Il fenomeno dell'iperplasia muscolare ci aiuta a comprendere perché è importante concentrare gli stimoli allenanti. L'iperplasia muscolare è un adattamento essenziale non solo per bodybuilder ma anche per atleti di forza fino a un certo livello.
Ipertrofia o iperplasia muscolare? Da diverso tempo è aperta una diatriba tra ipertrofia ed iperplasia muscolare: a quale ratio è da ascrivere la causa che determina lo sviluppo della massa muscolare per l'atleta che si sottopone a intensi programmi di allenamento quali Sollevamento pesi e Culturismo?
Gli esperti più "tradizionalisti" non hanno mai voluto parlare di iperplasia, imputando la ragione della crescita muscolare unicamente all'ipertrofia; i più "rivoluzionari" invece intuirono che dovesse esserci qualcosa in più oltre la crescita in volume delle fibre muscolari ovvero l'aumento del loro numero. In effetti le teorie interpretative su questi fenomeni legati all'allenamento stanno subendo un'ulteriore evoluzione: né ipertrofia né iperplasia, ma miogenesi, ovvero genesi di tessuto muscolare.

Negli animali tale fenomeno è dimostrato da tempo (3, 4, 5, 6, 7, 8, 17) mentre nell'uomo questa possibilità è stata sempre osteggiata.
Biopsie effettuate su bodybuilder e sollevatori di peso hanno evidenziato in alcuni casi la presenza di fibre muscolari piccole, scarsamente ipertrofiche ma numerose. Alcuni particolari hanno fatto riflettere i ricercatori: in alcuni soggetti è stato riscontrato un reale incremento della stima del numero di fibre muscolari, mentre in altri no; in altri termini è stata riscontrata una larga variabilità di questo fenomeno tra i soggetti testati (1, 2, 18).
I ricercatori ammettono che i risultati da loro ottenuti sono delle stime e non implicano l'esistenza di fenomeni di iperplasia in tutti gli individui che si sottopongono a certi tipi di allenamento: tale incertezza è dovuta all'impossibilità di contare il numero reale delle fibre. L'ipotesi interessante che si può formulare è che visto che in alcuni soggetti, a seguito di specifici programmi di allenamento, è stata riscontrata oltre che ipertrofia muscolare anche un certo grado di iperplasia, esiste la possibilità che lo stesso stimolo induca, in individui diversi, differenti tipi di adattamento (ipertrofia accompagnata o meno da iperplasia delle fibre muscolari).
Il tessuto muscolare striato scheletrico, responsabile dei movimenti volontari, è costituito da un insieme di cellule lunghe, cilindriche e con estremità fusiformi chiamate fibre muscolari.
In un muscolo le fibre muscolari sono disposte parallelamente le une alle altre e raggruppate in fascicoli muscolari, tenute insieme da un'impalcatura di tessuto connettivo ricco di fibre elastiche lungo il quale decorrono vasi sanguigni e fibre nervose motorie e sensitive. Ciascun fascio è circondato da tessuto connettivo detto perimisio da cui originano numerosi setti ognuno dei quali circonda ciascuna fibra muscolare, l'endomisio (rappresenta la membrana basale della fibra muscolare). L'epimisio è la guaina connettivale che riveste invece ciascun muscolo.

Le fibre muscolari sono dei sincizi, ovvero degli elementi cellulari polinucleati derivanti dalla fusione di cellule progenitrici mononucleate di origine mesodermica dette mioblasti. Nel corso dello sviluppo embrionale i mioblasti, sotto l'influenza di fattori trascrizionali e fattori di regolazione miogenica, divengono post-mitotici in maniera irreversibile ovvero incapaci di andare incontro a divisione cellulare (mitosi) e si fondono tra loro per formare i miotubuli, i precursori delle fibre muscolari.


