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Kettlebell e le MMA

Kettlebell e le MMA

Il kettlebell nasce come strumento universale, lo usi e diventi abile a fare tutto. Una bacchetta magica a forma di palla di cannone. Lo impugni e diventi bravo a combattere, riesci a correre più a lungo, a saltare più in alto, migliori il tuo stacco da terra e nel braccio di ferro hai una marcia in più. Aiuta Amstrong nel preparare il tour de France, i giocatori del football americano, serve nella pallavolo, nel golf, nel calcio, nel curling, nella briscola chiamata e ovviamente non poteva non servire per gli sport da combattimento. Più che una palestra in un attrezzo potremmo dire, da come è stato venduto, che il kettlebell è la soluzione a tutti i problemi dell'allenamento. Ma sarà vero?

In questo articolo cercheremo di rispondere a domande come queste:

  • Servono i kettlebell negli sport da combattimento? Perchè?
  • Che esercizi fare? Per quanto tempo? Come farli? Perchè?

Mettetevi comodi, il discorso sarà lungo (vi consiglio d'affrontare la lettura un po' alla volta) ma chi avrà la perseveranza d'arrivare alla fine, avrà fatto un po' di chiarezza su quest'argomento tanto controverso.

Premessa, sradichiamo le radici morte

La preparazione atletica con i sovraccarichi è alquanto oscura, 1 su 1000 farà qualcosa di sensato. La prova più evidente di questa affermazione è che ad oggi quasi nessun natural riesce ad ottenere dei risultati decenti. Prendiamo la tabella della Bundesverband Deutscher Gewichtheber, sui minimi da raggiungere per avere transfer con i pesi:

Esercizio Peso da raggiungere in rapporto al BW
Squat sotto al parallelo 1,5-2,0
Squat parallelo 2,0-2,5
Front squat 1,5-2,0
Strappo 1,0-1,5
Slancio 1,5
Girata al petto 1,5-2,0

Queste indicazioni, ovviamente, non si riferiscono a chi fa queste alzate nel suo sport, ma a chi usa i bilancieri per avere del transfer nella propria disciplina.
Ma chi raggiunge questi numeri?

  1. Chi gareggia nelle discipline del ferro (ok non conta)
  2. Chi non è natural
  3. Chi è un mostro di genetica
  4. Chi si allena da anni con tecnica e metodo

Ecco scegliete a quale categoria volete appartenere. Ma la triste verità è una sola:
NON ESISTONO RIMEDI MIRACOLOSI, PERCHÈ QUALCOSA FUNZIONI CI VUOLE TEMPO E DEDIZIONE.

Potete pure decidere di non darmi retta e di gettarvi sulla prossima moda che uscirà, intanto però i numeri continueranno a parlare da soli.

In mezzo a questa sconsolazione (o ti fai il culo per anni o niente) arriva un bel giorno il kettlebell e stravolge tutto: "il modo più simile di tirare un pugno senza tirare un pugno". Il kettlebell è rivoluzionante perché non sono più i numeri ad essere importanti ma conta l'attrezzo. Tradotto non è più essenziale QUANTO stai facendo ma CON COSA lo stai facendo.

Questa Visione non è del tutto sbagliata, il COSA è importante ma questo lo approfondiremo alla fine dell'articolo.

È giunto il momento per la preparazione atletica di prendere le distanze dalla palestra classica, le macchine isotoniche, veramente non hanno più motivo d'esistere se sono rivolte all'atleta (ma non solo). Non è il kettlebell, l'allenamento funzionale, a vincere è il vecchio che si ammazza da solo. Ora però non dobbiamo cadere nell'errore che una volta che si è superato il vecchiume si rincominci a fare le cose alla razzo. La preparazione atletica deve tener presente almeno questi punti:

  1. Metabolismi che entrano in gioco
  2. Linee di forza del gesto atletico
  3. Catene muscolari coinvolte e relativa attivazione temporale
  4. Velocità del gesto, resistenze da vincere, tempo sotto tensione

Il problema è che nelle preparazioni con i kettlebell e nel funzionale tutto questo sembra completamente scomparire, tutte le analisi sono fatte alla buona. Da una parte si sono introdotti dei punti sicuramente vantaggiosi ed interessanti: lavorare su più piani, velocità elevate (per essere dei sovraccarichi), unilateralmente, in modo instabile, ecc. Tutti questi utili elementi però vengono meno se viene a mancare il QUANTO. Come posso considerarmi allenato se utilizzo un attrezzo da 16/24kg? Il problema del kettlebell è che rimane comunque un sovraccarico e pertanto deve sempre rispettare le medesime leggi che governano i pesi. A volte si leggono articoli che dicono che un kettlebell da 12kg è pesante come un manubrio da 16kg. Poi si legge che un clubbels da 8kg è pesante come un kettlebell da 12kg e via di seguito. Bene, facciamo questo esperimento, dovete decidere se farvi cadere sul piede un clubbells da 8kg 0 un manubrio da 16kg. Cosa scegliete? Avete afferrato il concetto? Perché nella preparazione atletica seria non si vedono agonisti fare squat sulla fitball con pesi ridicoli? Perché quando ricerchi forza e potenza è il carico a dominare su tutto, se invece, vuoi sviluppare equilibrio/propriocezione allena quello, ma lascia stare i sovraccarichi. Se sollevi 24/32kg stai sempre alzando 24/32kg.

Un peso instabile, come il kettlebell, allunga la leva ma vi porta a sollevare meno, quindi dal punto di vista della capacità condizionale forza è solo svantaggioso. Per reculate unità motorie (diventare forti) ci vogliono i Kg, così come per reclutare i muscoli stabilizzatori ci vuole dell'instabilità. Di cosa avete bisogno? Io scommetto noccioline contro euro che se fate sport di forza e potenza dovete in primis sviluppare forza e potenza; poi potremmo stare delle ore a parlare di deficit di sovrapotenza e di come migliorando la propriocettività il vostro squat vada alle stelle... fighissimo! intanto però continuate a sollevare pesante.

Il succo dell'analisi è che alle fine possiamo dire che serve tutto, il problema sono le energie ed il tempo. Highlander probabilmente si allena con i bilancieri, i kettlebells e fa lo squat sulla fitball, ma voi? Siete ancora li a fare mille cose senza farne bene una? State ancora usando kettlebell da 24kg e con i 32kg fate serie da massimo 10 ripetizioni (di snatch non di swing)? Bene, questo articolo fa per voi! È ora di diventare forti, continuate a leggere.

