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I fattori individuali

Secondo il Merriam-Webster (vocabolario della lingua inglese, ndt), uno sforzo intenso è tale se contraddistinto da grande zelo, energia, determinazione o concentrazione.

L'intensità sembra un concetto lineare ma non è visibile sulla carta. Neppure il miglior libro o sito internet è in grado di illustrare l'intensità utilizzando unicamente del testo. Non è un concetto che può essere passato per osmosi o essere venduto in un negozio di integratori. L'allenamento è come molti aspetti della vita, hai in cambio ciò che ci metti dentro. L'intensità che ci metti dipende da te e deve provenire dall'interno.

Sfortunatamente molti atleti trascurano questo imperativo - eppure semplice - fatto. Anche atleti altamente motivati e con le migliori intenzioni tendono a dimenticare che determinate caratteristiche devono provenire da dentro. L'intensità è un esempio, insieme a passione, perseveranza e dedizione. Questi fattori individuali non possono essere scovati nemmeno con la più accurata ricerca su Google. Devono essere trovati dentro noi stessi, dato che le risorse esterne possono arrivare solo fino ad un certo punto.

Ma non fraintendetemi, non sono contrario alla lettura. In qualità di autore, non avrebbe senso attaccare il valore della lettura e della scrittura. Il mio problema non è con i libri o con i siti web, ma con chi crede che la chiave del successo sia sempre da qualche altra parte. Chi cade in questa trappola si trova perso, nella ricerca spasmodica di nuovi allenamenti, schemi di ripetizioni ed esercizi sui libri ed in rete. Cercano risposte a destra ed a sinistra, ma non si fermano a cercare dentro a loro stessi. Ai loro occhi il segreto del successo deve essere nascosto da qualche altra parte.

Recentemente ho ricevuto una email da un nuovo lettore del mio sito che mi chiedeva dove poter trovare gli allenamenti più intensi. Ecco un giovane fighter che cerca una sfida. In apparenza sembra una richiesta ragionevole. Come si può criticare un fighter che cerca di migliorare?
Il mio problema non riguarda la domanda in sé, ma il fatto che aspiranti atleti siano stati ingannati ed indotti a credere di aver bisogno di qualcuno che crei per loro un allenamento intenso. Forse il settore stesso li ha ingannati e ciò non dovrebbe sorprendere nessuno. Molti in questo settore fanno tutto ciò che è nelle loro possibilità per creare confusione e complessità inutili.

Come ho avuto modo di dire in passato in un post su un blog:

Molti nel mondo del fitness si sforzano di creare confusione in argomenti che un ragazzo di quinta elementare riuscirebbe a capire con facilità. Mettono insieme un po' di movimenti base e creano un nome esotico che "definisce" l'allenamento, come se il nome particolare potesse aumentare il grado di sofisticazione. Alla fine dei conti, se sei confuso diventi dipendente dal guru e dai suoi consigli. Se diventi autosufficiente non offri nulla in cambio.

Assumersi la responsabilità

Non hai bisogno di nessuno che crei per te un allenamento intenso. Non è così difficile, non importa cosa vorrebbe farti credere qualcuno. Creare nuovi allenamenti è anche divertente, è un ottimo modo per rimanere personalmente connesso con il tuo allenamento, mentre ti liberi di stagnazione e monotonia. Per fare un esempio perfetto, puoi trovare diverse proposte di workout sul mio blog. Non ho creato nessuno di quegli allenamenti, i lettori del forum contribuiscono creando un nuovo allenamento ogni settimana.

Molti di questi workout sembrano facili sulla carta, ma poi si impossessano di te mano a mano che vai avanti nella sessione. Ciò non dovrebbe essere una sorpresa, perché anche gli allenamenti basici possono metterti alla prova se hai la volontà di cercare l'intensità. Anche un miglio di corsa può diventare un mini-allenamento che ti mette alla prova.

Ad una prima occhiata, potresti pensare che abbia lasciato fuori qualcosa. Ho appena detto che una corsa di un miglio può metterti alla prova? Come potrebbe?

Come sempre, la risposta è intrinseca. La corsa di un miglio è tanto intensa quanto tu vuoi che sia. Per esempio, supponi che il tuo partner d'allenamento passeggi. Arriverà in fondo senza una goccia di sudore. Adesso supponi di correre quel miglio come se la tua vita dipendesse da quella corsa, magari immaginandoti di dover fuggire da una muta di lupi affamati. Non daresti una bella sferzata all'intensità correndo come un pazzo?

Sulla carta, tu ed il tuo partner avrete fatto lo stesso allenamento. Avete corso entrambi per un miglio. L'intensità è stata un fattore individuale che avete applicato all'allenamento. Non è visibile sulla carta.

