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Strength & conditioning per MMA e SDC, parte 2

Strength & conditioning per MMA e SDC, parte 2

Il concetto di trasformazione

Una volta compreso come la natura di uno scientifico programma di Strength & Conditioning deve essere e a quali standard numerici si debba guardare ci troveremo di fronte al problema di come rendere questa preparazione atletica effettivamente funzionale alla specifica performance sportiva, di come trasformarla da aspecifica a specifica quindi.
Generalmente possiamo distinguere tre fasi. Questa distinzione viene fatta sulla base dei singoli sistemi energetici, dei relativi potenziali di produzione energetica e delle abilità neuromuscolari e metaboliche ad essi legate:

A) Una prima fase lontano dalla competizione dove entrambi i potenziali di produzione energetica aerobico ed anaerobico e le abilità aspecifiche ad essi relazionate possono essere incrementati simultaneamente. Questo è quello che coincide con gli allenamenti di GPP (General Physical Preparedness). In questa fase dunque potranno essere allenate contemporaneamente diverse abilità e diversi potenziali di produzione energetica con differenti metodi e esercizi aspecifici. Potremo quindi allenare la Capacità Aerobica insieme alla Forza Resistente nello stesso micro e macrociclo, così come la Potenza neurale insieme alla Potenza Anaerobica Lattacida anch'esse nello stesso micro e macrociclo. In diversi sport questa fase altro non è che la famosa Off-Season.

B) Una seconda fase centrale dove a seconda delle esigenze e dei deficit dell'atleta uno dei due potenziali di produzione energetica e le abilità aspecifiche ad esso relazionate potranno essere incrementati mantenendo gli altri ad un livello costante.
Per esempio maggior enfasi sulla Forza neurale con mantenimento della Capacità Aerobica e della Forza Resistente o ancora maggior enfasi sulla Potenza Resistente con mantenimento della Forza neurale e della Forza Resistente ecc. Anche in questa fase mediante l'impiego di metodi ed esercizi aspecifici.

C) Una terza fase vicina alla competizione dove uno solo dei potenziali di produzione energetica e le abilità ad esso legate potranno essere incrementati a discapito degli altri. In questa fase sarà necessario cercare di incrementare al massimo un solo potenziale di produzione energetica e solo le abilità ad esso collegate, in quanto gli adattamenti fisiologici che ne conseguiranno saranno contrastanti nei confronti degli altri potenziali di produzione energetica e delle altre abilità. Quindi questo è quello che coincide con gli allenamenti di SPP (Specific Physical Preparation): Per esempio enfasi posta sulla Power Endurance dapprima tramite esercizi ancora aspecifici e mano a mano che ci si avvicina al momento della competizione mediante esercizi assolutamente specifici. In diversi sport questa fase coincide con la In-Season.

Un programma di Strength & Conditioning dovrebbe svilupparsi attraverso queste tre fasi e terminare al momento della competizione. Dovrebbe progredire dal generale allo specifico mano a mano che ci si avvicina a tale competizione. Nei periodi lunghi tra una competizione e l'altra come succede spesso per atleti professionisti di alto livello che non combattono più di 1-2 volte l'anno il programma di Strength & Conditioning può rimanere generale per molto tempo, lavorando su molte abilità aspecifiche differenti e su tutti i sistemi energetici simultaneamente, utilizzando metodi ed esercizi aspecifici. Ma quando all'orizzonte si prospetta una competizione si dovrebbe programmare e periodizzare il programma in maniera tale da arrivare alle ultime 4-6 settimane prima della competizione lavorando sempre più nello specifico e nel dettaglio, culminando il tutto tipicamente nelle ultime 1-2 settimane.

Il processo di trasformazione

Il processo in se è un'opera alquanto laboriosa, piena di variabili a loro volta legate ad una miriade di fattori. Perché infatti non è assolutamente detto che una eventuale forza massimale neurale di alto livello possa rendere un'atleta effettivamente più forte di un altro. Non è scontato che un atleta in grado di staccare da terra 200Kg possa realmente ed effettivamente utilizzare tale forza per fare altrettanto su un avversario! Il punto focale è però quello che l'unica via per rendere fattibile la trasformazione di un'abilità aspecifica nella controparte specifica è, come vedremo, quella di lavorare in modo maniacale su tecnica di esecuzione e rispetto dei sistemi energetici!