Esperienze dall'altro mondo e metabolismi energetici

Nella mia breve esperienza con i kettlebells sono venuto a contatto (devo dire sempre meno) con combattenti entusiasti del transfer che gli aveva dato l'allenamento con questi attrezzi. Quando gli chiedevo con che pezzature si allenavano mi rispondevano, nella maggior parte dei casi, con 16kg. Zitti lì, non iniziate a pensare subito male. Ci sono principalmente due ragioni per cui questi atleti sono soddisfatti dei loro allenamenti con i kettlebells:

  1. Hanno un livello di fitness talmente basso che anche zappare la terra li fa migliorare. Uno ride per non piangere ma il livello di forza/coordinazione di molti atleti è veramente scarso. Per esempio se usciamo dagli sport di combattimento e consideriamo quelli di squadra la maggior parte degli agonisti non riesce a fare 6 trazioni prone complete.
  2. Migliorano o lo pensano, perché si sentono più forti senza aver nessuna conferma numerica. Queste persone si sentono progredire anche quando prendono gli amminoacidi ramificati, quando dormono un'ora in più, quando non trombano per una settimana e quando stringono nella proboscide una piuma. È facile dirsi "mi sento migliorato" senza eseguire test. Ma, se ci fate caso, il mondo del fitness è tutto così.

Ora, un tecnico, un preparatore atletico che si voglia definire serio deve iniziare a testare gli effetti del suo allenamento. Un buon punto di partenza è quello dei sistemi energetici.
Ogni sport ha dei metabolismi predominanti, che concorrono alla prestazione, si parla infatti di continuo energetico. Allenarne solo uno senza raggiungere livelli soddisfacenti negli altri è spesso un grave errore.
Che metabolismo entra in gioco nelle MMA? In che %? E quale è coinvolto nel kettlebell? Perchè?

...Silenzio...

Già qui la maggior parte dei guru vi guarda basita. L'allenamento è fatica, poche chiacchere, il kettlebell funziona lo dicono tutti, lavora!
Facile la vita quando i clienti sono ignoranti e si fidano.
Allora, iniziamo a partire da qualche definizione sugli sport da combattimento e vediamo in che modo il kettlebell può centrare.

"...diventa determinante per la prestazione se negli sport che richiedono movimenti aciclici, vengono richiesti ripetutamente impieghi massimi di forza, come negli sport di combattimento o come nell'allenamento della forza massima e della forza rapida." (Hartmann,1988; Gundlach, 1982 et Alt.).

"...permette di realizzare notevoli impulsi di forza per tutta la durata richiesta dal carico, mantenendo al minimo la differenza tra forza massima esprimibile e impulso medio di forza realizzato." (Stefano Zambelli)

"Movimenti esplosivo-balistici (alattacidi) inseriti in un contesto aerobico-lattacido, dove la capacità aerobica non è fondamentale ma lo sono la potenza aerobica, la resistenza lattacida (soglia), la forza esplosivo elastica e la resistenza alla forza veloce."

Urca! quante informazioni, ci vorrebbero 3 articoli per spiegare il tutto. Vediamo di fare un sunto.
La prima cosa che si evince da queste definizioni è che negli sport da combattimento serve si una notevole forza esplosiva, ma è altrettanto fondamentale preservarla nel tempo. Il combattente non deve solo aumentare la sua cilindrata ma deve anche migliorare la sua efficienza. Per questo la fusione di metabolismi energetici differenti diventa fondamentale.

Il sistema aerobico

Gli sport da combattimento hanno durate variabili, mediamente 3'-5' a round. È logico che in tempi così lunghi, il sistema ossidativo sia presente, ma quanto è presente? Ricordiamo che dopo i due minuti d'attività continua il sistema aerobico prende il sopravvento su quello anaerobico (Mc Ardle, Katch), Quanto influisce la capacità aerobica nelle prestazioni delle arti marziali?

Andiamo a prendere qualche ricerca su atleti olimpionici nel judo. "... la capacità aerobica influisce un 20% sulla prestazione" (Sbriccoli, 2007).

capacita aerobica

Bene, osserviamo che la parte aerobica influenza la prestazione, ma non è prevalente. Infatti sempre Sbriccoli e Coll (pubblicazione SDS 2010) hanno testato atleti di diverso livello: regionali, nazionali ed olimpionici del judo dimostrando che il Vo2max non differiva in modo significativo tra i diversi campioni. Pertanto il metabolismo aerobico non fa la differenza negli sport da combattimento. Un atleta regionale ha più o meno la stessa capacità aerobica d'un olimpionico.

Ma ora dobbiamo capire quanto bisognerà sviluppare il sistema ossidativo? Serve correre per un'ora? Serve una buona base aerobica? Insomma quanto razzo lo devo allenare?

Soluzione
Fate questo semplice test: Cooper 12' di corsa costante. Se percorrete 2500m avete raggiunto la sufficienza. Se percorrete 3000m avete raggiunto il massimo livello. Migliorare ulteriormente la capacità aerobica, non porterà più nessun beneficio aggiuntivo per gli sport da combattimento.

Il sistema anaerobico lattacido

Chiunque sia salito su un ring o su un tatami ha ben presente quanto la componente lattacida sia preponderante. Ma quanto acido lattico si accumula nel MMA? Andiamo a ricercare qualche studio (Lehmann, 1997):

sistema anaerobico alattacido

Altri studi, in aggiunta a questo, confermano che la produzione media di lattato in pugili professionisti supera le 10 mmol/l a FINE incontro.

Per i meno esperti la vecchia definizione di soglia aerobica e anaerobica (oggi superata dall'OBLA) poneva la prima a 2 mmol/l e la seconda a 4 mmol/l. Un pugile e ancora di più un lottatore gareggiano al triplo della soglia anaerobica. Quindi la produzione di lattato e la resistenza ad esso sono sicuramente fattori limitanti negli sport da combattimento.
Un bravo preparatore dovrà ritardare il più possibile l'accumulo di lattato e dovrà portare il proprio atleta a resistere a soglie sempre maggiori.
Se pensate che per fare tutto ciò basti solo uccidersi con i circuiti avete preso un bel granchio. I punti da valutare sono:

Rapporto lavoro/lattato prodotto

Se fate un bel circuito con 16+16kg e producete tanto lattato vi stancate, ma è come se vi fosse venuto il fiatone camminando. Non basta stramazzare a terra per aver fatto un buon allenamento, bisogna imparare a sopportare elevati volumi di lavoro. La componente del carico (tonnellaggio) non viene MAI presa in considerazione quando invece è un parametro FONDAMENTALE. Per questo un esercizio nuovo produce tanta fatica ma pochi effetti, se non quello relativo all'adattamento di un nuovo schema motorio: l'atleta si stanca molto a fare poco. I veri benefici subentrano quando l'atleta si stanca poco ma fa tanto. IL FITNESS SI BASA SULLA FATICA, LO SPORT SU PARAMETRI FISIOLOGICI.

