dei dati su cui lavora il cervello per imparare?

checco checco dice:

Articolo stupendo..!!!!
Volevo fare 2 domande????
Quanto allenamento in % dedichereste alla forza per microciclo??
Quanta forza serve ad un fighter per riuscire a sferrare colpi brutali???
Io conosco tantissimi fighter sia pro che agonisti normali che non sollevano di massimale nemmeno il loro peso corporeo pero’ hanno nel palmares con tantissimi ko.
A dire il vero la maggiorparte di questi i pesi non li toccano proprio…!!!

Visione dice:

@Raco83 Allora la tua domanda apre una porta troppo lunga da chiudere, magari il prossimo articolo parlerà di questo. Faccio un sunto.
– si, si parla di resistenza all’esplosività.
Il lavoro di resistenza all’esplosività coi bilancieri fa schifo.
1) La differenza tra uno stacco e una portata al petto nella resistenza è che la portata al petto ha sempre dei minimi di velocità. Tradotto devi sempre generare più forza nel più breve lasso di tempo, prima della fase di volo. Nello stacco puoi spingere alla velocità più comoda perchè non ha dei minimi di V.
Per questo la resistenza all’esplosività la si allena in movimenti dinamici o balistici, perchè sei sempre obbligato ad essere esplosivo anche quando sei stanco.
Ora fare una portata al petto, slancio , strappo con bilanciere su tanti min, diventa un lavoro in catena chiusa che porta un logorio maggiore alle articolazioni. Lo puoi fare con i manubri ma ti assicuro che coi KT viene da Dio. Perchè?
Perchè hanno la presa carpea (unico loro vero grande vantaggio).

Su 6′ ma anche su 3′ si accumula di sicuro acido lattico infatti si lavora sempre in un continuo energetico dove i metabolismi cooperano sempre tra loro.

Il modo migliore per SVILUPPARE l’esplosività è il PL. Il WL è di gran lunga meglio ma tanto la tecnica, l’attrezzatura, è fuori dalla portata del 99% degli utenti. Questo non toglie che il PL deve essere fatto lo stesso sotto la guida, se pur sporadica, d’un tecnico. Cerca sul sito della federazione [url]http://www.powerliftingitalia-fipl.it/[/url], se c’è un club dalle tue parti, se ti interessa.

Alla tua ultima affermazione la risposta è SI. Ricordo che ad un lottatore in primis serve fare lavoro con i compagni specifico e per ulltimo i pesi
[video]http://www.youtube.com/watch?v=wN0f9nBz0N0&feature=share[/video]

@ermenegildo alla tua domanda non so rispondere ma secondo me si fa per semplicità 😉

Visione dice:

@checco appunto il problema è che un Knock-out artist non lo si diventa coi pesi. Questo è quello che le persone non capiscono. I pesi servono perchè un atleta DEVE migliorare su più fronti. Lavorare solo su una cosa porta ad uno stallo molto più velocemente.
Aumentare le capacità condizionali e coordinative permette di poter portare la propria specializzazione più in la.

Ricordatevi questo.
Per essere ottimi in qualcosa dovete essere bravi in tutto.

[b]Il problema è l’approccio che si ha alle cose, uno vuole partire e essere subito bravo in tutto. Invece deve prima diventare bravo in una cosa e poi estendere le sue capacità per infinine diventare ancora più bravo in quella cosa. [/b]

Massimo Massimo dice:

Complimenti, grande articolo! Prosegue una rivoluzione fondata sui numeri. Ci sarà sempre chi non capirà o non vorrà capire, ma il messaggio è partito forte e chiaro.

fedEx dice:

Ciao Andrea,
complimenti per l’articolo!!
Riassume delle verità che dovranno (ahimè) essere ripetute per i prossimi 10 anni perché la gente dimentichi i 30 anni di storia (per la maggior parte scorretta e “contaminata”) sulla preparazione fisica coi sovraccarichi che ha assimilato nel tempo.

Bisogna, come in tutto, avere pazienza (tanta), volontà, caparbietà, ecc… e capire che è molto meglio proiettare la crescita al futuro che all’immediato.
L’allenamento DEVE essere visto come un GRANDE investimento, che dà i suoi frutti solo a pianta matura!

Questo articolo è un OTTIMO punto di partenza.

Rako83 Rako83 dice:

Grazie mille Visione per la risposta chiara e accurata.

Un ultimo dubbio… due kettlebell da 32kg posso veramente essere allenanti come un carico che sia l’80% del BW? Mi riferisco a persone che superino i 100kg di BW.

Grazie ancora!

bubugaz bubugaz dice:

A dire il ver nel video postato si vedono atleti d’ elite simulare il gesto atletico (ponte, souplesse) con un sovraccarico, praticamente il contrario di quello che dovrebbe fare un neofita perchè rischia di modificare involontariamente (in peggio) il gesto specifico. E’ corretto?

