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Lento avanti tecnico per lo strength training

Lento avanti tecnico per lo strength training

Prima di entrare nel vivo del tema principale ci tengo a fare un breve excursus per parlare di come è nato quest'articolo.

Sicuramente il titolo richiama subito l'articolo di Ado Gruzza sullo "stacco da terra tecnico", ed è una cosa assolutamente voluta. Immagino che avrete già sentito l'espressione "non siamo che nani sulle spalle dei giganti". Bene, questa è proprio l'ottica con cui leggere l'articolo.
Quell'articolo è stato decisamente uno dei miei preferiti, in un lungo periodo in cui, a causa di un infortunio, non potevo allenarmi come volevo, lo stacco da terra tecnico era una delle pochissime cose che riuscissi fare. Lo STT mi ha letteralmente aperto un mondo, perciò questa è una sorta di tributo a quell'articolo. In quel periodo il lento avanti era l'unico altro movimento che riuscissi ad eseguire tranquillamente, ed è in questo anno e mezzo di lento avanti che ho canonizzato una sorta di metodo di lavoro per quest'esercizio in ottica "funzionale".

In tale ottica, come magari si ricorderà chi ha letto il mio ultimo articolo su questo sito, per me l'allenamento funzionale è inteso come l'allenamento dell'esplosività "come mezzo per annullare gli sticking point dell'alzata, ottenendo così un gesto fluido, ottimale e controllato, in contrapposizione al preconcetto errato che gli sticking point dipendano da carenze muscolari.
Allenandoti in maniera esplosiva non avrai sticking point e avrai poi la capacità di imprimere la maggior forza possibile ad un oggetto, qualsiasi oggetto, utilizzando la massima coordinazione intra ed intermuscolare".
Qui si parla spesso di "strength training" per la preparazione atletica, che per me altro non è che un lavoro spasmodicamente tecnico che ha effetti sul sistema prima che sul muscolo.

lento avanti tecnico 01

Infine, quest'articolo vuole essere una sorta di "no excuses": hai solo un bilanciere? Puoi fare un lavoro dannatamente tecnico anche per così poco per tutto il corpo. Hai già visto come allenare lo stacco, vediamo ora come fare con il lento avanti.

STRENGTH TRAINING: FORZA o IPERTROFIA?

La principale domanda che immagino ci si ponga davanti ad un modello di allenamento, in particolare ad un modello relativo ad un allenamento che ho definito "funzionale", riguarda il perché lo si dovrebbe seguire. È un modello per la forza o per l'ipertrofia?
Allora io mi domando, alla Tony Stark: è troppo chiedere entrambe le cose?

  • se voi fate spesso una cosa, diventate sempre più forti nel farla. In questo caso l'alta frequenza degli stessi esercizi vi permetterà di imparare ad imprimere la maggior forza possibile, nel minor tempo possibile. Insomma, avrete un notevole miglioramento tecnico e, di conseguenza, un miglioramento della forza.
  • facendo sempre gli stessi esercizi, il vostro corpo diventerà più forte nel farli e come risultato metterete su un bel po' di "massa magra funzionale". Se il vostro corpo vuole diventare più forte in qualcosa, come risposta dovrà obbligatoriamente crescere. Non credete a chi vi dice che per diventare grossi dovete fare una miriade di esercizi, è molto più probabile che diventiate più grossi facendo poco, ma in modo ottimale e qualitativo. Ovviamente si tratta di un "poco" molto relativo.

LENTO AVANTI TECNICO: COME E PERCHÈ

Il lento avanti deriva dal press olimpico, abolito nel 1972 perché difficile da canonizzare in un contesto agonistico. Si potrebbe scrivere un intero articolo solo sul perché il press venisse eseguite in quel modo, ma sarebbe superfluo, soprattutto perché in questo caso l'esercizio è ben canonizzato, ecco alcuni punti da tenere sempre a mente:

  • Nessuna spinta di gambe: il bilanciere parte dal petto e con la sola spinta delle braccia, con addome, glutei e schiena ben compatti, viene spinto sopra la testa. Petto ben in fuori, spalle basse.
  • Vietato infilarsi: il lavoro è totalmente a carico del tronco, infilarsi sotto, come se fosse un push press, toglierebbe lavoro alla parte superiore del tronco.
  • Movimento completo: ogni alzata si conclude con la chiusura sopra dei gomiti e con il bilanciere sopra la testa in "blocco" articolare. La tensione continua non esiste.
  • Vietato buttarsi indietro con il busto come appunto succedeva nel press olimpico. Ecco il grandioso Vasily Alexeev nell'esecuzione del canonico "Press Olimpico", tanto per farti capire come non dovete fare:

  • Negativa: la negativa personalmente, in questa variante, non la eseguo quasi mai. Questo perché, come lo vedo io, il lento avanti ha solo la positiva, come il press olimpico. Tutto dipende da come lo si vuole fare, si potrebbe benissimo trattare il lento come se fosse una panca piana sopra la testa, partendo dall'alto, facendo la negativa, fermo al petto in tensione e poi chiusura, ma sarebbe una variante diversa. In quest'ottica lo tratto molto come lo stacco tecnico, per me il lento avanti sta allo stacco come la panca piana allo squat. Paragone assurdo, ma per dire che i primi due li vedo come più di "potenza pura". Alla fine lo STT e il lento tecnico non sono che due versioni di due esercizi che potrebbero essere eseguiti di forza bruta, ma che qui sono ipercanonizzati in modo da rendere massimo il transfert su altre attività. Tra l'altro, senza negativa, il lento lo trovo molto più complicato per via della difficoltà (che sta proprio nella "funzionalità") che necessita l'imprimere la giusta energia nel bilanciere. Se non partite dal petto in modo esplosivo, con 0 eccentrica, il bilanciere vi si blocca a metà alzata, davanti alla faccia.

lento avanti tecnico 02

QUALCHE SCHEMA DI APPROCCIO

Metodo #1: piramide norvegese

L'idea alla base di questo metodo mi è venuta studiando i modelli di allenamento dei norvegesi scritti da Dietmar Wolf, quello che credo sia uno dei migliori tecnici di powerlifting sulla piazza. Il lavoro dei norvegesi si basa su percentuali molto basse e su ripetizioni medio-alte. È un lavoro molto diverso rispetto a quelli a cui normalmente si può essere abituati leggendo le normali schede di "forza". Il coach norvegese parte dal concetto che è sotto fatica che si impara ad essere tecnici, che si riesce a capire al meglio quali muscoli utilizzare, quali servono veramente e quali fanno solamente disperdere energie, cosa c'è di meglio per un lavoro tecnico?