Valori simili

Nei 400-800m si raggiungono le massime produzioni d'acido lattico (oltre 20 mmol/l). Ora, se bastasse produrre più acido lattico possibile, per allenare la capacità lattacida negli sport da combattimento, basterebbe fare sempre i 400m o al massimo le ripetute. Il problema è che la soluzione non è così semplice. I sistemi energetici sono altamente specifici, se il vostro sport ha 12 mmol/l per aver più transfer possibile dovete lavorare intorno a questa soglia. Superarla di molto porterà benefici ma solo sino ad un certo punto. Il problema è che nessuno sa quanto lattato produce. Anche se ormai sono disponibili a prezzi moderati lettori di lattato (550 euro, 300 su e-bay, in realtà le ricariche hanno un costo sostenuto). Per chi vuole affrontare l'allenamento in modo professionale diventa un acquisto interessante. Chiunque vi parli di preparazione agli sport da combattimento e non ha un lettore di lattato viene sicuramente più dal fitness che dal campo (Arcelli, anche se lui si rivolgeva al calcio).

Il sistema anaerobico alattacido

Il sistema del creatinfosfato (CP) è quello più snobbato in assoluto, quando in realtà fa la differenza. All'università, sui libri di testo, quando si portano degli esempi di sport che sfruttano questo metabolismo si citano sempre il getto del peso e il salto in alto. In realtà i campioni di sport da combattimento vivono di creatinfosfato. La differenza tra un combattente esplosivo e uno che non lo è sta nella capacità di sfruttare sempre questo sistema energetico. Ora, in tutti i testi viene scritto che il CP si esaurisce in 5-8". Il dato è corretto ma ciò che non dobbiamo dimenticare è che il CP si ricarica in meno di 10", in un atleta allenato. Pertanto scatti ripetuti intervallati da brevi pause, andranno sempre a sfruttare questo sistema. Un pugile esplosivo per rimanere tale dovrà sempre far riferimento a questa fonte.

L'esplosività, ma ancora di più la resistenza ad essa dovrà essere sviluppata in questi modi:

  1. Carichi a partire dall'80% del proprio BW. Se pesate 80kg dovete sollevare almeno 64kg. Altrimenti la componente della forza esplosiva viene meno e coinvolgiamo più la rapidità o la forza veloce.
  2. Muovere i carichi lungo tutta la linea d'azione del gesto sportivo target.
  3. Movimenti veloci almeno 1,8-2,2 m/s, altrimenti il deficit di forza esplosiva non viene coinvolto (vedi articolo Perché usiamo i kettlebell).
  4. Mantenere i primi tre parametri in un lasso di tempo equivalente alla durata d'un round.

Raggiunto questo obiettivo abbiamo la capacità di muovere rapidamente un carico "pesante" lungo le linee d'azione che ci servono, preservando "l'impulso medio di forza realizzato".
Nel combattimento ogni azione efficace è accesa da una miccia, il creatinfosfato è questa miccia, voi la dovete sviluppare e preservare.

Vola come una farfalla, pungi come un'ape: transfer

La preparazione con sovraccarichi rientra nella preparazione atletica GENERALE, non SPECIFICA. Diventa inutile cercare di mimare un pugno con un sovraccarico, anzi più il movimento target ha interferenze con gesti simili e più viene depotenziato. Quando si sollevano pesi si pensa sempre a potenziare il muscolo mentre la forza viene dal sistema (neuro-endocrino-muscolare). Nel pugilato per anni si è fatto il vuoto con dei pesetti nelle mani. Una volta tolti, le braccia sembravano volare. I preparatori che utilizzano ancora questa tecnica devono fare ben attenzione che il cervello dell'atleta non modifichi lo schema motorio verso l'utilizzo con sovraccarichi.
La preparazione generale allena le grandi catene muscolari, con esercizi che sviluppano la coordinazione intermuscolare. Più un esercizio è complesso e completo e più le skill motorie possono essere trasferite anche a gesti differenti.
Ora analizziamo la seguente tabella:

Estensione del braccio (%) Rotazione del tronco (%) Gambe (%)
Master sport Livello più alto 24,12 37,42 38,46
Prima serie Livello intermedio 25,49 41,48 32,22
Seconda Terza serie Livello più basso 37,99 45,50 16,51
Knock-out artist “picchiatori” 24,05 37,30 38,65
Players “ballerini” 25,43 41,76 32,81

(Filimonovet al. National Strength and Conditioning Association Journal,1983)

Questi dati ci dicono quanto le varie parti del corpo entrano in gioco nella forza del pugno di un pugile. Possiamo comprendere due cose fondamentali, una ovvia e una no. La prima è che nel pugilato la forza del pugno non è data solo dall'arto superiore ma da un insieme di gambe, bacino, tronco, braccio. La seconda è che i pugili che fanno più male (picchiatori) non sono quelli che si affidano alla forza delle loro braccia ma sono quelli capaci di sfruttare più di tutti la spinta delle gambe.
Questo è la prova che il sistema prevale sul muscolo. Allo stesso modo nella preparazione con sovraccarichi gli esercizi che coinvolgeranno gambe, tronco, arto superiore contemporaneamente avranno una marcia in più.
Quali sono gli esercizi che:

  1. Permettono di sollevare molto carico?
  2. Permettono di sollevarlo molto velocemente?
  3. Coinvolgono tutto il corpo contemporaneamente?
  4. Hanno una spinta che parte dai piedi e arriva alle mani?

Tiriamo le fila d'una triste verità

Si chiama curva di crescita ed è la fregatura dell'allenamento.

curva crescita allenamento

Tutto quello che si propone come rivoluzionario, che assicura risultati in poco tempo ha una curva di crescita molto rapida ma breve. Si basa su schemi motori semplici e sfrutta immediatamente le capacità condizionali (forza, resistenza, velocità). Tutto quello che richiede un'acquisizione tecnica e quindi l'integrazione di più sistemi, ha una curva di crescita lenta ma lunga. Si basa sul coniugare le capacità coordinative con le condizionali. Il sistema deve elaborare, apprendere, per infine SFRUTTARE.

La realtà signori miei è tutta qui.