I Mesocicli Aspecifici

In questi mesocicli della durata variabile in base al calendario sportivo, dovrebbero essere utilizzati metodi di allenamento che impieghino esercizi effettuati attraverso l'uso o meno di attrezzi che seguono schemi motori differenti da quelli dello sport specifico di riferimento. Sovraccarichi e resistenze periferiche che spaziano dai bilancieri e manubri sino a Kettlebells e palle mediche ecc. L'utilizzo del sovraccarico in maniera tecnica con assoluto rispetto del corretto schema motorio e dei parametri di lavoro richiesti (rispetto del sistema energetico di riferimento e del suo relativo potenziale di produzione energetica) permette di ottenere qualità che si possono poi utilizzare in tutti i gesti sportivi:

  • Una migliore capacità di reclutamento e coordinazione intermuscolare ed intramuscolare generale.
  • Una maggiore e migliore capacità di generare alte tensioni generale, ovvero l'abilità di sviluppare maggior forza in minor tempo.
  • Una ottimizzazione dei sistemi energetici e dei relativi potenziali di produzione energetica generali.

Gli esercizi e gli strumenti da utilizzare in questi mesocicli dovrebbero essere quelli che permettono di massimizzare il reclutamento inter e intramuscolare e massimizzare la tensione muscolare quando si parla di abilità aspecifiche neurali.
Dovrebbero essere quelli che permettono di raggiungere e mantenere determinate frequenze cardiache, di mantenere determinate cadenze del rapporto ripetizioni/tempo, di mantenere determinate intensità di lavoro nel tempo quando si parla di abilità aspecifiche metaboliche.
Per i primi parliamo di powerlift e weightlift tecniche: Back e Front Squat sotto al parallelo. Press col fermo al petto. Strict Pull Ups, Stacco regolare e iperesteso. Ma anche di sprint, balzi e salti pliometrici.
Per i secondi parliamo di utilizzo delle KB secondo i dettami del Girevoy Sport per esempio. Cioè l'impiego continuativo per lungo tempo, dove la resistenza agli sforzi esplosivi rappresenta il punto cardine del tutto. Parliamo poi di utilizzo di attività fisiche che coinvolgono grandi masse muscolari come la corsa e l'utilizzo degli ergometri (vogatori, AirDyne, SkiErg ecc.).

Per aprire una piccola parentesi: un punto molto controverso nella pianificazione dei mesocicli aspecifici è rappresentato dall'abitudine di lavorare aspecificamente sul gesto atletico specifico dello sport di riferimento. Cosa significa questo?

Praticamente:

  • Appesantire con sovraccarichi esterni i gesti specifici, come per esempio tirare pugni tenendo in mano dei pesi.
  • Riadattare i movimenti aspecifici ai gesti specifici, come per esempio Back Squat in ¼ Back Jumping Squat o la panca tecnica con la panca rimbalzata veloce.

Ogni gesto atletico specifico possiede proprie e determinate caratteristiche. Angoli di lavoro differenti, timing di esecuzione differenti, curve di F/P differenti. Appesantire i gesti specifici e/o riadattare quelli aspecifici significa di conseguenza limitare il reclutamento intra e intermuscolare, la tensione muscolare e in particolare dunque quello che sarà il reale transfer.

Chiusa questa doverosa parentesi, per fare un esempio concreto di lavoro durante i mesocicli aspecifici possiamo prendere due abilità aspecifiche che ipoteticamente vorremmo incrementare al fine di migliorare poi la performance sportiva di un atleta di MMA:
Forza/Potenza e Potenza Resistente Alattacida. L'obbiettivo sarebbe quello di andare ad incrementare i valori numerici aspecifici di tali abilità per poi in seguito renderle funzionali e trasferibili su alcuni gesti atletici specifici dello sport di riferimento: Quindi, incremento di Forza e Potenza per dare transfer positivo a tecniche esplosive come Double Leg e Single Leg Takedowns e incremento di Potenza Resistente Alattacida per dare transfert positivo nelle varie combo di pugni, calci e ginocchiate.

Forza/Potenza Aspecifica -> Esercizi aspecifici come Back e Front Squats, Deadlifts, Power Clean, Broad Jumps, Triple Jumps, Plyo Box Jump Ups ecc. con protocolli di lavoro tipici in serie X ripetizioni, tempi di recupero completi, carichi/Intensità dal 70 al 90% 1RM, periodizzazione su fasi di volume e fasi di intensità ecc.

