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Definire gli obiettivi: fatti gli affari tuoi

Dopo l'articolo Realistic is Overrated parliamo ancora un po' della definizione degli obiettivi e della motivazione con qualche sfumatura in più.

Gli obiettivi sono utili per due scopi fondamentali: ci tengono sul pezzo e mantengono alta la motivazione.
Ci sono anche due tipologie fondamentali di obiettivi: gli obiettivi di risultato (quello che vuoi ottenere) e gli obiettivi di percorso (ciò che devi fare ripetutamente per raggiungere gli obiettivi di risultato).

Gli obiettivi di risultato sono quelli che giocano un ruolo maggiore per la motivazione e gli obiettivi di percorso sono quelli che fanno la parte del leone nel tenerti sul pezzo (sebbene entrambi gli obiettivi contribuiscano ad ottenere tutte e due i tipi di risultato).

Per questo articolo mi concentrerò solamente sugli obiettivi di risultato. Avrò molto da dire sugli obiettivi di percorso in un altro articolo.

Gli obiettivi di risultato, dunque, funzionano principalmente nell'aiutarci a mantenere la motivazione. Lo fanno in due modi fondamentali:

  1. Definire degli obiettivi di risultato ed avere qualcuno che ce li ricorda in continuazione aumenta la motivazione, perché c'è davvero la volontà di ottenere ciò a cui si sta puntando. Il risultato a cui si punta è intrinsecamente motivante.
  2. Conseguire obiettivi di risultato continuamente rafforza la motivazione. Definire gli obiettivi motiverà per un po', ma quella motivazione è destinata a svanire con il tempo. Però, raggiungere regolarmente degli obiettivi di risultato aiuta a costruire fiducia in se stessi e aumenta la motivazione a lavorare per ottenere risultati sempre più ambiziosi.

Ecco cosa accade in pratica:

Si comincia col definire un obiettivo di lungo termine che sia sufficientemente ambizioso da motivare, ma non tanto da intimidire (cosa che lo renderebbe demotivante).
La grandezza dell'obiettivo varierà da persona a persona.
Questo era l'argomento principale del mio ultimo articolo: per alcune persone (molte persone, nella mia esperienza), gli obiettivi "realistici" di lungo periodo non sono poi così motivanti e obiettivi audaci non mettono così tanta paura. Non importa così tanto che le possibilità di raggiungere l'obiettivo sono piccole se questo è fonte di ispirazione e spinge le persone a lavorare per arrivarci.

Alcune persone, invece, semplicemente non trovano così motivanti gli obiettivi di lungo termine più ambiziosi. Molti preferiscono avere l'aspetto di Brad Pitt in Fight Club piuttosto che quello di Arnold alla Muscle Beach. E ve bene così. Altri vorrebbero davvero raggiungere obiettivi di lungo termine nobili, ma il gap tra l'obiettivo e la loro situazione attuale intimidisce e così l'obiettivo di lungo termine più ambizioso li paralizza con un senso di impotenza. Per loro è preferibile un obiettivo di risultato più modesto, ma comunque motivante.

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Non esiste un obiettivo di lungo termine che vada bene per tutti in qualsiasi tipo di sfida. Sentiti libero di definire il successo secondo i tuoi parametri.

Quello è il primo passo. Ricorda, però, che definire degli obiettivi non ti porterà molto lontano di per sé. Se hai un obiettivo pazzesco che avrà bisogno di anni per essere raggiunto, probabilmente perderai un po' di motivazione e mollerai prima di arrivarci.

Poi, spezza l'obiettivo di lungo termine in obiettivi più piccoli di medio o breve termine che hai la possibilità di raggiungere con una qualche regolarità.

Magari stai provando ad aggiungere 100kg al tuo squat. Non è una cosa che accade nell'arco di una notte. Allora puoi spezzare l'allenamento in blocchi da 8 settimane con l'obiettivo di aggiungere 5-10kg allo squat in ciascun blocco. Spostando l'arco temporale da anni a settimane/mesi, è più semplice restare concentrati sulle cose da fare. Poi, dato che sei in grado di raggiungere gli obiettivi con una certa regolarità, ciò darà una spinta alla motivazione, facendoti sapere che sei sulla strada giusta e che stai facendo progressi tangibili verso l'obiettivo di lungo termine.

A differenza degli obiettivi di lungo termine, definire degli obiettivi di breve e medio periodo è un sistema più universale. Avere obiettivi troppo ambiziosi a breve termine offre raramente qualche vantaggio. Se punti ad aggiungere 25 kg al mese al tuo squat, hai ottime probabilità di restare deluso e cominciare a perdere motivazione. Qui, gli obiettivi realistici sono preferibili e (generalmente) necessari per poter servire la loro funzione. Raggiungere regolarmente piccoli obiettivi aiuta a mantenere la motivazione e contribuisce a grandi progressi nel tempo.