Non esiste nessun rimedio, attrezzo magico. I numeri rimangono tanto implacabili con il bilanciere quanto con i kettlebell. Per anni vi hanno detto che era un attrezzo miracoloso, vi hanno proposto mille esercizi, mille varianti. Esecuzioni per chi fa questo o quest'altro. Da quando il kettlebell è arrivato in occidente si è cercato in tutti i modi d'allontanarlo da come viene utilizzato nella preparazione atletica/militare russa in modo da avvicinarlo il più possibile al fitness occidentale. La prova più eclatante è che chi va a fare corsi di Girevoy Sport in Russia viene allenato con i circuiti. I russi hanno capito che agli occidentali non piace sentirsi dire che ci vogliono anni, che bisogna farsi il culo. Hanno capito che quello che conta è creare un'esperienza massacrante, in cui noi occidentali ci sentiamo leoni per un giorno, per poi rimanere pecore per il resto della vita.

Il kettlebell può aiutare la preparazione delle MMA solo se rispecchia tutti i parametri fin qui esposti. Non lo dico io, lo dice la fisiologia e gli studi fatti su quello che serve.

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Note sull'autore

Andrea Biasci è un utente del forum ispirato dagli altri utenti, con voglia di crescere e progredire sia sul campo che nello studio.
Per info: Project inVictus
Andrea è RawTraining Strength Master Coach.

Commenti

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  1. bubugaz ha scritto:
    07 novembre 2011

    Bello e illuminante, gran cosa i numeri, altro che chiacchiere! Sulla validità delle alzate olimpiche non avevo dubbi, quà a verona i judoka dio buon/ottimo livello si allenavano/allenano regolarmente con i ragazzi della pesistica e la loro esplosività ve lo posso garantire di persona è a tutta prova (i risultati che hanno avuto negli anni parlano da soli!). Una sola osservazione, da praticante di mma (alleno/gareggio) posso solo dire che la cosa è scoraggiante, perchè dovendo dedicare almeno due (minimo) sedute settimanali allo striking e due (meglio tre) alla lotta a terra/proiezioni, e dovendo fare anche almeno un paio di sedute di corsa alla settimana, per l' atleta dilettante medio il tempo per fare i pesi diventa realmente poco! Tralasciando volutamente il fattore recupero (e allenarsi di lotta o thai) lo stesso giorno che hai fatto i pesi è duretto, se lo fai dopo poche ore pure infruttuoso..) il tempo da dedicare ai pesi si riduce al massimo a un paio di sedute alla settimana. E quà la vedo dura, assimilare le alzate olimpiche, i tempi per apprenderle correttamente e ottenerne risultati utili si dilatano a dismisura (almeno questa è la mia esperienza personale..). In sostanza credo che nonostante le alzate olimpiche siano anche a mio parere ciò che dà più transfer a un praticante di sport da combattimento, richiedono risorse di tempo per essere assimilate (anni) difficilmente concilibili con le possibilità del praticante medio. Un ottimale per professionisti, diciamo, purtroppo...

  2. Ermenegildo ha scritto:
    07 novembre 2011

    La tabella sul carico necessario per ottenere dei benefici dai pesi è stata ottenuta da un campione di peso molto variabile di atleti o è stata ottenuta da un campione di peso omogeneo?

  3. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    07 novembre 2011

    Grandioso articolo. Davvero un punto di partenza notevole.

    Devo tirare l'orecchio solo all'opera da cui hai tratto il discorso sull'alattacido anaerobico: se con meno di 1,8 metri al secondo non si allena il deficit di forza esplosiva possiamo andare tutti a casa a tirare delle noccioline più lontano che si può. Aimè sono i soliti dati da 'scienze motorie' però questo non è certo colpa dell'autore.

    Complimenti, il più bell'articolo DELLA STORIA sull'allenamento coi Kettlebells. Stamattina ho letto un articolo sui clubells di qualche guru del funzionale. La differenza di qualità dell'argomentazione è imbarazzante, davvero imbarazzante.

  4. Leviatano89, RTSS ha scritto:
    07 novembre 2011

    Veramente un bell'articolo! Devo rileggermelo ancora un paio di volte per cogliere bene tutto :-D

  5. Roronoacilla ha scritto:
    07 novembre 2011

    Grande Andrea, articolo molto interessante e pieno di spunti!

  6. Arjuna ha scritto:
    07 novembre 2011

    L'articolo migliore che abbia mai letto sulla preparazione con i KB. Nonché il più deprimente..

  7. Beowulf ha scritto:
    07 novembre 2011

    Beh, meglio una triste verità che demolisce un mito che continuare a vivere sognando risultati facili con poco tempo.

  8. Sherden ha scritto:
    07 novembre 2011

    Come già detto articolone pieno di spunti, soprattutto la spiegazione della logica di base e dei meccanismi non limita l'articolo alle sole MMA, anzi... Se lo dovrebbero leggere molti di quelli che vogliono fare da preparatori... Il principale limite di quelli di S.M., e lo lo stò notando in questi giorni, è che pensano di sapere perchè laureati... Niente di più lontano, abbiamo solo fondamenta solide ma il lavoro da fare è infinito e di certo non superficiale, spero che i nostri colleghi se ne rendano conto anche se il loro obiettivo sarà quello di fare i prof. di Ed.Fisica o lavorare nel "fitness"... Altro articolo all'italiana da mettere nei preferiti! :-)

  9. Taurus, RTSS ha scritto:
    07 novembre 2011

    Veramente un ottimo articolo!
    Approfitto per chiedere ad Andrea (o altri), qualche consiglio sui migliori testi (italiani o comunque tradotti) di "preparazione atletica" (concetti generali, non specifici per un determinato sport)

  10. cipri ha scritto:
    07 novembre 2011

    Complimenti Andrea, davvero bello....
    complimenti per la chiarezza e per i contenuti, credo riuscirebbe a capirci anche mia nonna..

    Ado mi posti l'articolo dell' espertone, così vedo il gap?????

  11. Ermenegildo ha scritto:
    07 novembre 2011

    1,8 m/s di che cosa è la velocità?
    Da dove viene?

  12. Visione, RTSMC ha scritto:
    07 novembre 2011

    @Ermenegildo il rapporto peso BW è una media d'atleti di tutte le categorie in una ricerca che se non ricordo male è durata 10 anni. Comunque vi invito a tutti a comprare SDS http://scuoladellosport.coni.it/index.php?id=22 sono 4 numeri all'anno (20 euro) ma ci sono 3/4 articolo o review da incorniciare ogni anno. (alcuni numeri però non dicono nulla).