Prendete un carico intorno al 50% e fate 8 ripetizioni per 2 set. Poi passate al 60% e fate 6 ripetizioni per 2 set. Aumentate del 5% e fate 4 ripetizioni per 2 set. Infine, al 70%, eseguite 3 ripetizioni per 2 set. Riposate intorno ai 90'' tra le varie ripetizioni.

Metodo #2: Superslow

Così come le alte ripetizioni, nulla insegna ad essere più tecnici delle esecuzioni con t.u.t. (time under tension) rallentato. In questo caso però non faremo tutta l'esecuzione in superslow, ma solo la prima parte. Spingete il bilanciere dal petto lentamente fino all'altezza della fronte, poi chiudete in modo esplosivo. Anche qui varieremo il carico: partite dal 50% e contate 5'' fino alla fronte, poi chiudete in modo esplosivo. Il primo set fate 3 ripetizioni, il secondo 5 e il terzo nuovamente 3. Poi prendete il 60%, contate 3'' sempre per 3 set da 3, 5 e 3 ripetizioni. Al 70% fate il 3, 5, 3 in modo esplosivo senza t.u.t..

Metodo #3: L.O.M.

Ultimamente sto proponendo molto questa mia variante di ladder perché sono convinto della sua validità tecnica. Questo modello di approccio l'ho coniato ispirandomi al MAV del Coach Ado Gruzza. L.O.M. Sta per Ladder, Onda e MAV. Questo perché dovrete eseguire un ladder, ovvero partite da una ripetizione al primo set, 2 ripetizioni al secondo set, 3 al terzo e così via fino ad un massimo di 5 ripetizioni. Onda, perché dovrete completare due ladder fino a 5 ripetizioni. MAV perché ogni ripetizione deve essere perfetta e veloce, senza tentennamenti, in caso contrario: fine della "scalata". Per questo lavoro utilizzate il 70% del vostro massimale, solo quando e se riuscirete a chiudere due ladder di fila, nell'allenamento successivo potrete aumentare il carico del 3-5%.

Metodo #4: Sticking isometrico

Questo approccio vi permetterà di salire un po' di più con i carichi per consentirvi di sollevare un po' di kg, non senza però aver fatto un bel po' di volume.
È simile al secondo approccio visto sopra, ma non è un metodo isocinetico (esecuzione con tut), bensì isometrico (con fermo). In questo caso infatti lo schema risulta diverso rispetto al precedente: prendete il 50% del vostro massimale e fate 3 ripetizioni con un fermo di 6'' a metà dell'arco di movimento per 2 set. Poi prendete il 60% e fate 3 ripetizioni per 2 set con un fermo di 4'', infine al 70% fate 3 ripetizioni per 2 set con il classico fermo di 2''. Fatto questo, salite a singole aumentando il carico fino a quando ve lo permetterà la tecnica.

Metodo #5: Devil's Prilepin

Il nome è puramente ispirato alla trattazione che IronPaolo ha fatto sulla tabella di Prilepin, basato su di essa, ma anche sul metodo del "lancio dei dadi" dello STT.
Considerate questi approcci: 6-10x3x70%, 8x2x80%, 6x1x90%.
Lanciate un dado e assegnate ad esempio i numeri 1-4 al primo metodo, 2-5 al secondo e 3-6 al terzo. Il rapporto set/rep proposto è fornito in termini di "minimo"-"massimo" numero di serie che dovrete eseguire. Nel primo caso, con il 70%, dovrete fare da un minimo di 6 ad un massimo di 10 set.

lento avanti tecnico 03

Con questi metodi potete andare avanti per un bel po'. Se ci aggiungete anche quelli dello stacco tecnico, che per il lento possono essere tranquillamente riadattati, avete un'infinità di metodi da utilizzare. Con qualche modifica, alla fine, nulla vieta di mischiarli o di utilizzarli per tutti gli altri esercizi. Se volete adottare solo questi per il lento avanti, utilizzatene 2 a settimana alternandoli: fate 2 sedute? Schema #1 e #2. 5 Sedute? #1, #2, #1, #2, #1, per almeno 2 settimane a metodo, non oltre 4. Il terzo metodo, visto che è "imprevedibile", potete tenerlo da solo per la fase finale di intensificazione.

Questi sono solo metodi, come diceva un articolo di qualche settimana fa, "la vittoria ama la preparazione" ed in un contesto agonistico o finalizzato ad un miglioramento prestazionale effettivo andrebbero inquadrati un po' diversamente.

ALLENAMENTO MINIMALE: BRACCIA e ADDOME?

Come ho detto prima, si tratta di un articolo "no excuses" per mostrare come con un bilanciere si possa far tutto, senza lamentarsi della poca attrezzatura. Dato che io mi sono allenato per un anno e mezzo solo con un bilanciere e non mi sento particolarmente un eremita disagiato dell'allenamento, immagino che anche altri magari possano approcciarsi all'allenamento come faccio io. Per questo motivo se avete a disposizione soltanto un bilanciere, oltre che lo stacco tecnico, potete effettuare a fine sessione anche qualche serie di esercizi per le braccia. Vi propongo qualche variante che vi permetterà di discostarvi dai soliti curl:

  • bicipiti: curl con schiena al muro con piedi avanti e gambe leggermente piegate. Partite con il bilanciere a contatto con le gambe e portatelo fino al mento. Se non volete usare il classico 3x8 potete usare qualche metodo ad alte ripetizioni di quelli esposti qui sopra.
  • tricipiti: estensioni stesi a terra. Partendo con le braccia distese, portate il bilanciere alla fronte, in modo da non ridurre il movimento ai soli tricipiti. Stesso discorso dei bicipiti per quanto riguarda set/ripetizioni. Oppure potete effettuare una sorta di press con il bilanciere dietro la nuca: gomiti puntati in avanti, bilanciere sul trapezio come nel lento dietro, estendete le braccia e portate il bilanciere fino a sopra la testa. Quando si parla di gomiti, in particolare in esercizi come questi, state attenti: carichi bassi e massima cura.
  • addome: se volete allenare l'addome, consiglio qualche serie di crunch a terra ad alte ripetizioni (15/20) a inizio allenamento, oppure qualche serie di crunch inverso alla sbarra dopo le trazioni. Potete alternarli tra le sessioni. Se siete particolarmente forti e vi sentite di provarlo, potete osare un "ab roller" utilizzando il bilanciere.

Ecco dunque che siamo arrivati ad avere un modo di allenare l'intero corpo con il solo bilanciere in modo più che tecnico.
Ho cercato di proporre quanto più ho potuto un allenamento che possa essere efficace, ma allo stesso tempo vario e stimolante, in modo da non annoiare e permettere di migliorare a tutti coloro che decideranno di provarlo. Alla fine, se si usa solo un esercizio, approcciarsi ad esso in modo creativo è la base dell'allenamento.
Spero inoltre di aver reso l'idea di come sia possibile allenarsi in modo completo anche con pochissima attrezzatura purché si abbia un metodo efficacie. Con un bilanciere potete fare tutto se volete, le scusanti stanno a zero!