Ermenegildo Ermenegildo dice:

Il dubbio nasceva dal fatto che la velocità finale di qualsiasi movimento non è linearmente proporzionale a quella di accorciamento del muscolo o dei singoli filamenti, quindi risulta difficile confrontare, con buona precisione, velocità di esecuzione che nascono da movimenti con diversi rapporti articolari.

adogruzzaq dice:

Checco: io concordo col tuo intervento al 100% e aggiungo prendendomene tutte le responsabilità, anche perchè fino ad oggi sembra che ci abbia preso:
ovvio che i migliori non usano pesi. Fare i pesi come stanno insegnando a chi fa sport di lotta è ASSOLUTAMENTE CONTROPRODUCENTE. Se avessimo voglia di analizzare un programma tipico functional per le MMA vedremmo che a partire dal discorso sul lattato fino al problema del reclutamento è tutto fuori misura, tutto molto vicino al contrario di quello che si dovrebbe fare.

Quanta forza serve per sferrare colpi brutali?
POCHISSIMA MA SERVE LA CAPACITà DI ANDARLA A RECLUTARE. O CE L’HAI NEL SANGUE OPPURE TE LO DEVONO INSEGNARE.

Alla certificazione di Rawtrainig e a tutti gli altri corsi che ho fatto e faccio ho spesso detto: tutti qua dentro avete la forza nelle gambe per fare le olimpiandi, nessuno ha la capacità di reclutarla. Questo è il punto.

La mia logica di allenare i sovraccarichi senza compensi e con maniacalità alla tecnica e non al carico serve proprio ad imparare ad usare la forza. Per cui, grande domanda.

xxxxxx xxxxxx dice:

appena iscritto e già mi trovo a leggere un super articolo. grazie Visione!!
@ado: sarebbe interessante un’analisi sui programmi che oggi si usano per “allenare” nelle mma, per far capire a gurù del funzionale che oggi giorno spuntano come i funghi, che non basta far sudare l’atleta per pensare di averlo allenato e fatto migliorare..

Visione dice:

Le frasi di Ado sono sempre GENIALI.
@bubugaz
mi dispiace risponderti rapidamente ma anche qui il contesto richiederebbe un articolo a se. Il problema lo si ritrova in tutti gli sport. Forse uno che tutti possono visualizzare è il nuoto. In questa disciplina per anni si è utilizzato e ancora si utilizza palette e tavolette. Di solito questi strumenti vengono utilizzati come strumenti nel metodo analitico (vedi metodo globale Vs metodo analitico).
Dagli studi per esempio sulle palette si è evidenziato che si gli atleti miglioravano la loro bracciata grazie alla paletta ma miglioravano soprattutto quando la utilizzavano, una volta tolta i benefici erano minimi ed in molti casi portavano anche ad un leggero peggioramento. Questo perchè l’atleta migliorava un nuovo schema motorio.
Ma allora non bisogna più usara le palette o le tavolette nel nuoto?
No perchè arrivierà un punto in cui l’atleta avrà estrema difficoltà a migliorare la nuotata standard, mettere delle varianti se pur “pericolose” obbliga l’atleta a trovare nuove soluzioni.
E l’evolvere TECNICO STA NELLA CAPACITà DELLA MENTE DI TROVARE NUOVE STRADE ALLO STESSO PROBLEMA.

Quindi tutta l’attrezzatura, tutti gli esercizi, possono andare bene, ma solo se inseriti in un contesto di miglioramento dello schema motorio abbinato ad un potenziamento muscolare. Io posso decidere di fare un passo indietro se poi questo mi permette di farne 2 avanti.

Visione dice:

@Ermenegildo
il biofisico studia il movimento del corpo attraverso:
-La cinematica: si studiano i movimenti senza prendere in considerazione le cause che li determinano
-La statica: si studiano le condizioni d’equilibrio d’un corpo e le forze che generano il movimento
-La dinamica: si studia il movimento in rapporto alle forze che l’hanno causato

Nel caso dell’accorciamento della fibra muscolare invece è il fisiologo a studiarla

Tutto questo per dire che questi argomenti vanno al di la della mia capacità e conoscenza intellettuale, che si è fermata allo studio dei movimenti angolari e al bilanciamento delle leve 🙂

Comuqnue la tua osservazione è giustissima

jackDK jackDK dice:

articolo molto bello
grazie

checco checco dice:

Ragazzi siete veramente grandi….!!!!!!!! Andrea Ado e i master raw siete persone fantastiche. ma non lo sto’ dicendo perche’ in questo caso sei della mia stessa opinione….lo dico perche’ avete una dote rara…che starebbe nel non rimanere chiusi dentro a delle idee che diventano inevitabilmente limitanti. Riuscite davvero a creare una grande alchimia.
dico questo perche’ leggere un commento di ado del genere e pensare che lui e’ uno delle teste del pl italiano e’ fantastico.
anche Visione in passato si parlava di Fedor e il kbell e aveva condiviso con me che il tempo era veramente di % minima rispetto a tutto il resto.
io credo che ogni atleta sia come un alberello e l’allenatore deve anno per anno imparare a potare i rami inutili per farlo restare sano e sempre piu’ forte.

bubugaz bubugaz dice:

Grazie Visione, credo di aver capito cosa intendi e ti seguo con interesse. A mio parere quanto affermi nell’ articolo merita ampia diffusione, nonchè se avrai tempo e voglia un buon lavoro di approfondimento. E’ realmente qualcosa di nuovo e interessante e chi come me adora gli sport da comb e il lavoro con i pesi non può che seguirti con interesse. Tra l’ altro se sei la stessa persona dei tutorial sui kettlebell su you tube (credo di si..) ti faccio i miei complimenti, li trovo veramente utili e ben fatti! Magari un pensierino in futuro a realizzare qualcosa anche sui fondamentali del PWL? Io butto il sasso, vorreste mai… : ) P. S. Penso che appena ne avrò un attimo la possibilità (tempo tiranno!) alle giornate formative vorrò essere anch’ io dei vostri!

Visione dice:

Si sono io 🙂 Per il PL deve vedere Ado

Intanto
GRAZIE A TUTTI

SPERO CHE QUESTO ARTICOLO SIA EPOCALE, NON TANTO PER I SUOI CONTENUTI MA PERCHE’ SPINGA ALTRI UTENTI A SEGUIRE QUESTA STRADA. PERCHE’ ALTRI PIU’ ESPERTI DI ME POSSANO MIGLIORARE/CORREGGERMI SU QUANTO SCRITTO.

La strada è segnata, Rawtraining, Paolo, Ado, continueranno a dare il loro contributo, ci aspettiamo che chiunque abbia la curiosità intellettuale e la fame agonistica (con se stesso), si aggiunga alla schiera per andare tutti assieme sempre più avanti, verso questo meraviglioso mondo del potenziamento della macchina umana.

ValeRoma ValeRoma dice:

“Movimenti esplosivo-balistici (alattacidi) inseriti in un contesto aerobico-lattacido, dove la capacità aerobica non è fondamentale ma lo sono la potenza aerobica, la resistenza lattacida (soglia), la forza esplosivo elastica e la resistenza alla forza veloce”

Questa definizione mi ha colpito molto, ma mi ha lasciato molte domande…Mi chiedo come si possa impostare un programma intelligente quando si hanno pochi strumenti, vedi a corpo libero. Potrebbe essere un buon metedo il fartlek? Anche se mancano molte componenti come quelle della forza applicata ai movimenti balistici…Allo stesso modo, se si dispone solo di bilanceri…credo sia impossibile fare una serie di squat da 5′ all’80% rimandendo esplosivi e tecnici…oppure vale lo stesso principio della programmazione e questo ( le serie da 5′ all’80%) sono il punto di arrivo? A me sembra un risultato inarrivabile.Spero di non essermi dilungato troppo, comuqnue il dubbio è…come ottimizzare in condizioni non ottimali?

IronPaolo dice:

Mi associo ai complimenti fatti ad Andrea, l’articolo è veramente eccezionale perchè è densissimo di concetti che dovrebbero essere dettagliati con tonnellate di articoli.

Non solo, i commenti sono altrettanto stimolanti.

Io mi voglio soffermare su questo:

“Il problema è l’approccio che si ha alle cose, uno vuole partire e essere subito bravo in tutto. Invece deve prima diventare bravo in una cosa e poi estendere le sue capacità per infinine diventare ancora più bravo in quella cosa.”

Questo articolo deve essere un punto di partenza per capire che in certi sport è tutto da rivedere e riguardare, perchè c’è ancora tantissimo da fare.

Chiaro che nel campo dei pesi il WL e il PL abbiano avuto evoluzioni incredibili: sono il “fare i pesi” portati a sport.

Nelle altre attività, invece, c’è moltissimo da imparare. Non solo, credo che ancora non si siano ben definiti i ruoli dei vari metabolismi in attività intermittenti, perchè è difficile quantificare i contributi.

Mi spiego: è facile studiare il metabolismo di uno che va in bicicletta: gli si ficca in bocca un affare che misura l’ossigeno consumato, un cardio da paura, si mette su una bike piena di sensori e gli si fa fare qualcosa.

Abbiamo informazioni preziosissime su allenamenti intermittenti, continui e a % di intensità estremamente varie. Poi, in palestra fluiscono solo le info di allenamenti “aerobici” e quelle che riguardano protocolli HIIT vengono sempre distorte, ma solo perchè sono più difficili da studiare. Ma questo è un altro film…

Prendiamo uno che fa un’arte marziale: ben più difficile misurare ossigeno, respirazione, battiti, in un incontro o in un allenamento. Pertanto le info sono molto più frammentate.