    @Taurus ti consiglio il libro della NSCA http://www.libreriadellosport.it/libri/manuale_di_condizionamento_fisico_e_di_allenamento_della_forza.php
    Sul punto di vista pratico è come tutti i libri americani (molto carente) per tutto il resto è OTTIMO. Ad oggi ancora non esiste un libro che riesca a portare la realtà agonistica dei pesi nel cartaceo. ASPETTANDO IL LIBRO DI PAOLO OVVIAMENTE

    @Ermenegildo Viene dalle ricerche sulla velocità dei sovraccarichi rispetto al gesto atletico. Tutte le ricerche evidenziano un transfer maggiore nei sovraccarichi in quegli esercizi in cui il sollevamento ha velocità simili a quello da gara. In realtà quella che ho scritto è una licenza poetica perchè quelle velocità sono ancora troppo basse rapportate ad un 80% del BW. Vanno "bene" per un peso maggiore.

    Il limite di queste ricerche come fa notare Ado è il tempo di studio. è logico che un saltatore avrà più transfer nel fare lo squat jump con il 30% 1RM, rispetto al 80%1RM o al full squat. Però lavorare con pesi così bassi ha una curva di crescita molto stretta. Nel breve l'atleta non ha più benefici. Per questo nella periodizzazione si variano i carichi e le velocità.

  13. UMBRIAKTC ha scritto:
    07 novembre 2011

    davvero un bel lavoro Andrea... in pratica se uno vuole ottenere quello che dici rispettando i criteri citati va effettuata un a programmazione che preveda lavori con il bilanciere, con alzate di potenza (strappo e slancio olimpico) e fondamentali (squat, stacco, ecc), ed altri con le kettlebell.

  14. Visione, RTSMC ha scritto:
    07 novembre 2011

    in realtà no , perchè così facendo dovresti fare almeno 6 allenamenti di pesi oltre che quelli per il combattimento. Quando in media un professionista può dedicare 2-3 allenamenti ai sovraccarichi.

    Non scordiamoci che ad un lottatore il lavoro specifico serve molto di più che il lavoro generale.

    Quindi a noi che piacciono i pesi (o KT) li vediamo al centro della preparazione quando in realtà sono alla periferia.

    Comunque uno non può essere bravo in tutto e secondo me conviene scegliere su cosa specializzarsi. Uno decente coordinato e flessibile, avrà un ottimo trasfer anche nel resto purchè raggiunga dei minimi. Questo lo vedo io nel PL o viceversa negli atleti di Ado coi KT.

  15. alextrashmetal ha scritto:
    07 novembre 2011

    Grande Andrea!!! :-)

  16. maxiwan ha scritto:
    07 novembre 2011

    Bravo!

  17. Mastef ha scritto:
    07 novembre 2011

    bellissimo articolo, avendo iniziato l'agonismo, sabato scorso nelle mma devo dire che questo mi serve più del sonno e del pane!

  18. Freki ha scritto:
    07 novembre 2011

    Bellissimo articolo! Grande Andrea!!

  19. Enri ha scritto:
    07 novembre 2011

    Guardando la curva di crescita e pensando al "fitness come fatica" mi viene in mente la differenza tra l'allenamento di un principiante e quello di un avanzato.

    Detto molto grettamente il principiante per rompere l'omeostasi dovrà "sentire" piu' fatica (=spingere) di quanto non debba fare invece un atleta tecnicamente avanzato.

    Mi chiedo insomma se abbia senso giocare con quelle curve invece che prenderle completamente separate e quindi a seconda del soggetto essere piu' vicini ad una o all'altra.

    Insomma la fatica ha la sua funzione ma va dosata nell'ottica di un approccio metodologico pragmatico che si basa sui numeri e sa adattarsi al contesto.

    My 2 cents.

  20. Ermenegildo ha scritto:
    07 novembre 2011

    scusa sono stato poco chiaro, quella è la velocità di accorciamento del muscolo?

  21. AndreaKB ha scritto:
    07 novembre 2011

    Si era preveduta la "bomba".. e la BOMBA è arrivata!!!
    Io condividerei il più possibile ;-)

  22. Visione, RTSMC ha scritto:
    07 novembre 2011

    @Enri il tuo discorso è molto intelligente, il problema della fatica è che si misura la propria fatica percepita (vedi scala di Borg) comunque in media la riflessione è corretta. Il limite tecnico limita lo stress fisico quindi il principiante può ammazzarsi senza grosse ripercussioni. Anzi se non lo fa nella gran parte dei casi si deallena.
    Discorso diverse è se parliamo d'allenamento di sedentari o di BCM.

    @Ermenegildo , no si misura sempre la velocità dell'attrezzo, quindi è riferita allo spostamento del bilanciere, senza contare la velocità del corpo dell'atleta che nei SO è presente ed essenziale

  23. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    07 novembre 2011

    Cipri: se avessi voluto fare il nome l'avrei fatto. Il bello è che l'ho letto stamattina per curiosità e dopo poco questo. Un americano su riviste di settore.

  24. Rako83 ha scritto:
    07 novembre 2011

    Bellissimo articolo, ma non mi sono chiare un pò di cose.

    Nell'allenamento della capacita ANAEROBICA ALATTACIDA si parla più di resistenza all'esplosività che dell'esplosività stessa o sbaglio?
    A livello pratico, seguendo i punti successivi su come allenarla,se pesassi 100 kg, potrei fare ciò:
    -Carico il bilancere fino ad arrivare a 80 kg
    -Eseguo uno stacco da terra (per esempio) in modo veloce per la durata di un round (mettiamo 6 minuti)
    - Lo eseguo per il numero dei round che devo fare in gara.
    E' esatto?
    Quello che non capisco è che mi sembra molto difficile eseguire uno stacco, anche se solo con 80kg, per 6 minuti di fila mantenendo la velocità e non accumulare acido lattico.

    Ancora, se volessi invece allenare la sola esplosività lontano dalla garà il lavoro cambierebbe radicalmente trasformandosi in un lavoro simil-powerlifter (poche ripetute-carichi alti-molto volume)?

    Un ultima domanda.
    Nell'allenamento del sistema ANAEROBICO LATTACIDO ho capito che l'allenamento deve rispettare la specificità del lattato che lo sport da combattimento richiede. Ok.
    In termini pratici, nelle MMA o nel BJJ secondo me il modo migliore è allenarla con la "lotta" stessa che simula la gara.
    In aggiunta se si volessero usare dei circuiti questi dovrebbero rispettare comunque il principiò della specificità (quindi misurazioni con un lettore di lattato e lavoro di conseguenza) con un alto volume.
    Secondo voi è corretto?
    Grazie

  25. Ermenegildo ha scritto:
    07 novembre 2011

    Si misura la velocità dell' attrezzo per semplicità o perchè è quella che il tuo corpo percepisce e che fà parte dei dati su cui lavora il cervello per imparare?