Note sull'autore

Alessio Ferlito, conosciuto su vari forum come Leviatano89, è un istruttore FIPL (Federazione Italiana Power Lifting), vive Genova, studia giurisprudenza e si allena con i pesi da quando aveva 14 anni.
Dopo qualche anno di bodybuilding ha sviluppato un maggiore interesse per l'allenamento della forza, il powerlifting e il RawTraining. Condivide i suoi interessi e le cose che apprende dalle sue letture sul proprio blog che trovate all’indirizzo http://prudvangar.wordpress.com/.

Commenti

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  1. deadboy ha scritto:
    02 luglio 2012

    Bello, ma alla fine, come nell'articolo sullo stacco tecnico, manca un video dimostrativo, che sarebbe molto utile per chi si allena per i cavoli suoi.

  2. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Non ho inserito i video perché alla fine è un lento avanti, il classico che tutti conosciamo, però con dei vincoli tecnici particolari, primi tra tutti l'immobilità delle gambe e l'assenza di negativa.
    Credevo fosse come fare un video per il fermo al petto su panca.

  3. deadboy ha scritto:
    02 luglio 2012

    Fossi in te non darei molto per scontato che tutti abbiano capito.
    Molti non hanno le idee chiare nemmeno su come farlo in modo normale, proprio perché allenandosi da soli cercano i riferimenti video sul tubo, trovando di tutto e di più.
    E' successo anche per lo stt: non essendoci un video a corredo dell'articolo, molti finivano per considerare tecnico uno stacco che invece, per pochi dettagli, non lo era.
    Io il link ad un'esecuzione che secondo te è corretta lo aggiungerei, anche se non è la tua.

  4. Chage ha scritto:
    02 luglio 2012

    Quoto Deadboy ;D ...è un modo per venire incontro a noi poveri mortali, ke abbiamo sempre e cmq bisogno di sbagliare il meno possibile per avvicinarci a una corretta esecuzione.

  5. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    02 luglio 2012

    Da un punto di vista commerciale avete ragione.
    Su queste cose siamo poco marchettari.

    Da un punto di vista della sostanza, che poi è quello che un po' forse ci differenzia, vi posso garantire che un normale video non può mostrare nemmeno minimamente l'idea di un esercizio.

    Occorre produrre roba professionale, con professionisti che filmino e una gestione della visuale pazzesca.

    Ho fatto video per l'ISSA con un PRO e per filmare 3 serie di panca piana ci sono volute 2 ore, con una videocamera eccellente e anche lì si perde parecchio per strada.

    Personalmente ci stiamo lavorando, però il punto è: o iper professionale o niente. Di fiocchetti per indorare la torta ce ne sono già troppe.

  6. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Ecco, non avrei potuto dirlo meglio.

    Io ho dei miei video (dove con magistrale perizia ho messo la telecamera e le luci in modo da sembrare un obeso, io sì che so vendermi!), però non si coglie nulla se non la mancanza di spinta dei piedi.

    Il set-up non si capisce ad esempio, la traiettoria e la chiusura nemmeno. Per quello ho evitato un video. Da un lato sono vincoli "semplici", dall'altro non si capiscono da un video.

    Trovo più utile ad esempio ragionare sul video di Alexeev..

  7. deadboy ha scritto:
    02 luglio 2012

    Qui non è questione di essere marchettari o commerciali, perché allora si potrebbero giudicare tali anche articoli tecnici pubblicati in riviste del settore che più "commerciali" non si può.
    L'articolo è pubblicato in un forum che ogni giorno dà il benvenuto a nuovi utenti che, o si sono allenati per anni senza alcuna supervisione (a casa o in palestra), oppure sono del tutto a digiuno di pesi. Mettergli un semplicissimo video di un russo di 16 anni che fa un'alzata tecnicamente buona non è chiedere la luna.
    Se è vero che nessuna ripresa può cogliere tutti gli aspetti tecnici di un'alzata, allora stare sui forum a discutere di queste cose avrebbe senso solo per i tecnici o gli agonisti, che hanno l'esperienza necessaria per gestirsi. Poi, però, non calerebbero solo gli utenti dei forum, ma anche gli iscritti ai corsi che organizzate, che grazie ai forum ottengono una grandissima pubblicità.
    Non è che si chiede Ferlito in 3d, ma una banale ripresa di profilo per far vedere un'alzata buona. Tutto qui.

  8. deadboy ha scritto:
    02 luglio 2012

    Mica dovete mettere un vostro video. Un esempio di un'esecuzione che SECONDO VOI è buona e da prendere a riferimento, tutto qui.
    Anziché mettere il video del wl che la fa in modo sbagliato, sarebbe stato più utile metterne uno di un altro atleta che esegue il movimento corretto, aggiungendo una didascalia: "ecco, il movimento fatelo così, vedete: lui non infila; però seguite le regole che ho descritto".

  9. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    basta che la finiamo con la polemica ;-)

    http://www.youtube.com/watch?v=yYZzaESS064
  10. giopon, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Sono d'accordo con Deadboy.

    Un detto che mi piace è:
    "il meglio è nemico del bene".

    Altrimenti il rischio è di capirsi solo fra noi.

    Magari anche due video, uno "abbastanza giusto", uno con "molto sbagliato".

  11. giopon, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Ottimo Alessio, attento che prima o poi esci dalla finestra! Un mito

  12. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    In realtà mi preoccupa la televisione :-D

    Comunque nella seconda ripetizione si nota benissimo come mi stavo per dare lo slancio di gambe, spero si colga così l'assenza di slancio di gambe. Il set-up si coglie poco, già meglio la chiusura, ma sicuramente meglio di nessun video spero :-)

  13. deadboy ha scritto:
    02 luglio 2012

    Oh... perfetto. :-)
    Non era mia intenzione fare polemica comunque. Semplicemente dopo qualche anno qui dentro ho capito che questo tipo di esempi aiuta moltissimo chi si allena da solo. Tutto qui. Grazie.

  14. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Tranquillo ;-)

  15. andrea ha scritto:
    02 luglio 2012

    In quest'ottica, immagino tu veda male il leg drive. Ovvero far partire l'impulso dai piedi, staccando anche leggermente i talloni da terra

  16. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Penso proprio di si...