Ci sono tre modi diversi per rovinare la definizione degli obiettivi (di risultato):

  1. Non definire del tutto alcun obiettivo. Senza una direzione chiara, sei come una nave senza timoniere. Allo stesso modo, non aiuta molto definire obiettivi che mancano di chiarezza. I criteri SMART sono utili per definire obiettivi chiari, in particolare quelli di periodo medio e breve.
  2. Definire solo obiettivi a lungo termine, ma perdere la motivazione senza obiettivi di breve periodo che ti mantengano sul pezzo e ti motivino facendoti raggiungere obiettivi con regolarità. Allo stesso modo, definire obiettivi di breve periodo troppo ambiziosi può demotivare ed erodere la fiducia in se stessi, quando questi vengono continuamente mancati.
  3. Lasciare che altre persone definiscano i tuoi obiettivi, invece di scegliere quelli importanti per te.

Il terzo problema è stato affrontato nel mio articolo precedente.

Non dovresti lasciare che nessuno definisca a quali obiettivi dovresti puntare. Allo stesso modo, non dovresti dire a nessuno a quali obiettivi dovrebbe puntare.
Se sei come me e vuoi far parte dell'elite degli atleti della forza, non lasciare che nessuno dica che i tuoi obiettivi sono troppo ambiziosi e che stai puntando troppo in alto. Non importa se l'obiettivo di lungo termine è realistico o meno, importa che sia abbastanza ambizioso per motivarti a inseguirlo. Se qualcuno ci riesce, perché non tu?

Al contrario, non tutti hanno bisogno di puntare così in alto. Infatti, potrebbe essere controproducente per alcuni. Se intimidisce o se non è ciò che personalmente si vuole ottenere, non tocca a te dire che si sta puntando troppo in basso. È possibile che tu non sia portato ad essere i migliore in tutto quello che provi (potrebbe piacerti cucinare, ma ciò non significa che tu punti ad aprire un ristorante da tre stelle Michelin), così non dovresti aspettarti che tutti desiderino essere i migliori nella cosa che risulta essere super importante per te.

Se ti alleni senza l'obiettivo di diventare un atleta competitivo di alto livello, non lasciare che nessuno ti dica che stai puntando troppo in basso. Se stai inseguendo l'obiettivo che conta per te e motiva te, sei a posto.
Al contrario, non dovresti guardare gli obiettivi e le motivazioni degli altri attraverso la lente delle tue stesse motivazioni; non dire a nessuno che non dovrebbe puntare più in alto perché tu personalmente non vedi una buona ragione per farlo o perché non pensi che l'obiettivo sia realistico o motivante. Questo è l'atteggiamento di cui ho parlato nel mio ultimo articolo.

Infine, determinare degli obiettivi è prima di tutto una questione di utilità. Cosa ti ispira all'azione e ti motiva continuamente a muoverti in una direzione positiva?
Questa è una domanda alla quale solo tu puoi rispondere. Non lasciare che altri cerchino di rispondere al tuo posto e, cosa più importante, non cercare di rispondere per altri. (Nota a margine: vedo allenatori fare questa cosa in continuazione. Cosa il tuo cliente vuole ottenere>>>>>cosa vuoi che il tuo cliente ottenga.)

Persone diverse vogliono cose diverse dall'allenamento e va bene così. Credo che le persone tentino di forzare altri verso i propri obiettivi ed i propri valori perché implicitamente vedono chi ha i loro stessi obiettivi come una conferma dei propri e chi ne ha di diversi come una minaccia ai propri.

Quel modo di pensare, in ultima analisi, non aiuta nessuno.

L'articolo originale è stato pubblicato su www.strongerbyscience.com.

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Note sull'autore

Greg Nuckols ha oltre un decennio di esperienza sotto al bilanciere e una laurea in Exercise and Sports Science. Ha battutto tre record del mondo nel powerlifting nella categoria 220 e 242 libbre (100kg e 110kg).
Ha allenato centinaia di atleti e persone normali, sia online che di persona. Ha scritto per molte riviste e siti del settore del fitness, incluso Men Health, Men’s Fitness, Muscle & Fitness, Bodybuilding.com, T-Nation, and Schwarzenegger.com. Ha avuto anche l'opportunità di lavorare con e imparare da molti detentori di record, campioni, e allenatori professionisti nel settore della forza e del onditioning grazie al suo ruolo di Chief Content Director per Juggernaut Training Systems.
Le sue passioni sono rendere le informazioni complesse facilmente comprensibili per atleti, allenatori e appassionati di fitness, aiutando gli atleti a raggiungere i propri obiettivi in termini di forza e bere dell'ottima birra.

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