Potenza Resistente Alattacida Aspecifica -> Esercizi aspecifici come Push Press, Hang Power Clean, Med Ball Floor Slam, Hurdles Jump Over, Plyo Box Jump, Sprint su pista, al Row, alla AirDyne ecc. con protocolli di lavoro tipici ad intervalli (intervalli di Resistenza alla Potenza Alattacida -> intervalli di Resistenza alla Capacità Alattacida), carichi/Intensità dal 40 al 60% 1RM, periodizzazione su fasi di volume e fasi di intensità ecc.

I Mesocicli Aspecifici-Specifici (semi-specifici)

In questi mesocicli si dovrebbe iniziare ad affiancare agli esercizi e agli allenamenti aspecifici, esercizi e allenamenti specifici. Il tutto in una sorta di progressione fluida, un continuum che arrivi poi alle porte dei mesocicli puramente specifici. Il volume dei metodi di allenamento aspecifici dovrebbe essere gradualmente ridotto in favore del volume dei metodi di allenamento specifici. In questi mesocicli si inizia quindi ad utilizzare metodi allenanti che impiegano esercizi che seguono schemi motori simili a quelli dello sport specifico di riferimento. Attraverso l'uso di alcuni attrezzi tipici dello sport in oggetto: sacchi, pupazzi da lotta, corde, scudi a muro ecc. Attrezzi che tuttavia presentano ancora caratteristiche aspecifiche in quanto statici e non governati dalla componente intellettiva umana e da ciò che ne consegue: reazioni, spostamenti, finte, attacchi, contrattacchi ecc. L'utilizzo di una combinazione ottimale di esercizi aspecifici con esercizi semi-specifici secondo un corretto schema motorio e anche qui in base ai parametri di lavoro richiesti specificamente (rispetto del sistema energetico di riferimento e del suo relativo potenziale di produzione energetica) permette di iniziare l'opera di trasformazione delle qualità che si possono utilizzare nei gesti sportivi:

  • Una migliore capacità di reclutamento e coordinazione intermuscolare ed intramuscolare semi-specifica.
  • Una maggiore e migliore capacità di generare alte tensioni semi-specifica.
  • Un'ottimizzazione dei sistemi energetici e dei relativi potenziali di produzione energetica semi-specifici.

Gli esercizi e gli strumenti da utilizzare in questi mesocicli dovrebbero essere quelli che permettono di iniziare a trasformare il reclutamento inter e intramuscolare aspecifico e la tensione muscolare aspecifica nelle abilità specifiche neurali caratteristiche dello sport di riferimento: Potenza e Forza pura nei movimenti, nei colpi, negli attacchi, nelle difese ecc.
Dovrebbero essere quelli che permettono di raggiungere e mantenere determinate frequenze cardiache, di mantenere determinate cadenze del rapporto ripetizioni/tempo, di mantenere determinate intensità di lavoro nel tempo quando si parla di abilità specifiche metaboliche caratteristiche dello sport di riferimento: resistenze alla Forza e alla Potenza (Power Endurance) nei movimenti continui, nelle combinazioni di colpi negli attacchi, nelle difese ecc.

Per dare continuità al nostro esempio:

Forza/Potenza Semi-Specifica -> Esercizi semi-specifici da affiancare a quelli aspecifici visti precedentemente, come l'esecuzione tecnica di Double Leg e Single Leg nelle differenti varianti condotti su "strumenti" statici come pupazzi da lotta (Wrestling Dummy) e sacchi pesanti, con protocolli di lavoro tipici in serie X ripetizioni, tempi di recupero completi, intensità massimali (ricerca della massima velocità e potenza nel movimento), periodizzazione su fasi di volume e fasi di intensità ecc.

Potenza Resistente Alattacida Semi-Specifica -> Esercizi semi-specifici da affiancare a quelli aspecifici visti precedentemente, come l'esecuzione tecnica di combinazioni di colpi (pugni, calci e ginocchiate singolarmente o insieme) condotti su "strumenti" statici come sacchi, scudi e colpitori a muro, con protocolli di lavoro anche qui ad intervalli (intervalli di Resistenza alla Potenza Alattacida -> intervalli di Resistenza alla Capacità Alattacida), intensità massimali (ricerca della massima velocità e potenza nei colpi), periodizzazione su fasi di volume e fasi di intensità ecc.