  17. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Bel articolo,grazie

  18. andrea ha scritto:
    02 luglio 2012

    Il problema è che se in qualche modo l'impulso non parte da "giù", il corpo non impara un movimento molto dissimile dallo handstand pushup. Il discorso di andare sotto al peso, fare l'incastro ecc, potrebbe non bastare

  19. andrea ha scritto:
    02 luglio 2012

    Cerco di spiegarmi meglio. Visto che stiamo ragionando in ottica "no excuses", bisogna che il bilanciere mi dia un valore didattico aggiunto rispetto al corpo libero. Se in un lento mi limito ad usare gambe e tronco come meri stabilizzatori, in fondo il bilanciere non mi serve un granchè. Perchè per chi fa squat e stacco, stabilizzare 70 kg non è un gran lavoro. Di conseguenza ecco che un handstand pushup, meglio ancora se su maniglie per rendere più profondo il movimento è ancora meglio in ottica "no excuses allenati con quello che hai".
    Le differenze tra i due esercizi potrebbero non essere così sostanziali se mi concentro solo a sparare i gomiti in alto (o in basso nel caso dello hspu).
    E' ovvio che tutto questo lo dico perchè voglio capire le cose senza dare per scontato nulla, assolutamente non per polemica

  20. Uther Pendragon ha scritto:
    02 luglio 2012

    Be', un attimo, stabilizzare anche solo il proprio peso corporeo, tenendolo al di sopra della propria testa, senza l'aiuto di una spinta di gambe, è tutt'altro che una schiocchezza. Sinceramente il " valore aggiunto" del bilanciere sta, secondo me, nella possibilità di modulare progressivamente il carico.
    C'è poi un'altra annosa questione che andrebbe affrontata: se i gomiti devono stare più in avanti del bilanciere ( e va bene, ma di poco), che angolo devono formare con il busto? C'è chi sostiene che debbano essere assolutamente puntati in avanti, chi propone un 45° rispetto al busto. Qual è la soluzione più fisiologica?

  21. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    I gomiti vanno sempre sotto il bilanciere, senza angoli e cose strane :-D

    Il problema dell'HP è il muro d'ingresso. Non tutti riescono a farle, per non parlare del tempo speso ad impararle.

  22. Uther Pendragon ha scritto:
    02 luglio 2012

    E' che c'è chi propone i gomiti "tucked in" nel lento avanti, e mi chiedevo se sia davvero necessario puntarli non solo più avanti del bilanciere ( ...ok... ), ma anche esattamente in avanti rispetto al tronco. Però... boh!.__.
    Lo studio del lento avanti mi turba, di brutto!!! u.U'

  23. rawdavide ha scritto:
    02 luglio 2012

    Vai speravo proprio facessi un articolo sul lento avanti! Mi è piaciuto molto, volevo chiederti la stessa cosa che ti ha domandato andrea, ovvero come vedi il leg drive?

  24. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Ma in realtà io lo vedo molto semplice come esercizio. Per queste cose è davvero utile guarda il video di Alexeev per capire come i gomiti vadano sempre sotto il bilanciere.

    In avanti rispetto al tronco vanno puntato se fai un push jerk, se fai un lento vanno sotto.

    Il leg drive lo vedo male, perché tutto ciò che parte dalla gambe toglie lavoro al petto nella fase di spinta iniziale, quando invece è proprio lì che si deve concentrare il massimo delle forze per superare lo sticking point. Alla fine è come essere seduti, dato che se ne parlava prima, solo che da seduti è molto più facile in quest'ottica

  25. swarovski, RTSMC ha scritto:
    02 luglio 2012

    nelle hand stand push ups i gomiti si tengono davanti al busto perche' non sarebbe altrimenti possibile progredire verso la versione free, ovvero con i piedi staccati dal muro. E' l'unico modo per non perdere l'equilibrio. Fare quindi le hspu contro il muro come fanno nel crossfit con braccia larghissime aprendo i gomiti verso l'esterno non e' molto utile se l'obiettivo e' quello di arrivare a farli senza muro. Inoltre per farli correttamente non bisogna inarcarsi a banana ma la verticale va mantenuta perfettamente rettilinea per tutto il ROM, tutto il corpo s'inclina quasi a voler scendere in planche, ecco quindi perche' mani e gomiti devono essere davanti al busto.
    Ovviamente con il bilanciere non si ha questa necessita'.

    non sono molto d'accordo sui crunch per gli addominali...

  26. Uther Pendragon ha scritto:
    02 luglio 2012

    Domandona a tradimento: dove posso studiare tutti questi allegri metodi per programmare? *__*

  27. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    02 luglio 2012

    Davanti al busto ma non necessariamente a larghezza spalle (+-90° rispetto al piano frontale)..basta stare mediamente oltre i 30° sempre rispetto al piano frontale.

    parere personale: Lento o HSPU? dipende perchè lo fai..fine a se stessi allora scegli quello che ti piace, invece per avere "transfer" dipende per cosa,sposti oggetti?Lento,sposti il tuo corpo?HSPU (parkour,ginnastica,breakdance,etc).

    a livello principiante-medio un misto 50-50 di entrambi secondo me è meglio (ma non indispensabile per tutti) per progredire in modo continuativo e sicuro, mentre man mano che si passa a livelli da avanzati meglio passare a ridurre il volume su quello che si discosta maggiormente da quello che facciamo..esisto cmq eccezioni.

  28. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    03 luglio 2012

    Il punto è questo:
    il lento avanti in piedi deve essere fatto esattamente come NON SI FANNO i press con Kettlebells.

    Il press insegna la maniera biomeccanicamente peggiore per alzare un carico.

    Quindi nessuna svalvolata di gomito, nessuno spostamento laterale ne posteriore.

    Per rispondere ad Andrea che ha fatto una bellissima domanda: il SURPLUS DEL BILANCERE RISPETTO AL CORPO LIBERO è IL RECLUTAMENTO.

    Io non ho mai provato a sollevarmi a corpo libero per questo probabilmente non ne avrei l'equilibrio, però una volta ottenuto l'equilibrio a livello di forza il corpo libero sarebbe troppo leggero.
    Sempre in mente la legge del transfer e del reclutamento dell UM, quello che recluta di più vince. In questo caso questo è il plus del bilancere, dove la soglia d'ingresso è solo tecnica.

  29. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    03 luglio 2012

    In pratica il lento in piedi deve seguire tutti i crismi della panca piana.

    Incastro, Traiettoria, logica della tenuta dei gomiti.

    VIDEO: io credo sia proprio il contrario. Sono i tecnici più esperti che hanno bisogno di video, il principiante dal video di Alessio non ha visto niente. Forse quello che ci ha visto più di tutti sono io e quelli che hanno ore di osservazione in sala alle spalle.
    Ripeto avete ragione sul fatto di mettere video, però la realtà è un po' differente. Di fatti i video l'hanno chiesto due tra i più competenti del forum.
    Detto questo avete ragione.
    Però adesso andatevi ad allenare!