Diversi anni fa è stato dimostrato che cellule indifferenziate di origine mesodermica sono intimamente associate alle fibre muscolari. Descritte per la prima volta da Mauro nel 1961 e note col nome di cellule satelliti, sono cellule staminali del muscolo adulto (9, 10). Risiedono tra la lamina basale (endomisio) e la membrana plasmatica delle fibre muscolari (sarcolemma), hanno un ridotto contenuto in organuli e un nucleo piccolo che riflette l'evidenza che esse siano mitoticamente quiescenti (11, 12). Queste cellule, presenti in tutti i muscoli, sono associate con tutti i tipi di fibre sebbene con ineguale distribuzione: la loro percentuale nei muscoli a fibre lente è 2-3 volte superiore rispetto ai muscoli a fibre veloci (13, 14, 15, 16).
Dopo un danno muscolare, le cellule satelliti hanno la capacità di differenziare in mioblasti rigenerando così il muscolo danneggiato (19). L'evento iniziale del danno muscolare è la distruzione del sarcolemma (la distruzione dell'integrità delle miofibre è confermata da aumentati livelli serici di proteine muscolari come la creatin-chinasi)(9, 42).
Recenti ricerche attribuiscono al DOMS (Delayed onset muscle soreness, indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata) un'importante implicazione nel processo di crescita muscolare. Si tratta di un dolore muscolare, che si presenta tra le 14 e le 72 ore dopo un'intensa attività muscolare, scatenato sia da un deposito di acido lattico nei muscoli che da micro-lacerazioni del tessuto muscolare dovute a attività muscolari definite "eccentriche".
La fase iniziale della riparazione muscolare è caratterizzata da una risposta infiammatoria, con liberazione di citochine e fattori di crescita, e da necrosi del tessuto danneggiato (20), rimosso da fagociti (neutrofili e macrogafi).
Questa fase è seguita dall'attivazione delle cellule satelliti che escono così dal loro stato di quiescenza per entrare nel ciclo cellulare e proliferare. L'attivazione non è ristretta al sito danneggiato: un danno all'estremità di una fibra muscolare attiverà le cellule satelliti lungo tutta la fibra, comandandone la migrazione e la proliferazione nel sito da rigenerare (24, 25).
La fase proliferativa è seguita dal differenziamento in mioblasti che poi o si fondono con le fibre danneggiate per ripararle o si fondono tra loro per formarne di nuove. Durante la rigenerazione muscolare inoltre una parte di cellule satelliti è ripristinata; questo "auto-rinnovo" è un processo necessario senza il quale ripetute rigenerazioni muscolari porterebbero rapidamente a deplezione il pool di cellule satelliti (9, 24).
Studi in vitro hanno dimostrato che lo sviluppo del muscolo scheletrico è controllato da diversi fattori di crescita in grado di dare inizio al programma miogenico (9, 21, 22, 23):
- Ossido Nitrico (NO), sintetizzato dall'enzima Ossido Nitrico Sintasi (NOS) dopo stiramento o danno delle miofibre, attiva il rilascio di HGF (27, 28);
- HGF (hormone growth factor), è il primo fattore muscolare capace di indurre l'attivazione delle cellule satelliti quiescenti (26);
- IGF-1 e 2 (insuline-like growth factor1 e 2), in vitro, sono capaci di promuovere la proliferazione, il differenziamento e la fusione dei mioblasti (29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36) e di attivare i la miogenina, essenziale nel passaggio da mioblasti a fibre mature (37, 38);
- Muscle Regulatory Factors (MRFs), i cui membri sono MyoD, Myf5, Mrf4 e miogenina;
- PC4, proteina che attiva il fattore di trascrizione MyoD (41).
La miogenesi è controllata anche negativamente; un'importante proteina coinvolta è la Miostatina (39, 40). Dal punto di vista chimico fa parte del più ampio gruppo dei fattori di crescita e differenziamento TGF-ß (Transforming growth factor), è prodotta soprattutto dalle cellule del muscolo scheletrico (alcuni studi hanno rilevato la sua presenza anche nel tessuto adiposo, cardiaco e osseo) e la sua azione viene regolata dalla presenza di un inibitore chiamato follistatina: più è alto il livello di follistatina maggiore sarà lo sviluppo muscolare. Sembra che la follistatina sia in grado di interagire con le cellule satelliti stimolando la formazione di nuove cellule muscolari.
Le cellule satelliti sono un argomento di grande attualità in campo medico per le loro promettenti possibilità di utilizzo in svariate patologie, la loro scoperta ha aperto infatti nuovi orizzonti per la cura di alcune malattie muscolari e cardiache (43).