I Mesocicli Specifici

In questi mesocicli, solitamente della durata di 2-4 settimane e ai termini dei quali vi è la manifestazione sportiva in oggetto, si dovrebbero utilizzare quasi unicamente esercizi e allenamenti specifici.
Il tutto in una sorta di punto finale di arrivo della progressione fluida e del continuum di cui parlavo prima. Progressione e continuum sviluppati ed evoluti dal generale allo specifico.
In questi mesocicli ci si focalizza al meglio sull'utilizzo di metodi allenanti che impiegano esercizi che seguono schemi motori identici a quelli dello sport specifico di riferimento. Attraverso l'intervento attivo del partner di allenamento e dell'uso di attrezzi tipici dello sport in oggetto governati dalla componente intellettiva umana e da ciò che ne consegue: reazioni, spostamenti, finte, attacchi, contrattacchi ecc: parliamo quindi di colpitori, Focus Gloves, Pao manipolati dall'allenatore o dal compagno ecc.
L'utilizzo dunque di esercizi specifici come sempre secondo un corretto schema motorio e anche qui in base ai parametri di lavoro richiesti specificamente (rispetto del sistema energetico di riferimento e del suo relativo potenziale di produzione energetica) permette di portare a termine l'opera di trasformazione delle qualità che si possono utilizzare nei gesti sportivi:

  • Una migliore capacità di reclutamento e coordinazione intermuscolare ed intramuscolare specifica.
  • Una maggiore e migliore capacità di generare alte tensioni in maniera specifica.
  • Un'ottimizzazione dei sistemi energetici e dei relativi potenziali di produzione energetica specifici.

Gli esercizi e gli strumenti da utilizzare in questi mesocicli dovrebbero essere quelli che permettono di trasformare in modo definitivo il reclutamento inter e intramuscolare aspecifico e la tensione muscolare aspecifica nelle abilità specifiche neurali caratteristiche dello sport di riferimento: Potenza e Forza pura nei movimenti, nei colpi, negli attacchi, nelle difese ecc.
Dovrebbero essere quelli che permettono di raggiungere e mantenere determinate frequenze cardiache, di mantenere determinate cadenze del rapporto ripetizioni/tempo, di mantenere determinate intensità di lavoro nel tempo quando si parla di abilità specifiche metaboliche caratteristiche dello sport di riferimento: resistenze alla Forza e alla Potenza (Power Endurance) nei movimenti continui, nelle combinazioni di colpi negli attacchi, nelle difese ecc. per le tempistiche caratteristiche dello sport di riferimento quali numero e durata dei round.

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Note sull'autore

Alain Riccaldi
- Laureato in Biologia
- Insegnante Tecnico Nazionale FIGMMA di FILA Grappling
- Membro del Rio Grappling Club Bologna
- Responsabile settore Strength & Conditioning del Project Invictus
- Collaboratore e consulente Rawtraining e AIF
- Docente UIPASC
- Preparatore atletico di Alessio Sakara per il match del UFC Fight Night 26/10/2013
- CrossFit Competitor

Commenti

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  1. Marokun ha scritto:
    27 maggio 2013

    Complimenti e grazie per l'ottimo articolo, innanzitutto. Che mi solleva un mare di domande. [quote] .. lavorare in modo maniacale su tecnica di esecuzione e rispetto dei sistemi energetici![/i] Questa frase, da sola, apre un mondo - e ne taglia fuori un altro: quello dei tentativi di rendere "heavy" i gesti specifici. Ci sono e credo di aver capito.
    Avrei una domanda su un tema in qualche modo affine. Nelle superstizioni da palestra c'è quella che il lavoro di forza neurale vada trasformato istantaneamente, e trovo che sia una cosa madornale. Ho visto tante volte proporre cose come degli skeep rapidi sul posto immediatamente dopo un lavoro di squat. Tipo: poggia il bilancere e subito skeep "altrimenti resti legato". Personalmente lo trovo pericoloso, controproducente e dannoso, ma volevo chiedere se la cosa aveva un senso. La mia impressione è che l'unico modo di superare il fatto che lavorando con i carichi pesanti ci si "leghi" sia curare le accelerazioni e i ROM in fase di esecuzione, e periodizzare in modo adeguato, ma ovviamente qui mi fermo e chiedo lumi.
    Grazie mille.

  2. AlainR ha scritto:
    27 maggio 2013

    Ciao Marokun, quello di cui parli tu riguardo alla trasformazione "istantanea", anche se è una definizione un po' imprecisa, è il Russian Complex Method di Verkhochansky, metodo che nel corso degli anni ha subito poi differenti variazioni (tipo Bulgarian Complex per esempio). Si tratta semplicemente di prendere un esercizio con bilanciere ad alto reclutamento: Squats e Panca solitamente @ 80-90% 1RM x 2-4 reps a cui fare seguire (al termine del lavoro o in super-serie) un esercizio pliometrico, balistico o dinamico sullo stesso distretto muscolare: Plyo Box Depth Jumps, Broad Jumps, Sprint, Plyo Clapping Push Ups (dopo panca) ecc.