  30. Slaine ha scritto:
    03 luglio 2012

    buongiorno,
    non so quanto un video possa aiutare ma di sicuro a me ha aiutato tantissimo leggere

    http://www.scribd.com/doc/33623869/DCSS-Training-Lento-in-Piedi-Seduto-Panca-Inclinata-e-Affini

    ...a meno che adesso mi diciate che è tutto sbagliato...

    ;-)

  31. swarovski, RTSMC ha scritto:
    03 luglio 2012

    ado sono piu' d'accordo con funky simon, perche', indipendentemente dalla capacita' di reclutamento delle UM, dipende tutto dallo sport per cui uno si sta allenando. Per un rugbysta preferirei un bilanciere, per un nuotatore non sarei gia' piu' cosi' sicuro di voler scartare le progressioni delle hspu a priori, senza per questo pensare di volerlo spingere oltre le box hspu. Comunque il reclutamento e' molto alto anche nel corpo libero, difatti nella palestra dove mi alleno le free hspu alle parallele riescono solo ai 3 ginnasti piu' forti.
    Se vuoi eliminare la componente equilibrio basta che un compagno tenga i piedi in equilibrio. Fallo provare ad uno dei tuoi atleti se hai 5' da buttare, non sono cosi' sicuro che riesca a fare una hspu completa con le spalle che scendono fino alle mani e poi ritirarsi su. (ovviamente non c'e' bisogno di parallele, basta qualche mattone per rialzare l'appoggio delle mani).

  32. Marokun ha scritto:
    03 luglio 2012

    humm.. piccola digressione sul video, forse ci sta un piccolo ragionamento.

    Fare dei video "pro" costa un botto, soprattutto in termini di tempo.
    Con le SLR di oggi si possono fare cose super, e i costi sono ragionevoli, ma il grosso del problema è la gestione dell'illuminazione, il montaggio eccetera.

    Bene, poi c'è il video di Alessio e salta fuori che il problema è un altro: ovvero che la quantità di informazione estratta dipende soprattutto dall'esperienza di chi guarda.

    Questo avviene perchè attraverso l'esperienza io posso ricondurre l'immagine piatta e semplificata a un contesto tridimensionale che mi è familiare. Ado può leggere la traiettoria dei gomiti di Alessio, e il cambio d'angolo, eccetera, perchè ha guardato milioni di gomiti raddrizzarsi. Il 3D gli si forma nella testa.

    La qualità "pro" della ripresa aiuta i meno esperti perchè, con luci ben messe, profondità di campo, eccetera, riesco a ottenere un'immagine più ricca e tridimensionale. Più facile da interpretare.

    Allora: per andare al sodo, non è che per gli scopi tecnici che ci poniamo una grezza ripresa 3D potrebbe essere più utile di un 2D con qualità cinematografica?

    Sto pensando al sito della prossima generazione.. per la ripresa ci sono delle macchinette per i 3D che sono ben più abbordabili di una qualsiasi lente "pro".

    C'è il problema dell'utenza: occhialini, monitor 3D, anaglifi.. non c'è ancora uno standard diffuso.. però ci si potrebbe ragionare, no? :-)

  33. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    03 luglio 2012
    Domandona a tradimento: dove posso studiare tutti questi allegri metodi per programmare? *__*

    In nessun posto in particolare, la metà li ho improvvisati io. Improvvisati, ovviamente, non vuol dire inventati, però sicuro non esiste un libro che parli di programmazione.

    Avendo appreso le basi della biomeccanica quanto basta per eseguire tutto senza uccidermi, e le basi della fisiologia tanto per sapere le basi dello "strength & Conditioning", ho deciso di darmi quanto più posso alla programmazione, l'unica cosa che non ha effettivi limiti per via di quello che studio. Guardo un sacco schede (che per qualche strano motivo riesco a "leggere" bene), a volte vado ad intuizioni e tentativi, cerco di applicare le logiche degli schemi che leggo anche ad altro...

    Sembra stupido dire che per me, per ora ovviamente e nei limiti di quello che faccio, è facile.. per quello mi viene da risponderti con questa ovvietà dicendoti di guardare quanto più possibili schede e metodi di chi le cose le fa seriamente.

  34. deadboy ha scritto:
    03 luglio 2012

    Sui video. La loro utilità per il neofita stà nel fatto che gli mostra un'esecuzione buona: come prendere il bilanciere, che posizione tenere, la distanza della presa, la velocità del movimento, cose così, terra terra. Non sono utili per chi allena ed è in grado di cogliere i singoli dettagli che permettono di capire se un'alzata è fatta con tutti i crismi, ma sono molto utili per chi non sa nemmeno come fare un press con i manubri. Non so se mi spiego.

    Sui libri. Testi che trattano della programmazione in generale ce ne sono diversi, e qualcuno descrive anche il piano di allenamento nel lungo periodo di atleti di discipline diverse (Romna, Verkhoshansky, Zatsiorsky, ecc.). In questi volumi trovi le regole generali che disciplinano la programmazione (codificate oppure dell'autore), ma non troverai mai una summa di tutti i metodi possibili. Sarebbe impossibile, anche perché molti dei metodi di cui leggi nei forum sono la rielaborazione personale di metodi vecchi come il cucco (es. varie varianti del 5x5 o del 3x3), altri il risultato di un esperimento personale, altri una sintesi di un metodo di cui si è sentito molto parlare, ma di cui nessuno conosce davvero i dettagli, e così via.

  35. deadboy ha scritto:
    03 luglio 2012

    *Roman non Romna

  36. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    03 luglio 2012

    Ripeto che io non mi metto a priori ne con Hspu ne sul lento..dipende dall'individuo non dall'esercizio.

  37. Marokun ha scritto:
    03 luglio 2012

    Ultima nota, poi mollo l'OT: rig fisso di camere (da tre soldi) e montaggio in QTVR.
    Basso costo e navigabilità 3D del video senza bisogno di attrezzi strani.
    Appena esco dal tunnel lavorativo metto giù un progettino.

  38. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    03 luglio 2012

    X Swarosky: mi hai capito male, non ho detto che è meglio il bilancere, la domanda su qual'è il plus valore del bilancere ho risposto la cosa più evidente e che pochi hanno colto: la possibilità di ottimizzare il reclutamento.

    Poi su cosa sia meglio per quale sport non ne ho molta idea, probabilmente hai ragione, so che quando si fanno pesi si fanno per migliorare l'attivazione e l'il push up verticale ha il difetto che viola la grande legge di RIVA: http://www.rawtraining.eu/fondamenti/propriocezione-questa-sconosciuta/

    vi cito un citazione di seconda mano di Biasci, dove ha dimostrato di essere su queste cose davvero 20 anni avanti: Visto che ho citato fitball e bosu e so bene Dario Riva cosa ne pensa, scrivo una sua frase:

    “tutto quello che stabilizza artificialmente destabilizza funzionalmente” e questo crea parecchi punti di analisi.