L'interesse dell'atleta è invece rivolto alla loro potenzialità di crescita muscolare in seguito ad opportuni allenamenti, come gli esercizi eccentrici (44, 45, 46). Per determinare lo sviluppo di nuovo tessuto muscolare si dovrà dunque ricercare, tramite specifici programmi, la lacerazione della membrana plasmatica delle fibre muscolari procurando microlesioni non evidenziabili neanche con la microscopia ottica. Tutto questo comporta l'evidenza di rivoluzionare la tradizionale concezione della metodologia di allenamento e sottoporre i muscoli a supportare:
- grossi carichi;
- ripetizioni medio-basse (6-8);
- accentuazione della fase eccentrica del movimento; /li>
- adeguato recupero tra una sessione e l'altra (si ha remissione dei sintomi in 8-10 giorni, un periodo nel quale il tessuto muscolare diviene resistente ad ulteriori usure. L'entità della lisi è chiaramente espressa dalla quantità di creatinachinasi (CK) circolante. Questo enzima, normalmente presente all'interno della cellula, responsabile della conversione dell'ADP in ATP, fuoriesce dalle membrane lesionate e raggiunge il suo picco ematico cinque giorni post- esercizio, evidenza del massimo danno proprio in questa fase).
Nonostante le loro grandi potenzialità, le cellule satelliti presentano però l'handicap di essere numericamente molto limitate (il numero varia inoltre da un individuo all'altro) e per di più il loro numero tende a decrescere con l'età. Questo, insieme a svariati altri fattori come ad esempio la miostatina (47) che contribuisce a mantenere le cellule satelliti in uno stato di quiescenza (48), può certamente contribuire a determinare il limite della crescita muscolare.
Un ringraziamento particolare alla mia amica biologa Rosalba Govoni per aver curato questa parte sulle cellule staminali, con un minimo contributo da parte mia.
Bibliografia
1. Tesch PA, Larsson L, Muscle hypertrophy in bodybuilders, Eur J Appl Physiol Occup Physiol, 49 (3), 301-6, 1982.
2. MacDougall JD, Sale DG, Elder GC, Sutton JR, Muscle ultrastructural characteristics of elite powerlifters and bodybuilders, Eur J Appl Physiol Occup Physiol, 48 (1), 117-126, 1982.
3. Antonio J e Gonyea WJ, Skeletal muscle hyperplasia, Med. Sci. Sports Exerc., 25:1233, 1993
4. Musacchia XJ, Steffen JM, Fell RD, Dombrowski MJ, Comparative morphometry of fibers and capillaries in soleus following weightlessness (SL-3) and suspension, Physiologist, 31(1 Suppl), S28-29, 1988.
5. Antonio J, Gonyea WJ, Skeletal muscle hyperplasia, Med Sci Sports Exerc, 25, 1233, 1993.
6. Antonio J, Gonyea WJ, Muscle fiber splitting in stretch-enlarged avian muscle, Med Sci Sports Exerc, 26 (8), 973-977, 1994.
7. Gonyea W, Ericson GC, Bonde-Petersen F, Skeletal muscle fiber splitting induced by weight-lifting exercise in cats, Acta Physiol Scand, 99 (1), 105-9, 1977.
8. Ho KW et al, Skeletal muscle fiber splitting with weight-lifting exercise in rats, Am. J. Anat., 157, 433, 1980.
9. Chargé SBP, Rudnicki MA, Cellular and Molecular Regulation of Muscle Regeneration, Physiol Rev, 84, 209-238, 2004.
10. Mauro A., Satellite cells of skeletal muscle fibres, J Biophys Biochem Cytol, 9, 493-495, 1961.
11. Schultz E, Gibson MC, Champion T, Satellite cells are mitotically quiescent in mature mouse muscle: an EM and radio-autographic study, Exp Zool, 206, 451-456, 1978.
12. Snow MH, A quantitative ultrastructure analysis of satellite cells in denervated fast and slow muscles of the mouse, Anat Rec, 207, 593-604, 1983.
13. Gibson MC, Schultz E, The distribution of satellite cells and their relationship to specific fiber types in soleus and extensor digitorum longus muscles, Anat Rec, 202, 329-337, 1982.