    Serve per incrementare la Potenza esplosiva: recluto il max possibile delle FM con l'esercizio pesante e "trasformo" poi con quello pliometrico ecc.

    E' un metodo che ha il suo perché. Ideale per mesocicli brevi: 4-6 week. Molto usato nella preparazione atletica in particolare negli anni '70-90. Ha il suo valore anche oggi, appunto come ciclo breve shock per così dire.

    A lungo termine cmq rimane preferibile il lavoro super tecnico e sempre esplosivo nella fase concentrica proprio come Ado, Pisano, Fontana e gli altri ragazzi che conosci pure tu ci hanno da sempre proposto. Cura maniacale della tecnica e max esplosività nella risalita, in pratica lavori Forza e Potenza sempre in comune così

  3. Ermenegildo ha scritto:
    28 maggio 2013

    Come mai un lavoro del genere funziona?

  4. AlainR ha scritto:
    28 maggio 2013

    Migliora la capacità e la velocità di reclutamento muscolare a livello del SNC.

  5. Ermenegildo ha scritto:
    28 maggio 2013

    Quindi si riesce a portare parte della migliore attivazione indotta dal lavoro con carichi alti su movimenti ben consolidati in movimenti che normalemente hanno problemi di attivazione?

  6. AlainR ha scritto:
    28 maggio 2013

    In parole poverissime il metodo permette di andare a stimolare il massimo reclutamento muscolare anche nei gesti a bassa soglia di attivazione (salti, balzi, scatti ecc.). Attivo il massimo con l'esercizio pesante e sfrutto il tutto in quello esplosivo.

    Permette di generare una sorta di "imprinting mnemonico" (prendi questa definizione con le pinze...) nel SNC capace appunto di permettere poi all'atleta di "reclutare molto" nei gesti specifici.

    Come detto in precedenza è un metodo che paga bene nel breve periodo.

  7. Ermenegildo ha scritto:
    28 maggio 2013

    Non si riesce a sfruttare questo stesso processo con stimoli più sostenibili a lungo termine come per esempio il lavoro qualitativo proposto da ado e compagnia?O integrare i due metodi?

  8. AlainR ha scritto:
    28 maggio 2013

    Certo! E' quello che ho detto in uno dei primi commenti:

    A lungo termine cmq rimane preferibile il lavoro super tecnico e sempre esplosivo nella fase concentrica proprio come Ado, Pisano, Fontana e gli altri ragazzi che conosci pure tu ci hanno da sempre proposto. Cura maniacale della tecnica e max esplosività nella risalita, in pratica lavori Forza e Potenza sempre in comune così
  9. UnoQualunque ha scritto:
    29 maggio 2013

    Trasferire i guadagni ottenuti con i pesi, in un gesto " pseudo - simile" allo sport che andiamo ad allenare, equivalente - al gesto utile dello sport di riferimento.
    Questo è ciò che tratta l'articolo .Giusto ?
    Bisogna tener presente che in questo i pesi hanno un handicap insormontabile. Quando spostiamo un peso in concentrica da un punto A [inizio]
    ad un punto B [ fine ] ""immagazziniamo nella memoria - muscolare"" un movimento che è del tutto inefficiente ed a volte "contrario" al fine di essere trasferito in una utilità specifica, si può andare con la maxima esplosività e velocità che vogliamo ma quando il peso arriva a fine corsa il nostro corpo lo ha decelerato per poterlo arrestare.
    Appesantire con sovraccarichi esterni i gesti specifici, come per esempio tirare pugni tenendo in mano dei pesi. Serve a poco e Niente .

  10. gaggio69 ha scritto:
    29 maggio 2013

    Scusa credo di non aver capito bene.Ma nell'articolo affermi di tralasciare lo sparring fino a 2-4 settimane prima della gara?

  11. AlainR ha scritto:
    29 maggio 2013

    X Uno Qualunque: Scusa ma l'articolo lo leggi o vai per intuiti? Perché quello di appesantire i gesti specifici è proprio il contrario di ciò che ho scritto.

    X Gaggio: No, intendevo di concentrarsi maggiormente su questo e sugli altri allenamenti specifici a 2-4 settimane, limitando al minimo gli allenamenti aspecifici.