  39. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    03 luglio 2012

    siccome non la trovo potreste per cortesia scrivere cosa dice questa legge?

  40. swarovski, RTSMC ha scritto:
    04 luglio 2012

    ado,
    provo a mettere insieme le cose per vedere se ho capito il tuo messaggio con due assunti.
    il bilanciere e' superiore ad un allenamento a corpo libero poiche' sviluppa una capacita' di reclutamento delle UM piu' efficiente.
    L'instabilita' artificiale non permette uno sviluppo ottimale della capacita' di reclutamento delle UM.
    Se queste due affermazioni sono vere allora dovrei anche pensare che matteo morandi non abbia ottimamente sviluppato il suo potenziale di forza o le sue qualita' propriocettive.
    Magari non sara' forte con un bilanciere cosi' come un weightlifter non lo sara' con gli anelli, a dimostrazione del fatto che alla fine tutti gli allenamenti sono specifici cosi' come gli schemi motori.
    Certo gli allenamenti di morandi non hanno nulla a che vedere con gli allenamenti dell'utente medio, ma questo non fa che rinforzare la tesi secondo cui: devi allenarti tanto e spesso per diventare bravino in quel qualcosa in cui ti sei allenato, che sia la panca, il lento avanti o le HSPU.
    Quindi alla fine diciamo la stessa cosa o sbaglio? i benchmark di riferimento dello strength & conditioning sono dettati dalla disciplina per cui ci si allena.
    Se prendo le tabelle AIF, con 77 di peso per essere buono dovrei fare 160 di stacco, ma che questo sia anche il riferimento per una buona preparazione atletica generica per una migliore performance a motocross o a rugby non e' stato determinato anche perche' diventa strettamente legato alle qualita' e caratteristiche del singolo atleta. Magari i miei 110kg di stacco, che da tabella non sono neanche lontanamente sufficienti, fatti senza aver mai fatto prima un DL in vita mia (quindi con tutte le inefficienze tecniche del caso), sono piu' che buoni per le mie caratteristiche individuali per potermi esprimere al meglio in sport che non siano legati ai pesi. Dove finisce la qualita' aspecifica ed inizia quella specifica?
    Certo e' che non mi metterei mai a fare squat sulla fitball, i crunch, o i bicep curl, perche' in tutti i tipi di allenamenti ci sono cose utili, cose necessarie e molte altre superflue, inutili o controproducenti. L'importante e' allenarsi bene e con testa, che poi siano bilanciere, corpo libero o kettlebell dipende dagli obiettivi e dalle preferenze.

  41. Martin ha scritto:
    04 luglio 2012

    Ragazzi... il sito è ottimo, gli articoli sono ottimi, una vera rivoluzione nel web.

    E proprio perchè rawtraining è qualcosa di speciale, trovo che sia doveroso evitare grossolani errori di scrittura negli articoli.

    Se non conoscete l'inglese, non usatelo. "Allenamento della forza" va benissimo. Perchè scrivere "strenght training" a caratteri cubitali su tutti gli articoli?

    E' un errore bello e buono visto che si scrive STRENGTH training e visto che si è ripetuto in più articoli. Spero sia chiaro che non sto qui a fare il saputello ma mi sta davvero molto a cuore la qualità del portale.

  42. zalex5 ha scritto:
    04 luglio 2012

    Hai ragione Martin, ci scusiamo per l'errore ... provvederemo alla correzione ed effettueremo una ricerca anche negli altri articoli visto che è un errore che è stato fatto spesso (e non sempre corretto in fase di revisione).
    Grazie mille per avercelo segnalato !

  43. swarovski, RTSMC ha scritto:
    04 luglio 2012
  44. zalex5 ha scritto:
    04 luglio 2012

    Alberto ... è che sei un rugbysta e mi sei sfuggito :-)

    Ad ogni modo non sai quante volte correggo quella parola ... e quante volte mi è scappata (ho contato 16 occorrenze sbagliate ... e alcune nei titoli -.-''')

    Ovviamente ho escluso dalla ricerca i commenti e il forum :-)

    Chiudo questo Off-topic e mi rimetto alla clemenza della corte ;-)

  45. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    04 luglio 2012

    ma uffa io volevo fare bicipiti propriocettivi... vabbè..

  46. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    06 luglio 2012

    No swarosky hai fatto un passo indietro pazzesco nella discussione. Te lo dico con il massimo rispetto di uno che ti stima davvero, altrimenti non ti risponderei nemmeno:

    morandi ha alti livelli di forza. Fa 6 ore di allenamento al giorno. Non ha problemi di reclutamento.

    Neppure molti pesisti olimpici fanno distensioni eppure sono fortissimi.
    Neppure molti gyrevoy usano il bilancere e sono ire di Dio.

    Il marzialista che fa sovraccarichi per migliorare la sua forza di base, l'amatore che si allena 3 volte a settimana ha una necessità di sviluppare stressor molto molto differente. A quel punto per sviluppare la forza di base fare handstand servirà a poco, un po' l'effetto che vediamo ogni volta che facciamo seminari pratici nel mondo funzionale. Sono cose differenti e non intercambiabili. Questo volevo dire.

    Ovvio che tutto ciò che è forzatamente destabilizzato allena i compensi e difficilmente avrà risposte positive in ambito trasversale.

    Dobito che Morandi faccia gli anelli per fare una cosa scomoda: Morandi fa anelli perchè deve fare anelli, seguendo la logica dei carichi distribuiti e la legge del transfer cui io ho basato tutte le mie idee di carico, in ottimo accordo con tecnici di ginnastica di grande fama e qualità.