14. Rosenblatt JD, Lunt AI, Parry DJ, Partridge TA, Culturing satellite cells from living single muscle fiber explants in Vitro, Cell Dev Biol, 31, 773-779, 1995.
15. Schmalbruch H, Hellhammer U, The number of nuclei in adult rat muscles with special reference to satellite cells, Anat Rec, 189, 169-175, 1977.
16. Snow MH, A quantitative ultrastructure analysis of satellite cells in denervated fast and slow muscles of the mouse, Anat Rec, 207, 593-604, 1983.
17. Sallea A et al.. New muscle fiber production compensatory hypertrophy. Med. Sci. Sports Exerc., 12:268, 1980
18. McCall GE, Byrnes WC, Dickinson A, Pattany PM, Fleck SJ. Muscle fiber hypertrophy, hyperplasia, and capillary density in college men after resistance training. J Appl Physiol. 1996 Nov;81(5):2004-12).
19. Schultz E, Satellite cell proliferative compartments in growing skeletal muscles, Dev Biol, 175, 84-94, 1996.
20. Merly F, Lescaudron L, Rouaud T, Crossin F, Gardahaut MF, Macrophages enhance muscle satellite cell proliferation and delay their differentiation, Muscle Nerve, 22, 724-732, 1999.
21. Darr KC, Schultz E., Exercise-induced satellite cell activation in growing and mature skeletal muscle, J Appl Physiol, 63, 1816-1821, 1987.
22. Snow M.H., Myogenic cell formation in regenerating rat skeletal muscle injured by mincing. II. An autoradiographic study, Anat Rec, 188, 201-217, 1977.
23. Snow MH, An autoradiographic study of satellite cell differentiation into regenerating myotubes following transplantation of muscles in young rats, Cell Tissue Res, 186, 535-540, 1978.
24. Schultz E, Jaryszak DL, Valliere CR, Response of satellite cells to focal skeletal muscle injury, Muscle Nerve, 8, 217-222, 1985.
25. Schultz E, Jaryszak DL, Gibson MC, Albright DJ, Absence of exogenous satellite cell contribution to regeneration of frozen skeletal muscle, J Muscle Res Cell Motil, 7, 361-367, 1986.
26. Tatsumi R et al, HGF/SF is present in normal adult skeletal muscle and is capable of activating satellite cells. Dev Biol, 194, 114-128, 1998.
27. Anderson JE, A role for nitric oxide in muscle repair: nitric oxide-mediated activation of muscle satellite cells, Mol Biol Cell, 11, 1859-1874, 2000.
28. Tatsumi R, Hattori A, Ikeuchi Y, Anderson JE, Allen RE, Release of hepatocyte growth factor from mechanically stretched skeletal muscle satellite cells and role of pH and nitric oxide, Mol Biol Cell, 13, 2909-2918, 2002.
29. Coleman ME et al, Myogenic vector expression of insulin-like growth factor I stimulates muscle cell differentiation and myofiber hypertrophy in transgenic mice, J Biol Chem, 270, 12109-12116, 1995.
30. Doumit ME, Cook DR, Merkel RA, Fibroblast growth factor, epidermal growth factor, insulin-like growth factors, and platelet-derived growth factor-BB stimulate proliferation of clonally derived porcine myogenic satellite cells, J Cell Physiol, 157, 326-332, 1993.
31. Engert JC, Berglund EB, Rosenthal N, Proliferation precedes differentiation in IGF-I-stimulated myogenesis, J Cell Biol, 135, 431-440, 1996.
32. McFarland DC, Pesall JE, Gilkerson KK, The influence of growth factors on turkey embryonic myoblasts and satellite cells in vitro, Gen Comp Endocrinol, 89, 415-424, 1993.
33. Bark TH, McNurlan MA, Lang CH, Garlick PJ, Increased protein synthesis after acute IGF-I or insulin infusion is localized to muscle in mice, Am J Physiol Endocrinol Metab, 275, E118-E123, 1998.
34. Barton-Davis ER, Shoturma DI, Sweeney HL, Contribution of satellite cells to IGF-I induced hypertrophy of skeletal muscle, Acta Physiol Scand, 167, 301-305, 1999.