  12. AlainR ha scritto:
    29 maggio 2013
    Per aprire una piccola parentesi: un punto molto controverso nella pianificazione dei mesocicli aspecifici è rappresentato dall'abitudine di lavorare aspecificamente sul gesto atletico specifico dello sport di riferimento. Cosa significa questo?

    Praticamente:
    » Appesantire con sovraccarichi esterni i gesti specifici, come per esempio tirare pugni tenendo in mano dei pesi.
    » Riadattare i movimenti aspecifici ai gesti specifici, come per esempio Back Squat in ¼ Back Jumping Squat o la panca tecnica con la panca rimbalzata veloce.

    Ogni gesto atletico specifico possiede proprie e determinate caratteristiche. Angoli di lavoro differenti, timing di esecuzione differenti, curve di F/P differenti. Appesantire i gesti specifici e/o riadattare quelli aspecifici significa di conseguenza limitare il reclutamento intra e intermuscolare, la tensione muscolare e in particolare dunque quello che sarà il reale transfer

    Mi sembra chiaro no?

  13. Ermenegildo ha scritto:
    30 maggio 2013

    Nella domanda precendente, intendevo l' uso di medoti distribuiti tipo Ado per facilitare il reclutamento in lavori di tipo specifico, invece di fare serie da 2-4 con carichi molto elevati che sono poco sotenibili alla lunga.Sostituire quindi l' incremento di attivazione dato dal carico con quello dato dalla cura maniacale del gesto.
    Quindi conservare l' idea di trasformazione istantanea in piccole dosi durante tutto l' anno, per creare una sorta di stimolo condizionato.

  14. AlainR ha scritto:
    30 maggio 2013

    A lungo termine è di sicuro l'idea migliore. Conviene infatti lavorare in off-season in questo modo. Capita tuttavia che si possano avere poche settimane a disposizione per colmare alcune lacune e a volte dei metodi shock come quello sopra possono avere un loro ritorno.

  15. UnoQualunque ha scritto:
    30 maggio 2013

    Ciao
    Ok sei stato Chiarissimo .

  16. Marokun ha scritto:
    31 maggio 2013

    Alain, scusa il ritardo nella risposta, grazie mille. Probabilmente è un problema di età (anche psicologica) il mio.. solo pensare di fare un lavoro intenso e subito dopo del lavoro pliometrico mi fa male solo a pensarci. Superstimoli per supergiovani.
    Comunque la via principale è molto chiara, lavoro tecnico-tecnico con grande cura dello sviluppo dell'accelerazione. Grazie ancora.

  17. deadboy ha scritto:
    31 maggio 2013

    Mah, non lo so se è per supergiovani, perché vedo Dan John (che è stato sollevatore e lanciatore) farlo ancora oggi che non è più un ragazzino: clean o strappo col bilanciere e un secondo dopo scatti. Non ho più il dvd, ma ricordo che spiegava per quale motivo era utile. Se lo pesco ve lo riporto.
    Anche la panca rimbalzata veloce, è una cosa che vedi fare sempre ai lanciatori. Evidentemente ha il suo perché, ha un ritorno prestazionale. O, perlomeno, nel tempo hanno visto che gli torna utile.
    Queste metodiche si possono criticare quanto si vuole, ma resta il fatto che hanno fatto e fanno vincere medaglie olimpiche, e ancora le usano.

  18. esoognoM ha scritto:
    06 giugno 2013

    Interessantissimo articolo, ma credo che il punto focale sia far concepire che l'errore di molti è l'ossessione di cercare un transfer di lavori aspecifici come quelli della forza nel gesto tecnico in se, o nel risultato che perviene da uno sport di situazione, quindi con mille variabili, senza concepire che qualsiasi miglioramento avuto dai lavori aspecifici necessita di corretta esecuzione tecnica per avere il 100% dei risultati.
    Migliorare un atleta dal punto di vista delle capacità come la forza, la resistenza e la velocità, per quanto alcune di queste possano essere realmente migliorabili in alcune fasi di una carriera, non può che passare attraverso il miglioramento parallelo delle esecuzioni tecniche.
    Se prima avevamo il rischio di avere allenatori ed atleti che non si curvavano di aspetti importanti generali e rifiutavano lavori importanti con pesi, pista ed altro. Oggi corriamo il rischio di avere gente che pensa che staccando il 200% del suo peso su una panca, è sicuro di avere un pugno micidiale. Invece alcune dinamiche complesse dell'espressione della forza di un gesto complesso (io parlo di pugni, di quelli di cui mi occupo e mi intendo) passano principalmente dalla complessa "robotica" dell'esecuzione dello stesso, prima che da altri fattori.
    In alcuni passaggi, questo si legge benissimo il concetto. Ma forse non è così chiaro a tutti.