  47. swarovski, RTSMC ha scritto:
    06 luglio 2012

    ado,
    continuo qui anche se off topic proprio per lo stesso motivo di grande stima nei tuoi confronti.
    Non voglio certo arrampicarmi sui vetri cercando di cambiare versione o virando sulle conclusioni. Sono sempre stato convinto che il bello dello sport sia quello di onorare la superiorita' dell'avversario senza cercare attenuanti. Quindi ti ringrazio per la risposta ed il tempo che gli hai dedicato, mi inchino alle tue competenze, anche se purtroppo senza il confronto diretto dal vivo a volte e' difficile esprimere la propria visione nel complesso, ma devo dirti che commettere errori, tecnici o logici che siano arrichisce il nostro vissuto e spero che questo "pazzesco passo indietro" mi aiuti a interpretare le cose meglio in futuro.
    Gli anelli sono una superficie instabile ed artificiale ma mi hanno consentito di diventare piu' forte di prima pur con carichi e programmi da amatore, quindi nel rileggere l'articolo sulla propriocezione proprio a distanza di questi due anni con gli anelli, ho dovuto inevitabilmente interpretare le cose e rielaborarle per trovare delle coerenze, giungendo alla conclusione che alla fine bisogna sempre scendere nello specifico. Allenarsi per arrivare a fare squat con 20kg su una fitball non e' sicuramente un allenamento efficace, ma gli anelli lo sono ed il contrasto che ne e' emerso mi ha portato a quei ragionamenti. Nelle free HSPU alle parallele prese ad esempio, l'unica instabilita' che vedo e' data dalla forza di gravita'. Che sono poi un passaggio obbligatorio per arrivare ad allenarle agli anelli (instabilita' artificiale). Non so, non riesco a chiudere il cerchio e mi sono lanciato in questo scambio cosciente di poter sbagliare ma anche imparare dai miei sbagli.
    Perche', alla fine ci sono domande di fondo a cui non sono ancora riuscito a rispondere in modo soddisfacente:
    dove finisce la forza aspecifica ed inizia quella specifica?
    quanta forza serve per essere forti?
    qual'e' il punto di diminished return della forza?
    Ognuna di queste domande va risposta nel contesto in cui si colloca, o sbaglio anche in questo?
    Poi, sempre se ho capito qualcosa, se in una scala di forza da 1 a 10 voglio arrivare al 6, con il bilanciere magari ci arrivo in 200 ore di allenamento e con gli allenamenti di forza dei ginnasti in 500, questo sono pronto a scriverlo sul muro del salotto.

  48. Biris, RTSMC ha scritto:
    06 luglio 2012

    Swarovsky, comunque l'arrivare prima a livello di forza "6" con i pesi rispetto a agli allenamenti dei ginnasti indicherà solo che negli allenamenti dei powerlifter avrai più forza, non nella altre attività.
    Lunedì uscirà un articolo che trasversalmente parlerà di questo.

  49. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    07 luglio 2012

    Swarosky, sono io che mi devo piegare alla tua bellissima risposta.

    Sai cos'è? Che siamo partiti dall'hand stand push up vs lento avanti in piedi e finiti agli anelli.

    Il primo una roba da giocoliere, il secondo un esercizio codificato da 100 di olimpiadi. Di sicuro con gli anelli non ci fanno le gare di dips, questo si.
    Però le competenze che danno gli anelli sono tante e molteplici.

    BORIS: nella mia esperienza personale solo il rimbalzo, il cheating e la mancanza di controllo tecnico danno una forza specifica in quell'ambito. Per questo anche il lavoro instabile ha questo difetto.

    La capacità di trasmettere forza in un contesto altamente controllato ha dato risposte di 'capacità di spendere forza' molto al di fuori dell'ambito Powerlifting.
    La capaicità di spendere forza fuori contesto da parte di atleti molto qualitativi del PL è stata in diversi contesti molto sorprendente. Però devono essere altamente qualitativi.

    Altrimenti non mi spiegherei le esperienze avute in questi anni nel confronto (anche alle certificazioni rt) con il mondo funzionale. Esperienze che hanno messo un po' in crisi il sistema funzionale commerciale in Italia in questi anni.

  50. andrea ha scritto:
    07 luglio 2012

    Miseriaccia, mi scappa di intervenire di nuovo, e pure contro Ado... Speriamo bene.
    Il punto non è lento avanti vs handstand pushup. Ma il lento codificato in questo articolo vs handstand pushup. Se stiamo fermi fermi, e ci limitiamo a sparare i gomiti in alto, quanto reclutiamo gambe e tronco per fare 70 kg o l'equivalente del nostro peso corporeo? Stabilite queste regole dei giochi potrebbe forse non saltar fuori il valore economico del bilanciere nel bilancio di famiglia ; )
    Invece se parliamo di lento con leg drive (ironpaolo) oppure di press olimpico (quello codificato da 100 olimpiadi non c'entra niente con il lento descritto da Leviatano), allora sono d'accordo che il discorso cambia alla grande

  51. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    07 luglio 2012

    Secondo me Andrea è molto più semplice di così: se vedo un ragazzotto ad un corso che mi dice 'per le spalle faccio HSPU' gli spiego che a meno che non sia il dio di questo esercizio, e che la sua forza di base sia ottima, cosa assai rara per l'appassionato natural, deve farsi prendere meno dalla smania functional e mettersi a fare lento in piedi, anche senza gambe, perchè la forza degli arti superiori è importante. Tutto qui. La solita storia dei due gemelli: quello che fa solo HSPU e quello che fa solo lento. Il secondo trasferisce meglio la sua forza ovunque del primo, perchè il primo ha speso tutto il tempo ad imparare l'esercizio nella propria specificità.
    Come quello che inizia le olimpiche dopo i vent'anni. Quello che fa le powerlifts tecniche ha un vantaggio pazzesco, a patto che le faccia tecniche. Qua nomi e cognomi si potrebbero sprecare.

  52. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    07 luglio 2012

    Credo che illuminante sia stato l'ultimo articolo di Biasci dove riassumendo un punto non molto messo in luce:

    esistono movimenti precablati dal SNC tra cui l'accosciarsi.

    La capacità di effetturare questi con un automatismo di classe 3 cioè oltre il normale 'bravo tecnicamente' porta a riuscire a replicare questa attivazione in contesti differenti.

    Questa cosa l'ho sentita e vissuta sulla mia pelle.

    Le info tratte da questo spunto FANTASTICO vengono da una brillantissima visione e analisi del libro proposto da lui in testa all'articolo.

  53. deadboy ha scritto:
    07 luglio 2012

    Secondo me bisogna guardare anche al livello degli atleti che si confrontano. Se confrontiamo le prestazioni di due professionisti del powerlifting e della ginnastica, che abbiano caratteristiche più o meno simili per quanto riguarda età, età di allenamento e peso corporeo, allora si possono trarre delle conclusioni su cui si può ragionare. Diversamente non ha senso.
    Il raffronto con il funzionale può farsi se da una parte c’è un campione di PL e dall'altra un campione di crossfit per esempio. Due atleti quindi, che si allenano con dedizione e per molte ore alla settimana, cercando la massima prestazione nel loro sport.
    Confrontare le prestazioni generali di ragazzi che gareggiano nel PL con quelle dei ragazzi che vengono a fare la certificazione rawtraining ha una valenza relativa, perché in mezzo ci sono persone che non hanno mai fatto agonismo o che per anni si sono allenate con delle carenze tecniche che gli hanno impedito di migliorare (io sarei tra quelli se ci andassi).