35. Musaro A, McCullagh KJ, Naya F.J., Olson E.N., Rosenthal N., IGF-1 induces skeletal myocyte hypertrophy through calcineurin in association with GATA-2 and NF-ATc1, Nature, 400, 581-585, 1999.
36. Semsarian C et al, Skeletal muscle hypertrophy is mediated by a Ca2+-dependent calcineurin signalling pathway, Nature, 400, 576-581, 1999.
37.Hasty P et al, Muscle deficiency and neonatal death in mice with a targeted mutation in the myogenin gene, Nature, 364, 501-506, 1993.
38. Nabeshima Y et al, Myogenin gene disruption results in perinatal lethality because of severe muscle defect, Nature, 364, 532-535, 1993.
39. Greene EA, Allen RE, Growth factor regulation of bovine satellite cell growth in vitro, J Anim Sci, 69, 146-152, 1991.
40. Lefaucheur J, Sebille A, Muscle regeneration following injury can be modified in vivo by immune neutralization of basic fibroblast growth factor, transforming growth factor beta 1 or insulin-like growth factor I, J Neuroimmunol, 57, 85-91, 1995.
41. Micheli L et al, PC4 Coactivates MyoD by relieving the Histone Deacetylase 4-Mediated inhibition of myocyte enhancer factor 2C, Molecular and Cellular Biology, 25 (6), 2242-2259, 2005.
42. Dangott B, Schultz E, Mozdziak PE, Dietary creatine monohydrate supplementation increases satellite cell mitotic activity during compensatory hypertrophy, Int J Sports Med, 21 (1), 13-16, 2000.
43. New England Journal of Medicine,Volume 350, pag. 2682-2688, numero 26, 24 giugno 2004.
44. Irintchev A, Wernig A, Muscle damage and repair in voluntarily running mice: strain and muscle differences, Cell Tissue Res, 249, 509-521, 1987.
45. Faulkner JA, Brooks SV, Opiteck JA, Injury to skeletal muscle fibers during contractions: conditions of occurrence and prevention, Phys Ther, 73, 911-921, 1993.
46. Armstrong RB, Warren G.L., Warren J.A., Mechanisms of exercise-induced muscle fibre injury, Sports Med, 12, 184-207, 1991.
47. Musolino G, "Miostatina: ruolo inibitorio sullo sviluppo muscolare", Chinesiologia, 23 (3), 23-26, 2005.
48. McCroskery S et al., Myostatin negatively regulates satellite cell activation and self-renewal, The Journal of Cell Biology, 162 (6), 1135-1147, 2003.





Commenti
LASCIA IL TUO COMMENTO20 febbraio 2012
potreste caricare l'immagine delle fibre muscolari in alta definizione? io ho qualcosa di simile solo sul wilmore costill in inglese.
cosi' non e' ne' leggibile ne' stampabile.
20 febbraio 2012
ammetto che questa parte
mi ha lasciato un pò perplesso...
20 febbraio 2012
@swaroski: non abbiamo una versione a risoluzione più alta di quell'immagine (o meglio ... quella che abbiamo è leggermente meglio ma comunque sfuocata)...quindi lascio a Silvio la risposta (se lui ce l'ha possiamo uploadarla al posto di quella che c'e' ora).
Per tutti gli altri commenti, lascio all'autore la risposta
20 febbraio 2012
L'articolo è eccellente per forma e contenuti. Tuttavia, per quel pochissimo che so, rimango perplesso anche io riguardo a due cose: la prima è quella che ha fatto notare Leviatano 89, la seconda è sull'effettiva entità della miogenesi, che mi pare sia sostanzialmente trascurabile rispetto all'ipertrofia.. (ma, ripeto, parlo da profano).