Quanto è abbastanza?

Non sto suggerendo di affrontare tuti gli allenamenti come se a nostra vita dipendesse da quello, non è l'obiettivo di questo articolo. Il vero messaggio che vorrei passare è che non puoi aspettarti di diventare un atleta speciale senza uno sforzo speciale. Se il tuo obiettivo è una condizione di forma generica, puoi ottenere l'obiettivo con uno sforzo di intensità moderata. Se invece aspiri a diventare un campione, arriverà il momento in cui dovrai scavare in profondità. Non puoi passeggiare ed aspettarti la grandezza. Devi alzare l'asticella di ciò che ci si aspetta da te per separare te stesso dalla maggioranza delle persone.

Molti anni fa nella nostra palestra circolava una voce su Benard Hopkins, che all'epoca era campione imbattuto dei pesi medi. Era conosciuto (e lo è ancora) per il suo modo di vivere e per i suoi training camp in stile spartano. Uno dei suoi sparring partner dell'epoca (anch'esso un pugile professionista) lasciò il camp e commentò l'esperienza. Disse che se quello è ciò che serve per essere un campione lui non voleva diventare campione. Disse che non ne vale la pena. Hopkins si svegliava all'alba, si allenava come un pazzo tutti i giorni, andava a letto presto non vedendo l'ora di ricominciare il giorno successivo, per ripetere il ciclo. La sua filosofia di lavoro era sufficiente per spezzare fighter professionisti che si allenavano con lui, figuriamoci se avessero dovuto affrontarlo.

La carta non è mai abbastanza

Sulla carta, la maggior parte delle cose che Hopkins fa nei training camp non sono molto diverse da ciò che fanno la maggior parte dei fighter. Che sia correre, sparring, sacco o colpitori, sono tutte attività standard per un fighter. Ma non si possono semplicemente fare gli stessi movimenti, replicando gli allenamenti ed aspettarsi gli stessi risultati. Un round non è sempre uguale ad un altro round. I campioni del mondo si separano dalla maggior parte delle altre persone. Spingono i limiti del corpo umano, sempre alla ricerca del miglioramento.

Vedo spesso sui vari blog giovani fighter alla ricerca degli allenamenti dei campioni. Sfortunatamente, leggere un allenamento sulla carta non da una visione completa di ciò che accade dietro alle quinte. Per esempio, un round pesante al sacco può essere intenso se ti spingi al limite, tirando più colpi possibile in ciascuna ripresa. Al contrario, le stesse riprese possono diventare una sessione leggera se cala l'intensità. Negli anni ho visto diversi fighter che hanno perfezionato l'arte di apparire indaffarati al sacco, mentre fanno il minimo sforzo possibile.

Quindi, colpire il sacco per un numero X di riprese non significa nulla in sé. Ciò che metti in ciascuna ripresa è di gran lunga più importante del numero dei round. Di nuovo, l'intensità non è qualcosa che puoi trovare sulla carta.

Un esempio specifico sul combattimento

Cosa ne dici di un esempio reale per darti un'idea precisa? Condividerò con te uno degli esempi migliori della storia degli sport da combattimento.
Il 15 Aprile del 1985, il campione imbattuto dei pesi medi Marvin Hagler ha difeso il titolo contro Thomas Hearns, un pugile dal pugno devastante. In quello che è stato uno degli incontri più eccitanti della storia, Hagler ha fermato Hearns alla terza ripresa. Ora, per chi non ha visto l'incontro, ci sarebbe da chiedersi come possa essere così eccitante un incontro così corto. Quanta azione potrà mai esserci stata in meno di dieci minuti?

Fortunatamente, sai bene che è impossibile descrivere l'intensità solo con le parole. Per questo motivo, prenditi un momento per guardare l'incontro qui sotto. Tieni presente che ha avuto luogo oltre trent'anni fa, eppure mi viene ancora la pelle d'oca solo a vedere la prima ripresa.

Dopo aver guardato l'incontro, sai cosa intendevo dire quando dicevo che una ripresa non equivale sempre ad una ripresa. E sebbene io abbia usato il pugilato per questo esempio, il concetto può essere applicato a qualsiasi tipo di attività fisica. A prescindere da quello che facciamo in palestra, abbiamo la scelta di eseguire i movimenti senza un obiettivo oppure di puntare a diventare qualcosa di speciale. Per quanto mi riguarda, la decisione è facile. Io non sono mai soddisfatto con la mediocrità. Se faccio qualcosa, voglio essere il migliore. Mi piace spingermi in posti che non sapevo esistessero.