    Detto questo, se prendo un oro olimpico con la struttura, la capacità e la forza del buon caro Yuri Chechi, scoprirò che quest'animale è in grado di sollevare e spingere più peso del 90% dei comuni mortali del suo peso che non fanno PL agonistico. Con in più una capacità di reclutamento e un equilibrio straordinari, che gli consentono di fare quello che gli pare col proprio corpo, per ore. Capacità che nessun PL agonistico del pianeta e col suo stesso peso avrà mai.
    Il PL agonista ha una forza straordinaria e una notevole capacità di reclutamento, ma sul corpo libero resterà sempre indietro rispetto al ginnasta agonista, non ci sono pifferi.
    Non vorrei essere frainteso, non sto denigrando il PL, ma penso che se si devono fare dei confronti è meglio farli guardando ai pro, perché un ragazzo iscritto in una palestra di PL, che si alleni da diversi mesi e sotto la supervisione di un bravo tecnico sarà sempre più performante di un topo da garage o di un ragazzo che magari ha fatto agonismo, ma non con i pesi.
    Se guardate ai crossfit games, vedrete che le persone che hanno trascorsi agonistici nel sollevamento pesi, o nel PL, o in altre discipline di forza mostrano un grande vantaggio rispetto agli altri che non hanno fatto lo stesso percorso. La grande base di forza e le capacità tecnica e di reclutamento acquisite nel tempo gli consentono di dominare la disciplina con un minore tempo di apprendimento. Il vantaggio si vede in tutte le prove di forza e, nel caso dei pesisti, nelle alzate olimpiche, che riescono a fare più velocemente e con un minore dispendio di energia. Per diventare bravi nel funzionale, però, anche i pesisti devono fare un lavoro specifico: il percorso richiederà meno tempo, ma dovranno farlo anche loro, non si scappa.
    La forza acquisita col bilanciere ha un transfer enorme, maggiore del corpo libero, siamo tutti d’accordo, ma per dominare i movimenti a corpo libero ci vuole un lavoro specifico, perché altrimenti contro un agonista del corpo libero si perde. Io posso anche chiamarmi Walgermo e battere record su record nel PL, ma non sarò mai in grado di esprimere tutta la forza di cui sono capace in un movimento a corpo libero, a meno che non me lo insegnino e mi ci dedichi. La componente dell’equilibrio non è da sottovalutare. In questo senso un pesista, secondo la mia modesta opinione, si troverebbe meglio di un PL nel corpo libero, per via di tutto il lavoro specifico che fanno per l’equilibrio, sia col bilanciere sia a corpo libero.

  54. deadboy ha scritto:
    07 luglio 2012

    Sarà un caso, ma da quando hanno creato i crossfit games i grossi premi in denaro hanno attirato molti ex campioni di sollevamento pesi e pl.
    http://www.youtube.com/watch?v=fHEkokQSGmU
    David Morgan, 2 volte quarto alle olimpiadi, pluricampione di sollevamento pesi.
    Sinceramente dubito che riuscirebbe a fare i free hspu sulle parallele in grazia di Dio per molte ripetizioni, pur con tutta la sua esperienza e forza. Ne può chiudere una, poi però si cappotta.

  55. deadboy ha scritto:
    07 luglio 2012

    Nel corpo libero come nei pesi ci sono le progressioni: c'è la cosa semplice, che si riesce a fare con un livello di allenamento minimo e via via ci sono cose più difficili, che richiedono maggiore allenamento e una programmazione specifica; una cosa sono gli hspu del video di sopra (la cosa semplice) e una cosa sono quelli liberi alle parallele. In mezzo c'è una valanga di lavoro che va fatto.
    Ogni disciplina sportiva ha le sue specificità. L'allenamento della forza col bilanciere ha il suo transfer, ma può manifestarlo subito solo nei movimenti semplici delle altre discipline. Per riuscire invece a sfruttare la base di forza nei movimenti più complessi ci vuole molto lavoro specifico, proprio perché, come accade, nel PL e nel WL, per fare le cose più diffiicili si richiede una maggiore capacità tecnica, che può essere acquisita solo con molta pratica.
    Non voglio dare ragione a nessuno, né fare polemica, è solo il mio punto di vista. E adesso me ne torno nel mio angolino. :-)

  56. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    08 luglio 2012

    "per le spalle faccio HSPU" SONO IO hahahahaha

  57. swarovski, RTSMC ha scritto:
    08 luglio 2012

    il tipo (david morgan) e' una bestia.... ma coi pesi!!
    per fare mu e hspu cosi' e' meglio continuare a fare solo pesi.
    questo non e' di certo un ex ginnasta olimpionico, solo un "normale" amatore...
    http://www.youtube.com/watch?v=qvYNE5cgBkA

  58. deadboy ha scritto:
    08 luglio 2012

    Bel video Swaro. Dato per assunto che per diventare bravi in una determinata disciplina bisogna dedicarle una valanga di tempo e fatica, sarei curioso di vedere se è più facile per un ginnasta diventare bravo con i pesi o per uno che ha sempre fatto solo pesi diventare bravo nella ginnastica. Io metterei i miei soldi sul primo.
    Ho parlato degli ex pesisti che cominciano col crossfit e ho portato un esempio, a parer mio, perfetto. Quei muscle up fanno cagare se li si guarda con gli occhi del ginnasta, mentre sono validi per il circuito crossfit, che il pesista riesce a dominare.

  59. deadboy ha scritto:
    08 luglio 2012

    Il bilanciere ha un ritorno di forza enorme, ma cosa scegliere per il proprio allenamento dipende dalle proprie esigenze e dal proprio sport. Se io faccio boxe o ginnastica il bilanciere posso parcheggiarlo, se faccio rugby o judo no, perché devo aumentare sensibilmente i miei livelli di forza, in un modo che posso ottenere solo con i pesi.
    Quindi, per rispondere alla domanda "lento avanti o hspu?", dipende esigenze di ognuno e dal proprio sport. Se uno fa breaking o parkour, ad esempio, gli hspu sono perfetti, perché allenano anche la componente dell'equilibrio, che per loro è fondamentale. Se uno fa PL o WL è meglio il press in piedi. E' la mia opinione.

  60. Ermenegildo ha scritto:
    09 luglio 2012

    è possibile misurare in maniera oggettiva l' attivazione muscolare per un movimento?

    è possibile misurare/stimare quale sia la massima forza che il muscolo,in un ipotetica attivazione completa, può esprimere in un dato movimento?

    Questi due dati mi sembrano quelli più interessanti e completi per valutare il valore di una preparazione atletica volta allo sviluppo della forza.

  61. Funky Simon, RTSS ha scritto:
    15 luglio 2012

    Si, se non sbaglio si può fare con EMG (l'electromiografia)..al corso Issa hanno fatto vedere delle slide.

  62. Ermenegildo ha scritto:
    16 luglio 2012

    quali sono i suoi limiti perchè non mi sembra molto diffusa, eppure dovrebbe essere un ottimo metodo per produrre dati utili a confrontare e valutare allenamenti.

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