  26. checco ha scritto:
    07 novembre 2011

    Articolo stupendo..!!!!
    Volevo fare 2 domande????
    Quanto allenamento in % dedichereste alla forza per microciclo??
    Quanta forza serve ad un fighter per riuscire a sferrare colpi brutali???
    Io conosco tantissimi fighter sia pro che agonisti normali che non sollevano di massimale nemmeno il loro peso corporeo pero' hanno nel palmares con tantissimi ko.
    A dire il vero la maggiorparte di questi i pesi non li toccano proprio...!!!

  27. Visione, RTSMC ha scritto:
    07 novembre 2011

    @Raco83 Allora la tua domanda apre una porta troppo lunga da chiudere, magari il prossimo articolo parlerà di questo. Faccio un sunto.
    - si, si parla di resistenza all'esplosività.
    Il lavoro di resistenza all'esplosività coi bilancieri fa schifo.
    1) La differenza tra uno stacco e una portata al petto nella resistenza è che la portata al petto ha sempre dei minimi di velocità. Tradotto devi sempre generare più forza nel più breve lasso di tempo, prima della fase di volo. Nello stacco puoi spingere alla velocità più comoda perchè non ha dei minimi di V.
    Per questo la resistenza all'esplosività la si allena in movimenti dinamici o balistici, perchè sei sempre obbligato ad essere esplosivo anche quando sei stanco.
    Ora fare una portata al petto, slancio , strappo con bilanciere su tanti min, diventa un lavoro in catena chiusa che porta un logorio maggiore alle articolazioni. Lo puoi fare con i manubri ma ti assicuro che coi KT viene da Dio. Perchè?
    Perchè hanno la presa carpea (unico loro vero grande vantaggio).

    Su 6' ma anche su 3' si accumula di sicuro acido lattico infatti si lavora sempre in un continuo energetico dove i metabolismi cooperano sempre tra loro.

    Il modo migliore per SVILUPPARE l'esplosività è il PL. Il WL è di gran lunga meglio ma tanto la tecnica, l'attrezzatura, è fuori dalla portata del 99% degli utenti. Questo non toglie che il PL deve essere fatto lo stesso sotto la guida, se pur sporadica, d'un tecnico. Cerca sul sito della federazione http://www.powerliftingitalia-fipl.it/, se c'è un club dalle tue parti, se ti interessa.

    Alla tua ultima affermazione la risposta è SI. Ricordo che ad un lottatore in primis serve fare lavoro con i compagni specifico e per ulltimo i pesi

    @ermenegildo alla tua domanda non so rispondere ma secondo me si fa per semplicità ;-)

  28. Visione, RTSMC ha scritto:
    07 novembre 2011

    @checco appunto il problema è che un Knock-out artist non lo si diventa coi pesi. Questo è quello che le persone non capiscono. I pesi servono perchè un atleta DEVE migliorare su più fronti. Lavorare solo su una cosa porta ad uno stallo molto più velocemente.
    Aumentare le capacità condizionali e coordinative permette di poter portare la propria specializzazione più in la.

    Ricordatevi questo.
    Per essere ottimi in qualcosa dovete essere bravi in tutto.

    Il problema è l'approccio che si ha alle cose, uno vuole partire e essere subito bravo in tutto. Invece deve prima diventare bravo in una cosa e poi estendere le sue capacità per infinine diventare ancora più bravo in quella cosa.
  29. Massimo, RTSS ha scritto:
    07 novembre 2011

    Complimenti, grande articolo! Prosegue una rivoluzione fondata sui numeri. Ci sarà sempre chi non capirà o non vorrà capire, ma il messaggio è partito forte e chiaro.

  30. fedEx ha scritto:
    07 novembre 2011

    Ciao Andrea,
    complimenti per l'articolo!!
    Riassume delle verità che dovranno (ahimè) essere ripetute per i prossimi 10 anni perché la gente dimentichi i 30 anni di storia (per la maggior parte scorretta e "contaminata") sulla preparazione fisica coi sovraccarichi che ha assimilato nel tempo.

    Bisogna, come in tutto, avere pazienza (tanta), volontà, caparbietà, ecc... e capire che è molto meglio proiettare la crescita al futuro che all'immediato.
    L'allenamento DEVE essere visto come un GRANDE investimento, che dà i suoi frutti solo a pianta matura!

    Questo articolo è un OTTIMO punto di partenza.

  31. Rako83 ha scritto:
    08 novembre 2011

    Grazie mille Visione per la risposta chiara e accurata.

    Un ultimo dubbio... due kettlebell da 32kg posso veramente essere allenanti come un carico che sia l'80% del BW? Mi riferisco a persone che superino i 100kg di BW.

    Grazie ancora!

  32. bubugaz ha scritto:
    08 novembre 2011

    A dire il ver nel video postato si vedono atleti d' elite simulare il gesto atletico (ponte, souplesse) con un sovraccarico, praticamente il contrario di quello che dovrebbe fare un neofita perchè rischia di modificare involontariamente (in peggio) il gesto specifico. E' corretto?

  33. Ermenegildo ha scritto:
    08 novembre 2011

    Il dubbio nasceva dal fatto che la velocità finale di qualsiasi movimento non è linearmente proporzionale a quella di accorciamento del muscolo o dei singoli filamenti, quindi risulta difficile confrontare, con buona precisione, velocità di esecuzione che nascono da movimenti con diversi rapporti articolari.

  34. adogruzzaq, RTSMC ha scritto:
    08 novembre 2011

    Checco: io concordo col tuo intervento al 100% e aggiungo prendendomene tutte le responsabilità, anche perchè fino ad oggi sembra che ci abbia preso:
    ovvio che i migliori non usano pesi. Fare i pesi come stanno insegnando a chi fa sport di lotta è ASSOLUTAMENTE CONTROPRODUCENTE. Se avessimo voglia di analizzare un programma tipico functional per le MMA vedremmo che a partire dal discorso sul lattato fino al problema del reclutamento è tutto fuori misura, tutto molto vicino al contrario di quello che si dovrebbe fare.

    Quanta forza serve per sferrare colpi brutali?
    POCHISSIMA MA SERVE LA CAPACITà DI ANDARLA A RECLUTARE. O CE L'HAI NEL SANGUE OPPURE TE LO DEVONO INSEGNARE.

    Alla certificazione di Rawtrainig e a tutti gli altri corsi che ho fatto e faccio ho spesso detto: tutti qua dentro avete la forza nelle gambe per fare le olimpiandi, nessuno ha la capacità di reclutarla. Questo è il punto.

    La mia logica di allenare i sovraccarichi senza compensi e con maniacalità alla tecnica e non al carico serve proprio ad imparare ad usare la forza. Per cui, grande domanda.