La Semplicità trionfa sulla complessità

Sono stato fortunato a crescere in mezzo ai migliori fighter e trainer in circolazione e ad allenare alcuni tra i migliori fighter di oggi. Eppure, nonostante anni di ricerca ed esperienza nel mondo reale, credo ancora che l'ingrediente più importante di un programma di allenamento di successo, provenga dalle risorse interne di ciascun atleta. Questi fattori individuali prevalgono anche sulle più sofisticate tecniche di selezione degli esercizi, di periodizzazione e creazione dei programmi. Spesso, il compito più importante del coach è quello di accendere il fuoco che alimenta la passione e l'intensità dell'atleta. Una volta che quel fuoco arde, l'atleta troverà il successo con quasi qualsiasi stile di allenamento. Si renderà conto che una ripresa non è sempre una ripresa e che le sue riprese saranno sempre dense di intensità ed azione.

E sebbene ciò sembri cozzare con la ricerca e la scienza, fa tutto tranne che quello. Credo fermamente nella ricerca e nella scienza, sono semplicemente contrario ad una inutile complessità. Dopo tutto, la scienza è definita come lo stato della conoscenza. E la conoscenza si distingue dall'ignoranza e dall'incomprensione. Nessuna parte della definizione richiede inutile complessità.
Nelle parole di Albert Einstein:

La maggior parte delle idee fondamentali della scienza sono essenzialmente semplici e possono essere, di norma, espresse con un linguaggio comprensibile a tutti.

Non ho bisogno di inventarmi inutili frasi ad effetto o termini tecnici per sviluppare atleti di successo. Preferisco concentrarmi su argomenti importanti, man mano che percorriamo le strade che portano direttamente a dominare. Non sono qui per sostenere che i mio metodo di allenamento sia l'unico. Certo, ho il mio modo di fare le cose ma ci sono innumerevoli altri esempi di persone che hanno sviluppato i loro metodi e che hanno creato atleti di successo. Sarei un ignorante se sostenessi il contrario. Eppure dico a chi invece lo fa: perché non accettate questo fatto e non vi concentrate invece sui vostri atleti? Perché perdere tempo cercando di sminuire gli altri allenatori che possono aver trovato il successo con altri metodi? C'è veramente ancora qualcuno nella nostra epoca che crede onestamente di avere reinventato la ruota?

Nessuno può negare che ci siano innumerevoli allenatori e innumerevoli metodi che hanno funzionato con innumerevoli campioni. Nessun metodo regna supremo ora e non sarà mai così. Gli atleti che mostrano un desiderio, un'intensità ed una perseveranza ineguagliabili primeggeranno in quasi qualsiasi cosa. La conoscenza dell'allenamento è chiaramente imprescindibile, ma non è più importante di fare in modo che l'atleta creda nel sistema e massimizzi i suoi sforzi.

Nelle parole di Vince Lombardi:

Gli allenatori che scrivono gli schemi alla lavagna valgono un tanto al chilo. Quelli che vincono entrano nei loro giocatori e li motivano.

Molti atleti hanno un potenziale dormiente. Una ricerca esterna non scoprirà e non attiverà mai il loro potenziale. L'atleta attingerà a queste risorse guardando dentro a se stesso, prima di tutto. I grandi atleti trovano queste risorse da soli, proprio come i grandi allenatori le trovano negli atleti che hanno fallito in ricerche precedenti.

In conclusione

Agli allenatori dico di premere i pulsanti che devono essere premuti per accendere il fuoco che deve essere acceso.
Agli atleti dico di chiedersi quanto forte è il desiderio e di guardare dentro di sé per trovare il vero segreto del successo.
I risultati arriveranno.

L'articolo orginale è pubblicato su rosstraining.com.

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Note sull'autore

Ross Enamait è un atleta e un allenatore innovativo, il cui stile d'allenamento è tra i più intensi che tu possa trovare. Ross è totalmente impegnato nella promozione dell'allenamento per il condizionamento e lo sviluppo della forza funzionale. È autore di diversi manuali d'allenamento e ha scritto programmi d'allenamento per atleti di ogni parte del mondo. Questo è il suo sito web ufficiale.

Commenti

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  1. Giorton, RTSS ha scritto:
    02 ottobre 2016

    Bellissimo promemoria, aiuta a riconoscersi.
    Lo considero un ottimo presente!
    È bellissimo venire su Rawtraining e, a distanza di anni, trovare la semplicità della pura passione per lo sport.
    Bravi ragazzi!

  2. zalex5 ha scritto:
    02 ottobre 2016

    Grazie mille Giorton !!! :-D

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