20 febbraio 2012
Hai ragione Leviatano89, premetto sottolineando che l'argomento è piuttosto delicato, infatti son ricorso alla competenza di una biologa per evitare di sforare in materie che non sono le mie e per le quali è necessario uno studio approfondito. Ad ogni modo la tua domanda trova risposta più avanti nell'articolo, non si intende infatti sostenere che senza DOMS non c'è crescita muscolare, altrimenti non spiegherebbe perchè molti powerlifter sono cosi "grossi", ma che i processi di riparazione successivi ai DOMS stimolano la proliferazione delle cellule satellite, dalle quali a sua volta deriverebbe l'iperplasia, come a dire è una strada percorribile, ma una delle tante! L'articolo è provocatorio e trae spunto da alcuni concetti proposti da Cianti, il quale parla di Iperplasia e di fare gli esercizi base anche una volta ogni 15 giorni per stimolare i processi di recupero, per tale motivo è strettamente collegato all'altro articolo sulla SC! ma è realmente cosi? come citato "in alcuni soggetti è stato riscontrato un reale incremento della stima del numero di fibre muscolari, mentre in altri no" il resto della risposta la trovi a fine articolo
20 febbraio 2012
Sicuramente la proposta di tirare alla morte le serie con medie ripetizioni e recuperare molti giorni è una proposta plausibile, ma non certo in chi vuole migliorare le alzate, per le quali è necessario un assiduo lavoro tecnico / qualiativo, non a caso i pesisti si allenano anche tutti i giorni anche due volte al giorno! magari è meglio dopo i base inserire una serie di manubrioni x 6 reps tirate e ricercare li i DOMS. Ripeto è un bel argomento di discussione che lascia a voi le risposte, io ho solo tirato la pietra nello stagno! Grazie per i commenti fin qui presentati!
20 febbraio 2012
Per quanto riguarda L'immagine se non ricordo male l'ho stratta da internet, ma qualla dei libri di fisologia Katch o Costill è anche meglio. Comunque è un'immagine super comune, la trovi ovunque, la versione che ho io non è molto qualitativa, ma l'importante era capire come sino suddvisi i tessuti della fibra muscolare.
24 febbraio 2012
Avrei una domanda sui recuperi. Penso all'attività di ricerca in generale, e noto che un gruppo che lavora su uno specifico processo tende sempre, direi ovviamente, a focalizzarsi su quello, per leggere tutto "il mondo". Così, nello specifico, succede che vengano proposti, o almeno indicati, tempi di recupero legati alle informazioni che derivano dall'analisi di quel processo fisiologico che si trova sotto la lente del ricercatore.
Ora, ho l'impressione che tutto questo non tenga conto di due cose: da un lato del processo di apprendimento (inteso come allenamento all'allenamento, ma non solo) dell'organismo nella sua complessità, dall'altro dell'esperienza sul campo. Quest'ultima ci dice che i risultati sportivi più validi vengono da scuole dove si fanno regolarmente due sedute di lavoro al giorno, e in genere un giorno di stop settimanale. Probabilmente se anziché alla prestazione estrema si punta alla salute i ritmi devono essere più ragionevoli.. ma siamo in ogni caso lontani dagli 8-10 giorni di recupero cui si accenna in questo prezioso articolo, e tanto cari ai teorici del breve intenso infrequente. Secondo me il problema è quello di spostare l'attenzione - quando si tirano le somme - dallo specifico processo di generazione dei tessuti (importantissimo, e che ci apre gli occhi su possibili errori) alla "vita" dell'atleta e del suo gesto, insomma, più sull'apprendimento che sull'allenamento. E così forse ci si spiega come mai servano tutte le sedute dei russi o dei cinesi, per ottenere i risultati che conosciamo.
24 febbraio 2012
ops.. avevo in mente questa cosa dall'altra sera e l'ho buttata giù senza accorgermi che avevate già affrontato il tema.. chiedo scusa!
24 febbraio 2012
Ciao Marokun, si la tua domanda trova già risposta nell'articolo e commenti. Il discorso dei dieci giorni di recupero per la proliferazione delle cellule satellite da un lato ci protrebbe stare, ma gli studi a riguardo non sono affatto conclusivi. Certo è che dipende anche dagli obiettivi, se si ricercano solo i DOMS e la crescita muscolare oppure si desidera essere più atleti che pompati. il problema più grosso nel far passare cosi tanto tempo è che la tecnica va a farsi benedire! quindi non siamo più atleti ma gente che sposta pesi tipo quelli dei traslochi. Fra l'altro ce una cosa da aggiungere, nel crossfit per esempio insegnano una qualità che loro chiamano "stamina" ossia la capacità del corpo a recuperare in tempi più brevi man mano che si è più allenati, questa capacità potrebbe estendersi anche ai DOMS, se proprio ricerchiamo la lacerazione del tessuto connettivo e quindi accelerare i processi di ricostruzione.