  35. xxxxxx ha scritto:
    08 novembre 2011

    appena iscritto e già mi trovo a leggere un super articolo. grazie Visione!!
    @ado: sarebbe interessante un'analisi sui programmi che oggi si usano per "allenare" nelle mma, per far capire a gurù del funzionale che oggi giorno spuntano come i funghi, che non basta far sudare l'atleta per pensare di averlo allenato e fatto migliorare..

  36. Visione, RTSMC ha scritto:
    08 novembre 2011

    Le frasi di Ado sono sempre GENIALI.
    @bubugaz
    mi dispiace risponderti rapidamente ma anche qui il contesto richiederebbe un articolo a se. Il problema lo si ritrova in tutti gli sport. Forse uno che tutti possono visualizzare è il nuoto. In questa disciplina per anni si è utilizzato e ancora si utilizza palette e tavolette. Di solito questi strumenti vengono utilizzati come strumenti nel metodo analitico (vedi metodo globale Vs metodo analitico).
    Dagli studi per esempio sulle palette si è evidenziato che si gli atleti miglioravano la loro bracciata grazie alla paletta ma miglioravano soprattutto quando la utilizzavano, una volta tolta i benefici erano minimi ed in molti casi portavano anche ad un leggero peggioramento. Questo perchè l'atleta migliorava un nuovo schema motorio.
    Ma allora non bisogna più usara le palette o le tavolette nel nuoto?
    No perchè arrivierà un punto in cui l'atleta avrà estrema difficoltà a migliorare la nuotata standard, mettere delle varianti se pur "pericolose" obbliga l'atleta a trovare nuove soluzioni.
    E l'evolvere TECNICO STA NELLA CAPACITà DELLA MENTE DI TROVARE NUOVE STRADE ALLO STESSO PROBLEMA.

    Quindi tutta l'attrezzatura, tutti gli esercizi, possono andare bene, ma solo se inseriti in un contesto di miglioramento dello schema motorio abbinato ad un potenziamento muscolare. Io posso decidere di fare un passo indietro se poi questo mi permette di farne 2 avanti.

  37. Visione, RTSMC ha scritto:
    08 novembre 2011

    @Ermenegildo
    il biofisico studia il movimento del corpo attraverso:
    -La cinematica: si studiano i movimenti senza prendere in considerazione le cause che li determinano
    -La statica: si studiano le condizioni d'equilibrio d'un corpo e le forze che generano il movimento
    -La dinamica: si studia il movimento in rapporto alle forze che l'hanno causato

    Nel caso dell'accorciamento della fibra muscolare invece è il fisiologo a studiarla

    Tutto questo per dire che questi argomenti vanno al di la della mia capacità e conoscenza intellettuale, che si è fermata allo studio dei movimenti angolari e al bilanciamento delle leve :-)

    Comuqnue la tua osservazione è giustissima

  38. jackDK ha scritto:
    08 novembre 2011

    articolo molto bello
    grazie

  39. checco ha scritto:
    08 novembre 2011

    Ragazzi siete veramente grandi....!!!!!!!! Andrea Ado e i master raw siete persone fantastiche. ma non lo sto' dicendo perche' in questo caso sei della mia stessa opinione....lo dico perche' avete una dote rara...che starebbe nel non rimanere chiusi dentro a delle idee che diventano inevitabilmente limitanti. Riuscite davvero a creare una grande alchimia.
    dico questo perche' leggere un commento di ado del genere e pensare che lui e' uno delle teste del pl italiano e' fantastico.
    anche Visione in passato si parlava di Fedor e il kbell e aveva condiviso con me che il tempo era veramente di % minima rispetto a tutto il resto.
    io credo che ogni atleta sia come un alberello e l'allenatore deve anno per anno imparare a potare i rami inutili per farlo restare sano e sempre piu' forte.

  40. bubugaz ha scritto:
    08 novembre 2011

    Grazie Visione, credo di aver capito cosa intendi e ti seguo con interesse. A mio parere quanto affermi nell' articolo merita ampia diffusione, nonchè se avrai tempo e voglia un buon lavoro di approfondimento. E' realmente qualcosa di nuovo e interessante e chi come me adora gli sport da comb e il lavoro con i pesi non può che seguirti con interesse. Tra l' altro se sei la stessa persona dei tutorial sui kettlebell su you tube (credo di si..) ti faccio i miei complimenti, li trovo veramente utili e ben fatti! Magari un pensierino in futuro a realizzare qualcosa anche sui fondamentali del PWL? Io butto il sasso, vorreste mai... : ) P. S. Penso che appena ne avrò un attimo la possibilità (tempo tiranno!) alle giornate formative vorrò essere anch' io dei vostri!

  41. Visione, RTSMC ha scritto:
    08 novembre 2011

    Si sono io :-) Per il PL deve vedere Ado

    Intanto
    GRAZIE A TUTTI

    SPERO CHE QUESTO ARTICOLO SIA EPOCALE, NON TANTO PER I SUOI CONTENUTI MA PERCHE' SPINGA ALTRI UTENTI A SEGUIRE QUESTA STRADA. PERCHE' ALTRI PIU' ESPERTI DI ME POSSANO MIGLIORARE/CORREGGERMI SU QUANTO SCRITTO.

    La strada è segnata, Rawtraining, Paolo, Ado, continueranno a dare il loro contributo, ci aspettiamo che chiunque abbia la curiosità intellettuale e la fame agonistica (con se stesso), si aggiunga alla schiera per andare tutti assieme sempre più avanti, verso questo meraviglioso mondo del potenziamento della macchina umana.

  42. ValeRoma ha scritto:
    09 novembre 2011

    "Movimenti esplosivo-balistici (alattacidi) inseriti in un contesto aerobico-lattacido, dove la capacità aerobica non è fondamentale ma lo sono la potenza aerobica, la resistenza lattacida (soglia), la forza esplosivo elastica e la resistenza alla forza veloce"

    Questa definizione mi ha colpito molto, ma mi ha lasciato molte domande...Mi chiedo come si possa impostare un programma intelligente quando si hanno pochi strumenti, vedi a corpo libero. Potrebbe essere un buon metedo il fartlek? Anche se mancano molte componenti come quelle della forza applicata ai movimenti balistici...Allo stesso modo, se si dispone solo di bilanceri...credo sia impossibile fare una serie di squat da 5' all'80% rimandendo esplosivi e tecnici...oppure vale lo stesso principio della programmazione e questo ( le serie da 5' all'80%) sono il punto di arrivo? A me sembra un risultato inarrivabile.Spero di non essermi dilungato troppo, comuqnue il dubbio è...come ottimizzare in condizioni non ottimali?

  43. IronPaolo, RTSMC ha scritto:
    09 novembre 2011

    Mi associo ai complimenti fatti ad Andrea, l'articolo è veramente eccezionale perchè è densissimo di concetti che dovrebbero essere dettagliati con tonnellate di articoli.