  19. UnoQualunque ha scritto:
    06 giugno 2013

    Ciao
    Esoognom

    ""Oggi corriamo il rischio di avere gente che pensa che staccando il 200% del suo peso su una panca, è sicuro di avere un pugno micidiale.

    Non solo pensa che sia cosi, ne è convinta e focalizzano l'allenamento al raggiungimento di quel risultato.

    Invece alcune dinamiche complesse dell'espressione della forza di un gesto complesso (io parlo di pugni, di quelli di cui mi occupo e mi intendo) passano principalmente dalla complessa "robotica" dell'esecuzione dello stesso, prima che da altri fattori. ""

    Bravo Concordo in Pieno .

  20. AlainR ha scritto:
    06 giugno 2013

    Beh mi sa che siamo d'accordo anche questa volta no?

    Il processo in se è un'opera alquanto laboriosa, piena di variabili a loro volta legate ad una miriade di fattori. Perché infatti non è assolutamente detto che una eventuale forza massimale neurale di alto livello possa rendere un'atleta effettivamente più forte di un altro. Non è scontato che un atleta in grado di staccare da terra 200Kg possa realmente ed effettivamente utilizzare tale forza per fare altrettanto su un avversario! Il punto focale è però quello che l'unica via per rendere fattibile la trasformazione di un'abilità aspecifica nella controparte specifica è, come vedremo, quella di lavorare in modo maniacale su tecnica di esecuzione e rispetto dei sistemi energetici!
  21. deadboy ha scritto:
    06 giugno 2013

    Resta il fatto che ad un atleta che fa judo o un'altra forma di graplling l'ìallenamento fatto per arrivare a sollevare 200 kg di stacco può tornare molto utile. E infatti allenano lo stacco da terra. Dipende sempre dalle specifiche dello sport. Nel pugilato può non servire a una mazza, nel judo si e ancora di più nelle mma.
    Chi fa una ripetizione massimale con 200 di stacco è anche in grado di farne almeno 20 con 100, e se l'avversario ne pesa 90 si capisce che la forza sviluppata nella catena posteriore, nella fascia centrale, nella presa e nella trazione torna tutta a suo vantaggio quando poi deve applicarla in combattimento.
    Se ne è già parlato diverse volte: il judoka olimpico si allena 6 giorni su 7 e ha a disposizione diversi compagni di allenamento che può strapazzare come vuole. Chi fa judo nel tempo che gli rimane dal lavoro deve integrare con i pesi per cercare di acquisire la stessa forza sviluppata dal primo. E in ogni caso i pesi li usa anche l'olimpico, quindi resterà sempre uno scarto notevole tra i due.

  22. AlainR ha scritto:
    06 giugno 2013

    Il punto chiave è che, se ci si vuole allenare con i pesi lo si deve fare tenendo in assoluta considerazione che:

    - Bisogna lavorare con una parvenza tecnica (niente compensi, scendere sotto il parallelo, effettuare il fermo, schiena iperestesa ecc.) Non si richiedono sfumature tecniche da powerlifter o da weightlifter ma per lo meno lavorare secondo criterio. Ne gioverà la cosa più importante di tutte: la CAPACITA' DI ATTIVAZIONE.

    - Bisogna rispettare il sistema energetico di riferimento: ALATTACIDO. Inutile lavorare la forza in circuiti o a cedimento che vanno ad intaccare come al solito il lattacido.

    - Bisogna mirare a raggiungere i rapporti BW di riferimento. Perché e da quelli poi che si può iniziare a ragionare sul come trasformare l'aspecifico in specifico.

    Se non si tengono in considerazione questi punti è meglio lasciare i pesi dove sono e continuare a fare del sacco o qualsiasi altro allenamento tecnico-specifico.

    Da qui però a sostenere che i pesi non servono cmq ce ne passa... Leggasi il puntuale intervento di Deadboy.