03 marzo 2012
Silver, l'articolo è (per un geek come me) dannatamente interessante e ben particolareggiato.
Mi viene una domanda: per ottimizzare l'iperplasia senza dimuire le sessioni è quindi possibile aggiungere qualche tipo di stimolo, una strategia particolare?
03 marzo 2012
Grazie!! se stiamo ai tempi di ripristino delle cellule staminali direi di no, però mi vien in mente una cosa, nella mesociclo di allenamento Ado consiglia una settimana detta di "limite tecnico" in cui cioè si azzarda con un peso superiore alle nostre possibilità di una tecnica maledettamente impeccabile (come dovrebbe essere sempre!) e la settimana successiva si scarica, quindi perchè non in serire qui il lavoro di sforzi ripetuti a cedimento anche nei complementari?!
Un abbraccio a presto!
04 marzo 2012
Cioè aggiungere dei complementari a cedimento a fine sessione? Ma, eventualmente, stimolerebbe l'iperplasia solo in quei distretti??
(ci si "brucia" così?)
04 marzo 2012
ESATTO! ma lo fai solo nella settimana di "limite tecnico" prima dello scarico
05 marzo 2012
Ah, ma tu intendi sia nei complementari che non...ho capito.
Interessante, comunque, da rifletterci...sai dov'è l'articolo dove Ado parla di questo?
07 marzo 2012
non saprei, io ho fatto la certificazione RTSS, Ado ne ha parlato spesso ... te la consiglio!
07 marzo 2012
Guarda, non mi dispiacerebbe affatto, ma non ho mai studiato scienze motorie o simili e non so s'è possibile...(avevo giusto chiesto su twitter, ma non ricevuto risposta)
...ritornando un attimo al discorso: si può pensare pure di enfatizzare la fase eccentrica, no?
07 marzo 2012
Rispondo solo al dubbio sulla certificazione RTSS (sorry se abbiamo perso qualche domanda sui social network/microblog)...
Dirò solo che la certificazione RTSS è stata concepita come un percorso di "primo livello" e non è quindi basata su alcuna conoscenza pregressa (è aperta a tutti e non serve aver fatto prima corsi di alcun tipo).
Potrei scrivere ancora molto ma mi fermo qua perchè sono già off-topic
08 marzo 2012
Mi piacerebbe: ci penserò su...
Per il resto attendo la risposta di Silver.
11 aprile 2012
ciao a tutti.
ho provato due/tre cicli in stile Cianti; mi hanno dato qualche cosa in volume, ma i cicli in stile metodo distribuito funzionano meglio per me dal punto di vista volume.
comunque una possibilità per mantenere la tecnica degli esercizi base potrebbe essere :
es all schiena :
stacco 4x6
sbarra 4x8
rem manubri 4x8
...
panca piana MAV 3 (ma arrivando un pò meno del MAV vero e proprio).
in pratica faccio una seduta di "richiamo" alla fine di una seduta dedicata ad un altro muscolo.
Cianti ed altri sostengono che le basse reps non provocano lisi dei tessuti (non ho francamente capito perchè).
facendo 3 reps e fermandosi prima del MAV - > poca interferenza con i meccanismi di riparazione delle cellule staminali.
con il MAV 3 lavoro sulla tecnica.
in pratica, facendo così alleno la panca nella seduta relativa ai pettorali (in 4x6 ad esempio, con croci etc e chi ne ha più ne metta) e con il richiamo.
in pratica quindi ogni 5/6 gg.
parlando più tecnicamente, la seduta tecnica di permette di migliorare la qualità per far salire anche il 4x6 (miglioro la tecnica)
PS: ho posto la domanda a Cianti, su Facebook, mi ha detto che secondo lui non è consigliabile
Per lasciare un commento devi essere registrato. Se possiedi un account effettua il login, altrimenti iscriviti subito!