    Non solo, i commenti sono altrettanto stimolanti.

    Io mi voglio soffermare su questo:

    "Il problema è l'approccio che si ha alle cose, uno vuole partire e essere subito bravo in tutto. Invece deve prima diventare bravo in una cosa e poi estendere le sue capacità per infinine diventare ancora più bravo in quella cosa."

    Questo articolo deve essere un punto di partenza per capire che in certi sport è tutto da rivedere e riguardare, perchè c'è ancora tantissimo da fare.

    Chiaro che nel campo dei pesi il WL e il PL abbiano avuto evoluzioni incredibili: sono il "fare i pesi" portati a sport.

    Nelle altre attività, invece, c'è moltissimo da imparare. Non solo, credo che ancora non si siano ben definiti i ruoli dei vari metabolismi in attività intermittenti, perchè è difficile quantificare i contributi.

    Mi spiego: è facile studiare il metabolismo di uno che va in bicicletta: gli si ficca in bocca un affare che misura l'ossigeno consumato, un cardio da paura, si mette su una bike piena di sensori e gli si fa fare qualcosa.

    Abbiamo informazioni preziosissime su allenamenti intermittenti, continui e a % di intensità estremamente varie. Poi, in palestra fluiscono solo le info di allenamenti "aerobici" e quelle che riguardano protocolli HIIT vengono sempre distorte, ma solo perchè sono più difficili da studiare. Ma questo è un altro film...

    Prendiamo uno che fa un'arte marziale: ben più difficile misurare ossigeno, respirazione, battiti, in un incontro o in un allenamento. Pertanto le info sono molto più frammentate.

    Questo significa che ancora c'è un approccio "primitivo" (passatemi il termine) alla preparazione atletica perchè non si sa bene come rispondere alle domande che Andrea espone all'inizio del suo articolo.

  44. IronPaolo, RTSMC ha scritto:
    09 novembre 2011

    Quando siamo in queste situazioni, è difficile prendere delle decisioni. Allora vale la frase che ho citato nel commento precedente, ma è una frase che implica "perderci tempo".

    Però, è così. Uno che fa MMA vince o perde indipendentemente da quanti kg o ripetizioni fa con i kettlebell.

    Perchè vince o perde sulla base di quello che sa fare nel suo sport. Questo è il punto fondamentale che non va mai perso di vista.

    Ciò che una preparazione atletica dà è un miglioramento di qualcosa che già ci deve essere, per questo non ha senso esagerarla ma, invece, concentrarsi solo su 2, 3 elementi nuovi in ogni stagione d'allenamento.

    Se guardiamo gli atleti d'elite, fanno sempre le stesse cose anche quando vi dicono che nella nuova preparazione hanno inserito chissà quale novità. La novità c'è stata, ma magari solo quella. Poi se prendete 10 campioni differenti, ci saranno 10 novità. Ma se le fate tutte e 10 non funziona più.

    Le cose nuove vanno inserite poco alla volta per poter diventare bravi in quella singola, specifica cosa. E senza scordarsi che quella non è lo sport che fate.

    lo so che non ho detto nulla di nuovo, ma poi quello che succede è proprio che l'entusiasmo fa ficcare dentro ciò che fate cose inopportune come qualità e come quantità, un po' come quando nelle prime schede da palestra si mettono gli esercizi per il soleo ed il gastrocnemio o per il deltoide posteriore e laterale. Cazzo metti se hai 3 ore di palestra...

    Ciò che l'articolo di andrea insegna è un modo di ragionare nuovo nel fare queste preparazioni atletiche. Inventatevi un'idea, valutatela con ciò che è scritto nell'articolo. E poi testatela sul campo. Ma quella e basta, non 3000 altre cose insieme.

  45. swarovski, RTSMC ha scritto:
    09 novembre 2011

    mi devo ovviamente aggiungere alla lista dei complimenti.
    forse le kettlebell sono piu' proposte nel fitness rispetto all'alzata olimpica oltre che per la praticita' perche' non hanno i prerequisiti di mobilita' di quest'ultima.
    Ci vogliono anni solo per arrivare ad un full squat corretto a corpo libero!!

  46. Silver, RTSS ha scritto:
    16 novembre 2011

    Davvero grande Andrea ... certe parole dovrebbero essere pubblicate su tutti i siti ... ormai è tutto commerciale, l'ultima R-AZZATA l'ho vista su una rivista di kettlebell dove c'è uno che fa swing con una tuta da moto cross ... non ci resta che da invitare tutti in campagna mia a zappare la terra e dire che ha un transfert sulla panca ... è sicuramente più facile per i presunti allenatori imparare da You Tube piuttosto che aprire libri universitari...

  47. valbass ha scritto:
    19 novembre 2011

    questo articolo è meglio di bodyrock tv

  48. Bomb Jack ha scritto:
    12 febbraio 2012

    davvero un gran bell'articolo, molto interessante.

    molti input mi avevano proprio portato verso l'idea d'introdurre una sessione power endurance al mio allenamento, al posto di quella di endurance/conditioning.

    Si può pensare una sessione power endurance di densità che faccia anche da conditioning metabolico?
    Mi puoi suggerire qualche template?

  49. Patrizietto ha scritto:
    27 giugno 2012

    articolo bellissimo,grazie mille.

  50. Ernestus ha scritto:
    05 ottobre 2013

    Il primo articolo critico degno di tale nome. Come te nemmeno io voglio fermarmi alle apparenze e ci sono un paio di dubbi che mi sono venuti leggendoti.
    Io sono tra quelli che, dovendo scegliere, preferiscono farsi cadere sul piede un KB da 8 kg piuttosto che un manubrio da 16, tuttavia vedere il discorso chiudersi così mi ha deluso. Certamente l'allungo di leva induce un abbassamento del carico ma porta ad un aumento del momento angolare, che dipende in maniera solo lineare dalla massa, ma quadratica dal raggio! Il momento angolare ha la stessa unità di misura della forza peso (pertanto sono confrontabili) e nei movimenti più "oscillatori" del KB training mi sembra proprio questa grandezza il principale stimolo allenante: ecco perchè mi chiedo se la tabella iniziale (rapporto tonnellaggio/BW) sia poi così adatta al kettlebell.
    Facendo 2 conti si può vedere che il decentramento della massa porta ad un momento che è circa 1.7 volte maggiore della singola forza peso. In estrema sintesi, fare uno swing con un KB rispetto a farlo con un bilanciere è 1.7 volte più intenso, esercizi più lineari risentono meno del decentramento.

    Un saluto a tutti.

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