  23. esoognoM ha scritto:
    06 giugno 2013

    Io ritengo che incrementare le qualità e le capacità atletiche di un combattente X (parlo di pugilato negli altri sport sono profano e non mi permetto) può servire in maniera certa a fargli sfruttare le sue capacità tecniche.
    Credo personalmente che i risultati aspecifici vadano presi come dati oggettivi del miglioramento delle capacità, poi si lavora tecnicamente perchè quel dato atleta riesca a sfruttarle.
    Lo stesso identico atleta, per capirsi, che grazie ad un lavoro di forza migliora i cosiddetti numeri, ha un miglioramento generale oggettivo (ovviamente tenendo conto di una programmazione accurata).
    Poi sul capitolo relativo al rapporto tra forza e capacità di esprimerla in un gesto specifico, si potrebbe aprire un capitolo a se, ma servono a mio avviso le capacità di valutazione tecnica di alto livello.
    Saluti, cmq bella conversazione, io sono nuovo.

  24. deadboy ha scritto:
    06 giugno 2013

    benvenuto nel forum allora. :-)

  25. esoognoM ha scritto:
    06 giugno 2013

    ;-)

  26. AlainR ha scritto:
    06 giugno 2013

    Ciao Esoognom, il discorso che fai fila liscio come l'olio e mi trovi completamente d'accordo. Il processo trasformativo positivo da aspecifico a specifico negli SDC (non solo nel Pugilato) è quanto di più laborioso e pieno di variabili esista, è necessario lavorare in assoluta sincronia tra preparatore atletico, maestro/coach tecnico e atleta stesso (sono di estrema importanza le sensazioni di questi!).

    Ti verità assolute non ve ne saranno mai ma partendo da un base oggettiva solida, misurabile e confrontabile (parametri aspecifici da raggiungere) si parte comunque già da metà strada. Grazie a te per la conversazione!

  27. esoognoM ha scritto:
    06 giugno 2013

    Difatti questa è la medesima analisi che cito io, come atleta ed allenatore. Trovare risultati specifici in un dato lavoro, per uno sport di situazione, diviene impossibile. Ma i risultati vanno secondo me ricercati nei progressi dei lavori in questione, confidando che essi sono un mezzo per potenziare il combattente in se. Ciò a prescindere dalle innumerevoli varianti che poi il ring, o il tatami, o la gabbia o il tappeto possa esprimere.
    La disgrazia dei nostri sport, oltre all'approccio e alla cultura woodoo di tramandare dogmi e allenamenti dati dalla sola "esperienza", è proprio quella di pensare che una preparazione atletica possa servire a compensare quello che una buona preparazione strategica e tecnica possa dare come rislutato. Sono (hai citato perfettamente) binari paralleli, che se sfruttati in sincrono permettono crescita a tutte le età, ma soprattutto evitano le situazioni di esaurimento e stallo.
    Purtroppo, in molte, tante palestre, ma anche in ambienti federali, questo approccio è algebra.
    Grazie a voi di nuovo.

  28. canotta, RTSS ha scritto:
    07 giugno 2013

    Benvenuto Lenny, ti stimo molto come persona e come atleta
    Sono molto contento di vederti qui sul forum :-)

  29. deadboy ha scritto:
    07 giugno 2013

    Ah però, non avevo fatto clic sul suo nickname. :-D
    Eheheh, meglio così, più atleti arrivano sul forum e meglio è.

  30. esoognoM ha scritto:
    07 giugno 2013

    Grazie a voi ragazzi! dell'accoglienza e grazie del giudizio, piacere mio entrare qui, specialmente visto il livello di conversazione. E' un'opportunità di arricchimento e condivisione.
    Conoscevo già la situazione dal momento che ho partecipato ad alcuni corsi con RT ed ho saggiato in prima persona la grande competenza. Ovviamente dietro a quella dei docenti c'è quella di tutti coloro che si approcciano al sito ed al forum, come ai corsi.
    Piacere del tutto mio.
    Saluti ;-)

  31. Bomb Jack ha scritto:
    22 agosto 2013

    Oh Lenny, non ti conoscevo (non seguo lo sport): ho visto il video del tuo stage alla palestra popolare Verbano: Grande!

    Apprezzo molto i concetti che hai espresso (da buon livornese...!). RISPETTO! ;-)

    (ovviamente, sempre complimenti ad Alain per i suoi grandi articoli!)

  32. Bomb Jack ha scritto:
    27 agosto 2013

    ....a proposito, Alain: vedevo che accennavi sulla questione della beta ossidazione nelle fibre IIa; sono anche un appassionato della fisiologia dell'esercizio e del metabolismo: mi potresti indirizzare su degli studi a quel riguardo??

    Thx

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