Questo significa che ancora c’è un approccio “primitivo” (passatemi il termine) alla preparazione atletica perchè non si sa bene come rispondere alle domande che Andrea espone all’inizio del suo articolo.

IronPaolo dice:

Quando siamo in queste situazioni, è difficile prendere delle decisioni. Allora vale la frase che ho citato nel commento precedente, ma è una frase che implica “perderci tempo”.

Però, è così. Uno che fa MMA vince o perde indipendentemente da quanti kg o ripetizioni fa con i kettlebell.

Perchè vince o perde sulla base di quello che sa fare nel suo sport. Questo è il punto fondamentale che non va mai perso di vista.

Ciò che una preparazione atletica dà è un miglioramento di qualcosa che già ci deve essere, per questo non ha senso esagerarla ma, invece, concentrarsi solo su 2, 3 elementi nuovi in ogni stagione d’allenamento.

Se guardiamo gli atleti d’elite, fanno sempre le stesse cose anche quando vi dicono che nella nuova preparazione hanno inserito chissà quale novità. La novità c’è stata, ma magari solo quella. Poi se prendete 10 campioni differenti, ci saranno 10 novità. Ma se le fate tutte e 10 non funziona più.

Le cose nuove vanno inserite poco alla volta per poter diventare bravi in quella singola, specifica cosa. E senza scordarsi che quella non è lo sport che fate.

lo so che non ho detto nulla di nuovo, ma poi quello che succede è proprio che l’entusiasmo fa ficcare dentro ciò che fate cose inopportune come qualità e come quantità, un po’ come quando nelle prime schede da palestra si mettono gli esercizi per il soleo ed il gastrocnemio o per il deltoide posteriore e laterale. Cazzo metti se hai 3 ore di palestra…

Ciò che l’articolo di andrea insegna è un modo di ragionare nuovo nel fare queste preparazioni atletiche. Inventatevi un’idea, valutatela con ciò che è scritto nell’articolo. E poi testatela sul campo. Ma quella e basta, non 3000 altre cose insieme.

swarovski dice:

mi devo ovviamente aggiungere alla lista dei complimenti.
forse le kettlebell sono piu’ proposte nel fitness rispetto all’alzata olimpica oltre che per la praticita’ perche’ non hanno i prerequisiti di mobilita’ di quest’ultima.
Ci vogliono anni solo per arrivare ad un full squat corretto a corpo libero!!

Silver dice:

Davvero grande Andrea … certe parole dovrebbero essere pubblicate su tutti i siti … ormai è tutto commerciale, l’ultima R-AZZATA l’ho vista su una rivista di kettlebell dove c’è uno che fa swing con una tuta da moto cross … non ci resta che da invitare tutti in campagna mia a zappare la terra e dire che ha un transfert sulla panca … è sicuramente più facile per i presunti allenatori imparare da You Tube piuttosto che aprire libri universitari…

valbass valbass dice:

questo articolo è meglio di bodyrock tv

Bomb Jack dice:

davvero un gran bell’articolo, molto interessante.

molti input mi avevano proprio portato verso l’idea d’introdurre una sessione power endurance al mio allenamento, al posto di quella di endurance/conditioning.

Si può pensare una sessione power endurance di densità che faccia anche da conditioning metabolico?
Mi puoi suggerire qualche template?

Patrizietto Patrizietto dice:

articolo bellissimo,grazie mille.

Ernestus Ernestus dice:

Il primo articolo critico degno di tale nome. Come te nemmeno io voglio fermarmi alle apparenze e ci sono un paio di dubbi che mi sono venuti leggendoti.
Io sono tra quelli che, dovendo scegliere, preferiscono farsi cadere sul piede un KB da 8 kg piuttosto che un manubrio da 16, tuttavia vedere il discorso chiudersi così mi ha deluso. Certamente l’allungo di leva induce un abbassamento del carico ma porta ad un aumento del momento angolare, che dipende in maniera solo lineare dalla massa, ma quadratica dal raggio! Il momento angolare ha la stessa unità di misura della forza peso (pertanto sono confrontabili) e nei movimenti più “oscillatori” del KB training mi sembra proprio questa grandezza il principale stimolo allenante: ecco perchè mi chiedo se la tabella iniziale (rapporto tonnellaggio/BW) sia poi così adatta al kettlebell.
Facendo 2 conti si può vedere che il decentramento della massa porta ad un momento che è circa 1.7 volte maggiore della singola forza peso. In estrema sintesi, fare uno swing con un KB rispetto a farlo con un bilanciere è 1.7 volte più intenso, esercizi più lineari risentono meno del decentramento.

Un saluto a tutti.

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